There is no emblem/impresa in the collection with that number.
motto/title
INSEGNA.
Sopra la Insegna di Massimilian
Duca di Melano.
Page 005
pictura
primary text/subscriptio
Saggio alto Signor la insegna vostra
Fanciul, ch’esce di bocca a un serpe fora
Il che l’alta vertu Scopre e dimostra,
C’hebber vostr’Avi, & hor con voi dimora.
Cosi la Dea, che con li vitii giostra,
De la testa di Giove nacque anchora.
E l’impresa da questa il Magno tolse,
Che d’ Amon figlio esser creduto volse.
Page 005
motto/title
Che l’uomo deve in Dio allegrarsi. Page 006
pictura
primary text/subscriptio
D’Aquila sotto à piume elette e nove
Monstra qui del Pittor l’acorta mano;
Come colui, che’l sesto Giro move,
Portò nel cielo il giovane Troiano.
Ma chi creder vorrà, ch’ardesse Giove
Di fanciullesco amor, empio, e profano?
E rapito da Giove huom, la cui mente
Inalzata da lui lieta si sente.
Page 006
motto/title
Che la sapienza humana appresso Dio è pazzia. Page 007
pictura
primary text/subscriptio
Ne Drago si po dir, ne d’huom perfetto
Il mostro, che vedete, horrido e strano,
Che senza piedi ha testa, braccia, e petto,
E coda di Serpente, e aspetto humano.
Tai son color, che con averso effetto.
Hanno il candido in bocca e’l vero in mano
Dio non conosce, e’ndarno ad alto mira
Chi nel fango mortal s’avolge e gira.
Page 007
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Sopra à fede real giovane bella
Vestita di purpureo habito adorno,
Altrui porge bevanda amara e fella,
Unde giace gran turba ebbra d’intorno.
Dolce al principio è la bevanda; e quella
Nel fine a l’huom reca amarezza e scorno:
Tal Babilonia con parlar facondo
Sotto a falsa dottrina inganna il mondo.
Page 008
motto/title
Non a te, ma alla Religione. Translation (English)
Page 009
pictura
primary text/subscriptio
Mentre rozzo Asinel la imagin santa
D’Isi di qua di la lento portava;
Vedendo ovunque gía, la turba tanta,
Ch’adorando la Dea le s’inchinava,
Fra se stesso di cio si gloria e vanta
Recando a se l’honor, ch’a lei si dava:
Quando a colpi di busse la sua guida;
Tu Dio non sei, mala Dea porti grida.
Page 009
motto/title
Che l’huomo dee indrizzarsi, dove è chiamato da Iddio. Translation (English)
Page 010
pictura
primary text/subscriptio
La, dove molte vie diversa strada
Porgono a l’huom, sopra un sassoso colle
Posta è la Imagin di Mercurio. Bada
Tu, ch’erri per terreno asciutto o molle;
Ch’ei demonstra la dritta, onde si vada
Per sicuro camin, ch’al giogo estolle.
Tutti errano qua giu per questa valle,
Se la destra di Dio non mostra il calle.
Page 010
motto/title
Imagine della Fede. Translation (English)
Page 011
pictura
primary text/subscriptio
L’honor vestito di purpureo manto
Tenga per man la Veritade ignuda.
Nel mezzo stiasi Amor sincero e santo:
Cui di rose ghirlanda i capel chiuda.
Questa è la Fe, la qual solleva honore,
Verità partorisce, e nutre Amore.
Page 011
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Per far, che suon disordinato e strano
Non esca fuor di si diverse corde,
Bisogna dotta e ben esperta mano.
Perche una sola, che non ben s’acorde,
O che si rompa, fa che quel concento,
Che prima grato fu, tutto si scorde.
Cosi qualhor più d’un Signor è intento
Per commun bene a convenir insieme,
S’Amor gli regge, ogni timor è spento.
Ma s’un discorda, e altrove inchina e preme,
Alhor quell’harmonia tutta perisce,
Onde una parte impera, e l’altra geme.
Page 012
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Mentre sta queto e tien la bocca chiusa,
Non è dal savio differente il matto;
Perche la lingua lui medesmo accusa,
Ch’è; de la sua pazzia vero ritratto.
Onde a coprir la mente in lui confusa
Impari da l’esempio qui ritratto.
Tenga chiuse le labra, e stretti i denti,
Et un novello Harpocrate diventi.
Page 013
motto/title
Che i consigli appalesar non si debbono. Translation (English)
Page 014
pictura
primary text/subscriptio
L’infame Mostro; che con nobil arte
Dedalo chiuse in cieco Labirintho.
In ogni impresa il buon popol di Marte
Ne le bandiere sue portò dipinto,
Per darne a diveder, ch’in chiusa parte,
E da silentio d’ogn’intorno cinto
Dev’esser di chi regge ogni consiglio.
Che inteso, apporta ogn’hor danno, e periglo.
Page 014
motto/title
Che l’huomo ne i tormenti deve essere insuperabile. Translation (English)
Page 015
pictura
primary text/subscriptio
D’Harmodio la fedele amica ardita
Per minacie giamai, ne per tormenti
Non discorverse la conjura ordita
Cosi di lui, come de l’altre genti.
Onde con maraviglia alta e infinita
D’i secoli futuri e d’i presenti,
Fu in forma di Leona in su la Rocca
D’Athene sculta senza lingua in bocca.
Page 015
motto/title
I forti & gli insidiatori vincersi col consiglio e con la vertù. Translation (English)
Page 016
pictura
primary text/subscriptio
Come vincer poteo Bellerophonte
L’empia Chimera su’l cavallo alato:
Cosi vincer po l’huom gli oltraggi e l’onte
D’altrui, con l’ali di virtude alzato.
Page 016
motto/title
Vigilanza e custodia. Translation (English)
Page 017
pictura
primary text/subscriptio
Perche il cristato augel predice il giorno,
E a le fatiche lor desta le genti;
Sta su le Torri, onde risguarda intorno
Per isvegliar le adormentate menti.
Nanzi l’entrata poi del Tempio adorno,
Accio ladro no v’entri, e rubar tenti,
Giace un Leon; perch’ei sol fra le torme
De gli animai con gli occhi aperti dorme
Page 017
motto/title
Che si dee viver sobriamente’e non creder scioccamente. Translation (English)
Page 018
pictura
primary text/subscriptio
Non esser ebbro, e altrui non porger fede
Disse Epicarmo, e ne vivrai felice.
Ecco l’occhiuta man; che quanto vede,
Crede esser vero, e non quanto si dice.
Ecco il Pulegio, che gia esempio diede
(Herba gentil) di quanto mangiar lice.
Col quale esempio Heraclito prudente
Da gran sedition tolse la gente.
Page 018
motto/title
Che l’huomo dee cosiderar quello, ch’egli ha operato, & quello c’ha lasciato d’operare Translation (English)
Page 019
pictura
primary text/subscriptio
Pythagora insegnò, che l’huom dovesse
Considerar con ogni somma cura
L’opra, che d’egli fatta il giorno havesse,
S’ella eccedeva il dritto e la misura,
E quella, che da far pretermettesse.
Cio fa la Grù, che’l volo suo misura,
Onde ne piedi suol portar un sasso
Per non cessar, o gir troppo’alto, o basso.
Page 019
motto/title
Da capo quel, ch’apportiene
Translation (English)
Page 020
pictura
primary text/subscriptio
Duo volti ha Giano, onde discerne e vede
Tutte le cose, o sian di dietro o inanzi.
Cio dinota il prudente, a cui richiede
Volger la mente ovunque vada o stanzi,
Cosi al passato, che giamai non riede,
Come à quellò, ch’oprar vuol per inanzi.
Questa è vera dottrina, di cui senza
Vivendo, vive l’huom senza prudenza.
Page 020
motto/title
Ch’al prudente non convengono molti parole. Translation (English)
Page 021
pictura
primary text/subscriptio
Athene già per propria insegna tenne
La Civetta di buon consigli uccello.
Questa accettò Minerva (e ben convenne)
Quando la Dea cacciò del santo hostello
La cornacchia; à cui sol quel danno avenne
Di ceder luogo à uccel di lei men bello,
Perche la sciocca fu troppo loquace.
Saggio chi poco parla, e molto tace.
Page 021
motto/title
Che le buone deliberationi si debbono mettere in opera à tempo. Translation (English)
Page 022
pictura
primary text/subscriptio
Ch’esser dobbiamo in ogni impresa nostra
Presti ad oprar, e nel discorrer lenti,
Il pesce avolto a la saetta il mostra,
Che suol nave fermar ne i maggior venti
Questi n’accrescan la prudenza nostra
O voi, che sete a riguardar intenti.
Tardo l’un l’altra veloce e leve;
Effetti, che patir l’huomo non deve.
Page 022
motto/title
In un’che è preso Translation (English)
Page 023
pictura
primary text/subscriptio
Dopò molto seguir, nel fin t’ho colto
Lubrico pesce: e perche piu non fuggi,
Tra mille foglie t’ho legato, e avolto.
Page 023
motto/title
Che le vergine si debbono con molta diligenza custodire. Translation (English)
Page 024
pictura
primary text/subscriptio
De la vergine Palla qui si vede
La vera effigie; e le si mostra a lato
Il buon Drago fedele, à cui si diede
La custodia del tempio à lei sagrato.
Questo porge à chi mira esempio e fede,
Che mal si serba il virginale stato,
Se guardato non ven: che sempre amore
Cerca a quel per piu vie di tor l’honore.
Page 024
motto/title
Che’l vino accresce la prudenza. Translation (English)
Page 025
pictura
primary text/subscriptio
Nel bel Tempio divin s’honora e cole
Pallade, e’l Dio, cui la Cretense piaque;
Perche di Giove è l’uno e l’altra prole.
Del fianco quel, questa del capo nacque.
L’uno trovò il liquor, che’l mondo suole
Cotanto amar, e senza infermo giacque;
L’altra l’oliva, onde chi abhorre il vino,
La dea lo fugge, e’l lascia ignudo e chino
Page 025
motto/title
Che i prudenti si astengono dal vino. Translation (English)
Page 026
pictura
primary text/subscriptio
Perche mi fai lasciva vite affesa?
Io son l’arbor di Pallade. rimovi
Gli spessi rami, che mi tengon presa,
Et altrove procaccia appoggi novi:
Che vergine fanciulla à virtù avezza
Bacco, come nemico, odia e disprezza.
Page 026
motto/title
Nella statoa di Baccho Dialogo. Translation (English)
Page 027
pictura
primary text/subscriptio
Baccho chi fu quell’huom tanto fra noi
Aventuroso sopra ogni mortale,
Che qui ti vide, e ti scolpio dapoi?
Fu Prasitele, alto intelletto, il quale
Mi vide alhor, ch’io fei dolce rapina
De la bella Arianna, e lei immortale.
Deh’perche ne l’età, che piu s’inclina
A glianni di Titone, e’l lascia a drieto,
Hai si giovane faccia e peregrina?
Perche se i doni miei temprato e queto
Page 027
motto/title
Che non si dee ne con fatti, ne con parole offendere alcuno. Translation (English)
Page 029
pictura
primary text/subscriptio
Nemesi dietro a l’huomo il passo tiene.
E porta il freno ne la destra mano;
Con l’altra il manco cubito sostiene,
Per ammonir, ch’alcun cieco od insano
Non dica mal d’altrui, ne irato scenda
Talhor à ingiurioso atto e villano;
Ma tenga modo, onde nessuno offenda.
Page 029
motto/title
Che nel fine la Giustitia ottien sua ragione. Translation (English)
Page 030
pictura
primary text/subscriptio
Da la falsa eloquenza Aiace vinto
Perdeo tra Greci il meritato scuto.
Nettuno poi, c’hebbe submerso e cinto
D’acqua il legno d’Ulysse irato e crudo;
Questo da l’onde al fin portato e spinto
Pervenne, ov’era de la carne ignudo
D’Aiace il corpo, tal che d’indi a poco
La giustitia di Dio tenne suo loco.
Page 030
motto/title
Che ancho i feroci si domano.
Translation (English)
Page 031
pictura
primary text/subscriptio
Poi, c’hebbe Antonio con la morte indegna
Di Ciceron, l’alma eloquenza morta,
S’un carro alzò la vincitrice insegna;
E di quel duo leon fur guida e scorta,
Per dimostrar, che la superbia degna
Del Roman sangue bellicoso e scorta,
Rivolta al ben de la sua patria amata,
Havea con l’armi sue vinta e domata.
Page 031
motto/title
Che verso i benefattori gratitudine mostrar si deve. Translation (English)
Page 032
pictura
primary text/subscriptio
Piena d’amor i non pennuti figli.
Dentro l’amato nido (esempio bello)
Nutrisce la Cicogna; e da perigli
Guarda di questo, e di quell’altro uccello.
Onde avien poi, ch’è; vecchia, la sua prole
Su gli homeri la por ta, e pascer suole.
Page 032
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Qui il Principe si lava ambe le mani
Per demostrar, che chi governa e regge
Conven, c’habbia i pensier candidi e sani,
Perche non vada mai zoppa la legge,
Che, com’ella s’inchina e torce un poco,
Honestà, ne ragion non ha piu loco.
Page 033
motto/title
Che i buoni non debbono temer le fraudi de ricchi. Translation (English)
Page 034
pictura
primary text/subscriptio
Tutte ne involan le sostanze nostre
(Quasi rapaci Harpie) gli avari ingrati;
Se l’huom con la virtù lor non si mostra
Zete, e’l fratello, i duoi giovani alati.
Page 034
motto/title
Insegna de gli huomini forti. DIALOGO. Translation (English)
Page 035
pictura
primary text/subscriptio
Perche di Giove Augel sublime e degno,
Habiti d’Aristomene la tomba?
Com’io fra uccelli per fortezza regno,
Cosi vins’egli altrui con chiara tromba.
Sovr’a sepolcri d’huom timido e indegno
Che mai non vide il sol, stia la colomba.
Noi d’intrepido cuor contra le morti.
Siamo le insegne de gli arditi e forti,
Page 035
motto/title
Che l’huom dee patire il male, & astenersi da quello. Translation (English)
Page 036
pictura
primary text/subscriptio
Patire & astener, disse Epitteto,
Deve l’huom savio in tutte l’opre sue,
Se viver vuol qua giù sincero e lieto
Tutti i suoi di, non pur un’anno o due.
Cosi soffre l’imperio humile e queto
Del Duce, il destro piè legato il Bue.
Cosi dove ne va, come conviene,
Da le gravide bestie si contiene.
Page 036
motto/title
In cui non sa usare adulatione. Translation (English)
Page 037
pictura
primary text/subscriptio
Hor queste, hor quello il fier destrier scavalca
E spesso in danno suo muta padroni.
Non sa punto adular: per questo calca
Quei che di cavalier rende pedoni.
Al fin s’abbatte in un, che lo cavalca,
E che lo sa domar con briglia e sproni.
On d’egli per trovar chi l’ami e prezzi;
Mansueto diviene, e cangia vezzi.
Page 037
motto/title
Che si deve perseverar nelle imprese malagevoli. Translation (English)
Page 038
pictura
primary text/subscriptio
A chi la preme, l’honorata palma
Fa di se un’arco; e ne solleva poi,
E con impeto al ciel leva la salma.
Fanciullo ascendi, e stringi i rami suoi:
Che di che frutti t’emperai le mani,
Ch’ornan le mense, e rari son fra noi.
Non fian, si soffri, i tuoi sudori vani.
Page 038
motto/title
CONCORDIA.
Esempio della Concordia. Translation (English)
Page 039
pictura
primary text/subscriptio
Di stabile Concordia esempio e segno
Son le Cornachie, e mai non rompon fede.
Quinci guardan lo scetro; perche un regno
Per Concordia s’accresce e ha fermo piede.
Ma s’ella manca, privo di sostegno.
La sua ruina in picciol tempo vede.
Che la discordia in lui movendo l’ale,
Tanto abbatte e distrugge, quanto assale.
Page 039
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Alhor, che de l’Imperio alto Romano
L’armi contra di se rivolte foro;
Onde Thessaglia sanguinoso il piano
Vide; e n’hebbe la Italia aspro martoro;
Solean gli uniti d’un voler la mano,
Come in pegno di fe, darsi fra loro:
Segno d’alta concordia: & ben conviene
Giunga la man quei, ch’amor giunti tiene.
Page 040
motto/title
Concordia insuperabile. Gerione. Translation (English)
Page 041
pictura
primary text/subscriptio
Fur tre fratelli in tal concordia uniti,
Che chiamar si poteano un corpo solo.
Per questo possedean diversi liti,
Ne temean contra lor tutto uno stuolo.
Quinci di molti hebber le forze dome,
E meritar fra tutti unico nome.
Page 041
motto/title
Che l’ingegno e la forza da perse nulla possono. Translation (English)
Page 042
pictura
primary text/subscriptio
Qui di Tydeo e di Laerte il figlio
Dissegnato ha’l Pittor chiaro e immortale.
Questo è di forza, e quel buon di consiglio,
Ma poco l’un senza de l’altro vale.
Congiunti insieme han la vittoria in mano:
Soli, questa è abbattuta, è quello è vano.
Page 042
motto/title
Che l’animo, in cui la virtù ha fatto salde radice, non puo esser vinto da fortuna. Translation (English)
Page 043
pictura
primary text/subscriptio
Percuota intorno il mar: soffino i venti:
Che, come Quercia per molt’anni grave,
Nulla si move, e nulla teme o pave
L’animo armato di virtù lucenti.
Page 043
motto/title
Che la speranza dee venir di sopra. Translation (English)
Page 044
pictura
primary text/subscriptio
Come da l’onde, e dal furor de venti.
In mezzo’l mare combattuto legno:
Tal percossa da pene e da tormenti
E nostra vita senza un sol ritegno;
Se bei lumi di sopra almi e lucenti
(Nel pelago mortal solo sostegno)
Non la reggono ogn’hor, si, che dal torto
Suo camin speri di ridursi in porto.
Page 044
motto/title
Nella imagine della speranza.
DIALOGO. Translation (English)
Page 045
pictura
primary text/subscriptio
Tu, che riguardi il cielo
Con faccia cosi lieta,
Qual sei tu bella Dea?
Io son colei, ch’acqueta
Ogni noioso stato;
Page 045
motto/title
Che sempre si dee procacciar meglio. Translation (English)
Page 048
pictura
primary text/subscriptio
Mentre pascer si suol, va sempre avanti
Il porco, e mai non si rivolge a drieto:
Cosi l’huom, ch’è; lontan da noie e pianti,
Dee procacciar che’l dolce stato e lieto
Vada sempre accrescendo, onde giamai
Non torni a dietro, & ei rimanga in guai.
Page 048
motto/title
Che no si debbono sperar, senon le cose lecite. Translation (English)
Page 049
pictura
primary text/subscriptio
Qui Nemesi e Speranza si contiene;
Accio che speri sol, quanto conviene.
Page 049
motto/title
PERFIDIA,
In vittoria acquistata per fraude. Translation (English)
Page 050
pictura
primary text/subscriptio
Io misera virtù (chi’l crederia?)
Squarcio le bianche chiome;
E di pianto ad ogn’hor caldo e vivace
La sepoltura humil bagno d’Aiace:
Poscia che l’opra mia
De la fraude abbatuta e vinta giace.
Page 050
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Picciol lucerta; che d’atro colore
Stellato ha il manto; onde le gente antiche
La chiamar Stellio, che luoghi d’horrore.
Ama; e le son le sepolture amiche,
E l’invidia, e la fraude monstra fuore,
Per cui le donne son fiere nemiche.
E chi beve una volta del liquore,
Ove questo animal fu immerso e posto.
Di lintigini il volto è offesso tosto.
Page 051
motto/title
Inganno contra i suoi, Translation (English)
Page 053
pictura
primary text/subscriptio
L’Annitra avezza a ritornar sovente
Al suo padron, che lei nascoso attende;
Quando le sue compagne vede e sente
Volar per l’aria, anch’ella il volo prende;
E seco s’accompagna, e finalmente
Ne le reti con lor lieta discende
E per esser ad altri utile amica
Si fa de propri suoi fiera nemica.
Page 053
motto/title
Contra quegli, che danno ricetto a huomini malvagi, e homicidiali. Translation (English)
Page 054
pictura
primary text/subscriptio
E’dovunque nel porta ogni sentiero,
Cinto d’huomini al mal sempre rivolti
Elpidio, e se ne va gonfio & altero
Perche a la mensa sua mangiano molti.
Ma lacerato è da suoi partigiani,
Qual novello Atheon da proprii cani.
Page 054
motto/title
Contra gli Adulatori. Translation (English)
Page 055
pictura
primary text/subscriptio
Tiene il Chameleon la bocca aperta,
E d’aura si nudrisce.
Si cangia spesso, e varii color prendre,
Fuor che’l bianco e’l vermiglio.
Cotal di popular aura si pasce
L’adulator mai sempre.
Divora; e imita ogni costume, eccetto
Il candido e sincero.
Page 055
motto/title
Che non si dee commetter le cose altrui in chi le sue ha consumate. Translation (English)
Page 056
pictura
primary text/subscriptio
Perche nel grembo di Medea commetti.
Simplice. Augello il tuo nido diletto?
C’hora perdoni a tuoi pensi & aspetti,
S’ella a proprii figliuoli aperse il petto?
Page 056
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Cade sossopra, e in van la briglia stende
l’huom, che sfrenato il corridor trasporta.
Cosi del’ardir suo mal fin attende
Colui, che non ragion, ma’l voler porta.
Page 057
motto/title
Furore, e rabbia. Translation (English)
Page 058
pictura
primary text/subscriptio
Serba lo scudo in natural colore
La testa d’arrabiato empio leone,
E sopra quello di cotal tenore
Verso a legger a tutti si propone.
Il leon è de gli huomini terrore,
Onde uso questa insegna Agamennone;
Forse di forza e di valor tremendo
Se stesso a quello assamigliar volendo.
Page 058
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Vedi, si come mal Phetonte ardito
Resse il carro del padre: onde dapoi.
Che col danno de vivi alto e infinito
Distrugge da gli Hesperii a i lidi Eoi,
Cadde: e l’audace corso hebbe finito
Parimento col fin de glianni suoi.
Cosi s’erge alcun Principe, ch’al fondo
Muorsi, dopo haver prima afflito il mondo.
Page 059
motto/title
Contre quegli, che ardiscono di mettersi a impresa, à cui non bastano le forze loro.
Translation (English)
Page 060
pictura
primary text/subscriptio
Mentre, che sotto a un pino Hercole dorme,
E col sonno ristora i membri lassi;
Lo assaltan de pigmei le picciol torme,
Chi con balestra, chi con spada, e sassi.
Ei poi che desto i temerarii vide,
Tutti a guisa di pulici gli uccide.
Page 060
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Mentre, che di far bianco il negro tenti,
Cerchi che notte chiaro dì deventi.
Page 061
motto/title
Quello, che dinota questa voce Cucù. Translation (English)
Page 062
pictura
primary text/subscriptio
Grida spesso al villan con voce altera
Cucù più d’uno, e non senza cagione:
Però, che’l cuco canta a Primavera,
Al potar de le viti atta stagione:
Dove chi cessa, e non fa l’opra intera
Porta egli l’uova in altrui nido e cesta:
Tal chi pone ad altrui le corna in testa.
Page 062
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Col batter de la coda isdegno & ira.
Il superbo leon nudrisce, e prende
Cosi l’offesa, che l’huom commove e gira,
A indomito furor spesso l’accende.
Page 063
motto/title
In chi se medesimo offende.
Translation (English)
Page 064
pictura
primary text/subscriptio
Ecco, come’l Pastor mio poco astuto
Vuol, ch’io nudrisca il lupo; e non s’avede
Che tosto che l’ingrato fia eresciuto,
Ei mi divorera dal capo al piede.
Che’l malvagio, pero’huom li giovi assai,
Buon non diventa in alcun tempo mai.
Page 064
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Ti maravigli, ch’io ti ponga nome
D’Oto, essendo, si come affermi spesso,
Otho con l’H, il tuo antico cognome.
Hor vo, ch’intendi la cagione espresso
Oto è un uccello, c’ha gliorecchi, come
Ha la civeta, e serba un stile istesso
In allettar gl’uccei per questo a prova
A te più degno nome non si trova.
Page 065
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Niobe, pero ch’a i Dei volle agguagliarsi,
Per miracol divin pietra divenne:
Il che a le Donne puote assimigliarsi,
Che alcun humiltà mai di rado tenne.
Superbe son le femine, e a tutt’hore
Dura ostination sta lor nel core.
Page 066
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Era per fino a l’ombilico Scylla
Leggiadra Donna, e monstruoso il resto:
Tal chi a rapine & avaritia è intento,
E non chi d’honestà; vive contento.
Page 067
motto/title
Amor di se stesso. Translation (English)
Page 068
pictura
primary text/subscriptio
Se stesso amando il giovane Narciso
A morte spinse, e fu converso in fiore:
Cosi fa l’huom da se tolto e diviso
Vano e soverchio di noi stessi amore
Ond’è; chi l’opre sue contanto apprezza,
Che quelle de gliantichi odia e disprezza.
Page 068
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Perche mi rompi inanzi tempo il sonno
Garula Progne? Mal fece Tereo,
Che non giovando a lui teco lusinga,
Ti scorciò solo, e non tagliò la lingua.
Page 069
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Donna squalida e bruta;
Che di carne di vipera si pasce,
Emangia il proprio core,
Cui dolgon gliocchi lividi a tutt’hore.
Magra, pallida, e asciutta:
E dovunque ella va, presso o lontano,
Porta dardi spinosi ne la mano,
Che nel suo sangue tinge.
In questo habito strano,
E in tal forma l’invidia si dipinge.
Page 070
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Il Fauno, c’ha d’eruca una corona,
Ci dimostra lussuria interamente.
L’eruca la libidine ci sprona:
Lascivo è il becco, e’l Satiro equalmente.
Che Ninpha a pena inanzi gliocchi vede,
Che per quella sequir, affretta il piede.
Page 071
motto/title
La robba di luxuriosi. Translation (English)
Page 072
pictura
primary text/subscriptio
Il fico nato sugli alpestri monti,
E sol di corbi e di cornacchie cibo.
Cosi pascon roffiani e adulatori
Li sciocchi; e’l virtuoso avien, che muori.
Page 072
motto/title
Sepoltura d’una meretrice. DIALOGO. Translation (English)
Page 073
pictura
primary text/subscriptio
Chi giace dentro à questa tomba oscura?
Laide, che molti a le sue reti prese.
Ahi, come pote mai la parca dura
Disfar tanta beltà, che’l mondo accese?
Gia tolta le l’havea l’età; matura;
Ch’ella lo specchio a Venere gia rese.
Il Leon, che’l Castron con l’unghie tiene,
A gli amanti & a lei molto conviene.
Page 073
motto/title
In quegli, che amano le meretrice. Translation (English)
Page 074
pictura
primary text/subscriptio
A ma il Sargo la Capra: e’l Pescatore,
Che cio comprende, la sua pelle veste.
Onde ingannato il misero amatore,
Conven che preso a le sue insidie reste.
Cosi prende l’amante con inganni.
La meretrice, cieco a i proprii danni.
Page 074
motto/title
Che l’huom si dee guardar dalle meretrice. Translation (English)
Page 075
pictura
primary text/subscriptio
Circe una maga fu tanto possente
Che trasformar solea gli huomini in fere
Sasselo Pico, & Scylla e finalmente
Del saggio ulisse le più fide schiere.
Cosi chi a sequitar donna si pone
Perde alfin l’intelletto e la ragione.
Page 075
motto/title
Difesa contra l’offese di Venere. Translation (English)
Page 076
pictura
primary text/subscriptio
Morto, che’l bell’Adon si vide avanti
Venere, in grembo a la latuca il pose.
Quinci sterile tanto il fertil rende,
Quanto l’eruca la lussuria accende.
Page 076
motto/title
Rimedio contra le forze d’Amore. Translation (English)
Page 077
pictura
primary text/subscriptio
Ne i cerchi, come qui si mostra, eguali
Porrai l’uccel, che Motacilla è detto;
Che con la coda e con la testa e l’ali
Un quadriraggio in lor formi perfetto.
Questo fara, che non potran li strali
D’Amor aprirti e trapassarti il petto.
Questo contra gl’incanti, che facea,
Serbò Giason da la crudel Medea.
Page 077
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Dinota a l’huomo il candido Armellino
Lascivia, o che lascivo è da natura;
O chi se n’orna, a la lascivia è chino.
Page 078
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Sopra lo staio siede, e’l ciel riguarda
Esseo, e di sotto accesa face asconde.
Cosi sotto la tonica bugiarda
Che la malvagità cela e confonde,
La poltra dapocaggine si trova,
Ne a se, ne altri in alcun tempo giova.
Page 079
motto/title
Che l’huom dee rimover la dapocaggine. Translation (English)
Page 080
pictura
primary text/subscriptio
Fugi la dapocaggine Infingardo;
Che ne te poverin, ne ad altri giova.
A quel che dee seguir, habbi riguardo;
E qualche industria, onde ti pasca trova
Che chi manca a se stesso, Iddio non degna
D’aiuto; e alcun non ha che lo sovegna.
Page 080
motto/title
In chi facilmente si parte dalla virtù. Translation (English)
Page 081
pictura
primary text/subscriptio
Come ferma talhor veloce legno
Remora; sprezza insieme arbori e venti.
Cosi alcuni, che al cielo alza lo ingegno,
E salde piume di virtuti ardenti,
Picciol cagion d’un vil guadagno indegno.
O di lascivo amor fiamme cocenti.
Gli fermano nel corso; e folli e nudi
Gli fanno rimaner da i chiari studi.
Page 081
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Lo stellato Ardiol dinota a pieno
La natura de Servi, & il costume,
Che di servo di vitii e inganni pieno
Del medisimo uccel veste le piume.
Cosi l’huom vile e ignudo d’intelletto
Ardelione è da Poeti detto.
Page 082
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Sempre affamato e pien di sete stassi
Tantalo appresso a i frutti, e l’onde chiare,
Cosi l’avaro aspro nemico a sui,
Goder non suol, ne goder lascia altrui.
Page 083
motto/title
Contra gli Avari. Translation (English)
Page 084
pictura
primary text/subscriptio
l’huom, ch’amassa danari, & è si vile,
Che si pasce di rape, o cosa tale;
Ne mai per cangiar pelo cangia stile,
Ch’Avaritia maggior sempre l’assale;
E veramente a l’Asino simile,
Che, quanto il peso, più, ch’ei porta, vale,
Ei men l’assaggia: e per vivanda cara
Sol si pasce di spini, e d’herba amara.
Page 084
motto/title
In quegli, che vivono nelle corti. Translation (English)
Page 085
pictura
primary text/subscriptio
La corte prende l’huom, com’hamo il pesce.
Conzeppi d’oro, onde giamai non esce.
Page 085
motto/title
Contra li huomini sozzi. Translation (English)
Page 086
pictura
primary text/subscriptio
Ibis uccel col proprio rostro fassi
Il ventre netto a guisa di cristero.
Il che con gran ragion par che trapassi
In huom degno d’infamia e vitupero.
Page 086
motto/title
In quegli, che si fanno ricchi con publico danno. Translation (English)
Page 087
pictura
primary text/subscriptio
Si come non si prende in acqua chiara
Lubrica anguilla, ma in turbata e oscura:
Cosi la pace e’l viver queto suole
Esser di danno a chi arricchir si vuole.
Page 087
motto/title
Negli Avari, o vero in quelgli, che hanno miglior ventura appresso li forastieri. Translation (English)
Page 088
pictura
primary text/subscriptio
Il mar sopra un Delfin solca Arione,
E col canto l’affrena e rende humile.
Lo sprezza chi dotato è di ragione,
E ne prende pietade un pesce vile.
Cosi più crudi son spesso i mortali.
Che le fere inhumane, e gli animali.
Page 088
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Ha il ventre gonfio, & ha il collo di Grue,
E ne le man duo ingordi uccelli porta
Questo, che tutte le sustanze sue
Mangia e divora, e la sua vita accorta.
Cosi fanno i Golosi, che giamai
Satii non sono, e lor non basta assai.
Page 089
motto/title
La imagine di Ocno. Di coloro, che donano alle meretrice, quello che dovrebbono rivolger nelle cose utili. Translation (English)
Page 090
pictura
primary text/subscriptio
Tesse la fune di continuo; e un hora
Non perde mai la industriosa mano:
Ma quanto tesse, tanto ne divora
L’Asina, che non è molto lontano.
Cosi la donna ingozza, e fura, e toglie,
Quanto in molt’anni l’huomo insieme accoglie.
4. che: orig. ehe
Page 090
motto/title
Sopra i Parasiti. Translation (English)
Page 091
pictura
primary text/subscriptio
Gli Astici, che per far al ricco honore
Porta l’huom, che polito e ornato vedi.
Son conformi al goloso Adulatore,
Lungo hanno il corpo, e aguzze branche e piedi,
Gliocchi vivaci e aperti a tutte l’hore:
Cosi è ripieno, e par che sempre chiedi
Il ventre loro; e ne conviti vanno
Mordendo ognuno, e sempre accorti stanno.
Page 091
motto/title
Che una picciola cucina non basta a due Golosi. Translation (English)
Page 092
pictura
primary text/subscriptio
In poca facultà d’humile hostello
Da alcun far non si puo molto guadagno:
Cosi duo uccei, ciascun ghiotto compagno,
Non puo pascer insieme un ramoscello.
Page 092
motto/title
Quanto sia dannosa la gola.
Translation (English)
Page 093
pictura
primary text/subscriptio
Il Topo avezzo a roder le vivande,
Un di mal di mangiar satio e contento
Un’Ostriga trovo capace e grande,
Che a caso tenea aperto il monumento.
Ei v’entra audace, e cerca in quelle bande:
Ella tosto si chiude, e’l serra drento.
Cosi la gola’che meschin condusse,
A perpetua prigion sciocco l’addusse.
Page 093
motto/title
Contra i chiacchiareri & golosi. Translation (English)
Page 094
pictura
primary text/subscriptio
Grida con roca voce, il gozzo ha largo,
E, come naso, o, come tromba, ha il rostro.
Lo struzzo e assembra a quei, che mai non tace,
Ne con la gola in alcun tempo ha pace.
Page 094
motto/title
Forza della natura. Translation (English)
Page 095
pictura
primary text/subscriptio
Pan mezzo capra, & huomo, a noi dimostra
La virtute, e’l poter de la Natura
In sino a l’ombilico ha faccia nostra,
Ch’è; del miglior di noi fine e misura.
Il resto è capra, che dinota e mostra
Che le spetie mantien la costei cura
D’huomini, e d’animali; o perche al sommo
Sta la ragion, che sol distingue l’huomo.
Page 095
motto/title
Che l’arte aiuta la Natura. Translation (English)
Page 096
pictura
primary text/subscriptio
Sì come sopra instabil palla tiene
Fortuna il piè: cosi Mercurio sopra
Salda pietra si ferma. egli contiene
L’honor de gl’intelletti; instabil opra
Fortuna ordisce, e poco fe mantiene:
Onde saggio è colui, che l’arte adopra.
Adunque le buone arti ognuno apprenda,
Che fanno, ch’ella al fin vinta si renda.
Page 096
motto/title
Nella giovanezza. Translation (English)
Page 097
pictura
primary text/subscriptio
L’uno e l’altro di Giove illustre figlio
Di Semel parto e di Latona nato,
L’uno sempre col vin bianco e vermiglio
L’altro col cibo sempre amico e grato,
Mi Faccia viver vita alma e felice
Si come d’ogni ben fonte e radice.
Page 097
motto/title
Coppa di Nestore. Translation (English)
Page 098
pictura
primary text/subscriptio
Era il vaso, ove Nestore bevea,
Di bianco e puro argento, e due fondi.
Quattro chiovetti di fin oro havea,
Quattro manichi anchor vaghi e giocondi
Sopra ciascun de quai l’occhio vedea
Una columba, ch’artificio ascondi
La coppa il ciel dinota che d’argento
Assembra, e l’occhio fa pago e contento.
I chiovetti si posson dir le stelle,
Ch’imitar l’oro; e le colombe sono
Le pleiade ad altrui lucenti e belle.
I due fondi, di cui scrivo e ragiono
Son le due orse leggiadrette e snelle,
C’hanno sempre il voler sicero e buono.
I forti sanno far ad altri danno,
Del cielo i savi i gran secreti sanno
Page 098
motto/title
Che quel, ch’è; sopra di noi, non appartiene a noi. Translation (English)
Page 100
pictura
primary text/subscriptio
Legato con saldissima catena
Sopra Caucaso ogn’hor Prometheo giace;
Ove gli rode con eterna pena
Il cuor mai sempre un’Aquila rapace.
Cosi d’alti pensier la mente piena
Suol esser resa senza haver mai pace
Di chi di saper troppo arde in desio
Siocco; e di riguardar nel seno a Dio.
Page 100
motto/title
Contra gli Astrologi. Translation (English)
Page 101
pictura
primary text/subscriptio
Icaro, per volar troppo sublime,
Nel’mar folle Garzon cadde e morio;
Cosi quel savio alta roina opprime,
Che volar pensa al cielo in grembo a Dio;
Mentre di quello, ove non giungon stime
Nostre, i segreti ha di saper desio;
E’quanto il vano temerario in alto
S’erge, tanto al cader fa maggior salto
Page 101
motto/title
Quanta sia la forza di Amore. Translation (English)
Page 102
pictura
primary text/subscriptio
Il pargoletto Amor su’l carro siede,
E i superbi Leon scuotendo gira.
Sciocco è adunque colui, che vincer crede
Guerrier si forte, quando altrui s’adira:
Che non pur noi, & i ripari nostri,
Ma vince e doma i piu feroci mostri.
Page 102
motto/title
Potenza del medesimo. Translation (English)
Page 103
pictura
primary text/subscriptio
Eccovi ignudo con aspetto humano
Amor, senza lo stral, l’arco, e la face;
Ma porta un pesce ne la manca mano,
Che mansueto, e senza moto giace,
Ne l’altra mostra una spica di grano:
Si come quello, a cui poter soggiace
Quanto per tutto ne la terra appare,
E quanto parimente cigne il mare.
Page 103
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Ruppe di Giove i folgori Cupido
Per demostrar, che la sua fiamma è quella,
Che’l mondo incende piu di lido in lido.
Page 104
motto/title
Nello studioso preso d’Amore.
Translation (English)
Page 105
pictura
primary text/subscriptio
Il leggista, che sempre haveva il core
In varii studi involto;
Hor tutto è dato in servitù d’Amore;
Ne difender si puo poco ne molto.
Cosi Venere appresso ogni intelletto
Pallade vince, e’l mondo fa soggetto.
Page 105
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Qui senza strali e senza face Amore
E senz’arco, e senz’ali, e’n volto humano
Mostra, che non è quel ch’arde ogni core,
Che fu figlio di Marte e di Vulcano:
Ma solo infiamma gli huomini d’honore,
E tre Corone ha ne la destra mano
Pur di virtude: e quella, che la testa
Gliorna, Philosophia gli dona e presta.
Page 106
motto/title
Che’l Amor virtuoso vince il lascivo. Translation (English)
Page 107
pictura
primary text/subscriptio
L’alato Amor vince l’alato, & spezza.
L’Arco & li strali, ond’egli impiaga il mondo:
L’un sol furor, l’altro virtute apprezza
Quel turbato è ad ogn’hor, questo giocondo
Arde la fiamma l’opra al male avezza:
Cosi piange legato il vile e immondo:
Et calca l’empio & scelerato Amore
Timor d’infamia, & sol desio d’honore
Page 107
motto/title
Che’l dolce alle volte diviene Amaro. Translation (English)
Page 108
pictura
primary text/subscriptio
Lunge a la madre il pargoletto Amore
Fura del mele, onde lo punse un’Ape.
Cosi amaro dolor stringe & afferra
Colui, che di dolcezza empie la terra,
Page 108
motto/title
Sopra la statoa d’Amore. Translation (English)
Page 109
pictura
primary text/subscriptio
Molti, ch’in vago stil, dolce, & ornato
Donne mie chare ragionar d’Amore,
Lo dipinser fanciul nudo & alato
Con li strali, ond’alcun languisce e more.
Gli fecer l’uno e l’altro occhio velato
Si che veder non possa dentro e fuore;
Forma & habito tal, ch’al parer mio
E di vergogna, e non conviensi a un Dio.
Page 109
motto/title
Che l’amor fa al’huomo uscir di memoria tutte le cose. Translation (English)
Page 112
pictura
primary text/subscriptio
Subito, che mangiò del Loto il figlio
D’Ithaco, si scordò la patria, e’l Duce:
Cosi l’huom, nel cui petto il fero artiglio
Pone Cupido, a tal sovente adduce,
Che povero di mente e di consiglio,
E smarrita del ciel la chiara luce,
Caminando per vie cieche e infelici,
Di se stesso si scorda e de gli amici.
Page 112
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Han le sirene di donzella aspetto,
Et il resto del corpo è brutto pesce.
Tal son le meretrice che dilecto
Si dan nel volto, che ogni dolce mesce,
Poscia con l’opre pien d’amaro effetto
Fan, che sovente altrui la vita incresce:
Ma chi di virtù s’arma alma & honesta.
Con Ulisse le vince, e intatto resta.
Page 113
motto/title
Nel vecchio innamorato. Translation (English)
Page 114
pictura
primary text/subscriptio
Sophocle vecchio a se con l’oro addusse.
Giovane bella, onde disser gli amanti,
Qual civette a sepolcri, e alocco, quale.
A morti; a lui la donna nostra è tale.
Page 114
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Il color nero è di tristezza segno,
E però ne le morti altri si copre.
Il bianco purità sempre dimostra,
Speranza il verde, contentezza il giallo,
Vendetta il rosso,, Gelosia il turchino.
Travaglio il bigio, e’l perso amor segreto.
Ma si come diversi la natura
Colori forma, cosi anchor diverse
Sono le qualità, che lor si danno.
Page 115
motto/title
La fortuna accompagnata con la Virtù. Translation (English)
Page 116
pictura
primary text/subscriptio
Qui fra due Serpi l’uno a l’altro involto
E’l caduceo con l’ali; & evvi in torno
L’un Corno e l’altro, ch’a la Capra tolto
Fu già di Giove’ogn di frutti adorno.
Cosi l’huom saggio, e a la eloquenza volto
Ha la copia, che fa seco soggiorno:
E dove molti povertà circonda,
Ei sempre gode, e d’ogni tempo abonda.
Page 116
motto/title
La virtù vinta dalla fortuna.
Translation (English)
Page 117
pictura
primary text/subscriptio
Bruto dapoi, che superato e vinto
Fu da l’armi d’Ottavio giovanetto,
Priache facesse del suo sangue tinto
Il proprio ferro, onde s’aperse il petto,
Gridò: Virtù infelice, poi che giace
Vinta sol da fortuna empia e rapace.
Page 117
motto/title
Che la povertà impedisce i sommi ingegni di levarsi ad alto. Translation (English)
Page 118
pictura
primary text/subscriptio
La destra tiene un sasso, e l’altra mano
L’ali sostien; e quanto avien che leve
La piuma ad alto me misero in vano,
Tanto a basso mi tira il peso greve.
Cosi l’ingegno, ch’alto s’ergeria,
A basso tiene la povertade ria.
Page 118
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Lettore se vuoi conoscermi, son quella,
Che’l tutto domo in un girar di ciglia.
Sto su la ruota, perche a maraviglia
Giro ciascun, dovunque vuol sua stella.
Ho l’ali a piedi, perche ogn’aura lieve
Mi leva e porta; e ne la destra mano
Tengo il raisoio, onde procaccia in vano
l’huom di fuggir, chepio non lo scuoia in breve
Ho i capei ne la fronte, accio me prenda
Quel, cui mi volgo, e calvo ho quel di drieto
Che s’ei fuggir mi lascia, in darno lieto
Esser poi spera, e ch’io più me gli renda.
Page 119
motto/title
In un subito terrore. Translation (English)
Page 120
pictura
primary text/subscriptio
Mentre intento a suonar, l’horrido corno
Fuggir ratto le genti il Fauno vede:
Non virtù, ch’in mio cor faccia soggiorno
Dice ha rivolto a questi in fuga il piede,
Ma la viltà, che con vergogna e scorno.
Fa che’l miglior al manco degno cede.
Cosi misera al mover de le fronde
Fugge la lepre, e dove puo s’asconde.
Page 120
motto/title
In coloro, che lodano le cose, che non meritano laude. Translation (English)
Page 121
pictura
primary text/subscriptio
Con poca essendo e male armata gente
Ruppe Antiocho più torme, c’havea inanti:
Non già perche foss’ei troppo possente,
Ma per aiuto sol de gli Helephanti.
Onde fatto un Thropheo, subitamente
A un Pittor, che teneva i primi vanti,
Fe dipinger la bestia: e disse, quanto
Fu il vincer buon, me ne vergogno tanto.
Page 121
motto/title
In una breve felicità. Translation (English)
Page 122
pictura
primary text/subscriptio
Crebbe la zucca a tanta altezza, ch’ella
A un’altissimo pin passò la cima;
E mentre abbraccia in questa parte e in quella
I rami suoi superba oltre ogni stima:
Il Pin sen rise, e a lei cosi favella,
Breve è la gloria tua: perche non prima
Verrà il verno di nevi & ghiaccio cinto,
Che fia ogni tuo vigor del tutto estinto.
Page 122
motto/title
Del danno altrui altrui utilita.
Translation (English)
Page 123
pictura
primary text/subscriptio
Il leon, e’l cinghiale a stretta guerra
Venner, con l’unghia l’un, l’altro col dente:
Sopravien, mira, e ben sa l’avoltore.
Ch’a se fia preda, e gloria al vincitore,
Page 123
motto/title
Che si dee cominciar con buoni auguri. Translation (English)
Page 124
pictura
primary text/subscriptio
Quel, che si fa con tristo augurio, effetto
Mai non avien, che sortir possa buono:
Di tristo augurio è la mustella segno,
S’ella t’occorre, lascia ogni disegno.
Page 124
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Poco era al nostro mal, se le locuste
Non veniano a predar quel, ch’è; rimaso.
Movonsi d’oriente inique e ingiuste
Torme, e con novo e miserabil caso
Mangiano tutte le sostanze nostre
Tal, che speme non è, che più si mostre.
Page 125
motto/title
Che le cose male acquistate mal se ne vanno. Translation (English)
Page 126
pictura
primary text/subscriptio
L’edace Nibio, mentre il troppo cibo
Rece, dice a la madre, oime che fuori
M’escon l’interiora: & ella, figlio
Non pensar che sia tuo ciò che furato
Hai de l’altrui, onde con fiere tempre
Il ventre t’empi, e ti satolli sempre.
Page 126
motto/title
Che sempre le disaventure sono apparecchiate. Translation (English)
Page 127
pictura
primary text/subscriptio
Tre fianciulle giuocavano a la sorte
Di chi di lor toccasse a uscir di vita.
E quella, a cui peggior venne la sorte
L’una e l’altre compagna havea schernita:
Quando l’aversa irreparabil sorte
Fe che’da un trave al capo fu ferita,
Che d’alto cade, e fe morendo chiaro,
Che ria sventura suol fallir di raro.
Page 127
motto/title
Che i rimedi stanno in luogo erto & faticoso, & i mali in terren facile & piano. Translation (English)
Page 128
pictura
primary text/subscriptio
Vola colei, che fu mandata il mondo
A empir di guai: ne par che alcun la tarde
Di lacerarlo, e por letitia al fondo,
E far, che tutto incinerisca & arde.
Seguono il mostro temerario e immondo
Tre Donne, che son vecchie, e zoppe, e tarde,
A rifar quanto ei strugge: ma i gran danni
Non po saldar, senon gran spatio d’anni.
Page 128
motto/title
Che dalle cose faticose s’acquista perpetuo nome. Translation (English)
Page 129
pictura
primary text/subscriptio
Lascia i figli nel nido, ov’egli pende,
L’uccel; ne teme di futuri lutti.
Ecco il Serpe gli vede, e al ramo ascende
De l’arbor, dove sono, e mangia tutti.
Cosi, quant’è; difficultà maggiore,
Tanto più acquista industria eterno honore.
Title. s’acquista perpetuo: orig. s’acquista. perpetuo
Page 129
motto/title
Che per li studi di lettere l’huomo si fa immortale. Translation (English)
Page 130
pictura
primary text/subscriptio
Tritone, ch’è; Trombetta di Nettuno,
E mezzo pesce, e mezzo forma humana,
Lo cinge un Serpe & gli fa cerchio intorno,
Che ne la bocca tien la coda stretta.
Cola buona fama, che d’alcuno
Abbraccia qualche degna opera eletta.
In ogni parte va suonando il corno
Del mondo o sia vicina, o sia lontana.
Page 130
motto/title
Sepultura del signor Galeazzo. Visconte primo duca di Milano. Translation (English)
Page 131
pictura
primary text/subscriptio
Per sepoltura pon l’Italia, e l’arme
E i Duci, e’l mar, che la circonda e bagna,
E i barbari, che scorron la campagna,
E lei cercan pigliar per forza d’arme.
Et habbia un breve tra li Serpi loco,
Quanto qui vedi, a mia grandezza è poco.
Page 131
motto/title
In un buon Cittadino. Translation (English)
Page 132
pictura
primary text/subscriptio
Perche acquetato ha le discordie, e gli odi
De la città Trasibulo gentile,
Ecco per che ciascuno a prova godi
Di coronar l’huom nobile e virile.
Ne far si puote opra più degna in terra.
Che por pace in la patria, e torle guerra.
Page 132
motto/title
Che’l nome de valorosi è immortale. Translation (English)
Page 133
pictura
primary text/subscriptio
E nel lito Rheteo la sepoltura
D’Achille, e spesso lei visita Theti.
Sopra hanno da fiorir perpetua cura
Gli Amaranthi ad ogn’hor vermigli e lieti:
Perche de l’huom pregiato alto valore
Vive con fama eterna, e mai non more.
Page 133
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Con ricchi panni, e’n varie foggie monstra
La sua nobilità l’huomo sovente:
Ma qual segno è, che lei più manifesti,
Che la vertute, e i bei costumi honesti?
Page 134
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
L’esser bastardo non si rechi altrui
A biasmo, che fu anchor bastardo Alcide.
Il maggior huom, che mai nacque fra nui.
3. non: orig. noo (corrected in SM35A in contemporary hand)
Page 135
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Qual pelegrin falcon in alto ascende,
E l’anitre si stan giù ne li stagni,
Cosi il Bembo nel cielo il volo prende,
E’l Tasso sene va sol pe i rigagni
Page 136
motto/title
In quegli, che desimparano ciò che sapevano. Translation (English)
Page 137
pictura
primary text/subscriptio
Chi dopo alcun sudor, oblia le cose
Imparate da lui, simile è a punto
A la capra, che’l, munto latte al fine
Qual chi de l’util suo talhor s’oblia,
Dando de calci, spande, e getta via.
Page 137
motto/title
Che alcuna volta il virtuoso è più prezzato altrove, che nella patria. Translation (English)
Page 138
pictura
primary text/subscriptio
Spesso in altro terren translata pianta
Rende frutto miglior, che nel natio:
Cosi chi ne la patria ha temporio.
Altrove in bel seren gioisce e canta.
Page 138
motto/title
Che’l Principe buono sempre procura il bene d’i sudditi. Translation (English)
Page 139
pictura
primary text/subscriptio
Quando il mar è turbato, accio non pera,
L’Anchora fermo il vago legno tiene.
E accio men possa in lui la rabbia fera,
A lei il Delphin per più fermezza viene.
Tale il Signor a suoi fia sempermai,
Qual’è; l’Anchora spesso a marinai.
Page 139
motto/title
Nel Senato d’un buon Principe. Translation (English)
Page 140
pictura
primary text/subscriptio
Qui senza mano i Senator d’intorno
Siedono, e in mezzo il Re privo di luce.
Siedon per dimostrar, che saggia & grave
Dev’esser di chi giudica la mente.
Son senza man, perche non sia corrotta
La giustitia da i doni, e torta vada.
Senz’occhi è il Re, perch’ei privo d’affetto
Sol con le orecchie i buon consigli adopre.
Page 140
motto/title
Che ciò non è tolto da Christo, ci fura il fisco. Translation (English)
Page 141
pictura
primary text/subscriptio
La spugna pria da lui bagnata e mollo
Stringe il Signor, e’l liquor fuor ne preme.
Cosi sovente i ladri in alto estolle.
Poi lor tol con l’haver la vita insieme.
Page 141
motto/title
Quali sono i Consiglieri de Principi. Translation (English)
Page 142
pictura
primary text/subscriptio
Del giovanetto Achille fu Chirone
Mastro, ch’era centauro horrido e brutto.
Cosi centauro dirsi con ragione
Si puo più d’uno, onde al mal fare e instruto
Colui, che regge; è fiera nell’effetto,
Huom, quando bontà monstra nel’aspetto.
Page 142
motto/title
Clemenza del principe.
Translation (English)
Page 143
pictura
primary text/subscriptio
Mai non ferisce de le vespi altrui
Il saggio Re, cosi dev’esser guisto
E clemente il signor ne i popol sui.
Page 143
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Stassi Esculapio sopre i santi altari
In forma di Serpente humano e queto:
Vanno gl’infermi, e si diparton sani,
Che i caldi prechi lor non restan vani.
Page 144
motto/title
Nella vita humana. Translation (English)
Page 145
pictura
primary text/subscriptio
Piu del’usato Heraclito ti veggio
Pianger gli affanni de l’humana vita,
Perch’ella se ne va di male in peggio,
E la miseria è homai fatta infinita.
Te Democrito anchor piu rider veggio
Che non solevi, e la tua man m’addita,
Che le sciocchezze son maggiori, in tanto
Che non è ugual il riso, e meno il pianto.
Page 145
motto/title
Che alle volte si dee ricovrar con l’oro la salute. Translation (English)
Page 146
pictura
primary text/subscriptio
Segue il castore il cacciator audace,
Ei, che cognosce quel ch’ei cerca in lui,
Per conservar sua libertade e pace,
Strappa co denti i genitali sui.
Cosi per ricovrar tua vita impara
A dar qual cosa hai piu nel mondo cara.
Page 146
motto/title
Che non si dee combatter con quegli, che difender non si possono. Translation (English)
Page 147
pictura
primary text/subscriptio
Quando trasfitto da la lancia cade
Del fero Achille il valoroso Hettore.
Mentre per far di lui rosse le strade
Si vide al Carro il fune a i piedi porre:
Disse, o nemichi e privi di pietade
Fate pur cio, ch’io no’l vi posso torre.
Cosi’l timido Lepre del Leone
Morto ne suelle i crini, e astraccio il pone.
Page 147
motto/title
Della morte e d’Amore. Translation (English)
Page 148
pictura
primary text/subscriptio
Albergarono insieme Amor e Morte,
Et la mattina desti
Nel partir si ambedoi, per dura sorte
Cangiar li strali. Onde ferendo Amore
I giovani, moriam miseri e mesti.
Et la Morte impiagando a mezzo’l core
I vecchi, ardevan d’amoroso ardore.
O potente Signore,
E tu de corpi nostri empia Reina
Ritornativi l’armi, acciò che moia
Il vecchio, e viva il giovanetto in gioia.
Page 148
motto/title
In una giovane bella venuta a morte. Translation (English)
Page 149
pictura
primary text/subscriptio
Mentre percote desdegnosa Amore
Quell’empia, che ad alcun non da perdono,
Ei grida. A ferir me non t’è; d’honore,
Me, che Cupido, e che fanciullo i sono.
Et ella a lui, Lo fo non per errore
Disse con fero e spaventoso suono,
Ma perche ponghi giu l’arme mortali
Che a me togliesti, e riprendi i tuoi strali.
Page 149
motto/title
In una morte inanzi tempo.
Translation (English)
Page 150
pictura
primary text/subscriptio
Il piu vago fanciul, ch’ardea d’Amore
Tutte le belle giovanette accorte
Ne la sua prima etade al’ultim
Condotto ha cruda e dispietata morte.
Hor di ricco sepolcro gli fa honore
Chi l’amò; vivo, e’l piange dopo morte,
E del suo duol segno perpetuo fanno
I Delphini, e’l Gorgon, che quivi stanno.
Page 150
motto/title
Che la vera amicitia mai non muore. Translation (English)
Page 151
pictura
primary text/subscriptio
La vite, che l’ignudo arido legno
Abbraccia, e stringe: & hor gli rende il merto
D’esser già stato a lei fido sostegno,
E’l grato animo suo dimostra aperto,
Ci ammonisce a cercare amici tali,
Che i legami d’amor sianno immortali.
Page 151
motto/title
Scambievole aiuto. Translation (English)
Page 152
pictura
primary text/subscriptio
Il cieco l’huom, che caminar non puote,
porta supra le spalle, ond’ei la via
Gli monstra, e le miglior strade e piu note
Si che per non veder mai non travia:
Et l’uno a l’altro, come si richiede,
Sovien, questo con gliocchi, & quei col piede.
Page 152
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Di duo perigli il buono e fido scudo
Serbato m’ha: di l’un mentr’era a fronte
E combattea col mio nemico crudo,
C’havrià; potuto uccider Rodomonte:
L’altro, ch’in mar sendo sommerso e spinto,
Portommi al lido, ond’ho la morte vinto.
Page 153
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Tre Gratie in compagnia stanno mai sempre
Di venere gentile.
L’una beltà, l’altra letitia monstra,
La terza ha del parlar tutti le tempre.
Son nude, perche pura haver la mente
Deve sempre fra noi Donna non vile.
O perche a cortesia chine & intente
Non credendo cortesi esser d’dassai,
Non serbono per lor cosa giamai.
Han l’ali a piè, per dimostrar che’l dono
Che si fa tosto, è doppiamente buono.
Page 154
motto/title
Che sempre il vicin male apporta alcun male. Translation (English)
Page 155
pictura
primary text/subscriptio
Porta duo vasi un rapido torrente,
Fatto di bronzo, l’un, l’altro di terra.
Quel dice a questo, accio che parimente
Frenian l’impeto homai, che ci fa guerra,
A me t’accosta. Disse il men possente
A lui, ch’appresso gia li si diserra,
A me grata non è tua compagnia,
Da cui proceder po la morte mia.
4. l’impeto: orig. l’mpeto
Page 155
motto/title
In colui, che perisce per la crudeltà de suoi. Translation (English)
Page 156
pictura
primary text/subscriptio
Me povero Delphin gettò nel lido
Il tempestoso mar de l’onde fuore
Per dimostrar, quanto è dannoso e infido,
Quando’l move de venti empio furore.
Ma se Nettuno non perdono a suoi,
Mal Navigante assicurar ti puoi.
Page 156
motto/title
Ne i doni d’nimici. Translation (English)
Page 157
pictura
primary text/subscriptio
Diede un cinto ad Hettore Aiace forte,
Et egli in cambio a lui diede una spada.
Quella ad Aiace poi recò la morte,
A questo appeso hettor rigò la strada:
Cosi hebbe questo e quel misera sorte.
Tal fine avien che fra nimici accade,
Che i doni, che si fan (dannoso acquisto)
Spesso apportano fin noioso e tristo.
Page 157
motto/title
Che si dee temere etiandio delle cose minime. Translation (English)
Page 158
pictura
primary text/subscriptio
Combatte, e a guerra il suo nimico invita
Lo Scarabeo; & men di forze, quello
Con l’astutia e prudenza, ch’è; infinita,
Vince, donde a ragion savio l’appello.
Che si pon tra la piume de l’ardita
Reina (occultamente) d’ogni uccello.
Ond’ella al nido inaveduta il reca.
Ei per vendetta ogni sua prole accieca.
Page 158
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Mentre disteso nel suo cavo speco
Sta Polyphemo: e canta, o pecorelle,
Gite pascendo voi l’lherbe novelle,
Ch’io mi pascerò poi del sangue Greco:
Ulysse, ch’era da vicino, audace
L’assalta, e l’occhio che sol ne la fronte
Havea, gli toglie, vendicando l’onte
Di mille e mille, e se n’andò; con pace.
Cosi’l fato quell’empio a orhezza mena.
E cosi nel suo autor cadde la pena.
Page 159
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Il Corvo un Scorpione havendo preso,
Nel becco se’l portava audace, e pieno
Di nova fame, quando quell’offeso
Pe i membri infuse in lui l’atro veleno.
O degno fatto, cadde a la sua sorte
Morendo, chi ad altrui volea dar morte.
Page 160
motto/title
Che tanto pecca chi è cagione del male, quanto chi l’opra. Translation (English)
Page 161
pictura
primary text/subscriptio
Tiene il Trombetta in fero carcer chiuso.
La turba vincitrice: & ei si lagna
Con dir, ch’altrui non nocque, el’antic
Suo, fu sol di sonar ne la campagna.
La turba a lui, Maggior tue colpe sono,
Che glialtri inviti a l’arme col tuo suono.
Page 161
motto/title
Che Altro pecca , & altro n’ha la punitione. Translation (English)
Page 162
pictura
primary text/subscriptio
Il cane il sasso ond’è; percosso, prendre
Ne pur rivolge a chi’l percote, i denti,
Cosi alcun lascia gir quei che’l onfede,
E fa portar le pene a gli innocenti.
Page 162
motto/title
La spada in mano del pazzo.
Translation (English)
Page 163
pictura
primary text/subscriptio
Aiace i Porci impetuoso assale,
Ch’uccider pensa il suo nimico Ulysse:
Cosi fa’l pazzo, ch’ad altro non vale
Ch’a por, ove non deve, ingiurie e risse.
Page 163
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
L’Helephante, che atterra le persone
Ne le battaglie, e ne fa straccii & scempi
Hor volontario il collo al giogo pone,
E conduce il triompho a i sacri Templi.
Una fera cognosce ancho la pace,
Et humile a l’altrui voler soggiace.
Page 164
motto/title
Che dalla guerra procede la pace. Translation (English)
Page 165
pictura
primary text/subscriptio
Ecco, chel’elmo, onde l’soldato armato
Spargendolo di sangue altrui feria,
Hora del’Api è fatto albergo gratto.
E dentro il mel si patorisce e cria.
Pongansi l’arme, fuor che alhor che giace
Morto il riposo, e non di gode pace
Page 165
motto/title
Che dalla pace nasce l’abbondanza. Translation (English)
Page 166
pictura
primary text/subscriptio
Le Alcioni cinte di ghirlanda intorno
Di viti il capo e di feconde spiche,
Fanno il lor nido; onde sereno è, l giorno,
E’l mar tranquillo, e l’aure sono amiche.
Se queste imita in Principe, daranno
Suoi don Cerere a Baccho in tutto l’anno.
Title. l’abbondanza: orig. l’bbondanza
Page 166
motto/title
Che un dotto non dee biasimar l’altro. Translation (English)
Page 167
pictura
primary text/subscriptio
Deh, perche Progne la Cicala, tanto
Crudel rapisci? Se pennuto uccello
Sei tu con l’ali, è anchor’ella altretanto.
Se canti sovra un tenero arboscello,
Et ella ingombra il cielo del suo canto.
Et è grato a chi l’ode e questo e quello.
Dunque lascia la preda, che non dei
Uccider cosa, a cui compagna sei.
Page 167
motto/title
Che la eloquenza vince la fortezza. Translation (English)
Page 168
pictura
primary text/subscriptio
Tien ne la destre la sua clava Alcide,
E l’arco serba ne la manca mano,
Ch’armi gli fur sendo giovane fide,
Et hor, ch’è; vecchio, egli l’adopra in vano.
La lingua fora una catena, & ella
Huomini molti per l’orecchie tira,
Per monstra forse, ch’ei con la favella
Die à populi le leggi, e spense l’ira.
E questa vera e sola cagion parme.
Cedano adunque a i buon consigli l’arme
Page 168
motto/title
Insegna de Poeti. Translation (English)
Page 169
pictura
primary text/subscriptio
Chi per insegna di sua gente pone
L’uccel, che rapì in Ida Ganimede.
Chi prende il fiero Serpe, e chi’l Leone,
E chi Animal, che più leggiadro vede,
Al Poeta lodato con ragione
E a i dotti e rari il Cigno si conviene,
Ch’è; sacro a Phebo, e già fu Re, & anchora.
Serba gliantichi progi, ond’altri honora.
Page 169
motto/title
Che la Musica è amata da gli Iddii. Translation (English)
Page 170
pictura
primary text/subscriptio
L’arguta Cetra col nemico a prova
Sonava Elpino; e mentre al suono è intento,
Di saventura inusitata e nova
Ruppe una corda, onde fini il concento.
Ma in quel difetto una Cicala giova,
Ch’a la corda suppli con dolce accento.
Ond’ei di bronzo una Cicala dona.
A Phebo, accio di lei sia la corona.
Page 170
motto/title
Che la lettera occide, e lo spirito porge vita. Translation (English)
Page 171
pictura
primary text/subscriptio
I fratelli, che nacquer de la terra
D’i denti seminati del Serpente,
Fecero insieme l’uno a l’altro guerra.
E s’occisero molti parimente,
Palla serbonne alcun, che su la terra
Diposer l’arme, e unirsi finalmente.
Cadmo trovò le lettre, ond’è; inquieta
L’alma, se la prudenza non l’acqueta.
Page 171
motto/title
Che si dee rimover l’Ignoranza. Translation (English)
Page 172
pictura
primary text/subscriptio
Che Mostro è questo? Sphinge perche serba.
Faccia di donna, e le sue membra veste
Piume d’augello, e di Leone ha i piede?
Dinota l’ignoranza, che procede
Da tre cagioni; o da intellecto lieve,
O da vaghezza d’i piacer mondani,
O da Superbia, che virtu corrompe.
Ma l’huom, che sa perch’egli è nato, a questa
S’oppone; e vincitor felice vive.
Page 172
motto/title
Che più val l’intellecto, che la bellezza. Translation (English)
Page 173
pictura
primary text/subscriptio
Trovò la volpe d’un scultore eletto
Una testa si ben formata e tale,
Che sol le manca spirto havreste detto,
Tanto l’industria, e l’artificio vale.
Le prende in man: poi dice, o che perfetto
Capo e gentil, ma voto è d’intellecto.
Page 173
motto/title
In un ricco senza letere.
Translation (English)
Page 174
pictura
primary text/subscriptio
Phrizo sedendo sopra il ricco vello
De l’aurato Monton per l’onde varca.
Il che dinota l’huom, che ricco e sciocco
Regger si lascia a le sfrenate voglie
O de la moglie, o de famigli avari.
Page 174
motto/title
Nella fede, che debbono insieme havere marito e moglie. Translation (English)
Page 175
pictura
primary text/subscriptio
Ecco la donna al suo marito porge
La mano, e giuoca un cagnoletto a piedi.
Il che da vera fede e sempio sorge.
L’arboro, che di mezzo a questi vedi,
E’l frutto, che sincero amor produce,
Se ad Hippomene, e al bell’Acicredi.
Ch’un Galathea, l’atro Athalanta adduce.
Page 175
motto/title
Che nel matrimonio ricerca riverenza. Translation (English)
Page 176
pictura
primary text/subscriptio
Quando fiamma di Venere l’accende,
La Vipera del mar si ferma al lido.
Qui vomita il veleno, e invita e attende
La sua Murena, e fischia e inalza il grido.
Cosi dee vomitar superbia & ira
La donna saggia, ch’al marito aspira.
Page 176
motto/title
Nella fecondità a se medesima dannosa. Translation (English)
Page 177
pictura
primary text/subscriptio
Misera noce in su la strada posta,
Sono a chi passa e più a fanciulli giuoco.
Ogniuncon pietre in mano e me s’accosta,
E mi laceran tutta a poco a poco.
Che mertarebbe steril pianta, s’io
Portho e produco i fruti al danno mio?
Page 177
motto/title
Amor de figliuoli. Translation (English)
Page 178
pictura
primary text/subscriptio
O costume pietoso naturale:
Fa la columba al fraddo verno i nidi:
E si strappa col becco ambedue l’ali,
Perche più molle i cari figli annidi.
E tu Progne crudele, & aspro, e forte
A la stessa tua prole dai la morte?
Page 178
motto/title
Pietà de figliuoli verso i padri. Translation (English)
Page 179
pictura
primary text/subscriptio
Mentre portava il caro padre Enea
Sopra le spalle dal’incendio fuore
Del superbo Ilion, che tutto ardea,
Disse cosi pien di pietoso amore:
Spenga chi cerca me; ch’io non mi schivo,
Pur che’l mio genitor rimanga vivo.
Page 179
motto/title
Che conviensi, che della donna la bontà & non la bellezza sia divulgata. Translation (English)
Page 180
pictura
primary text/subscriptio
Venere io son da le mirabil mani
Del dotto Fidia d’un bel marmo finto,
In me vedete atti gentili e humani,
Ch’esser dè Donna a gentilezza accinta.
Fo supra una Testudine dimora,
Perche stia in casa, e sia tacita ogn’hora.
Page 180
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Ritto è’l Cipresso, onde per meta è posto;
E dinota, ch’i sudditi egualmente
Dè il Principe trattar presso e discosto.
Page 181
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
E grata a Giove; che ci regge e serba
La Quercia: onde a chi serba una cittade
Si fa Corona, e non di fiori e d’herba.
Page 182
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Predice la salute a chi l’attende
L’Allor, che sotto al guancialetto posto,
Veraci d’ogni tempo i sogni rende,
Page 183
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
L’Abete, onde si formano le navi
E sovente materia utile e pronta
Ne le infelicità dannose e gravi.
Page 184
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Precetto di Solon fu, ch’a li sposi
Il Cotogno per don s’appresentasse.
Questi al gusto son cari e dilettosi,
E soglion confortar le membra lasse.
Cosi deve il marito e la mogliera
Vita menar fra lor dolce e sincera.
Page 185
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Chi voul l’Elce piegar, per esser dura,
Si rompe e spezza: cosi alcun Signore
Mentre d’esser severo ha troppa cura,
E punir aspramente il popol suole,
Pon la discordia, e la concordia fura,
Contrario effetto a quel che brama e vuole;
Che non offende alturi cosi la legge,
Quanto la leggerezza di chi regge.
Page 186
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Fu de Poeti gia degna corona
L’Hellera. questa è pallida, & anchora
Pallido è chi per bere in Helicona
Suda mai sempre, e s’affatica ogn’hora.
Ella per tempo mai non abbandona
L’honor de le sue foglie: e qui dimora
Dopo la morte in ogni estremo lido
Del ben dotto Poeta eterno il grido,
Page 187
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
S’adopra il Bosso a far varii strumenti,
Onde si forma poi suon grato e caro;
Et i suoi rami a le felice genti
Ornano spesso alto edificio e raro.
Ma perche anchora è pallido, assomiglia
A chi del’amor suo tormento piglia.
Page 188
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
L’Infruttuoso Salice s’aguaglia
A l’huom, che molto ardisca, e nulla vaglia.
Page 189
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Troppo anzi tempo i fior questa produce:
E i troppo anzi l’età; maturi ingegni
Di rado Phebo a somma altezza adduce.
Page 190
motto/title
pictura
primary text/subscriptio
Il tardo Moro mai non getta foglia
Finche’l freddo non è mancato e spento:
E pur avanti che ignorantia toglia
E chi ad haver di savio il grido intento,
Page 191
secondary text
Verbi gratia;Cesare Borgia Duca di
Valentinois, usò un'anima senza corpo, dicendo,
Page 0013
motto/title
AUT CAESAR, AUT NIHIL.Page 0013
secondary text
volendo dire,
che si voleva cavar la maschera, e far pruova della sua
fortuna; onde, essendo capitato male, e ammazzato
in Novara, M. Fausto Maddalena Romano disse,
che'l motto si verificò per l'ultima parte alternativo,
con questo distico,
Borgia Caesar eram factis, & nomine Caesar,
Aut nihil, aut Caesar, dixit, vtrunque fuit.
Page 0013
pictura
secondary text
E certamente in quella sua grande e prospera for-
tuna
Page 0013
secondary text
tuna il motto fu argutissimo: e da generoso, s'egli ha-
vesse applicato un proportionato soggetto
Page 0014
secondary text
come fece
suo fratello Don Francesco di Candia, il quale have-
va per impresa la montagna della Chimera, overo
Acrocerauni fulminata dal Cielo, con le parole ad
imitatione d'Horatio,
Page 0014
motto/title
FERIUNT SUMMOS FUL-
MINA MONTES.
Page 0014
secondary text
Si come verificò con l'infelice
suo fine, essendo scannato e gittato in Tevere da Ce-
sare
suo fratello.
Page 0014
pictura
secondary text
Per lo contrario disdice etiandio un bel soggetto
senza motto, come portò Carlo di Borbone, Conestabile
di Francia, che pinse di ricamo nella sopravesta della
sua compagnia, un Cervo con l'ali, & io lo vidi nella
giornata di Ghiaradadda; volendo dire, che non ba-
Page 0014
secondary text
stando il correr suo naturale velocissimo, sarebbe vo-
lato in ogni difficile e grave pericolo senza freno.
Laquale impresa, per la bellezza del vago animale,
riuscì (ancor che pomposa) come cieca, no[n] havendo
motto alcuno, che gli desse lume; il che diede mate-
ria di varia interpretatione; come acutissimamente
interpretò un gentil'huomo Francese, chiamato la
Motta Augrugno, che andò in Roma appresso il Pa-
pa quando venne l'acerba nuova del Re Cristia-
nissimo
sotto Pavia; & ragionandosi della perfidia
di Borbone, disse à Papa Clemente, Borbone, ancho-
ra che paia essere stato traditore del suo Re, & della
patria, merita qualche scusa per haver detto molto
avanti quel, ch'ei pensava di fare, poi che portava
nella sopraveste il Cervo con l'ali, volendo chiara-
mente dire c'haveva animo di fuggire in Borgo-
gna
; al che fare non gli bastavano le gambe, se non
havesse havuto anco l'ali; & perciò gli fu
aggiunto il motto:
Page 0015
motto/title
CURSUM
INTENDIMUS
ALIS.
Page 0015
pictura
secondary text
Hebbe ancora questo medesimo difetto la bellissi-
ma impresa, che portò la S.Hippolita Fioramo[n]da Mar-
chesana di Scaldasole in Pauia, laquale all'età nostra
auanzò di gran lunga ogn'altra donna di bellezza,
leggiadria, & crea[n]za amorosa; che spesso portaua vna
gra[n] veste di raso di color celeste, seminata a farfalle
di ricamo d'oro, ma senza motto; volendo dire & au-
uertire gl'ama[n]ti che no[n] si appressassero molto al suo
fuoco, accioche tal hora non interuenisse loro, quel che
sempre interuiene alla farfalla, laquale per appressarsi
all'ardente fia[m]ma, da se stessa si abbrucia, & essendo
dimandata da M. di Lescu bellissimo & valorosiss.
Caualiere, ilquale era allhora scolare, che gli esponesse
questo significato; e' mi conuiene (diss'ella) usare la
Page 0016
secondary text
medesima cortesia, con quei gentilhuomini, che mi
vengono à vedere, che solete vsar voi con coloro,
che caualcano in vostra compagnia; perche solete
mettere vn sonaglio alla coda del vostro corsiero,
che per morbidezza, & fierezza, trahe de calci,
come vno auuertime[n]to che non s'accostino, per lo pe-
ricolo delle ga[m]be. Ma per questo non si ritirò Monsi-
gnor di Lescu
, perche moltanni perseuerò nell'amor
suo, & al fine, sendo ferito a morte nella giornata
di Pauia, & riportato in Casa della Signora Mar-
chesana
, passò di questa vita, non poco consolato, poi
che lasciò lo spirito estremo suo nelle braccia della
sua cara (come diceua) Signora & padrona.
Page 0017
secondary text
Cadde nel contrario difetto il motto del clarissi-
mo Iurisconsulto M. Giason del Maino, il quale
pose il suo bellissimo motto sopra la porta del suo
palazzo (che ancor si vede senza corpo) che dice:
Page 0017
motto/title
VIRTUTI FORTUNA COMES.Page 0017
secondary text
volendo significare che la sua virtù haueua hauuta
bonissima sorte.
Page 0017
secondary text
Può molto bene essere ancor'vna impresa vaga
in vista, per le figure, & per li colori, che habbia cor-
po, & anima, ma che per la debile proportione del
motto al soggetto diuenti oscura, & ridicola; come
fu quella del Duca Lorenzo de Medici, il quale
finse ne' saioni delle lancie spezzate, e Stendardi
delle genti d'arme (come si vede hoggidi in pittu-
Page 0017
secondary text
ra per tutta la casa) vn'albero di lauro in mezo à
due Leoni; col motto che dice:
Page 0018
motto/title
ITA ET VIR-
TVS
Page 0018
secondary text
, per significare, che la virtù come il lauro è
sempre verde. Ma nessuno poteua intender quel,
che importassero quei due Leoni. Chi diceua, che
significauano la fortezza, e la cleme[n]za, che fauel-
lano insieme così accozzati con le teste; e chi l'in-
terpretaua in altro modo; di sorte, che vn M. Domi-
tio da Caglij
Cappellano del Cardinale de' Medici,
che fu poi papa Cleme[n]te VII, il qual Cardinale era
venuto à Fiorenza per visitare il Duca Lorenzo
ammalato di quel male, del quale poi fra pochi mesi
si morì, s'assicurò, come desideroso d'intender l'im-
presa, di dimandarne M. Filippo Strozzi, inuitato
dall'humanità sua, dicendo, Signor Filippo, voi che
sapete ta[n]te lettere, & oltre l'esser cognato, siete anco
comes omnium horarum, & particeps consiliorum
del Duca, dichiaratemi, vi prego, che fanno quei
due Leoni sotto questo albero? Guatò sott'occhi M.
Filippo
, e quadrò il ceffo del Cappellano, il quale
ancor che ben togato, non sapeua lettere, se non per
le feste; e come acuto, falso, e pronto ch'egli era, Non
vi auuedete, disse, che fanno laguardia al lauro per
difenderlo dalla furia di questi Poeti, che corrono
al romore, haue[n]do vdita la coronatione dell'Abate
di Gaeta
fatta in Roma, accioche non venghino à
spogliarlo di tutte le fronde, per farsi laureati? Re-
Page 0018
secondary text
plicò il Cappellano, come huomo che si dilettaua di
far qualche sonetto, che andaua in zoccoli per le
rime, questa è malignità inuidiosa; Soggiunge[n]do,
che domine importa al duca Lorenzo, che 'l buon
Papa Leone habbia cortesemente laureato l'Abate
Baraballo
, e fattolo triumphare sù l'Elefante? di
maniera, che la cosa andò all'orecchia del Cardina-
le
, e si prese vna gran festa di M. Domitio, come
di Poeta magro, e Cappellano di piccola leuatura.
Page 0019
pictura
secondary text
E' in oltre da osseruare, che non ci sia intelletto
di molta superbia, e presuntione, ben che habbia bel
corpo, e bell'anima; perch'ella rende vano l'auto-
re, come fu quella, che portò il gran Cardinale di
S. Giorgio, Rafael Riario
, ilquale mise in mille
Page 0019
secondary text
luoghi del suo palazzo vn Timone di Galea con
vn motto di sopra, che dice:
Page 0020
motto/title
HOC OPVSPage 0020
secondary text
, quasi
volesse dire, per fare questi magnificentissimi edi-
ficij e gloriose opere, m'è di bisogno esser Papa, e
gouernare il mondo; laquale impresa riuscì vanis-
sima, quando fu creato Leone, e dopo; che essendo
egli consapeuole della coniura del Cardinale Alfon-
so Petrucci
, restò preso, conuinto, & spoliato delle
facultà, & confinato à Napoli, doue finì sua vita.
Page 0020
pictura
secondary text
Non lascierò di dirui, che sarebbe troppo gran
cantafavola, il voler tassar' i difetti delle imprese,
che son comparse à questo Secolo, composte da scioc-
chi, & portate da ceruelli busi, come fu quella di
quel fiero Soldato (per non dir ruffiano) Bastiano
Page 0020
secondary text
del Mancino; anchor che à quel tempo fusse nome
honorato fra spadaccini: che usò di portare nella ber-
retta una picciola suola di scarpa con la lettera T,
in mezzo, & una perla grossa in punta di detta
suola, volendo che s'intendesse il nome dalla sua
dama à questo modo, Marguerita te sola di cor' amo.
Page 0021
secondary text
Un'altro suo concorrente chiamato Pan molena,
fece il medesimo, ponendo oro di martello in cam-
bio di cuoio, perche s'intendesse, Marguerita te
sola adoro, stimando che fusse maggiore efficacia
d'amore l'adorare, che di cuore amare.
Page 0021
secondary text
In questi si-
mili trouati passò il segno M. Agostin Forco da Pa-
uia
, innamorato di Madonna Bianca Patiniera: il
quale, per dimostrare d'esser suo fedel seruo, portò
vna piccola candela di cera bianca, insertata nel
frontale del suo berrettone di scarlatto, per signifi-
care, spezzando il nome della candela in tre sillabe,
Can; cioè, seruo fedele, de la Bianca.
Page 0021
secondary text
Ma ancor questa
con più spesa e maggior argutia fu auanzata dalla
medaglia del Caualier Casio Poeta Bolognese, il
quale portaua nella berretta in vna grande Agata
di mano del finissimo maestro mastro Giouanni da
Castel Bolognese
, la discensione dello Spirito Santo
sopra i dodeci Apostoli; e domandato vn giorno da
Papa Clemente, di cui era familiarissimo, per qual
diuotione portasse questa colo[m]ba dello Spirito Santo,
& le lingue ardenti sopra il capo de gli Apostoli,
Page 0021
secondary text
rispose, essend'io presente; Non per diuotione, Padre
Santo, ma per esprimere vn mio concetto d'Amore;
essend'io stato lungo tempo innamorato, & ingra-
tamente stratiato da vna gentildonna, e forzato
d'abandonarla per non poter sopportar più le beffe,
le longole, e le spese de' varij doni, ch'io le soleua
fare, mi figurai la festa della Pentecoste; volendo
inferire, ch'io me ne pe[n]tiua, e, che molto m'era costa-
to questo innamoramento. Sopra laquale ispositione
il Papa (ancor che per altro seuero) rise sì largame[n]te,
che tralasciò la cena da meza tauola.
Page 0022
secondary text
Diede in simili scoglij di ridicola impresa il
gran Cardinal di San Pietro in vincula Galeotto
dalla Rouere, ilquale face[n]do dipingere in Cancel-
laria la stanza della volta fatta à lunette, che
guarda à Leuante, fece fare otto gran celatoni di
stucco indorati nel Cielo, sospesi a' rami della quer-
cia sua peculiare arme, come nipote di Papa Giu-
lio
, acciò che s'intendesse, galee otto, che conchiu-
deuano il suo proprio nome. Ma dicendogli M.
Carlo Ariosto, suo maestro di Casa, che ci sarebbono
stati di quegli che haurebbono letto celate otto, fu
cagione che 'l buon Cardinale, ilquale haueua
in casa pochi suegliati & eruditi ingegni, vi facesse
dipingere sotto otto galee, che andauano à vela e
remo, per fuggire l'ambiguità, che nasceua fra le
celate e le galee. E questa tal pittura hoggidì ancora
Page 0022
secondary text
fa maruigliare e ridere spesso il Signor Camerlingo
Guido Ascanio Sforza
, che habita quella stanza co-
me più honorata.
Page 0023
secondary text
Furono ancora à quei tempi più antichi alcuni
grandi, a' quali mancando l'inuentione de' sog-
getti, suppliuano alla lor fantasia con motti, che
riescono goffi, quando son troppo lunghi; come fu
il motto di Castruccio Signor di Lucca, quando fu
coronato Lodouico Bauaro Imperatore, & egli fatto
Senator Romano, che all'hora era grandissima di-
gnità, ilquale comparue in publico in vn manto
cremisino con vn motto di ricamo in petto, che di-
ceua:
Page 0023
motto/title
EGLI E' COME DIO VVOLE.Page 0023
secondary text
e di
dietro ne corrispo[n]deua un'altro:
Page 0023
motto/title
E SARA QVEL
CHE DIO VORRA.
Page 0023
secondary text
Questo medesimo vitio della lunguezza de' motti
fu ancho, ben che sopra assai bel soggetto d'appa-
renza di corpo, in quello del Signor Principe di Sa-
lerno
, che edificò in Napoli il superbe palazzo, por-
tando sopra il cimiero dell'elmo vn paio di Corna,
col motto che diceua;
Page 0023
motto/title
PORTO LE CORNA
CHE OGN'HVOMO LE VEDE, AL-
TRI LE PORTA, CHE NON SELE
CREDE
Page 0023
secondary text
; Volendo tassare vn certo Signore, che in-
temperatamente sparlaua dell'honor d'vna Dama,
hauendo esso bella moglie e di sospetta pudicitia, e
questa lunghezza è tanto più dannata, quanto
Page 0023
secondary text
che il motto è nella natural lingua di chi lo porta;
perche pare, come ho detto, che quadri meglio in
parlare straniero.
Page 0024
secondary text
GIO. Sarà dunque
tempo, che noi torniamo al proposito nostro, nume-
rando quelle imprese, c'hanno del magnanimo, del
generoso, e dell'acuto, e (come si dice) del frizzante.
E mi pare, che'i gran Principi, per hauere ap-
presso di loro huomini d'eccellente ingegno e dot-
trina, habbiano conseguito l'honor dell'inuentioni,
come sono stati fra gli altri l'Imperatore Carlo
Quinto
, il Catolico Rè di Spagna, e'l Magnanimo
Papa Leone. Perche in effetto l'Imperatore auanzò
di gran lunga la bella impresa, laquale portò già
il valoroso suo auolo materno, il gran Carlo Duca
di Borgogna
: e certamente mi pare, che l'Impresa sua
delle Colonne d'Ercole col motto del
Page 0024
motto/title
PLUS VL-
TRA
Page 0024
secondary text
, non solamente habbia superato di grauità e
leggiadria quella del Fucile dell'Auolo, ma anchora
tutte l'altre, che habbiano portate insino ad hora
gli altri Rè & Principi. DOM. Per certo queste Co-
lonne col motto, considerata la buona fortuna
del felice acquisto dell'India Occide[n]tale, il quale aua[n]za
ogni gloria degli antichi Romani, sodisfa mirabil-
mente col soggetto alla vista, e con l'anima à gli in-
telletti, che la considerano. GIO. Non vene ma-
Page 0024
secondary text

ravigliate, perche l'inventor d'essa fu un molto eccel-
lente huomo chiamato maestro Luigi Marliano
Milanese, che fù medico di sua Maestà, e morì
Vescouo di Tui, & oltre l'altre virtù fù gran
Matematico. E queste simili imprese svegliate, il-
lustri, e nette, non escono dalla bottega di gatte in-
guantate, ma d'argutissimi Maestri. DOM. E così
è vero.
Page 0025
secondary text
Ma ditemi di gratia, ché voleste dir voi,
nomina[n]do il Fucile del Duca di Borgogna? Siatemi
vi prego Monsignor cortese, e racontatemi l'historia
di questa famosa inuentione, con laquale s'ornano
di gloriosa colonna i valorosissimi Caualieri dell'età
nostra, i quali sono nell'honoratissimo collegio del-
l'ordine del Tosone ampliato da l'inuittissimo Car-
lo Quinto
. GIO. Questa, di che voi mi dima[n]date, è
materia molto intricata, e poco intesa etiamdio da
quei Signori, che portano questi fucili al collo, perche
vi è anchora appiccato vn vello d'un monto[n] tosato,
interpretato d'alcuni per lo vello dell'oro di Giasone
portato dagli Argonauti & alcuni lo riferiscono alla
sacra Scrittura del testamento Vecchio, dicendo
ch'egli è il vello di Gedeone, il quale significa fede
incorrotta.
Page 0025
pictura
secondary text
Ma tornando al proposito del Fucile, dico che
il valoroso Carlo Duca di Borgogna, che fu ferocissimo
in arme, volse portar la pietra focaia col Fucile, e con
due tronconi di legne, volendo dinotare ch'egli ha-
ueua il modo d'eccitare grande incendio di guerra,
come fu il vero: ma questo suo arde[n]te valore hebbe
tristissimo successo, perche, imprende[n]do egli la guerra
contro Lorena e Suizzeri, fu dopò le due sconfitte di
Morat e di Granson, sbarattato e morto sopra Nansì
la vigilia dell'Epifania. E questa impresa fu beffa-
ta da Renato Duca di Lorena, vincitore di quella
giornata; al quale essendo presentata vna bandiera
con l'impresa del Fucile, disse, Per certo questo sfor-
tunato Signore, qua[n]do li fu bisogno di scaldarsi; non
hebbe tempo da operare i Fucili: e ta[n]to più fu acuto
Page 0026
secondary text
questo detto, quanto che quel dì la terra era coperta
di neue rosseggiante di sangue, è fu il maggior fred-
do, che si ricordasse mai à memoria d'huomo; di
sorte, che si vede nel Duca Carlo che la ladra for-
tuna non volse accompagnar la sua virtù in quelle
tre sue vltime giornate.
Page 0027
secondary text
GIO. veramente
questi nostri Rè, che noi habbiamo visti in gran
parte, trapassarno per gloria delle facce[n]de di guerra,
e per bellezza de gli ornamenti dell'imprese; quelle
de' lor maggiori. E cominciando da quella di Lo-
douico XII. Rè di Francia, ella parue ad ogn'-
huomo di singolar bellezza, e di vista, e di si-
gnificato: perche fu à modello di quel brauo da
natura e bellicoso Rè, che non si straccò mai per alcu[n]
trauaglio di guerra, con vn'animo sempre inuitto,
e però portaua nel sopr'arme chiamate Ottoni, de'
suoi Arcieri della guardia vn'Istrice coronato, il
quale suole vrtar chi gli dà noia da presso, da lonta-
no gli saetta, scotendo e lanciando l'acutissime spine.
Page 0027
Per il che dimostraua, che l'arme sue erano pronte
e gagliarde da presso e da lontano: e benche nelle
sopraueste non fusse motto alcuno, mi ricordo non-
dimeno hauer visto in più luoghi questa impresa
dipinta con vn breue di sopra:
Page 0028
motto/title
COMINUS ET
EMINUS.
Page 0028
secondary text
il che quadraua molto. Page 0028
secondary text
Hò lasciato l'im-
presa di Carlo Ottauo, perciò ch'ella non hebbe corpo
e soggetto, anchor ch'ella hauesse bellissimo motto
d'anima dicendo;
Page 0028
motto/title
SI DEVS PRO NO-
BIS, QVIS CONTRA NOS?
Page 0028
secondary text
ne-
gli stendardi e sopra i saioni de gli arcieri della
guardia non v'era poi altro, che la lettera k, con la
corona di sopra, che voleua significare il nome pro-
prio di Carlo.
Page 0028
pictura
secondary text
Non fu men bella di quella di Lodouico, l'im-Page 0028
presa, che portò il successore e genero suo Francesco
Primo, il quale come portaua la giouenile età sua,
mutò la fierezza dell'imprese di guerra nella dol-
cezza e giocondità amorosa; e per significare, che
ardeua per le passioni d'amore, e tanto gli piaceuano,
che ardiua di dire, che si nutriua in esse; portaua la
Salamandra, che stando nelle fiamme, non si con-
suma, col motto Italiano, che diceua:
Page 0029
motto/title
NVTRISCO
ET ESTINGVO.
Page 0029
secondary text
essendo propria qualità di quello
animale, spargere dal corpo suo freddo humore sopra
le bragie; onde auiene, ch'egli non teme la forza del
fuoco, ma più tosto lo te[m]pera e spegne. E fù ben vero
che quel generoso, & umanissimo Rè non fù mai
senz'amore, essendosi mostrato arde[n]tissimo conosci-
tore d'huomini virtuosi, e d'animo indomito contra
la fortuna, come la Salamandra in ogni caso
de successi di guerra. E questa
inventione fù fabricata
dal suo nobilissimo
ingegno.
Page 0029
pictura
secondary text
Non cede in alcuna parte alla sudetta, quella, che
di presente porta il Figliuol successor suo, il magna-
nimo Rè Herrico; il quale continua di portare l'im-
presa, che già fece quando era Delfino, che è la Luna
crescente col brauo motto pieno di graue sentime[n]to,
Page 0030
motto/title
DONEC TOTUM IMPLEAT ORBEM.Page 0030
secondary text

volendo dinotare, ch'egli, fin che non arriuaua al-
l'heredità del Regno, non poteua mostrare il suo in-
tero valore, si come la Luna non può compitamente
risplendere, se prima non arriua alla sua perfetta
grandezza; e di questo suo generoso pe[n]siero n'ha già
dato chiarissimo saggio con la recuperatione di Bo-
logna, & altre molte imprese, com'ogn'vn sà, in
Italia.
Page 0030
pictura
secondary text
Per il che gli fu da me fatta à richiesta del Si-
gnor Mortier Ambasciator Francese in Roma dopò
la morte del Rè Francesco, vna Luna piena di tutto
tondo con vn motto di sopra:
Page 0031
motto/title
QVVM PLENA
EST, FIT AEMULA SOLIS.
Page 0031
secondary text
Per dimostrar,
ch'egli haueua tanto splendore, che s'agguagliaua
al Sole, facendo la notte chiara come il giorno.
Page 0031
pictura
secondary text
Ma il Rè Catolico ne cauò la macchia, quando
portò il nodo Gordiano con la mano d'Alessandro
Magno, il quale con la Scimitarra lo tagliò, non
potendolo sciorre con le dita, col motto di sopra
Page 0032
motto/title
TANTO MONTA.Page 0032
secondary text
Et acciò che intendiate il
pensiero di quel prudentissimo Rè, voi douete hauer
letto in Quinto Curtio, come in Asia nella città di
Gordio era in vn tempio l'inestricabil nodo detto
Gordiano, e l'Oracolo diceua, che chi l'hauesse sapu-
to sciorre, sarebbe stato Signor dell'Asia; perche arri-
vandoci Alessandro, nè trouando capo da sciorlo per
fatal bizzarria, e sdegno lo tagliò, cosi Oraculum aut
impleuit, aut elusit. Il medesimo interuenne al Rè
Catolico, il quale hauendo litigiosa differenza sopra
l'heredità
Page 0032
l'heredità del Regno di Castiglia, non trouando altra
via, per conseguir la giustitia, con la spada in mano
lo combattè, e lo vinse; di maniera, che così bella
impresa hebbe gran fama, e fu pari d'erudita leg-
giadria à quella di Francia. Fù opinione d'alcuni;
ch'ella fusse trouata dal sottile ingegno d'Antonio di
Nebrissa, huomo dottissimo in quel tempo, ch'egli ri-
suscitò le lettere Latine in Hispagna.
Page 0033
pictura
secondary text
GIO. Sì veramente, e
forse vnica tra quant'altre ne sono vscite, non solo di
Spagna, ma d'altronde; e fu, che hauendo egli ten-
tato il guado con la sua Dama, e trouati mali passi per
poterla arriuare, occupato dal dolore, e quasi disperato
si prese vna ruota con quei vasi, che leuano l'acqua e la
Page 0034
gittan fuora. E perche di punto in punto quasi la metà
di essi si truoua piena pigliando l'acqua, e l'altra vota
per gittarla fuora, nasceua da quei vasi vn motto in
questa guisa:
Page 0035
motto/title
LOS LLENOS DE DOLOR,
Y LOS VAZIOS DE SPEPANZA.
Page 0035
secondary text
Laquale
fu stimata impresa di sottile inue[n]tione, e quasi vnica
vista, perche l'acqua e la ruota dauano gran presenza
di scelto suggetto à chi la miraua, & inferiua che 'l
suo dolore era senza speranza di rimedio.
Page 0035
secondary text
Fù assai bella quella del Signore Antonio da Leua,
il quale essendo per la podagra portato in sedia, fece
portare dal Capitano Apunte nelle bande del suo cor-
siere Capitanale, quando fu coronato in bologna Carlo
Quinto Imperatore; e ristituito il Ducato di Milano
à Francesco Sforza, questo motto,
Page 0035
motto/title
SIC VOS NON
VOBIS.
Page 0035
secondary text
E l'impresa fu senza corpo, il quale se ci fusse
stato, non si sarebbe potuto dir meglio; perche voleua
inferire, come per virtù sua s'era acquistato e con-
seruato lo stato di Milano, e poi ristituito al Duca dal-
l'Imperatore, hauendo egli desiderato di te-
nerlo per se contra la forza di tut-
ta la lega com'egli haueua
fatto per innanzi.
Page 0035
pictura
secondary text
E perche s'hà da seguir l'ordine della nobiltà, vi
dirò l'imprese di quattro Rè vltimi d'Arogana, e fra
l'altre quel che volesse significare il libro aperto, che
fu impresa del
Rè Alfonso primo. DOM. Che libro
fu questo, Monsignore? GIO. Hebbe questo
Rè Al-
fonso per impresa vn libro aperto, come v'ho detto, il
quale non hauendo anima di motto alcuno, molti
restarono sospesi e dubbij del significato, e perche egli
fu Rè d'incomparabil virtù sì nel mestier dell'armi,
come nella notitia delle lettere, e nella prattica del Ci-
uil gouerno, chi diceua vna cosa, e chi ne diceua un'al-
tra; ma il più de gli huomini stimarono ch'ei volesse
dire, che la libertà fusse la più preciosa cosa, che potesse
hauer l'huomo; e perciò esso come prudentissimo non
Page 0036
prese mai moglie per non farsi seruo per elettione; al-
cuni dissero, ch'egli portò il libro, dinotando, che la
perfettione dell'intelletto humano, consisteua nella
cognitione delle scie[n]ze, e dell'arti liberali, delle quali
sua Maestà fu molto studiosa,
Page 0037
secondary text
ma trapassando questo
significato del libro aperto dico che 'l
Rè Ferrante suo
figliuolo hebbe vna bellissima impresa, laqual nacque
dal tradimento e ribellione di
Marino di Marciano
Duca di Sessa, e Prencipe di Rossano; il quale anchor
che fusse cognato del Rè, s'accostò non dimeno al
Duca Giouanni d'Angiò, e macchinò d'ammazzare à
parlamento il Rè suo signore: ma per l'ardire e fran-
chezza del Rè l'effetto non potè seguire d'vcciderlo.
L'historia del qual'caso stà scolpita di bronzo sopra la
porta del Castel nuouo, & essendogli dopò alcun tem-
po venuto alle mani, e posto prigione il detto Marino,
si risolse di non farlo morire, dicendo, non volersi im-
brattar le mani nel'sangue d'vn suo parente, anchor
che traditore & ingrato, contra il parere di molti suoi
amici partigiani, e consilieri. E per dichiarare questo
suo generoso pensiero di cleme[n]za, figurò un Armellino
circondato da vn riparo di letame, con vn motto di
sopra,
Page 0037
motto/title
MALO MORI QVAM FOEDARI.Page 0037
secondary text
essendo la propria natura dell'Armellino di patir pri-
ma la morte per fame e sete, che imbrattarsi, cerca[n]-
do di fuggire, di no[n] passar per lo brutto, per non mac-
chiare il ca[n]dore e la pulitezza della sua pretiosa pelle.
Page 0037
pictura
secondary text
Ne portò ancora il Rè Alfonso secondo suo figliuo-
lo vna braua, ma molto strauagante, come composta
di sillabe di parole Spagnuole; e fu che approssiman-
dosi sopra la guerra il giorno della battaglia di Cam-
pomorto sopra Velletri, per eshortare i suoi Capitani e
soldati, dipinse in vno stendardo tre diademe di Sa[n]ti
legate insieme, con vn breue d'vna parola in mezo:
Page 0038
motto/title
VALER.Page 0038
secondary text
significa[n]do che quel giorno era da mostrare
il valore sopra tutti gli altri, pronuntiando alla
Spagnuola, Dia de mas valer; laquale
impresa forse hauerete vista di-
pinta nell'atrio del nostro
Museo.
Page 0038
pictura
secondary text
Bella in vero fu quella del
Rè Ferrandino, suo fi-
gliuolo, ilquale hauendo generosi e reali costumi di
liberalità e di clemenza, per dimostrar, che queste
virtù vengono per natura e non per arte; dipinse
vna montagna di diamanti, che nascon tutti à faccia
come se fusser fatti co[n] l'artificio della ruota
e della mola, col motto, che diceua;
Page 0039
motto/title
NATVRAE, NON AR-
TIS OPVS.
Page 0039
pictura
secondary text

Ne fu men lodat a quella del
Rè Federigo, come
zio carnale successo nel Regno al nipote
Rè Ferra[n]dino,
il quale troppo tosto sopra l'orlo del trionfo della sua
vittoria, per iniquità delle Parche in vn soffio fu
leuato di questo mondo. Hauendo dunque il
Rè Fede-
rigo preso il possesso del Regno conquassato per la fresca
guerra, e contaminato dalla fattione Angioina, per
assicurare gli animi de' Baroni della contraria parte,
si fece per impresa vn Libro da conto legato in quella
forma, con le corregge e fibbie, che si vede appresso de'
Banchieri, pone[n]doui per titolo, MCCCCXCV. E fi-
gurando molte fiamme ch'usciuano fuora de' foglij per
le margini del Libro serrato con vn motto tolto dalla
sacra Scrittura, che diceua:
Page 0040
motto/title
RECEDANT VE-.Page 0040
TERA.Page 0041
secondary text
per palesare il nobil decretto dall'animo suo,
che à tutti perdonaua gli errori, e' peccati di quell'a[n]no.
E ciò fu proprio à imitatione de gli antichi Ateniesi,
i quali fecero lo statuto de l'Amnestia, che significa
obliuione di tutto'l passato, anchor che al buon Rè Fe-
derigo ciò non giouasse molto; perche fra cinque anni
per la impensata cospiratione di Ferdinando Rè di
Spagna co[n] Lodouico XII. di Francia, fu sforzato ab-
bandonare il Regno, e lasciarlo à quei due Rè, che se
l'hauean diuiso.
Page 0041
pictura
secondary text
Furono altri Principi d'Italia, e famosi Capitani,
che si dilettarono di mostrare i concetti loro con varie
imprese e diuise, fra le quali fu tenuta bella à quel te[m]-
Page 0041
po che gli ingegni non eran così aguzzati, quella di
Francesco Sforza Duca di Milano, che hauendo preso
il possesso dello stato per vigore dell'heredità della mo-
glie, Mado[n]na Bianca Visconte, e con la forza dell'ar-
mi quietate le cose, e fatta la mirabil fortezza di
porta Giouia, fece di ricamo sopra la giornea militare
vn brauo veltro, ô vogliamo dir liuriere assettato con
le gambe di dietro, & inalzato co'pie dinanxi sotto
vn pino, col motto;
Page 0042
motto/title
QUIETVM NEMO IM-
PVNE LACESSET.
Page 0042
secondary text
Inferendo ch'egli non daua
molestia ad alcuno, ma era pronto à offendere e difen-
dersi da chi hauesse hauuto ardire di molestarlo. E lo
mostrò molto bene contra i Signori Vinitiani, quando
fece calare il
Rè Rinato di Prouenza per reprimer lor
la cupidità; laqual pareua ch'essi hauessero di quello
stato.
Page 0042
secondary text
Alla bellezza della detta leggiadra impresa fece
buon paragone la troppo oscura, che vsò Galeazzo suo
figliuolo e successore, laquale fu vn Leon, che sedeua
sopra vn gran fuoco con vn' elmetto in testa: bella certo
da vedere in pittura, ma riputata senza sale perche
non hebbe anima di motto, e però à pena intesa dal-
l'Autore onde non m'estenderò à narrare i diuersi in-
terpretamenti, che faceuano le brigate, i quali spesse-
uolte riusciuano vani e ridicoli.
Page 0042
pictura
secondary text
Ma fu ben molto erudita e bella in vista, anchor
che alquanto presontuosa, quella, c'hebbe il Duca Lo-
douico suo fratello senza motto; il quale per openion
di prudenza fu tenuto vn tempo arbitro della pace e
della guerra in Italia; e perciò portò l'albero del Gel-
somoro per impresa: laqual pianta (come dice Plinio)
è reputata sapientissima omnium arborum, perche
fiorisce tardi per fuggire il gielo e le brine,e fa frutto
prestissimo; intendendo di dire, che con la sauiezza
sua conosceua i tempi futuri. Ma non conobbe già
che'l chiamare i Francesi in Italia, per isbattere il Rè
Alfonso suo capital nemico, fusse cagione della rui-
na sua; e così diuentò fauolosa e schernita la sua pru-
denza, haue[n]do finita la sua vita nella prigione della
Page 0043
torre di Loces in Francia, ad essempio della miseria e
vanagloria umana. Faceuasi etiandio chiamare Mo-
ro per sopranome, e quando passaua per le strade,
s'vdiuano alzarle voci da' fanciulli e bottegai, Mo-
ro, Moro; E continuando in simil vanità, haueua
fatto dipingere in Castello l'Italia in forma di Rei-
na, che haueua in dosso vna vesta d'oro ricamata à
ritratti di Città, che rassimigliauano al vero: e dinan-
zi le staua vno scudier Moro negro con vna scopetta
in mano. Perche dimandando l'ambasciador Fioren-
tino al Duca, à che seruiua quel fante nero, che scopet-
taua quella veste e le Città? rispose per nettarle d'ogni
bruttura. Vole[n]do che s'inte[n]desse il Moro essere arbitro
dell'Italia, & assettarla come gli pareua. Replicò al-
l'hora l'acuto Fiorentino: Auuertite Signore, che
questo seruo maneggiando la scopetta, viene à tirarsi
tutta la poluere addosso: il che fu vero pronostico. Et
è da notare, che molti credono, che Lodouico fusse
chiamato Moro, perch'egli fusse bruno di carne e di
volto, in che s'ingannano: perch'egli fu più to-
sto d'vna carnagione bianca e pallida,
che nera, come noi habbiam
veduto dappresso.
Page 0044
pictura
secondary text
Sopra tutti non solamente i Prencipi dell'Italia,
ma etiandio sopra quelli della Casa de' Medici suoi
maggiori, ne trouò vna bellissima Giouanni Cardi-
nale de' Medici, il quale fu detto poi Papa Leone: e
fu dopò ch'esso, per mano dell'armi Spagnuo-
le, fu rimesso in Fiorenza, essendo stato diciott'an-
ni in esilio; l'impresa fu vn Giogo come portano i
buoi, & il motto diceua,
Page 0045
motto/title
SUAVEPage 0045
secondary text
, per significare di
non esser ritornato à voler esser Tiranno della Patria
col vendicarsi dell'ingiurie fattegli da' suoi contrari e
fattiosi cittadini, pronunziando loro ch'el suo prenci-
pato sarebbe stato cleme[n]te e soaue: col motto della Sacra
Scrittura, conforme all'habito sacerdotale, che portaua
cauato da quel, che dice, Iugum meum suaue est, & onus
Page 0045
meum leue. E certamente quadraua molto alla natura
sua, e fu tale inuentione del suo proprio sottile & eru-
dito ingegno, anchor che paia che'l detto giogo fusse
prima del gran Cosmo: il quale quando fu richiamato
dall'esilio alla patria, figurò in vna medaglia Fiore[n]za
assettata sopr'vna sedia col giogo sotto i piedi, per di-
notare quasi quel detto di Cicerone, Roma Patrem
Patriae Ciceronem libera dixit. E per la bellezza fu
co[n]tinuato il portarlo nel po[n]tificato di Leone, e meritò
d'essere istampato nelle monete di Fiorenza.
Page 0046
pictura
secondary text
DOM. Piacemi molto questa impresa, e la giudico
molto bella; ma di gratia Monsignore, non v'incresca
raccontarmi anchor l'altre dell'Illustriss. Casa de' Me-
dici, e con esse toccar diffusamente il perche dell'im-
Page 0046
prese; perchioche l'historia porta gran luce, e diletteuol
notitia à questo discorso. GIO. Io non posso andar più
alto de' tre diamanti, che portò il gran Cosmo, i quali
voi vedete scolpiti nella camera, ou'io dormo e studio;
ma à dirui il vero, con ogni diligenza cercandolo, no[n]
potei mai trouar precisame[n]te quel, che volessero signifi-
care, e ne stette sempre in dubbio Papa Clemente, che
dormiua anchor'egli in minor fortuna in quella ca-
mera medesima.
Page 0047
pictura
secondary text
È ben vero, ch'ei diceua, che'l Magnifico Lore[n]zo
s'haueua vsurpato vn d'essi con gran galanteria, in-
sertandoui dentro tre penne di tre diuersi colori; cioè,
verde, bianco e rosso; volendo che s'intendesse, che
Dio amando fioriua in queste tre virtù, Fides, Spes,
Page 0047
Charitas, appropriate à questi tre colori, la Fede candi-
da, la Speranza verde, la Charità ardente, cioè, rossa;
con vn
Page 0048
motto/title
SEMPERPage 0048
secondary text
da basso, la quale impresa è stata
continuata da tutti i successori della casa, e sua Santità
etiandio la portò di ricamo ne'saioni de'caualli della
guardia di dietro, per rouescio di detto Giogo.
Page 0048
pictura
secondary text
Prese il Magnifico Pietro, figliuolo di Cosmo per
impresa vn falcone, che haueua ne gli artiglij vn Dia-
mante, il quale è stato continuato da Papa Leone, e
da Papa Clemente pure col breue del
Page 0048
motto/title
SEMPERPage 0048
secondary text
ri-
uolto, accommodato al titolo della Religione, che por-
tano i Papi, anchor che sia com'è detto di sopra, cosa
goffa a fare imprese di sillabe, e di parole. Perche il
magnifico Pietro voleua intendere, che si debba fare
Page 0048
ogni cosa amando Dio. E tanto più ciò viene à propo-
sito, quanto che'l Diama[n]te importa indomita fortezza
contra fuoco e martello, come miraculosamente il pre-
fato Magnifico fu saldo contra le congiure, & insidie
di M. Luca Pitti.
Page 0049
pictura
secondary text
Vsò il Magnifico Pietro figliuolo di Lorenzo, come
giouane & innamorato i tronconi verdi incaualciati,
iquali mostrauano fiamme e va[m]pi di fuoco intrinseco,
per dire che'l suo ardor d'amore era incomparabile,
poi ch'egli abbruciaua le legna verdi. E fu questa in-
uentione del dottissimo M. Angelo Politiano, il quale
gli fece anchor questo motto d'vn verso Latino,
Page 0049
motto/title
IN VIRIDI TENERAS EXVRIT FLAM-
MA MEDVLLAS.
Page 0049
pictura
secondary text
Il magnifico Giuliano, suo fratello, huomo di bonissi-
ma natura, & assai ingenioso, che poi si chiamò Duca
di Nemours, hauendo presa per moglie la zia del Rè
di Francia, sorella del Duca di Sauoia, & essendo fatto
Confalonier della Chiesa, per mostrare che la fortuna,
laquale gli era stata co[n]traria per tanti anni, si comin-
ciaua à riuolgere in fauor suo, fece fare u'nanima
senza corpo in vno scudo triangolare; cio è, vna pa-
rola di sei lettere che diceua:
Page 0050
motto/title
GLOVIS.Page 0050
secondary text
E leggendola
à rouescio, SI VOLG, come si vede intagliato in mar-
mo alla chiauica Traspontina in Roma. E perche era
giudicata di peso oscuro e leggiere, gli affettionati
seruitori interpretauan le lettere à vna à vna, facen-
Page 0050
dolor dire diuersissimi sentimenti, come faceuano co-
loro nel concilio di Basilea; che interpretarono il nome
di Papa Felice, dicendo, Foelix, id est, falsus, eremita,
ludificator.
Page 0051
pictura
secondary text
E perche di sopra è stato ragionato dell'impresa di
Lorenzo, non accade dir' altro, se non dell'impresa di
Papa Clemente, che si vede dipinta in ogni luogo; e
fu trouata da Domenico Buoninsegni Fiorentino, suo
Thesoriere, ilquale volentieri ghiribizaua sopra i se-
creti della natura; e ritrouò, che i raggi del Sole tra-
passando per vna palla di cristallo, si fortificano tal-
mente, & vniscono secondo la natura della prospet-
tiua, che abbruciano ogni oggetto, eccetto le cose can-
Page 0051
didissime. E volendo Papa Clemente mostrare al
mondo, che'l candore dell'animo suo non si poteua of-
fendere da' maligni, nè dalla forza, vsò questa impresa
quando i nimici suoi al tempo d'Adriano gli congiu-
rarono contra per torgli la vita e lo stato, e non heb-
bero allegrezza, di condurre à fine la congiura, E ve-
ramente la vita e'l gouerno, ch'egli teneua in Fioren-
za, non meritaua tanta crudeltà, almeno di sangue.
E l'impresa riusciua magnifica & ornatissima, perche
v'entrauano quasi tutte le cose, c'hanno illustre appa-
renza, e la fanno bella, come fu detto da principio;
cioè, la palla di cristallo, il Sole, i raggi trapassanti, la
fiamma eccitata da essi, in un cartoccio bia[n]co col motto
Page 0052
motto/title
CANDOR ILLAESVS.Page 0052
secondary text
Ma con tutto questo
sempre fu oscura à chi non sà la proprietà sudetta; di
sorte, che bisognaua che noi altri seruitori suoi l'espo-
nessimo ad ogn'vno, e rendessimo conto di quel, che
haueua voluto dire il Buoninsegni, e di quel che sua
Santità disegnasse d'isprimere; il che si deue fuggire
in ogni impresa, com'è stato detto di sopra. E peggio
fu ch'essendo il motto scritto in vn breue diuiso per
sillabe, in quattro parole, cioè: CAN DOR ILLAE-
SVS, vn M. Simone Schiauone Cappellano di sua
Santità, che non haueua tante lettere, che potessero
seruire per vso di casa fuor della messa, tutto ammi-
ratiuo mi doma[n]dò quel che volesse significare il Papa
in quel brieue; perche non vedeua che gli fusse à pro-
Page 0052
posito quello, ille sus; non volendo dir' altro, che quel
porco; dice[n]do spesso, ille vuol dir pure quello, e sus vuol
pur dir porco, come hò imparato à scola à Sebenicco.
La cosa andò in gran risa, e passò fin' à sua Santità, e
diede auuertime[n]to à gli altri, che no[n] debbano spezzar
le parole per lettere, per no[n] causare simili errori d'An-
fibologia appresso de' Goffi, i quali presumono d'haue-
re la lor parte di sapere, come si dice, fin'al finocchio.
Page 0053
pictura
secondary text
Quella ancora che figurò il Molza à Hippolito
Cardinal de' Medici, benche fusse bellissima di vista e
di soggetto, hebbe mancamento: perche non fu com-
pitamente intesa, senon da' dotti e prattichi, e ricorde-
uoli del Poema d'Horatio. Percioche vole[n]do egli ispri-
mere, che Donna Giulia di Gonzaga risplendeua di
Page 0053
bellezza sopra ogn'altra, come la stella di Venere, chia-
mata volgarmente la Diana, c'hà i raggi per coda à
similitudine di Cometa, e riluce fra l'altre stelle; le pose
il motto, che diceua,
Page 0054
motto/title
INTER OMNES.Page 0054
secondary text
Perche Horatio dice, Micat inter omnes Iulium
sidus. Ma questa impresa haueua forma di Cometa, e
così gli prenuntiò e gli apportò la morte; perche finì la
sua vita assai tosto in vn Castello di quella vnica, &
Eccellentissima Signora, chiamato Itri, con dolore e
danno di tutta la corte Romana.
Page 0054
pictura
secondary text
Hebbe ancho poco auanti vn'altra impresa dell'E-
clissi, figurando la Luna nell'ombra che fa la terra in-
termedia, posta fra lei e'l Sole, co[n] un motto che diceua;
Page 0054
motto/title
HINC ALIQVANDO ELVCTABORPage 0054
secondary text
lendo inferire, ch'egli era posto nelle tenebre di certi
pensieri torbidi & oscuri, de' quali deliberaua uscir
tosto; i quali pensieri perche furono ingiusti, e poco
honesti à tant'huomo, per non dipingerlo pazzo, e
nimico della gra[n]dezza di casa sua, lascieremo di espli-
care il significato dell'impresa, laquale sarà però intesa
da molti c'hanno memoria di lui.
Page 0055
pictura
secondary text
Dopò la morte del Cardinale, il Duca Alessandro
haue[n]do tolto per moglie, e fattone le nozze, Madama
Margherita d'Austria, figliuola dell'Imperatore, e
gouernando Fiorenza con egual giustitia grata à cit-
tadini, massimamente ne' casi del dare e dell'hauere;
e ritrouandosi gagliardo e potente della persona, desi-
deraua farsi famoso per guerra; dicendo, che per ac-
Page 0055
quistar gloria, e per la fattione Imperiale sarebbe ani-
mosamente entrato in ogni difficile impresa, delibe-
rando di vincere ò morire. Mi domandò dunque vn
giorno con ista[n]za, che io gli volessi trouare vna bella
impresa per le sopraueste d'arme secondo questo signi-
ficato. Et io gli elessi quel fiero animale, che si chiama
Rhinocerote, nimico capitale dell'Elefante; ilquale
essendo mandato à Roma, accioche combattesse seco, da
Emanouello Rè di Portogollo, esse[n]do già stato veduto
in Proue[n]za, doue scese in terra, s'affogò in mare per
vn'aspra fortuna, ne gli scoglij poco sopra porto Vene-
re; nè fu possibil mai, che quella bestia si saluasse per
essere incatenata, anchor che nuotasse mirabilmente,
per l'asprezza de gli altissimi scoglij, che fa tutta quel-
la costa. Però ne venne à Roma la sua vera effigie, e
gra[n]dezza, e ciò fu del mese di Febraio l'an[n]o MDXV.
con informationi della natura sua, laquale secondo
Plinio, è (si come narrano i Portughesi) d'andare à
trouar l'Elefante assaltandolo, e percotendolo sotto la
pancia co[n] quel duro & acuto corno, ch'egli tiene sopra
il naso; né mai si parte dal nimico, nè dal combatti-
mento, in fin che non l'ha atterrato e morto. Il che il
più delle volte gli succede, qua[n]do l'Elefante con la sua
proboscide non l'afferra per la gola, e non lo strangola
nell'appressarsi. Fecesi dunque la forma del detto Rhi-
nocerote in bellissimi ricami, che seruiuano anchor per
coperta di caualli barbari, i quali corrono in Roma &
Page 0056
motto/title
NON BVELVO SIN VEN-
CER
Page 0057
secondary text
, che vuol dire; Io non ritorno in dietro senza
vittoria, secondo quel verso, che dice,
Rhinoceros nunquam victus ab hoste redit .
E parue, che questa impresa gli piacesse, tanto che la
fece intagliare di lauoro d'agimia nel corpo della sua
corazza.
Page 0057
pictura
secondary text
DOM. Poi che voi hauete raccontate l'imprese di
questi illustrissimi Prencipi della Casa de' Medici già
morti, siate contento anchora di dir qualche cosa di
quelle, che porta l'Eccellentissimo Signor Duca Cosmo,
delle quali tante se ne veggono in palazzo de' det-
ti Medici. GIO. Certo che il giorno delle nozze sue io
Page 0057
ne vidi molte fabricate da gentil'ingegni; ma sopra
tutte vna me ne piacque per esser molto accommodata
à sua Eccellenza, la quale hauendo per horoscopo &
ascende[n]te suo il Capricorno, che hebbe anche Augusto
Cesare (come dice Suetonio) e però fece battere la mo-
neta con tale imagine, mi parue questo bizarro ani-
male molto al proposito, massimamente che Carlo
Quinto Imperatore, sotto la cui protettione fiorisce il
principato del prefato Signor Duca, hebbe anch'egli il
medesimo ascendente. E parue cosa fatale, ch'el Duca
Cosmo, quel medesimo dì di Calende d'Agosto, nel
qual giorno Augusto conseguì la vittoria contra
Marc'antonio e Cleopatra sopra Attiaco promontorio,
hoggi la Preuesa sco[n]fisse anch'esso, e prese i suoi nimici
Fiorentini à Monte Murlo. Ma à questo Capricorno,
che porta Sua Eccellenza, non hauendo motto, acciò che
l'impresa sia compita, io hò aggiunta l'anima d'vn
motto Latino:
Page 0058
motto/title
FIDEM FATI VIRTVTE SE-
QVEMVR.
Page 0058
secondary text
Quasi che voglia dire, Io farò con propria
virtù forza di conseguire quel, che mi promette l'ho-
roscopo. E così l'hò fatto dipingere figurando le stelle,
che entrano nel segno del Capricorno, nella camera de-
dicata all'Honore, laqual vedeste al Museo, dou'è an-
chora l'Aquila, che significa Gioue, e l'Imperadore, che
porge col becco una corona Trionfale col motto che
dice: IVPPITER MERENTIBVS OFFERT.
Pronosticando, che sua Eccellenza merita ogni glo-
Page 0058
rioso premio per la sua virtù. Page 0059
pictura
secondary text
Hebbene vn'altra nel principio del suo Principato
dottamente trouata dal Reuerendo M. Pier Fran-
cesco de' Ricci, suo Maiordomo, e fu quel che dice Ver-
gilio nel VI: dell'Eneida del Ramo d'oro, col motto:
Page 0059
motto/title
VNO AVVLSO, NON DEFICIT ALTER.Page 0059
secondary text
figurando vn ramo suelto dell'albero in luogo del
quale ne succede subito vn'altro; volendo intender
che se bene era stata tolta la vita al Duca Ales-
sandro, non mancaua vn'altro
ramo d'oro nella medesi-
ma stirpe.
Page 0059
pictura
secondary text
In questo
tempo i Signori Colonnesi, condotti dal Cardinale
Ascanio Sforza, che nel principio seruiuano Francesi,
essendosi poi fatto nuoua lega fra i Pote[n]tati d'Europa,
ritornarono al seruitio del Rè Ferrandino, ma prima
Prospero, che Fabrizio; il quale poi (seguendo Prospe-
ro) anchor si fece Aragonese, Verginio fu inuitato di
tornare
Page 0061
tornare à seruire il Rè Ferrandino con offerta di gra[n]
soldo, e ricompessa dell'honore, e dello stato, che fu
l'vfficio del gran Conestabile, dato al Signor Fabri-
tio, e lo stato d'Abruzzo, d'Alba, e di Tagliacoz-
zo; ma giudicando egli che non ci fusse l'onor suo,
come caparbio, si fece Francese; & accettò gli stipendi
loro, ancorche in ciò i medesimi Signori Orsini non
approuassero quel suo consiglio, poi ch'era tutto in pre-
giudicio dell'honore, e della salute dell'Italia; laquale
in quel tempo conspiraua contra i Francesi, dubitando
di non andare in seruitù di quella pote[n]tissima natio-
ne. Ma esso indurato da vna fatale ostinatione, an-
do col seguito di molti Capitani della fattio[n] sua co[n]tra
il Rè Ferrandino; dicendo à chi lo consigliaua, e fra
gli altri à gli huomini del Papa, del Duca Lodouico
e de' Signori Vinitiani, che gli proponeuano e mostra-
uano i pericoli, ne' quali si metteua, & i chiari pre-
mij, che dall'altra parte se gli offeriuano: Io son simile
al Camelo, il quale per natura, arriuando à vn fonte
chiaro, non beue di quell'acqua, se prima calpestran-
dola, non la fa torbida. E per questo portò vn Camelo,
che intorbidaua vna fonte, inchinandosi per bere, con
questo motto Francese:
Page 0062
motto/title
IL ME PLAIT LA
TROVBLE.
Page 0062
secondary text
Ma certo il suo tristo co[n]siglio hebbe pes-
simo fine, perche superato in quella guerra, assediato
in Atella e preso, morì nella prigione del Castel del-
l'Uovo, e così portò la pena della sua peruersa opinione.
Page 0062
pictura
secondary text
Il Conte di Pitigliano, assoldato da' Signori Vini-
tiani alla guerra di Lombardia, meritò d'esser Gene-
rale, & hebbe per impresa il collare di ferro, chiamato
in Latino, MILLVS, il quale è ripieno d'acute punte,
come si vede al collo de' cani mastini de' pastori per
difendergli dal morso de' lupi, e col motto,
Page 0063
motto/title
SAV-
CIAT ET DEFENDIT.
Page 0063
secondary text
Vedesi hoggidì la su-
detta impresa in Roma nel palazzo di Nicosia, ch'è
d'vno de' Signori di casa Orsina, e nel mezo del detto
collare stà il motto, che dice:
Page 0063
motto/title
PRIVS MORI QVAM
FIDEM FALLERE.
Page 0063
secondary text
Vi sono anche due mani, che
nel far vista di pigliare il collare, si trouano passate pel
mezo dalle punte, ch'egli ha à torno, & in meso sta la
rosa.
Page 0063
pictura
secondary text
Alle nominate due imprese non cedeuano punto
ne di bellezza, ne di proprietà di significato, quelle
de' due fratelli cugini Colonnesi, Prospero e Fabritio, i
quali in diuersi tempi portarono diuerse inuentioni
seco[n]do le fantasie loro, parte militari, e parte amorose.
Perche ciascun di loro, infino all'estrema vecchiezza
non si vergognò mai d'essere innamorato, massima-
mente Prospero; il quale hauendo posto il pensiero in
vna nobilissima do[n]na, della quale per coprire il fauore
ch'egli n'haueua, e mostrar l'honestà, s'assicurò di me-
nar seco per compagno vn famigliar suo caualier di
bassa lega, il che fu molto incautamente fatto; percioche
la donna sua (come generalmente quasi tutte le donne
sono) vaga di cose nuoue, s'innamorò del compagno
Page 0064
talmente, che lo fece degno dell'armor suo; di che au-
uedutosi Prospero, e sentendone dispiacere infinito, si
mise per impresa il Toro di Perillo; che fu il primo
à prouare quella gran pena del fuoco, acceso sotto'l
ventre del Toro, nel quale egli fu posto dentro, per
capriccio del Tiranno Falari, onde usciua lamento di
voce humana; e miserabil mugito. E ciò fece Prospero
per inferire, ch'egli medesimo era stato cagione del
mal suo: e 'l motto era tale;
Page 0065
motto/title
INGENIO EXPE-
RIOR FVNERA DIGNA MEO.
Page 0065
secondary text
Fù questa in-
uentione del dottissimo Poeta M. Gabriele Attilio
Vescouo di Policastro, DOM. A me pare, che l'anima
di questa vaghissima inuentione potesse esser più bel-
la, e quadrerebbe forse meglio dicendo:
Page 0065
talmente, che lo fece degno dell'armor suo; di che au-
uedutosi Prospero, e sentendone dispiacere infinito, si
mise per impresa il Toro di Perillo; che fu il primo
à prouare quella gran pena del fuoco, acceso sotto'l
ventre del Toro, nel quale egli fu posto dentro, per
capriccio del Tiranno Falari, onde usciua lamento di
voce humana; e miserabil mugito. E ciò fece Prospero
per inferire, ch'egli medesimo era stato cagione del
mal suo: e 'l motto era tale;
Page 0065
motto/title
SPONTE
CONTRACTVM INEXPIABILE MA-
LVM.
Page 0065
pictura
secondary text
GIO. Certamente quella del S. Fabritio passò il
segno di bellezza, il quale perseuerando nelle parti
Francesi, inuitato à seguire il co[n]senso d'Italia co[n] gran
premio, nel principio fece molta resistenza, e si pose per
impresa sulla soprauesta vn vaso antico pien di ducati
d'oro, con questo motto:
Page 0066
motto/title
SAMNITICO NON CA-
PITVR AVRO.
Page 0066
secondary text
Significando ch'esso come Fabritio
era simile à quello antico Romano, che da Sanniti in
lega col Rè Pirro non volse esser corrotto, anchora
con gran quantità d'oro. Il qual motto e soggetto re-
sta tanto più eccellente, quanto è più conforme all'anti-
co, pel nome di Fabritio; e fu trouato da lui medesimo.
Page 0066
pictura
secondary text
Ne portò anchora vn'altra assai accommodata; e fu
la pietra del paragone con molte linee e vari saggi, col
motto;
Page 0067
motto/title
FIDES HOC VNO VIRTVSQUE
PROBANTVR
Page 0067
secondary text
Quasi volesse dire, che la virtù e
fede sua si sarebbono conosciute al paragone d'ogn'al-
tro. Fù portata da lui questa impresa nella gior-
nata di Rauenna, doue il valor suo fu
chiaramente conosciuto, ancor
ch'egli vi restasse ferito
e prigione.
Page 0067
pictura
secondary text
Nella medesima guerra il signor Marc'Antonio Colon-
na nipote carnal di Prospero, ch'era stato posto in pre-
sidio alla difesa della città di Rauenna, nella quale si
portò franchissimamente co[n]tra l'impeto della terribil
batteria di Mons. di Fois, hebbe vn'impresa, laquale
di argutezza (à mio parere) auanza ogn'altra: e fu vn
ramo di palma, attrauersato con vn ramo di Cipresso;
e'l motto di sopra ilquale fu composto da M. Marc'-
Antonio Casa nuoua, poeta eccellente, che diceua;
Page 0068
motto/title
ERIT ALTERA MERCES.Page 0068
secondary text
Volendo in-
ferire ch'egli andaua alla guerra per riportar vittoria
ò per morire; essendo la palma segno di vittoria, & il
Cipresso funebre. Hebbe questo Signore in se tutti i do-
ni che la natura e la fortuna potesser dare insieme ad
vn'huomo per farlo singolare.
Page 0068
pictura
secondary text
Il medesimo Marc'Antonio ne portò vn'altra
alla guerra della Mirandola e di Bologna, nella quale
era legato il Cardinal di Pauia; che essendo di natura
alle volte troppo strano & imperioso, esso signore come
generoso & altiero Romano, non intendeua d'esser
comandato, ma voleua fare ogni debito di fattion
militar da se stesso; tanto più veggendo ch'el detto
Cardinale vsaua inconuenienti modi col Duca d'Vr-
bino, per liquali da lui fu poi ammazzato. Per mo-
strare dunque l'animo suo, fece l'impresa dell'Aerone,
che in te[m]po di pioggia vola tant'alto sopra le nuuole,
che schifa l'acqua, che non gli venga addosso, & al-
trimenti è vsato di starsi sguazza[n]do nelle paludi per
natura, amando l'acqua da basso; ma non quella che
Page 0069
gli potesse cader sopra. L'impresa riuscì giocondissima
di vista, perche oltra la vaghezza dell'vccello chia-
mato in Latino, Ardea, v'era figurato il Sole sopra le
nuuole, e l'vccello staua tra le nuuole e'l Sole nella re-
gio[n] di mezo, doue si generano le pioggie e le gra[n]dini;
da basso erano paludi con verdi giunchi & altre ver-
zure, che nascono in simil luoghi; ma sopra tutto era
ornato d'vn bellissimo motto col breue, che giraua in-
torno al collo dell'Aerone,
Page 0070
motto/title
NATVRA DICTANTE
FEROR.
Page 0070
secondary text
L'inuentione non fu tutta del S. Marc'An-
tonio, ma fu aiutato dagl'ingegni eruditi, de' quali egli
faceua molto conto, & honoraua: e fra quegli fui an-
chor'io vn tempo, e de' famigliarissimi.
Page 0070
pictura
secondary text
Viemmene à mente vn'altra, ch'egli pur' vsò, come Page 0070
quel, che si dilettaua molto di simili ingegniose imprese;
e se la mise alla guerra di Verona, laqual città fu
francamente difesa dalla virtù sua contro l'impetuosa
forza de' due campi, Francese, e Vinitiano. Figurò
dunque vna veste in mezo'l fuoco, la quale no[n] ardeua
come quel, che voleua, ch'ella s'intendesse fatta di quel
lino d'India chiamato da Plinio Asbestino, la natura
del quale è nettarsi dalle macchie, e no[n] consumarsi nel
fuoco; & haueua questo motto;
Page 0071
motto/title
SEMPER PER-
VICAX.
Page 0071
secondary text
Quasi che volesse dire, ch'egli sarebbe stato
costantissimo contra ogni forza di guerra de' nimici.
Page 0071
pictura
secondary text
Imitò felicemente la prontezza dell'ingegno del
S. Marco Antonio, il S. Mutio Colonna, che fu nipote
del S. Fabritio, il quale fu vn valoroso e prudente
Page 0071
Caualiero, e meritò d'hauer la compagnia di cento
lancie da Papa Giulio, e poi da Leone; ne' saioni e
bandiere dellaqual co[m]pagnia fece fare vna assai pro-
portionata impresa; cioè, vna mano, che abbruciaua
nel fuoco d'vn altare da sacrificio, e col motto:
Page 0072
motto/title
FOR-
TIA FACERE ET PATI ROMANVM EST.
Page 0072
secondary text
Alludendo al suo nome proprio, à similitudine di
quell'antico Mutio, che disegnò indarno d'ammaz-
zare Porsena Rè di Toscana, ilquale volse, che la ma-
no, che errò ne portasse la pena. Il che fu di tanta ma-
rauiglia, che, come dice il Poeta, HANC SPECTA-
RE MANVM PORSENA NON POTVIT.
Fu l'inuentione di M. Tamira huomo letterato, e ser-
uitore antico di Casa Colonna.
Page 0072
pictura
secondary text
I Signori Colonnesi ne portarono vna, laquale ser-
uiua vniuersalmente per tutto il ceppo fatta in quello
esterminio di Papa Alessandro co[n]tro i Baroni Roma-
ni, perche furono costretti tutti col Cardinal Giouanni
à fuggirsi di Roma, e ricouerarono parte nel regno di
Napoli e parte in Sicilia; nel qual caso parue, che pren-
dessero miglior partito, che no[n] haueuan fatto i signori
Orsini, haue[n]do eglino eletto di voler più tosto perder la
robba e lo stato, che commetter la vita all'arbitrio di
sanguinosissimo Tiranni. Ilche non seppero far gli
Orsini, i quali perciò ne restarono disfatti e miserabil-
mente strozzati. L'[i]mpresa fu, ch'essi voleuano dire,
che ancor che la fortuna gli perseguitasse, e gli sbat-
tesse, essi però restauano ancor viui, e con isperanza
Page 0073
che passata l'asprezza della burasca s'hauessero à rile-
uare. Fù dico, limpresa alquanti giunchi in mezo
d'vna palude turbata da' venti, la natura de' quali è
di piegarsi, mà no[n] già di rompersi per impeto dell'onde
ò di venti: era il motto;
Page 0074
motto/title
FLECTIMVR, NON
FRANGIMVR VNDIS.
Page 0074
secondary text
DOM. Io giudico, Mo[n]s.
che questa inuentione (e fusse di chi si volesse) sia bel-
lissima, e compita d'anima e di corpo. GIO. Et io credo,
anzi te[n]go per fermo, ch'ella vscisse dell'ingegno di M.
Iacopo Sannazaro poeta chiarissimo, e molto fauorito
del Rè Federigo, dalquale furono raccolti e stipe[n]diati
i Colonnesi; e dopò ch'esso Rè fu cacciato, s'accostarono
al gran Capitano.
Page 0074
pictura
secondary text
Poi che hauete narrate l'imprese de' signori Roma- Page 0074
ni, mi parrebbe co[n]ueniente che voi narraste anchora
l'imprese de gli altri Prencipi e Capitani d'Italia, e
de' forestieri, se ve ne souuiene. GIO. Vdite prima quel-
la, che portò il S. Bartolomeo d'Aluiano valoroso e vi-
gilante, benche poco felice Capitano. Egli fu gran
difensore della fattione Orsina, difese valorosamente
Bracciano contra la forza di Papa Alessandro: e prese
Viterbo, rouinando la parte Gattesca in fauore de' Ma-
ganzesi, dicendo, che quelli erano il pestifero veleno
di quella Città. Et essendo stato morto il capo loro
Giouan Gatto, fece fare per impresa nello ste[n]dardo suo,
l'animale chiamato l'vnicorno, la proprietà delquale
è contraria ad ogni veleno, figurando vna fontana
circondata d'Aspidi, Botte, & altri serpenti, che vi
fusser venuti à bere, e l'vnicorno prima che vi beesse,
vi cacciasse dentro il corno per purgarla dal veleno
mescolandola, com'è di sua natura, & haueua vn
motto al collo;
Page 0075
motto/title
VENENA PELLO.Page 0075
secondary text
Il detto stendar-
do si perdè nella giornoata di Vicenza, hauendolo di-
feso vn pezzo dalla furia de nimici Marc'An-
tonio da Monte, Veronese; che lo tenne
abbracciato, nè mai lo lasciò,
fin che non cadde
morto.
Page 0075
pictura
secondary text
Al medesimo signor Liuiano fu trouata vna arguta
impresa dal Cotta Veronese suo Poeta, dopò la detta
rotta di Vicenza, della quale diceuano, che fu potissi-
ma cagione il proueditore M. Andrea Loredano; il
quale nel punto che si ritirauano i nimici Cesariani,
corse armato in corazzina di velluto cremesino al pa-
diglione del Generale. E troua[n]dolo con molti capitani
à vna tauola, che consultauano di quanto s'hauesse à
fare, cominciò à rinfacciargli la viltà, e la tardanza
loro; perche essi diceuano, ch'a'nimici, che fuggono, si
deurebbon fare i ponti d'oro: & egli pure i[n]staua, che
no[n] se gli lasciassero scappar dalle mani, atteso ch'eran
rotti. Per le cui braue e furiose parole si prese partito
molto sinistro di seguitargli e fare il fatto d'arme, dicen-
Page 0076
do il Generale; Io non voglio che costui mi faccia ta-
gliar la testa con le ballotte in Pregai, come interue[n]ne
al Carmigniuola; e così furono rotti i Vinitiani; & il
Loredano restando morto, pagò la pena della sua te-
merità. All'hora il Cotta eshortò il suo signore, che
in cambio dell'Vnicorno, che s'era perduto nella
giornata, portasse per insegna vn'Oca in mezo d'al-
quanti Cigni, con vn breue legato al collo, che dice;
Page 0077
motto/title
OBSTREPVIT INTER OLORES.Page 0077
secondary text
per infe-
rire, ch'ella è cosa impropria ch'vn Senator togato
voglia prender presuntione di giudicare ne' casi di
guerra trà capitani. Rifiutò tale impresa il Liuiano,
ancorche molto la lodasse, per non mordere il Loreda-
no morto miserabilmente, e per non trattarlo da Oca.
Page 0077
pictura
secondary text
Metterò mano hora à quegli, che hanno auanza-Page 0077
to glialtri di fama e di gloria, fra' quali stimo il pri-
mo Francesco di Gonzaga Marchese di Mantoua, il
quale riuscì famosissimo per la giornata del Tarro, e
per la vittoria della co[n]quista del Reame di Napoli per
lo Re Ferrandino, essendo stato il detto Marchese di
Mantoua calumniato appresso il Senato Vinitiano,
(del quale egli era Capitano generale) da alcuni mali-
gni & inuidiosi, poi che si fu chiarissimamente giusti-
ficato e purgato, vsò per impresa come cosa, che molto
quadraua à suo proposito, vn Crociuolo al fuoco pieno
di verghe d'oro, nel qual vaso si fa certa pruoua della
finezza sua, con vn bel motto di sopra, tratto dalla
Scrittura sacra;
Page 0078
motto/title
PROBASTI ME DOMINE,
ET COGNOVISTI
Page 0078
secondary text
volendo intendere anchora
la seguente parola; cioè, SESSIONEM MEAM.
Perche quei calu[m]niatori haue[n]do detto, ch'el Marchese
in quella giornata haueua voluto sedere sopra due
selle; cioè seruire i Signori Vinitiani col fiero combat-
tere, & il S. Lodouico Sforza suo cognato, col tempo-
reggiar dopò la giornata, lascia[n]do di seguitare i Fran-
cesi mezi rotti, nel qual caso esso no[n] hebbe colpa; perche
fu tutta del Conte di Gaiazzo, che si volse far grato
alla casa di Francia, sapendo di non farne dispiacere
al Duca Lodouico; che non desideraua veder total-
mente vincitori i Signori Vinitiani; acciò che disfat-
ti i Francesi, vittoriosi non andassero per occupar
lo stato di Milano, da lor desiderato fin dal tempo
Page 0078
del padre, e del Duca Filippo. Page 0079
pictura
secondary text
Fra i chiarissimi Capitani fu senza controuersia
di somma peritia e d'estrema riputazione il S. Gioua[n]
Iacopo Triuulcio, il quale da principio, come nimico
del duca Lodouico Sforza, veggendolo incaminato à
occupare il Ducato, ch'era legitimamente del Nipote,
si partì sdegnato, non potendo soffrire i modi d'esso S.
Lodouico, & accostossi col Rè d'Aragona; il quale
all'hora s'era scoperto nimico dello Sforza per la me-
desima cagione. E volendo inferire, che nel gouerno
della patria sua egli non era percedere vn punto à
esso S. Lodouico, portò per impresa vn quadretto di
marmo, con vno stile di ferro piantato nel mezo, op-
posto al Sole; ch'era antica insegna di casa Triuulcia,
Page 0079
con vn motto; Page 0080
motto/title
NON CEDIT VMBRA SOLI.Page 0080
secondary text
Poiche girando il Sole quanto si vuole, sempre quello
stil rende la sua ombra.
Page 0080
pictura
secondary text
Alfonso Duca di Ferrara, Capitano di risoluta
prodezza e mirabil costanza, quand'egli andò alla
battaglia di Rauenna, portò vna palla di metallo pie-
na di fuoco artificiale, che suampaua per certe com-
missure; & è di tale artificio, che à luogo e te[m]po il fuoco
terminato ro[m]pendosi, farebbe gran fracasso di quegli,
che gli fussero incontra; ma gli mancaua il motto, il
quale gli fu poi aggiunto dal famoso Ariosto, e fu;
Page 0080
motto/title
LOCO ET TEMPORE.Page 0080
secondary text
E fu poi conuertito in
lingua Francese per più bellezza dicendo,
Page 0080
motto/title
A LIEV
ET TEMPS.
Page 0080
secondary text
Mostrollo in quella giornata sangui-Page 0080
nosa, perche dirizzò di tal sorte l'artiglieria, che fece
grandissima strage d'huomini.
Page 0081
pictura
secondary text
Il Duca d'Vrbino poi che per la morte di Papa
Leone, ricuperò il suo stato, esse[n]dosi insieme co' Signo-
ri Baglioni riconciliato e collegato co[n] Giulio Cardinal
de' Medici, che gouernaua all'hora lo stato di Fiore[n]za
fu condotto da quella Republica per Generale; & ha-
uendomi M. Tomaso de' Manfredi suo ambasciatore
ricercato, ch'io trouasi vn'impresa per lo stendardo e
per le bandiere de Trombetti del Duca; io gli feci vna
palma, c'haueua la cima piegata verso terra per vn
gran peso di marmo, che v'era attaccato, vole[n]do ispri-
mere quel, che dice Plinio della Palma, che'l legno
suo è di tal natura, che ritorna al suo essere, anchor
Page 0081
che sia depresso da qualsi voglia gran peso, vince[n]dolo
in ispatio di tempo con ritirarlo ad alto, col motto che
diceua:
Page 0082
motto/title
INCLINATA RESVRGITPage 0082
secondary text
Allude[n]do
alla virtù del Duca, laquale non haueua potuto op-
primere la furia della fortuna contraria, ben che per
alcun tempo fusse abbassata. Piacque molto à S. Ecc[ellenza]. &
ordinò, che si facesse lo ste[n]dardo, anchor che per degna
occorrenza non venisse poi à prendere il bastone del
Generale.
Page 0082
secondary text
Et in effetto, altro è il ben dire nel narrare
vn concetto; & altro è l'isprimerlo con anima e corpo,
che habbia del buono, e niente dello sciocco. Et à
me, che n'ho fatte tante per altri, volendo trouar' vn
corpo di soggetto in corrispondenza dell'anima del
motto, il quale porto io, che è;
Page 0082
motto/title
FATO PRVDEN-Page 0082
TIA MINORPage 0083
secondary text
è interuenuto quel, che auuiene à
calzolai, i quali portano le scarpe rotte e sgarbate, facen-
dole nuoue à posta alla forma del piè d'altri. Percioche
non hò potuto mai trouar soggetto di cosa alcuna, che
mi sodisfaccia, come interuenne anchora (seco[n]do ch'io
hò detto di sopra) à M. Giasone del Maino.
Page 0083
secondary text
E
per continuare il proposito, dico, che quella del S. Ot-
tauian Fregoso alla guerra di Bologna, e di Modona
fu reputata ingeniosissima, ma alquanto strauagante
per la pittura, perche portò vna gran filza della lettera
O nero in campo d'oro, nel l'embo dell'estremità delle
barde; lequali lettere per abbaco significan nulla, e
quand'hanno vna lettera di numero auanti, fanno
vna moltitudine quasi infinita. verbi gratia, facen-
doui vn iota, significherà milioni di milioni. Era vn
breue di sopra al lembo, che lo giraua tutto; dicendo:
Page 0083
motto/title
HOC PER SE NIHIL EST, SED SI MI-
NIMVM ADDIDERIS, MAXIMVM FIET.
Page 0083
secondary text
significando, che con ogni poco d'aiuto, haurebbe ri-
cuperato lo stato di Genoua, il qual fu già del S. Pietro
suo padre, e vi fu ammazzato combattendo, essendo
Page 0083
esso S. Ottauiano all'hora come fuoruscito, quasi nie[n]te
appoggiato al Duca d'Vrbino, ma in assai aspettatione
d'esser rimesso in casa, come fu poi da Papa Leone. E
ben vero, che il motto è souerchiamente lungo, ma la
natura dell'argutissimo soggetto lo co[m]porta molto bene.
Page 0084
pictura
secondary text
Il S. Gieronimo Adorno, il quale prendendo Ge-
noua col braccio de Cesariani, cacciò il detto S. Otta-
uiano Fregoso per hauere egli ceduto al Ducato, face[n]do-
si egli francese col nome di Gouernadore; fu giouane
di gran virtù, e perciò d'incomparabile aspettatione,
ma la morte gli hebbe inuidia troppo tosto. Esso come
giouane arditamente innamorato d'vna gentil do[n]na
di bellezza e pudicitia rara, laquale io conosceua, &
anchor viue; mi richiese, ch'io gli facessi vn'impresa
Page 0084
di questo tenore, che pensaua e teneua per certo, che
l'acquisto dell'amor di costei, hauesse à esser la conten-
tezza e'l principio della felicità sua; ò che non l'ac-
quista[n]do fusse per metter fine a' trauaglij, che haueua
sopportati per l'addietro, sì di questo amore, come
dell'imprese di guerra e prigionia con affrettargli la
morte. Il che vdendo, mi souuenne quello, che scriue
Giulio Obsequente de prodigijs; cioè, che il Fulmine hà
questa natura, che venendo dopò i trauaglij e le dis-
gratie, ci mette fine, e se viene nella buona fortuna
porta danni, ruine, e morte. E così fu dipinto il fulmi-
ne di Gioue in quel modo, che si vede nelle meda-
glie antiche, e con vn breue intorno;
Page 0085
motto/title
EXPIABIT
AVT OBRVET.
Page 0085
secondary text
Piacquegli molto l'impresa, e fu
lodata dal dottissimo M. Andrea Nauagero, dise-
gnata à colori dal chiarissimo pittore M. Titiano, e
fatta di bellissimo ricamo, & intaglio dell'eccellente
Agnolo di Madonna, ricamator Vinitiano, poco
auanti che'l detto S. Girolamo, per adiempire
l'vltima parte del motto passasse all'al-
tra vita in Vinegia, oue risedea
per sopr' Ambasciador
Cesareo.
Page 0085
pictura
secondary text
Ma poi che siamo entrati in mentione de' Signori
Genouesi, ve ne voglio nominar tre assai belle, ch'io
feci à richiesta di due Signori della Casa de' Fieschi,
Sinibaldo, e Ottobuono, a' quali fui molto familiare
e grato. Essi mi dimandarono vn'impresa, che signi-
ficasse la vendetta da lor fatta della morte del Conte
Girolamo lor fratello, crudelmente ammazzato da'
Fregosi per emulatione dello stato; e fu tale, che ne
restarono spenti de la vita i percussori, Zaccheria Fre-
goso, il S. Fregosino, & i Signori Lodouico e Guido.
La onde si racconsolarono della perdita del fratello; di-
cendo, che i nimici non si poteuano vantare d'hauere
vsato contro lui tanta crudeltà, non essendo solito tra'
Fregosi, Adorni, e Fieschi, insanguinarsi le mani del
Page 0086
sangue de' contrarij, ma solamente esser lecito di con-
tender tra loro ciuilme[n]te del Principato, ouero à guer-
ra aperta. Io feci lor dunque vn'Elefante assaltato da
vn dragone; il quale attorcendosi alle gambe del ni-
mico, suol mettere il morso del veleno al ventre del-
l'Elefa[n]te, per laqual ferita velenosa si muore: ma egli
per natura conoscendo il pericolo, gira tanto intorno
che troua qualche sasso ò ceppo d'albero, doue appog-
giatosi tanto frega, che schiaccia & ammazza il detto
dragone. L'impresa hà bella vista per la varietà de'
due animali; & il motto la fa chiarissima, dicendo in
Ispagnuolo;
Page 0087
motto/title
NON VOS ALABAREIS.Page 0087
secondary text
Volendo
dire a' Fregosi, voi non hauete à vantarui d'hauer
commesso tanta impietà nel sangue nostro.
Page 0087
pictura
secondary text
Io ne trouai vn'altra a' medesimi signori Fieschi
sopra questo proposito che tratta[n]do essi d'aderirsi al-
le parti Cesaree, e co[n]giu[n]gersi co' Signori Adorni; molti
loro affettionati e partigiani seruidori lor diceuano per
auuiso; che non hauessero fretta di risoluersi à far que-
sto; perche le forze del Rè di Francia eran grandi, e'l
S. Ottauian Fregoso con le spalle della parte haueua
molto ben fermato il pede nel gouerno, & era per di-
fendersi gagliardamente, se gli moueuano guerra in
quegli articoli di tempo. Alche essi Signori Fieschi
rispondeuano, che sapeuan molto bene il come & il
quando di far simil cosa. E così sopra questa materia
mi dimandarono vn'impresa; ond'io subito mi ricor-
dai di quel, che scriue Plinio de gli uccelli chiamati
Page 0088
Alcioni, iquali per istinto naturale aspettano il sol-
stitio del verno, come opportuno à loro, e sanno qua[n]do
debbe venire quella tranquillità di mare, che suol ve-
nire ogn'anno, e volgarmente è detta la state di San
Martino, nella quale stagione i predetti Alcioni ar-
discono di fare il nido, far l'voua, couarle, & hauerne
figliuoli in mezo'l mare, per lo felice spatio concesso
loro dalla detta bonaccia. Là onde auuiene, che i gior-
ni di tanta calma son chiamati Alcionidi. Feci adun-
que dipingere vna serenità di Cielo, e tranquillità di
mare, con vn nido in mezo rileuato da prua e da pop-
pa, con le teste di questi due vccelli prominenti da
prua, essendo eglino di mirabil colore, azurri, rossi,
bia[n]chi, verdi e gialli, co[n] vn motto sopra loro in lingua
Fra[n]cese:
Page 0089
motto/title
NOVS SAVONS BIEN LE TEMPS.Page 0089
secondary text
Cioè, noi sappia[m] bene il te[m]po di qua[n]do habbiamo à far
l'impresa contra gli auersari nostri; e così riuscì loro
felicemente lo rientrare in casa, & il vendicarsi de'
nimici col buono augurio de gliuccelli Alcioni. Vede-
uasi questa vaghissima impresa dipinta in mol-
ti luoghi del lor superbo palazzo
di Violà, innanzi, che per
decreto publico fusse
rouinato.
Page 0089
pictura
secondary text
Fecine ancora vn'altra, che forse è riuscita meglio
delle sopradette, al medesimo S. Sinibaldo in materia
d'amore; ilquale fiorisce meglio per la pace dopò la
guerra. Amaua questo Signore vna gentildonna,
& ella era incominciata à entrare in gelosia, veggen-
do che il S. Sinibaldo andaua molto intorno, all'vsan-
za di Genoua, burlando e trattenendosi con varie
dame. La onde gliele rinfacciaua spesso; dolendosi
della sua fede, di come poco netta e leale. E volendo
egli giustificarsi apresso di lei, mi richiese d'vn'im-
presa à questo proposito. Et io gli feci il bussolo della
calamita, appoggiato sopr'vna carta da nauigare, col
suo co[m]passo allegato; e di sopra il bussolo d'azuro à stelle
d'oro il ciel sereno, col motto che diceua;
Page 0090
motto/title
SPICITPage 0090
VNAM.Page 0091
secondary text
Significando, che, se ben sono molte bellissi-
me stelle in cielo, vna sola però è guardata dalla cala-
mita; cioè, fra tante, la sola stella della tramontana. E
così si venne à giustificare con la sua Dama, che da
lui era amata fidelmente; e, che quantunque egli
andaua vagheggiando dell'altre, non era per effetto
ma per coprire il vero col simulato amore. L'impresa
parue anche più bella per la vaga vista, e fu assai lo-
data da molti, e fra glialtri dal dottissimo M. Paulo
Pansa suo segretario.
Page 0091
pictura
secondary text
DOM. Hor su Mons. qui non bisogna gouernarsi
con ordine, essendo questa cosa straordinaria; seguite
dunque quelle, che di mano in mano, vi cadono in
memoria, così circa l'imprese d'amore, come di guerra;
Page 0091
benche io giudico meglio, che spediate quelle dell'ar-
mi, per finir poi il ragioname[n]to in dolcezza d'amore.
GIO. Souuie[m]mene vna bella, che portò già il Signor
Giouan Paolo Baglione, che fu persona di consiglio
e valor militare, di bella presenza, e di molto cor-
tese eloquenza, secondo la lingua Perugina; ma
sopra tutto molto astuto; essendo riuscito come Tiran-
no di Perugia, e Gouernatore dell'esercito Vinitia-
no: benche poco gli valesse l'essere auueduto e bene
assettato nel seggio della sua patria; perche Papa Leo-
ne, anchor che di natura clementissimo, prouocato da
infinite querele, & in spetie da' medesimi capi della
casa Bagliona, adescandolo ad andare à Roma, gli ta-
gliò la testa: e così venne busa e vanissima la sua im-
presa, laquale era vn Grifone d'argento in campo
rosso, e col motto: Onde argutamente disse il S. Gentil Baglione,
suo emulo, Quest'vccellaccio non hà hauuto
l'ali, come l'altre volte, per fug-
gire la trappola, che
gli era stata
tesa.
Page 0092
motto/title
VNGVIBVS ET ROSTRO
ATQVE ALIS ARMATVS IN HOSTEM.
Page 0092
secondary text
Onde argutamente disse il S. Gentil Baglione,
suo emulo, Quest'vccellaccio non hà hauuto
l'ali, come l'altre volte, per fug-
gire la trappola, che
gli era stata
tesa.
Page 0092
pictura
secondary text
Ricordomi d'vn'altra, ch'io feci à Girolamo Mat-
tei Romano, Capitan de' caualli della guardia di Papa
Clemente, che fu huomo di risoluto e alto pensiero, e
d'animo deliberato; hauendo con gran pazienza, per-
seueranza, e dissimulatione aspettato il tempo, per am-
mazzare (come fece) Gieronimo nipote del Cardinal
della Valle, ad effetto di vendicar la morte di Paluc-
cio suo fratello, che dal detto Gieronimo fu crudelme[n]te
ammazzato per cagione d'vn litigio ciuile. Hauen-
domi dunque egli (per tornare all'impresa) pregato
ch'io gliene trouassi vna, significante ch'vn valoroso
cuore hà forza di smaltire ogni graue ingiuria col
tempo, volendola egli porre sulla bandiera, gli figurai
vno Struzzo, che inghiottiua vn chiodo di ferro col
Page 0093
motto; Page 0094
motto/title
SPIRITVS DVRISSIMA COQVIT.Page 0094
secondary text
Fù sì lodata quella sua notabil vendetta, che inimici
della Valle accettarono la pace, per cancellar la briga
tra le due casate; & Papa Clemente gli perdonò l'ho-
micidio, e lo fece Capitano.
Page 0094
pictura
secondary text
Lo Struzzo mi seruì anchora per la diuersità di
sua natura, e per diuerso effetto, à vn'impresa, laquale
io feci già al mio S. Marchese del Vasto, in quel tempo
che 'l Papa e l'Imperatore abboccati in Bologna ordi-
narono le cose dell'Italia, e si fece Capitano della lega
per difensione di tutti gli stati, e conseruatione della
pace il S. Antonio da Leua; il qual grado pareua che
appartenesse più al S. Marchese per alcune ragioni,
ch'al S. Antonio: ma Papa Cleme[n]te offeso per gli dan-
Page 0094
ni riceuuti ne gli alloggiamenti dalle fanterie Spa-
gnuole nel Piacentino e Parmigiano, doue viuendo i
soldati à discretione, nè rimediando il Marchese alla
troppo licenza militare, haueano miserabilmente sac-
cheggiato quasi tutto il paese, si volse vendicare con
posporlo; perche egli sdegnato si rammaricò molto di
S. Santità in questo modo: Io mi potrei pentire di non
esser interuenuto al sacco di Roma, quando mi partì
& abandonai le genti, rifiutando quel Capitanato, co-
me buono Italiano, per non esser presente all'ingiurie
e danni, che si preparauano al Papa. E consolandolo io,
mi rispose. S'io non sono stato aiutato à montare in al-
to per la bontà mia, almeno restando capo Generale
di questa inuitta fanteria, non mi si potrà torre, che
nelle fattioni della guerra nessun m'auanzi. E perciò
m'astrinse à trouargli vn'impresa accommodata à
questo suo pensiero. Parsemi molto à proposito vno
Struzzo messo in corso, che (come dice Plinio) suol cor-
rendo farsi vela con l'ali per auanzare ogni animale
nel corso, poi che hauendogli la natura dato le penne
non si può alzare à volo, come glialtri vccelli; e così
gliene diedi con questo motto:
Page 0095
motto/title
SI SVRSVM NON
EFFEROR ALIS, CVRSV SALTEM PRAE-
TERVEHOR OMNES.
Page 0095
secondary text
E fu tanto più grata,
perche haueua bellissima vista nel ricamo, ch'era di
rilieuo nella sopraueste e barde.
Page 0095
pictura
secondary text
Il medesimo vccello diedi anche proportionata-
mente per impresa al S. Conte Pietro Nauarro, qua[n]do
per la capitolatione della pace fu liberato dalla prigio-
ne di Castelnouo, e venne à Roma; che all'hora presi
seco stretta familiarità per l'informationi, ch'io desi-
deraua da lui in seruitio dell'historia da scriuersi per
me; nel che mi sodisfece molto cortesemente, essendo
egli bramoso di gloria; & hauendomi egli contate
tutte le vittorie e le disgratie sue; mi richiese poi d'v-
na impresa sopra certi soggetti, che in effetto non mi
piaceuano molto. Ond'io gli replicai, à me par Signore
che non debbiate vscir del proprio per cercar l'appel-
latiuo; perche hauendou'io fatto glorioso inuentore di
quel mirabile & stupendo artificio delle mine, nel-
Page 0096
l'historie mie, che vi faranno immortale, in quel
luogo doue miracolosamente faceste volare per l'aria
il Castel dell'Vouo à Napoli, non vorrei, che vi parti-
ste da questo, come da cosa, che v'hà portato estremo
honore, e peculiar reputatione. Ond'egli ciò confessan-
do esser vero, tornò à dirmi; Guardate voi, se in esso
trouaste alcun proposito, ch'io ne sarò contento. Io per-
che alcuni scriuono, che lo struzzo non coua le sue uo-
ua sede[n]doui sopra come gli altri vccelli, ma guardan-
dole co'raggi efficacissimi del lume de gliocchij, figu-
rai lo struzzo maschio e la femina, che mirauano fissa-
mente l'voua loro, vsce[n]do lor da gliocchij raggi sopra
le dette voua; e 'l motto era questo;
Page 0097
motto/title
DIVERSA AB
ALIIS VIRTVTE VALEMVS
Page 0097
secondary text
Esprimendo
la sua vnica laude e peritia dell'inuentione di quei
machinamenti sotterranei, che con la violenza
del fuoco sono agguagliati all'effetto del-
le furie infernali. Piacque assais-
simo l'impresa al Conte
Pietro, & accet-
tolla.
Page 0097
pictura
secondary text
DOM. Certamente, Mons. questi vostri struzzi con la
lor proprietà mi pare, c'habbian seruito à pennello in
queste tre diuersissime imprese; e no[n] sò certo: se potrete
migliorare in quell'altre, che vi restano à dire, fatte
da voi: e sarà possibile, che smaccaste l'altre, che con-
terete fatte d'altri belli ingegni. GIO. Io non son sì ar-
roga[n]te, che io presuma né in questo, nè in altro di far-
sì bene da potere auanzare; ma nè anche agguagliare
l'inuentioni de glialtri ingegni, come fu quella, che
portò già il gran Marchese di Pescara la prima vol-
r[t]a, ch'egli andò Capitan generale di tutti i caualli
leggieri, laqual fu ben veduta da' nimici nel fatto
d'arme di Rauenna, nel quale esso Marchese per difen-
der la bandiera sua, fu graueme[n]te ferito, e poi, trouato
fra' morti, fatto prigione da' Francesi. DOM. Dite,
Page 0098
Mons. Chè portaua egli nella bandiera e soprauesta?
GIO. Vn targone Spartano col motto: che quella ma-
gnamina donna porse al figliuolo, che andaua alla bat-
taglia di Ma[n]tinea, dice[n]dogli:
Page 0099
motto/title
AUT CVM HOC,
AUT IN HOC
Page 0099
secondary text
Volendo intender ch'el figliuolo
si deliberasse di combatter sì valorosame[n]te che ripor-
tasse vittoria, ò morendo come generoso e degno del
nome Spartano, fusse riportato morto nel targone à
casa; com'era antica vsanza de' Greci, notata etiam-
dio da Verg. IMPOSITVM SCVTO REFE-
RVNT PALLANTA FREQVENTES. Ilche
anche si comprende dalle parole di quel famoso Epa-
minonda Spartano, ch' essendo stato nella battaglia fe-
rito à morte e riportato da' suoi soldati, domandò con
grande istanza, se 'l suo scudo era saluo; & es-
sendogli risposto di sì, morendo dimostrò
segno d'allegrezza. Fù la detta
inuentione del nobile
Poeta M. Pietro
Grauina.
Page 0099
pictura
secondary text
Si son dilettati molto di queste imprese militari
& amorose i Capitani Francesi, fra' quali è stato tra'
più segnalati, e che habbiano meritato titolo di Ge-
nerale, Mons. della Trimoglia, che vittorioso nella
giornata di Santo Albino di Bretagna, doue restò
prigione il Duca d'Orliens, che fu poi Rè Lodouico,
vsò per impresa vna ruota con questo motto,
Page 0100
motto/title
SANS
POINCT SORTIR HORS DE L'ORNIE-
RE
Page 0100
secondary text
per significar, ch'egli caminaua per camin dritto
nel seruire il suo Rè senza lasciarsi deuiare da alcuno
interesse. E fu Capitano d'estrema autorità, il qual
vecchio d'anni settanta combattendo, morì honora-
tamente nel cospetto del suo Rè, quando fu superato e
preso nella giornata di Pauia.
Page 0100
pictura
secondary text
Fù anchora de' primi Capitani, che venissero in
Italia nobilissimo e bellissimo, Luigi di Luzimborgo
della stirpe dell'Imperatore Arrigo, il qual morì à
Buonconuento; e n'hauete vista la sepoltura nel duomo
di Pisa. Fù costui chiamato Mons. di Lignì, quegli, à
cui s'arrese il Duca Lodouico Sforza, quando fu tra-
dito da gli Suizzeri à Nouara, aspettando da lui, e
per intercession sua qualche alleggerimento della sua
calamità. Egli (per tornare al proposito) hebbe per im-
presa vn Sol d'oro in campo di velluto azurro, ch'era
circondato da folte nuuole, col motto di sopra;
Page 0101
motto/title
OB-
STANTIA NVBILA SOLVET.
Page 0101
secondary text
Inferendo,
che hauendo egli hauuto molte auuersità, dapoi che
fu tagliata la testa à suo padre gran Contestabile di
Francia, speraua col valor suo ad vso del Sole, che con
Page 0101
la virtù del caldo dissolue le nuuole, vincere ogni co[n]-
trario alla sua chiara virtù; nè però hebbe tempo di far
lo, perche morì troppo tosto.
Page 0102
pictura
secondary text
Successe à questi Gouernatore in Lombardia Car-
lo d'Ambrosia, chiamato per la dignità dell'vfficio del-
la corte Reale Gran Mastro e Sig. di Chiamon. Egli
fu di dolce natura e molto dedito à gli amori, anchor
che in viso dimostrasse à'esser rubesto, e con parole co-
leriche paresse fiero e brusco, pure si dimesticaua molto
con le donne, dilettandosi di feste, banchetti, danze, e
comedie; laqual vita non fu molto lodata dal Rè Lo-
douico perche si trouò molto occupato in simili piace-
ri in tempo, che doueua soccorrer la Mirandola oppu-
gnata e presa da Papa Giulio. Portaua il detto caua-
Page 0102
liere un'impresa vn'huomo saluatico con vna maz-
za verde in mano, laquale si vedeua ricarnata ne' sa-
ioni della sua compagnia, e di sopra era vn breue con
un verso latino;
Page 0103
motto/title
MITEM ANIMVM AGRE-
STI SVB TEGMINE SERVO.
Page 0103
secondary text
Volendo si-
gnificare, per assicurare e conciliarsi le dame, che non
era così brutto, come pareua.
Page 0103
pictura
secondary text
Parue la sopradetta inuentione à molti bella. Et
vna ne porto à mio iudicio bellissima Giouan Fran-
cesco Sanseuerino, Conte di Caiazzo, il quale per emu-
lazione di suo fratello Galeazzo nella passata de' Fra[n]-
cesi in ltalia, si partì dal Duca Lodouico, & accostossì
co' detti Francesi con qualche carico dell'honor suo:
perciò che tal partenza fu molto sospetta. Vedeuasi
Page 0103
l'impresa ricamata ne' saioni delle cento lancie: ch'egli
haueua ottenute dal Rè: e ciò era vn trauaglio, che
vsano i maniscalchi per ferrar caualli bizarri e calci-
trosi, con questo motto francese:
Page 0104
motto/title
POVR DOM-
PTER FOLLIE.
Page 0104
secondary text
Per dinotare, che domerebbe al-
cun suo nemico di così fatta natura.
Page 0104
pictura
secondary text
Fù etiandio appresso i Francesi di nota virtù e fa-
moso Capitano Hebrar Stuardo, nato del sangue Reale
di Scotia, chiamato Mons. d'Obegnì. Vsaua questo
Signore, come parente del Rè Iacopo Quarto, vn' Leo-
ne rampante rosso in Campo d'argento, con molte fib-
bie serninate ne' ricami de' saioni e sopraueste, e dipin-
te negli stendardi, col motto latino;
Page 0104
motto/title
DISTANTIA
IVNGIT
Page 0104
secondary text
significando ch'egli era il mezo e la fib-Page 0104
bia da tenere vniti il Rè di Scotia, e'l Rè di Fra[n]cia,
per far giusto contrapeso alle forze del Rè d'Inghilter-
ra, nimico naturale de' Francesi e Scozzesi.
Page 0105
pictura
secondary text
È anco nel Regno il S. Duca d'Amalfi
di casa Piccolomini gentile & ardito caualiere, e so-
pra tutto ottimo caualcatore e conoscitore de' caualli
aspri e coraggiosi. Egli eshortato in mia presenza dal
S. Marchese del Vasto suo cognato à leuarsi dalle deli-
tie di Siena, essendo egli all'hora Gouernatore di quel-
la Rep.[ublica] & à girsen seco alla guerra di Piemonte, gli
Page 0106
rispose che lo spirto era pronto e la carne non inferma;
ma, che poteua dire quella parola dell'Euangelio; NE-
MO NOS CONDVXIT. All'hora il S. Marchese
lo fece Generale di tutti i caualli leggieri nella guer-
ra del Piemonte. Doue il Duca innanzi che partisse
mi domandò vn'impresa per lo stendardo, e per ha-
uergli detto il Marchese, che tre cose conueniuano à
tal Capitano; cioè, ardire, liberalità, e vigilanza; ri-
spos'io non gli ricordate Signore nè la liberalità, nè
l'ardire (hauendole egli apparate da voi) nè anche la
vigilanza, perche egli hà da natura di leuarsi inna[n]-
zi giorno, ò per andare à caccia, ò per leuarsi tosto dal
luogo, oue dorme. Sopra che si rise vn poco; ma la vigi-
lanza, che voglio dir'io, comprende ogni cura, che si
prende per non esser colto all'improuiso, e per poter
cogliere altri. Fecigli dunque per impresa una Grù
da metter nello stendardo col piè manco alzato, con
un ciottolo fra lunghie, rimedio contra il sonno; come
scriue Plinio di questi vccelli marauigliosamente au-
ueduti, e col breue intorno, che dice:
Page 0107
motto/title
OFFICIVM
NATVRA DOCET
Page 0107
pictura
secondary text
DOM. Ditemi Mons. fra glialtri Signori Re-
gnicoli, più antichi di questo, non ce ne fu alcuno che
portasse qualche bella impresa? GIO. Ce ne sono stati
certo, ma io non mi ricordo se non di due; l'vna
d'Andrea di Capua Duca di Thermole, che fu d'e-
stremo valor militare, e l'altra di Thomaso Caraffa
Conte di Matalone. Il Duca nel fiore dell'età sua, es-
sendo stato creato Capitano generale da Papa Giulio,
morì à Ciuità Castellana con qualche sospetto di ve-
leno, chegli fu dato forse da chi gli portaua inuidia di
tanto honore. Vsaua per impresa questo Signore vn
mazzo di corsesche da lanciare, volendo dire che non
gli mancherebbono armi da lanciare per non lasciarsi
accostare i nimici; era il motto;
Page 0108
motto/title
FORTIBVS
NON DEERVNT.
Page 0108
pictura
secondary text
Il Co[n]te di Matalone, che fu Generale del Rè Fer-
randino, hebbe per impresa vna statera, con questo
motto, tratto dall'Euangelio. HOC FAC, ET VI-
VES. Laquale impresa mi parse troppo larga, perche
la stadera importa il pesar molte cose; e fu motteggia-
ta da Mons. di Persì, fratello di Mons. d'Allegri, che
rompendo il campo Aragonese à Eboli, guadagnò lo
stendardo del Generale, e disse: PAR ma foy,
mon ennemi n'ha pas fait ce qu'il ha
escrit alentour de son Peson, pource
qu'il n'ha pas bien pesé
ses forces auec les
miennes.
Page 0109
motto/title
HOC FAC, ET VI-
VES.
Page 0109
pictura
secondary text
E poi che siamo entrati ne'Napoletani, non man-
cherò di dire, che si bene i Prencipi quasi degenera[n]do
da'lor maggiori, non vanno alla guerra, io penso che
sia, perche non son lor date le dignità é gradi seco[n]do
che conuerrebbe, essendo passate le dignità in mano
de' forestieri; ma non ci mancano però huomini della
seconda classe nobili e valorosi, i quali per virtù aspi-
rano à gli honor grandi, fra i quali di presente è il S.
Giouan Battista Castaldo chiarissimo per mille belle e
fresche proue, quando Mastro di campo del gran Car-
lo Quinto hauendo acquistato molta laude nell'im-
prese d'Alemagna, s'hà guadagnato honor d'esser
Luogotenente e Capitan generale del Rè de' Romani
nell'impresa di Transiluania contra Turchi e Valac-
Page 0110
chi. Esso Castaldo à quel tempo che bolliua la guerra
in Piemonte contra Francesi, non volendosi ritroua-
re in essa, perche gli pareua ch'el S. Marchese del Va-
sto hauesse distribuito tutti gli onori à persone man-
co perite dell'arte militare di lui, come sdegnato staua
in otio à Milano, e diceua, che'l S. Marchese faceua
cose quasi fuor di natura, e da far marauigliare le ge[n]ti
del suo giuditio strauagante: e consolandolo io con
viue ragioni, egli mi disse, fatemi vna impresa sopra
questo concetto. Et io feci il monte Etna di Sicilia, il
quale in cima arde con gittar fiamme di fuoco, e poco
più à basso è carico di nieue: e non molto lontano da
essa si vede la vastità delle pietre arse, & al basso ame-
nissimo paese coltiuato e frugifero, con vn motto, che
diceua:
Page 0111
motto/title
NATVRA MAIORA FACITPage 0111
secondary text
allu-
dendo alla strauaganza del S. Marchese in compar-
tire gli honori del campo: perche in ciò quel dolcissimo
Signore voleua compiacere à molte persone, che per
vari interessi gli poteuano commandare: e cosi sfor-
zato riportaua taccia di non perfetto giuditio, poi che
si scordaua d'vno antico, leale e valoroso seruitore:
com'era esso S. Castaldo. E quest'Etna dipinto hà ma-
rauigliosa vaghezza per la varietà delle parti sue, sì
come hauete visto in figura nel nostro Criptoportico,
oue sono l'altre imprese de gli amici e padroni.
Page 0111
pictura
secondary text
DOM. Adunque Monsignore, voi non douete
mancare di dirmi, quali sono l'altre imprese, che ha-
uete fatto dipingere nelle case vostre. GIO. Euui fra
l'altre quella della Eccellentissima e non mai à ba-
stanza lodata, la Signora Marchesa di Pescara Vitto-
ria Colonne, alla memoria della quale io tengo infi-
nito obligo, come hò mostrato al mondo con la vita
dell'inuittissimo suo consorte, il Signor Marchese di
Pescara. Essa Signora anchor che tenesse vita secon-
do la disciplina Christiana, pudica e mortificata, fus-
se pia e liberale verso ogn'vno, non le mancarono pe-
rò inuidiosi e maligni, che le dauano molestia, e di-
sturbauano i suoi altissimi concetti; ma si consolaua,
che quei tali credendo nuocere à lei, noceuano à se
stessi e fu più che vero per molte ragioni, che hora no[n]
Page 0112
accade dire. Perche io feci certi scoglij in mezo il
mar turbato, che gli batte con l'onde procellose, con vn
motto di sopra, che diceua;
Page 0113
motto/title
CONANTIA FRAN-
GERE FRANGVNT
Page 0113
secondary text
quasi volesse dire, che gli
scoglij della sua fermissima virtù ribatteuano in die-
tro le furie del mare; con ro[m]perle e risoluerle in ischiu-
ma. E tiene questa impresa vaga vista, e perciò l'hò
fatta accuratamente dipingere nella casa nostra.
Page 0113
pictura
secondary text
E poi che siamo entrati nelle donne, ve ne dirò
vn'altra, ch'io feci alla elegantissima Signora Mar-
chesa del Vasto, Donna Maria d'Aragona; dicendo
essa, che sì come teneua singolar conto dell'honor del-
la pudicitia, non solamente lo voleua conseruare con
la persona sua, ma anchora hauer cura, che le sue do[n]-
Page 0113
ne, donzelle e maritate per istracuraggine non lo
perdessero. E perciò teneua vna disciplina nella ca-
sa molto proportionata à leuare ogni occasione d'huo-
mini e di donne, che potessero pensare di macchiarsi
l'honor dell'honestà. E così le feci l'impresa, che voi
hauete vista e lodata nell'atrio del Museo, laquale
impresa è due mazzi di miglio maturo legato l'vno
all'altro, con vn motto, che diceua;
Page 0114
motto/title
SERVARI ET
SERVARE MEVM EST.
Page 0114
secondary text
Perche il miglio di
natura sua, non solamente conserua se stesso da cor-
ruttione, ma ancora mantiene l'altre cose, che gli
stanno appresso, che non si corrompano; sì com'è il
reubarbaro e la canfora, lequali cose pretiose
si tengono nelle scatole piene di mi-
glio, alle botteghe de gli specia-
li, accioch'elle non si
guastino.
Page 0114
pictura
secondary text
DOM. Mi piace che siate disceso da' Capitani fi-
no alle donne: il che è comportabile, poi che queste
due furon moglij di due singolari Capitani. GIO.
Da questo mi vengo ricordando d'vna bellissima
gentildonna amata da Odetto di Fois, chiamato
Mons. di Lotrech, la quale gli diceua motteggiando
ch'egli era ben nobile e valente, ma ch'era troppo su-
perbo: com'era forsè vero. Perche essendo egli corteg-
giato ogni mattina da'nobilissimi e ricchissimi Si-
gnori feudatarij dello stato, non leuando la berretta,
a pena degnaua di guardargli in viso: il che faceua
scandalizare & ammutinare tutta la nobiltà di
Milano, laqual cosa fu cagione, che pigliasse partito
di portare vn'impresa al proposito in cambio della
vacca rossa co'sonaglij, come antica insegna della
Page 0115
casa di Fois. Il che fu vn largo camino d'vna forna-
ce, che ardeua con vn gran fuoco dentro, e per le boc-
che vsciua fuora molta nebbia di fumo con vn mot-
to che diceua:
Page 0116
motto/title
DOV'E GRAN FVOCO, E
GRAN FVMO.
Page 0116
secondary text
Volendo inferire e rispondere al-
la dama, che dou'è gran nobiltà e gran valor d'ani-
mo, quiui anchora nasce gran fumo di superbia.
Page 0116
pictura
secondary text
Ond'è necessario, che i grandi si guardino di far
cosa, che possa esser tassata dalle brigate, come fu quel-
la del Signor Theodoro Triuulcio, il quale hauendo
lungamente militato co' Francesi e con gli Arago-
nesi nel Regno di Napoli, era stimato prudente e ri-
seruato Capitano, più per parlar poco ne'consiglij, che
per combatter molto nelle fattioni; il quale portan-
Page 0116
do per impresa cinque spighe di grano senza più, e
senza motto alcuno, essendo tenuto poco liberale verso
le sue genti d'arme nell'hospital cortesia, e nel trat-
tamento delle paghe, venne talmente in fastidio a'
Signori Vinitiani, de' quali egli era Generale; che pe[n]-
sarono di volerlo cambiare al Signor Marc'An-
tonio Colonna: e diede ancho materia d'essere burle-
uolmente calonniato da M. Andrea Gritti Prouedi-
tore del Campo, dopò il fatto d'arme della Bicocca. Il-
qual disse, questo nostro Generale và molto mal for-
nito di vettouaglia, perche non porta più prouisione
se non de cinque spighe di grano. Alche rispose
M. Cesare Viola, che portaua il suo Guidone, huomo
valente e faceto, nobil Milanese, dicendo: Non vene
marauigliate Signor Proueditore, perche il nostro Ca-
pitano viue à minuto, e dà à credenza, e pagasi poi à
contanti. Hora queste spighe del Signor Theodoro mi
riducono à memoria l'impresa, ch'io feci al Signor
Marchese del Vasto, quando dopò la morte del Signo-
re Antonio da Leua fu creato Capitan Generale di
Carlo Quinto Imperatore, dicendo egli, che à pena
eran finite le fatiche, ch'egli haueua durate per esser
Capitano della fanteria, chegli era nata materia di
maggior trauaglio: essendo vero, ch'el Generale tiene
souerchio peso sopra le spalle: gli feci dunque in con-
formità del suo pensiero, due couoni di spiche di gra-
no maturo con vn motto, che giraua le barde e fim-
Page 0117
motto/title
FINIVNT PARI-
TER RENOVANTQUE LABORES
Page 0118
secondary text
Vo-
lend'io isprimere, che à pena era raccolto il grano,
che nasceua occasion necessaria di seminarlo per vn'-
altra messe, e veniua à rinouar le fatiche degli ara-
tori. E tanto più conuiene al soggetto del Signor
Marchese, quanto che i manipoli delle spighe del gra-
no furono già gloriosa impresa guadagnata in bat-
taglia da Don Rodrigo Daualos bisauolo suo, gran
Contestabile di Castiglia. E questa tale inuentione
hà bellissima apparenza, come l'hauete vista dipin-
ta in molti luoghi del Museo:, e perciò la con-
tinuò sempre fino alla sua morte, come
niente superba e molto conforme
alla virtù sua e de'
suoi maggiori.
Page 0118
pictura
secondary text
Ne portò anchora vn'altra poco auanti molto bel-
la, trouata da M. Gualtieri Corbetta, Senator Mila-
nese, huomo dottissimo nelle buone lettere, ad vn
proposito, che voleua dire che esso Signor Marchese, che
desideraua venire (sì com'era venuto) Capitan Ge-
nerale, per poter mostrare intieramente il suo valo-
re, senza che si communicasse la laude col soprasta[n]te
Capitano; dicendo hauer trouato, che molte sue pro-
dezze erano attribuite nel processo della guerra ò al
Marchese di Pescara, ò al Sig. Prospero, ò al Signore
Antonio da Leua. E che all'hora speraua, come li-
berato dal Collega e da finestre sopra tetto, mostrare
al mondo quanto sapesse e valesse nell'arte milita-
re. Figurò dunque esso M. Gualtieri le Sfere de' quat-
Page 0119
tro elementi separati, con vn motto di sopra, che
diceua:
Page 0120
motto/title
DISCRETIS SVA VIRTVS
ADEST.
Page 0120
secondary text
Volendo intendere, che gli elementi nel
luogo loro hanno la sua peculiare virtù. Ilche non
confesserebbe vn filosofo, perche il fuoco nella sua
propria sfera non cuoce nè abbrucia; ma solamente
quand'egli è legato con la mistura de gli altri ele-
me[n]ti. E perche hebbe bella appare[n]za di quelle quattro
Sfere, fu tollerata e fatta in pittura nelle bandiere
de' trombetti.
Page 0120
pictura
secondary text
Ne portò anchora il predetto Signor Marchese
vna bella in materia amorosa, che gli fu trouata da
M. Antonio Epicuro, litterato huomo nell'Acade-
mia Napoletana, laquale fu il tempio di Giunone
Page 0120
Lacinia; il quale sostenuto da colonne haueua vn'-
altare in mezo, col fuoco acceso, che per nessun ve[n]to
si spegneua mai, ancor che'el tempio fusse d'ogni in-
torno aperto per gli spatii degl'intercolonnij: vole[n]do
dire à vna dama sua, che lungo tempo egli haueua
amata, e doleuasi all'hora d'essere abbandonata da
lui, com'ella in ciò s'ingannaua e doleuasi, à torto
di lui; perche il fuoco dell'amor suo era eterno &
inestinguibile, come quello dell'altare del tempio di
Giunone Lacinia. E serui per motto l'iscrittione
d'esso tempio, che giraua pel fregio dell'architraue
posto sopra le colonne:
Page 0121
motto/title
IVNONI LACINIAE
DICATVM
Page 0121
secondary text
E questa impresa ebbe bella presen-
za, anchor che hauesse bisogno di qualche let-
terato, che dichiarasse l'historia à
color, che non sanno più
che tanto.
Page 0121
pictura
secondary text
Fù anchora vn poco ampullosa l'impresa del Si-
gnor Luigi Gonzaga chiamato per la bravura Ro-
domo[n]te; il quale il dì che Carlo Quinto Imperatore
fece l'entrata in Mantoua, portò vna sopraueste di
raso turchino fatta à quadretti, i quali, alternati di
colore à due à due, l'vno mostraua vno scorpione
ricamato; e l'altro vn breue, che diceua:
Page 0122
motto/title
QUI VI-
VENS LAEDIT MORTE MEDETUR
Page 0122
secondary text
essen-
do la proprietà dello scorpione di medicare il veleno,
quando egli è ammazzato e posto sopra la piaga: vo-
lendo che s'intendesse, ch'egli haurebbe ammazzato
chi presumesse d'offenderlo, riualendosi del danno
dell'offesa con la morte del nimico.
Page 0122
pictura
secondary text
Hebbene vn'altra il medesimo Signor Luigi di
Gonzaga, che fu molto più bella; e ciò fu, ch'essendo
egli venuto co' soldati imperiali all'assalto di Roma,
& essendo entrata la sua bandiera prima di tutti
sopra le mura di Roma, tra la porta Aurelia e la Set-
timiana, dopo già preso il borgo di San Pietro, per l'ar-
dire de' soldati di quella bandiera fu presa, e misera-
bilmente saccheggiata Roma da' Tedeschi, da' Spa-
gnuoli e da Italiani, ch'adheriuano alla parte Cesarea.
Et egli diceua, che 'l soldato debbe hauere per iscopo
la fama ò buona ò trista ch'ella si sia; quasi dicendo,
che la presa e la rouina di Roma, anchor che fosse abo-
mineuole ad ogni buono Italiano, pensaua nondime-
no che gli douesse dar fama e riputatione. E per questo
Page 0123
s'inue[n]tò l'impresa del tempio di Diana Efesia, il qua-
le essendo abbruciato da vn huomo desideroso di fa-
ma, nè curandosi ch'ella fusse pessima & empia per
hauer distrutto la più bella cosa del mondo, gli fu fat-
to da' Greci vn decreto, che non si nominasse mai il
nome di lui, come sceleratissimo & abomineuole; il
motto suo diceua,
Page 0124
motto/title
ALTERVTRA CLARESCERE FAMAPage 0124
secondary text
il quale motto gli fu poi messo da me, e fu provato e
lodato da lui e da altri; hauendone esso posto un' altro,
che non ci pareva così vivo; cioè,
Page 0124
motto/title
SIVE BONVM,
SIVE MALVM FAMA EST.
Page 0124
pictura
secondary text
Ne feci anchor' io una, ch'aueua dell'altiero, al Si-
gnor Marchese del Vasto, anchorche fusse d'honesto
Page 0124
proposito; perche dicendo sua Signoria ch'erano molti
nel campo suo, i quali per gli circoli e ne gli alloggia-
menti presuntuosamente diceuano, il signor Marche-
se potrebbe fare vna grossa incamiciata, ò vn'assalto
ad un forte, ò combattere à bandiere spiegate alla pri-
ma occasione, ò espugnare il tal castello; mostrando
molto sapere, e molto ardire con le parole, e tassando
quasi il Capitano per cessante; & egli diceua, che que-
sti tali quando istauano i pericoli, e bisognaua che
mostrassero prodezza e menasser le mani, taceuano e
non compariuano al bisogno, quando esso si trouana
con la spada in mano. E per isprimere questo suo con-
cetto, io dipinsi quello istromento meccanico, il quale
hà molti martelli & vna ruota, che fà grande strepi-
to, e si mette sopra i campanilli al tempo delle tenebre
ne' giorni santi, per dar segno de gli ufficij sacri in
cambio delle campane, lequali in quel tempo per co-
mune instituto à riuerenza della morte di Christo no[n]
suonano; & in luogo d'esse supplisce al bisogno lo stre-
pito, che fà questo tale istromento; il quale in verità
hà vna bizarra presenza; & il motto suo dice;
Page 0125
motto/title
QVVM CREPITAT, SONORA SILENTPage 0125
secondary text
ciò è quando è il vero bisogno, e che'l Signor Marche-
se fulminando con l'armi entra ne' pericoli, i braui e
le toghe de' consiglieri cagliano di timore, e non ri-
spondono alle brauure fatte à parole.
Page 0125
pictura
secondary text
Non lascierò di ragionarui dello stendardo del
Conte di Santafiore, Caualiero ardito e generoso, il
quale egli portò nella battaglia della Scriuia, e fu
tutto seminato di mele cotogne; laqual'è l'antica ar-
me del suo valorosissimo Capitano Sforza da Coti-
gnola per linea diritta, arcauolo suo, e tra queste coto-
gne scorreua vn breue con queste parole;
Page 0126
motto/title
FRA-
GRANTIA DVRANT, HERCVLEA COL-
LECTA MANU
Page 0126
secondary text
Volendo significare che le mele
cotogne, colte da' quel valorosissimo Capitano, durano
anchora gittando buono odore; alludendo ad Hercole,
che simili frutti colse ne gli horti delle Hesperide. Il
campo dello stendardo era rosso, e le mele d'oro.
Page 0126
pictura
secondary text
Vna bizarra impresa inalberò già per significar
l'animo suo quel valente Capitan Borgognone, che
seruiua i Francesi, chiamato Mons. di Gruer frater-
lo del famoso Signore Antonio Basseio detto Bailì
de Digion. Essendo questo Gruer innamorato d'vna
dama alquanto rustica e restia, per hauere ancho vn
marito simile à lei, ma sopra tutto auaro; e che nel mo-
strar desiderio di volergli compiacere, gli metteuano
taglia di cose difficil; per isprimer ch'era per far ogni
cosa in sodisfattione dell'appetito loro, fece fare nella
sopraueste sua, e nelle barde di tutti gli huomini
d'arme della sua compagnìa, vna femina saluatica
pilosissima del tutto, eccetto che nel viso; la quale si
tiraua à dietro attaccato per lo naso con vna corda vn
Page 0127
bufalo, & appresso gli veniua un'huomo pur piloso
con vn gran bastone verde broncoluto in mano, signi-
ficante il marito della dama, quasi che sforzasse il bu-
falo à caminare: & il motto si leggeua
Page 0128
motto/title
MENATE-
MI, E NON TEMETE
Page 0128
secondary text
Volendo inferire che
sarebbe ito pacificamente, dou'essi hauessero voluto,
perche per sua disgratia si trouaua attaccato per lo na-
so. Faceua quello animalaccio vn bel vedere accom-
pagnato da quelle due figuraccie: e fu comportata la
forma dell'huomo, essendo più tosto mostruosa, che
humana.
Page 0128
pictura
secondary text
Fù un gran Signore nostro padrone innamorato
d'vna dama, la quale per propria incontinenza non si
contentaua de' fauori del nobilissimo amante, e prat-
Page 0128
ticandole in casa vn giouane di nation plebea, ma
per altro assai disposto della persona, e non brutto di
volto, sì fattamente di lui s'inuaghì ch'ella (come si
dice) ne menaua smanie; e per ultimo indegnamente
lo riputò degno del suo amore. Venne assai tosto la co-
sa all'orecchie di quel Signore, forse palesandosi per
se stessa la donna per gli inconsiderati e poco honesti
modi suoi, di che egli estremissimamente si scandali-
zò; & comandommi (che ben comandarmi con
ogni sicurtà poteua) ch'io gli facessi vn'impresa del-
l'infrascritto tenore: Ch'egli veramente si teneua bea-
to, essendo nel possesso di cotanto bene, ma accortosi
poi d'esser fatto compagno di persona sì vile, gli pa-
reua che d'vn sommo bene fosse ridotto in estrema mi-
seria & dispiacere. Io sopra questo soggetto feci dipin-
gerli vn carro trio[n]fale, tirato da quattro caualli bian-
chi, e sopra esso vn Imperator trionfante con vno
schiauo nero dietro gli, che sul capo gli tenena la lau-
rea all'antica Romana; essendo lor costume per am-
morzar la superbia e vanagloria dell'Imperatore,
di fare anchor trionfar seco quello schiauo nero. Era
di sopra il motto tolto da Giouenale; ciò è,
Page 0129
motto/title
SERVVS
CVRRV PORTATVR EODEM
Page 0129
secondary text
Volendo dire,
ben ch'io habbia il fauore da questa gentildonna,
non mi aggrada però, essendomi comune con sì igno-
bile & infimo seruo. L'impresa hebbe bellissima vista
in pittura, e quel gentilissimo Signore grandemente
Page 0129
sodisfattone, la fece poi scolpire in vna medaglia
d'oro, e fu ancho tollerata l'effigie dell'huomo da chi
è scrupuloso compositor dell'imprese, essendo in ha-
bito straordinario.
Page 0130
pictura
secondary text
DOM. Questa certo mi piace, perche l'anima del
verso di Giouenale gli dà la vita.
Page 0130
secondary text
Ma ditemi Mon-
signore, i Signori Cardinali, co' quali hauete sì lunga-
mente pratticato, sogliono eglino portare imprese?
GIO. Sì veramente, quando essi son prencipi nobili
come fu il Cardinale Ascanio, il quale hauendo messo
ogni suo sforzo in conclaue per far crear Papa Rodri-
go Borgia, che si chiamò poi Alessandro sesto, non stet-
te molto, che ne gli effetti gra[n]di lo trouò no[n] solo ingra-
to, ma capital nimico, perche per opera del detto, e per
Page 0130
li peruersi disegni suoi fu scacciato da Francesi il
Duca Lodouico da Milano; e senza punto intralasciar
l'odio, non restò mai di perseguitar casa Sforzesca, sin-
che non furon traditi, spogliati dello stato, e condotti
prigioni in Francia. In questo proposito fece far Mon-
signor Ascanio per impresa l'Eclissi del Sole, il quale
si fà per l'interposition della Luna tra esso e la terra:
volendo intender, che sì come il Sole non risplendeua
sopra la terra per l'ingiuria & l'ingratitudine della
Luna, la quale da se non hauendo luce alcuna, tutta
quella che hà, la riceue dal Sole, e nell'Eclissi la leua
al benefattor suo, come ingratissma; così Papa Ales-
sandro l'haueua pagato d'vn sommo beneficio
riceuuto con grandissima ingratitudi-
ne; il motto diceua;
Page 0131
motto/title
TOTUM
ADIMIT QVO IN-
GRATA RE-
FVLGET.
Page 0131
pictura
secondary text
DOM. Certo questo Papa Alessandro fu vn ter-
ribile e pestifero mostro quasi per tutta la nobiltà
d'Italia, si come hò visto nella vostra historia; e mi
marauiglio manco di tanta ingratitudine verso Mon-
signore Ascanio, che fu per vn gran tempo l'honor
della corte Romana, hauendo alcuni Papi successori
à lui seguite le medesime pedate; il che chiarissima-
mente appare discorrendo sopra le vite de' Pontefici
che son venuti poi.
GIO. L'inuentione fu attribuitta à M. Bartolo-
meo Saliceto, nipote del chiarissimo Iurisconsulto Bo-
lognese, ch'era Ambasciatore del detto Cardinale ap-
presso il Duca Lodouico. Vsò il detto Monsignor in-
nanzi'l tempo delle sue rouine certe nuuole illumi-
Page 0132
nate dal Sole quasi in forma di far l'arco baleno, co-
me si vede sopra la porta di Santa Maria della con-
solatione in Roma; ma perche ella è senz'anima,
ogn'vno l'interpreta al suo modo, e per diritto e per
rouescio.
Page 0133
secondary text
Hippolito da Este Cardinale di Ferrara zio del
moderno, che hà il medesimo nome, hebbe per im-
presa vn Falcone che sosteneua con gli artigli i con-
trapesi d'vno horologio; come si vede dipinto sulla
porta del parco delle Terme di Diocletiano; e non vi
mise motto, perche voleua intendere con lo spezzar la
parola del Falcone, che faceua le sue cose à tempo; ciò
è fal con tempo, e viene ad hauere quella medesima
menda che hà il Falcon con diamante della casa de'
Medici. Et oltr'à quel Falcone, portò anchora per im-
presa amorosa vn Camelo inginocchiato carico d'vna
gran soma con vn motto, che diceua:
Page 0133
motto/title
NON SVE-
FRO MAS DE LO QVE PVEDO
Page 0133
secondary text
Volendo
dire alla dama sua, non mi date più grauezza di tor-
menti di quel che posso sopportare; essendo la natura
del Camelo, che spontaneamente s'inchina à
terra per lasciarsi caricare, e quando
si sente addosso peso à bastan-
za, col leuarsi significa
non poterne sop-
portare più.
Page 0133
pictura
secondary text
Dopò la morte d'Ascanio, & del Cardinale San
Giorgio, furono successiuamente il Cardinale Lodo-
douico d'Aragona, e Sigismondo da Gonzaga, i
quali pentendosi d'hauer creato Papa Leone, l'vno
che fu Aragona, portò una tauoletta bianca con vn
breue, che la giraua intorno; dicendo,
Page 0134
motto/title
MELIOR
FORTVNA NOTABIT
Page 0134
secondary text
come si vede in più
luoghi nella sala della rocca di Nepi.
Page 0134
secondary text
Et il Gonzaga
portò un Crocodilo con vn motto che diceua:
Page 0134
motto/title
CRO-
CODILI LACHRIMAE
Page 0134
secondary text
parole passate in pro-
uerbio per significare la simulatione di coloro, che
hanno belle apparenze d'amore, e nell'intrinseco han-
no il veleno dell'odio di male effetto.
Page 0134
pictura
secondary text
Sono poi stati duo luminaria magna della corte
Romana, due giouani l'vn dietro all'altro; Hippolito
de' Medici; & Alessandro Farnese; e perche di quello
habbiamo narrato la sua impresa peculiare dell' Inter
omnes, della stella di Venere in forma di Cometa, e
quella dell'Eclissi della Luna; narreremo hora quella
del Cardinal Farnese, che sono state tre; cio è, vn dar-
do che ferisce il berzaglio; con vn motto Greco, che
diceua
Page 0135
motto/title
secondary text
che voleua dire in
suo linguaggio, che bisogna dare in carta; e fu in-
uentione del poeta Molza Modenese, il qual fu molto
amato e largamente beneficato così dal prefato Medi-
ci, come da questo Farnese.
Page 0135
pictura
secondary text
La seconda fu vna, che gli feci io secondo la ri-
chiesta sua, come si vede nelle superbe e ricche portie-
re di ricamo; e fu, dicendo sua Signoria Reueren-
dissima, ne' primi anni del suo Cardinalato, che non
era anchor risoluto qual impresa douesse portare, e
ch'io nè douessi trouare vna conforme à quanto mi
diceua; volendo dire, che prosperandolo Dio e la for-
tuna negli occulti desiderij suoi, che al suo tempo gli
paleserebbe con vna chiara impresa. Et io gli feci per-
ciò vn cartiglio bianco, con vno suo lazzo d'vn bre-
ue attorno, che diceua:
Page 0136
motto/title
VOTIS SVBSCRI-
BENT FATA SECVNDIS.
Page 0136
secondary text
Perche sì come il
motto fu giudicato al proposito, così la pittura hà bel-
la apparenza, secondo che hauete potuto vedere al
Page 0136
Museo, nella sala dedicata alla Virtù. Page 0137
pictura
secondary text
Vltimamente quando da Papa Paolo III. fu
mandato Legato in Alemagna col fiore de'Soldati
d'Italia in aiuto di Carlo Quinto Imperatore, per
domar la peruersità de' Tedeschi fatti in gran parte
Luterani e rebelli alla M[aestà]. Cesarea, gli feci per impresa
il fulmine trisulco, ch'è la vera arme di Gioue quan-
do vuol castigare l'arroganza e poca religione de gli
huomini, come fece al tempo de' Giganti, col motto che
diceua;
Page 0137
motto/title
HOC VNO IVPPITER VLTOR.Page 0137
secondary text
As-
somigliando le scomuniche al fulmine, e'l Papa à
Gioue. E così come si vide, in buona parte per questi
aiuti, che nel principio della guerra furono molto op-
portuni, Carlo Quinto con somma gloria riuscì vitto-
Page 0137
rioso & parimente inuittissimo Augusto. Page 0138
pictura
secondary text
M. Andrea Gritti Proueditore alla guerra de'
Signori Vinitiani fu di chiarissima fama dal princi-
pio al fin della guerra, che durò otto anni, e perciò
meritò pel suo franco valore d'esser creato Prencipe e
Doge della sua Rep[ubblica]. In quel tempo che per sua virtù si
ricuperò Padoua; e la difese contro l'empito di Massi-
miano Imperadore, che haueua seco tutte le nationi
d'Europa; portò vna magnanima impresa, che fu in-
uentione di M. Giouanni Cotta, celebratissimo poeta
Veronese; e fu il Cielo col zodiaco e' suoi segni, so-
stenuto dalle spalle d'Atlante, come figurano i poeti,
che stà inginocchiato con la gamba sinistra, e con le
mani abbraccia il Cielo con vn breue, che riesce di
Page 0138
sotto via, che dice:Page 0139
motto/title
SVSTINET, NEC FATI-
SCIT.
Page 0139
secondary text
Anchor ch'esso Signore come modesto non lo
portasse in publico per fuggir l'inuidia, benche gli
piacesse molto, e fosse ben lodato da ogn'vno. Et an-
chor che Atlante habbia forma humana, pur si può
tollerare per esser cosa fauolosa.
Page 0139
pictura
secondary text
Non merita d'esser passata con silentio la signora
Isabella Marchesana di Mantoua, che sempre fu per
li suoi honorati costumi, magnificentissima, & in di-
uersi tempi della vita sua hebbe vari affronti di for-
tuna; i quali le diedero occasione di far più d'vn'im-
presa. E fra l'altre accadde, che per souerchio amore,
che portaua il figliuol suo il Duca Federigo ad vna
gentildonna, allaquale egli voltaua tutti gli honori e
Page 0139
fauori, essa restò come degradata e poco stimata, tal-
mente che la detta innamorata del Duca caualcaua
superbamente accompagnata per la Città dalla turba
di tutti i gentil'huomini, ch'eran soliti accompagnar
lei; e di sorte che non restarono in sua compagnia, se
non vno ò due nobili vecchij, che mai non la volsero
abandonare. Per lo quale affronto essa Sig. Marchesa
fece dipingere nel suo palazzo suburbano chiamato
Porto, e nella Corte vecchia vna bella impresa à que-
sto proposito, che fu il candelabro fatto in triangolo;
il quale ne' diuini vfficij oggidì s'vsa per le chiese la
settimana santa, nel qual candelabro misteriosamen-
te ad vno ad vno si leuano i lumi da' Sacerdoti, fin che
vn solo vi resta in cima, à significatione che'l lume
della fede no[n] può perire in tutto; alla quale impresa ma[n]-
cò il motto; & io che fui gran seruitore delta detta Si-
gnora, ve l'aggiunsi: & è questo,
Page 0140
motto/title
SVFFICIT
VNVM IN TENEBRIS
Page 0140
secondary text
alludendo à quel di
Vergilio, unum pro multis.
Page 0140
Portò similmente questa nobilissima Sig. per im-
presa vn mazzo di polizze bianche, le quali si trag-
gono dall'vrna della sorte volgarmente detta Lotto;
volendo significare, che haueua tentato molti rime-
dij, e tutti l'erano riusciti vani, ma pur alla fine re-
stò vittoriosa contra i suoi emuli, tornando nella sua
grandezza di prima, e portò per impresa il numero
XXVII, volendo inferire, come le sette, lequali l'e-
rano state fatte contra, erano tutte restate vinte e su-
perate da lei: il qual motto anchor che habbia di
quel vitio detto per innanzi, par non dimeno tole-
rabile in vna donna, e così gran Signora.
Page 0141
pictura
secondary text
Al fi-
gliuolo primogenito del Sign. Marchese del Vasto
herede del nome e dello stato del Marchese di
Page 0141
Pescara, nel quale si vede espresso segno di chiara
virtù, per correre alla fama e gloria del zio e del
padre & altri suoi maggiori, andando esso in Ispa-
gna à seruire il Rè Filippo, feci per impresa il gran
stipite del Lauro della casa d'Aualos, nel quale si
veggono troncati alcuni più grossi rami, e fra essi si
vede nato vn diritto e gagliardo rampollo, il quale
crescendo và molto in alto con vn motto, che dice;
Page 0142
motto/title
TRIVMPHALI è STIPITE SVRGENS
ALTA PETIT.
Page 0142
secondary text
E vien tantò più al proposito,
quanto che'l Lauro è dedicato a'trionfi.
Page 0142
pictura
secondary text
Non lascierò di contarui vna, ch'io feci l'anno
passato al Signor Andrea figliuolo dell'Eccellentis-
simo Sig. Don Ferrante Gonzaga, il quale come gio-
Page 0142
uanetto d'indole e speranza di sommo valore, ha-
uendo ottenuto la condotta d'vna compognia di ca-
ualli, mi ricercò dell'impresa per lo stendardo, & io
alludendo à quel di Vergilio, Parma inglorius alba,
gli feci vno scudo ouer brocchier rotondo col campo
bianco, ch'aueua intorno vn fregio, il quale haueua
dentro quattro picoli tondi in quattro canti, legati
insieme con quattro festoni d'alloro: nel primo v'era
il crociolo dell'oro affinato del magnanimo Sign.
Marchese Francesco col suo motto, Probasti me Do-
mine; il qual Marchese fu suo auolo paterno; nel
secondo, il monte Olimpo con l'altare della Fede del
Duca Federigo suo zio; nel terzo quella dell'Auolo
materno Andrea di Capoua, Duca di Thermole,
ch'era, come di sopra hò detto, vn mazzo di parti-
giane da lanciare col motto, che diceua, Fortibus non
deerunt; nel quarto era il Cartiglio del Sig. suo pa-
dre senza corpo; cioè, Nec spe, nec metu: e giraua per
l'estremità nel campo bianco dello scudo intra l'alloro
vn breue d'oro, che diceua;
Page 0143
motto/title
VIRTVTIS TRO-
PHEA NOVAE NON DEGENER ADDET
Page 0143
secondary text
Volendo dire, ch'egli non tralignerà da' suoi maggio-
ri; ma aggiungerà qualche sua gloriosa e peculiare
impresa. E questa inuentione fece vago vedere nello
stendardo col suo honesto e moderato significato.
Page 0143
pictura
secondary text
Ma quella del Conte Cola da campo
basso à memoria de' nostri padri hebbe soggetto &
anima; il quale stando al soldo col gran Duca Carlo
di Borgogna, non si curò d'acquistar fama di notabil
perfidia per vendicarsi d'vna priuate ingiuria; e ciò
fu, perche per vn disparere in vna consulta di guerra
dal Duca Sig. suo souerchiamente colerico rileuò vna
grossa ceffata; laquale mai non si potè dimenticare, ri-
seruandola nello sdegnato petto all'occasion di poterla
vendicare: e così fece dopò vn gran tempo alla gior-
nata di Nansì, nella quale auuisò Renato Duca di
Lorena, che non dubitasse d'assaltare il Duca con gli
Suizzeri; perche egli con le sue genti d'arme non si
sarebbe mosso à dargli aiuto, ma si starebbe à vedere:
& in quel conserto restò fracassato e morto il Duca,
& esso Conte Cola addrizzò la sua bandiera verso
Francia, accostandosi al Rè Luigi. E portò poi nella
bandiera sua figurato vn gran pezzo di marmo d'v-
na antiquità rotto per mezo dalla forza d'vn fico
saluatico; il quale col tempo porta ruina, ficcandosi
per le fissure e commissure con lenta violenza; e sopra
vi portò il motto, tolto da Martiale, che diceua;
Page 0145
motto/title
IN-
GENTIA MARMORA FINDIT CAPRIFI-
CVS.
Page 0145
secondary text
E fu reputata questa impresa non solo bella di
vista, ma molto esemplare a' Prencipi, che non deb-
bano per colera villaneggiare i seruitori, massimame[n]-
te nobili e d'importanza. DOM. Questa fu vna
Page 0145
gran vendetea ma ignominiosa, e mi parue quasi si-
mile à quelle di prete Rinaldo da Modona cappella-
no, sottomastro di casa, & alle volte cameriere di Chri-
stofano Eboracense Cardinal d'Inghilterra; ilquale
hauendo riceuuto alcune volte sopra l'ingiurie di pa-
role di fiere bastonate dal Cardinale, ch'era capriccio-
so e gagliardo di ceruello, per vendicarsene crudel-
mente l'auuelenò e ammazzò; e confessando poi il
delitto fu squartato al tempo di Leone in Roma. Ba-
sta che non si debbe giuocar di mano in nessun caso
con huomo fatto, perche bisogna ò ammazzare ò la-
sciar star di battere; percioche alla fine ogn'huomo
offeso pensa alla vendetta per onor suo.
Page 0146
pictura
secondary text
GIO. Sono alcuni grandi, che nelle imprese loro Page 0146
seguouo la conformità ò del nome ò dell'arme loro,
come fece il gran Matthia Coruino Rè d'Vngheria; il
quale portò il coruo per impresa; vccello di forza, in-
gegno, e viuacità singolare; e chi portò l'arme propria;
come fu il Signor Giouanni Schiepusense, fatto
Rè d'Vngheria per fauore di Solimano Signor de'-
Turchi, e per affettione d'alcuni baroni del Regno
coronato in Alba Regale. Esso portò per impresa vna
Lupa con le poppe piene, che fu ancora l'arme del
padre, ma egli v'aggiunse il motto, composto con con-
ueneuole argutia dal Signor Stefano Broderico gran
Cancelliere del regno, che diceua:
Page 0147
motto/title
SVA ALIE-
NAQVE PIGNORA NVTRIT
Page 0147
secondary text
Volendo di-
re, che riceueua in gratia quegli, anchora, che gli era-
no stati contrari.
Page 0147
pictura
secondary text
Io m'era quasi scordato di dirui vna, che ne portò
il Signor Francesco Maria Della Rouere Duca d'Vr-
bino, dopò che con le sue mani ammazzò il Cardinal
di Pauia in Rauenna per vendicar l'importantissi-
me ingiurie, che da lui haueua riceuuto. E fu vn Leo-
ne rampante di color naturale in campo rosso con
vno stocco in mano, e con vn breue, che diceua;
Page 0148
motto/title
NON DEEST GENEROSO IN PECTORE
VIRTVS
Page 0148
secondary text
e fu inuentato à similitudine di quello,
che portò Pompeo (come narra Plutarcho) dal Conte
Baldessar Castiglione, il quale interuenne col Duca
alla morte del detto Cardinale, anchor che il Duca
non volesse fare molta mostra di questa impresa per
fuggir l'odio e l'inuidia de' Cardinali.
Page 0148
pictura
secondary text
Il signor Stefano Colonna, valoroso e magna-
nimo Capitan Generale del Duca Cosimo, portando
per impresa la Sirena, antico Cimiero di casa Colon-
na, mi richiese alla domestica (come compare ch'io
gliera) ch'io gli volessi fare vn motto per appropriarsi
per impresa la detta Sirena, commune à sua casa. E
così conforma[n]domi col suo generoso pensiero, gli feci;
Page 0149
motto/title
CONTEMNIT TVTA PROCELLAS.Page 0149
secondary text
Vo-
lendo dire, ch'egli sprezzaua l'auuersità, co-
me confidatosi nel valor suo; nel modo,
che quella col suo nuotare su-
pera ogni tem-
pesta.
Page 0149
pictura
secondary text
Feci ancora per rouescio d'vna medaglia, che
può seruire per ricami & altre pitture all'Eccell. Si-
gnora Duchessa di Fiorenza, vna Pauona in faccia,
laquale con l'ali alquanto alzate cuopre i suoi Pa-
uoncini, tre alla destra, e tre alla sinistra, con vn mot-
to, che dice;
Page 0150
motto/title
CVM PVDORE LAETA FOE-
CUNDITAS
Page 0150
secondary text
alludendo alla natura
dell'vccello, ilquale perciò è dedicato
à Giunone Reina del Cielo se-
condo l'openione
de' Gentili.
Page 0150
pictura
secondary text
DOM. Ditemi Mons. poi che hauete numerato di-
scende[n]do dal summo al basso, quasi tutti i famosi Pren-
cipi e Capitani, e Card[inali]. ecc[ellent]i nessun'altra sorte d'huomi-
ni, c'habbia portato imprese? GIOVIO. Ce ne sono, e fra gli
altri alcuni letterati à mio giudicio della prima classe;
cioè M. Iacopo Sannazaro; il quale essendo fierame[n]te
innamorato, e stimando che ciò gli fusse honore, con
allegare il Boccaccio, che lodò Guido Caualcanti,
Dante e M. Cino da Pistoia, sempre innamorati
fino all'estrema vecchiezza, stette ogn'hora in aspet-
tatione d'esser ricompensato in amore, come gli au-
uenne: e portò per impresa un'urna piena di pietruz-
ze nere con vna sola bianca, con vn motto, che dice-
ua:
Page 0151
motto/title
AEQVABIT NIGRAS CANDIDAPage 0151
SOLA DIES. Page 0152
secondary text
Volendo intender, che quel giorno,
che sarebbe fatto degno dell'amor della sua dama,
haurebbe contrapesato quegli, che in vita sua haueua
prouato sempre neri e disauenturati. E questo allu-
deua all'vsanza de gli antichi, i quali soleuano ogn'
anno segnare il successo delle giornate loro buone e
cattiue con le pietruzze nere e bianche, & al fine
dell'anno annouerarle per fare il conto secondo quel-
le che auanzauano, se l'anno era stato lor prospero ò
infelice. Questa impresa fu bella, e domandando-
mene esso il mio parere, gli dissi, ch'era bellissima,
ma alquanto preternaturale; perche l'vrne de gli
antichi soleuano essere ò di terra ò di metallo; e per-
ciò non si poteua figurare, che dentro vi fussero molte
nere, e vna sola bianca, per non poter' essere traspa-
rente. All'hora egli vrbanissimamente rispose; egli
è vero quel, che dite; ma à quel tempo l'vrna mia
fu di vetro grosso, per loquale poteuano molto
bene trasparere dette pietruzze.E così
con gran riso gittammo il mot-
to e l'arguta risposta
in burla.
Page 0152
pictura
secondary text
Fece vna bella impresa M. Lodouico, Ariosto, fa-
cendo il vaso delle pecchie, alle quali l'ingrato villa-
no vi fa il fumo e le ammazza per cauare il mele e la
cera, col motto di sopra, che diceua:
Page 0153
motto/title
PRO
BONO MALVM
Page 0153
secondary text
Volendo forse, che
s'intendesse com'egli era stato mal-
trattato da qualche suo padro-
ne; come si caua dal-
le sue Satire.
Page 0153
pictura
secondary text
Erasmo Roterodamo, nato nell'estrema Isola
d'Holanda, all'età nostra fu sì ricco di dottrina, &
hebbe sì fecondo ingegno, che auanzò ogn'altro
letterato, come si vede per l'infinite sue opere; per la
quale autorità di dottrina portò per impresa vn ter-
mine di significato alquanto altiero; volendo in-
ferire, che non cedeua a nessun'altro scrittore, come
anche il Dio termine non volse cedere à Gioue in
Capitolio, come scriue Varrone, & il suo motto fu
questo;
Page 0154
motto/title
VEL IOVI CEDERE NESCIT.Page 0154
pictura
secondary text
Portò anchora il dottissimo M. Andrea Alciato,
nouellamente passato à miglior vita, il Caduceo di
Mercurio col corno della douitia della Capra Amal-
thea; volendo significare che con la copia delle dottri-
ne e con la facultà delle buone lettere, delle quali
si figura padron Mercurio, haueua acquistato de-
gno premio alle sue fatiche; ma in vero questa
Page 0155
bella impresa haueua bisogno d'vn'anima, e friz-
zante.
Page 0156
pictura
secondary text
DOM. E voi, Mons. che valete quel, che valete;
e sarete forse stimato più dopò morte, che hora; perche
con la morte vostra estinguerete l'inuidia, e la vera
gloria viene à chi la merita dopò la morte; portaste
mai nessuna impresa, che habbia corpo? percioche assai
hauete detto di sopra dell'anima, che voi portate senza
soggetto del FATO PRVDENTIA MINOR
come si vede e nelle case vostre, e nel Museo, & in
ogni apparato d'ornamento vostro di casa. GIO.
Certo io hò desiderato molto trouarne il soggetto,
che habbia del buono, ma non l'hò mai trouato, an-
chor ch'io habbia conosciuto per pruoua, ch'el motto
Page 0156
è più che verissimo. E per chi pensa con ogni dili-
genza mondana trouare schermo alla fortuna, che
viene dal cielo; che così vuole intendere il Fato;
che non è altro, che la volontà diuina; laquale hà
più forza che la virtù e solertia humana, s'inganna
molto. E ben vero, che in mia giouentù, essendo io
preso d'amore in Pauia, fui necessitato non far
peggio, à prendere vn partito dannoso per saluar la
vita; e volendo mostrar la necessità, che mi sforzò,
feci quell'animale, che in Latino si chiama Fiber
Ponticus, e Castoro in volgare; il quale per fuggi-
re dalle mani de' cacciatori, conoscendo d'esser per-
seguitato per conto de' testicoli, che hanno molta
virtù in medicina, da se stesso non potendo fuggire
se gli caua co' denti, e gli lascia a' cacciatori, come
narra Giouenale, con vn motto di sopra, che
diceua in greco;
Page 0157
motto/title
secondary text
che vuol
dire necessità; alla quale (sì come
scriue Luciano) vbidi-
scono gli uomini
e gli Deì.
Page 0157
pictura
secondary text
Vltimamente hò fatto vn'impresa à richiesta di
messer Camillo Giordani Iureconsulto: dicendo egli, che
staua nell'animo suo ambiguo e sospeso di prendere
vn certo partito, e che per risoluersene aspettaua il pa-
rere e consulto dall'oracolo. E così feci la Sfinge de-
gli Egittij, che suole interpretar gli enigmi e le cose
abstruse col tempo, ilquale è significato per vn ser-
pente, che si inghiottisce la coda col motto, che dice;
Page 0158
motto/title
INCERTA ANIMI DECRETA RESOL-
VET.
Page 0158
pictura
secondary text
Hanne similmente fatta vna per se medesimo il
mio nipote, e coaiutore M. Giulio Giouio, con laquale
s'inaugura accrescimento, come merita il suo lette-
rato ingegno, figurando vn' albero innestato con vn
motto Tedesco, che dice,
Page 0159
motto/title
VVAN GOT VVILPage 0159
secondary text
che vuol dire, quando Dio vorrà, que-
sto mio nesto apprendera
e fiorirà.
Page 0159
pictura
secondary text
DOM. Se non fosse presuntione, io vi direi, Mon-
signore, vna ch'io hò fatta per me anchor che l'im-
prese si conuengano à persone di maggior pregio, che
non son io. GIO. E perche non istanno elleno be-
ne à voi? ditela pure sicuramente, che insino adhora
vi assoluo da ogni biasimo di presuntione, che perciò
ne potreste incorrere. DOM. Assicurato dunque dall'
autorità e fauor vostro, dico, che volend'io signifi-
care vn mio concetto assai modesto, ho fatto questa
impresa; & è, che non potend'io stare nella patria
mia Piacenza con quella tranquillità e contentezza
d'animo, ch'io vorrei, mi hò eletto per seconda pa-
tria questa floridissima Fiorenza; ou'io spero prospe-
rare sotto questo liberale & giudicioso Prencipe. E
Page 0160
così hò figurato vn'albero di Pesco carico di frutti, il
quale albero non hà felicità nel suo terren natio; ma
trapiantato poi in terreno lontano e fertile, prende
felice migliorame[n]to con vn motto, che dice;
Page 0161
motto/title
TRANS-
LATA PROFICIT ARBOS.
Page 0161
pictura
secondary text
GIO. Questa vostra impresa, Domenichi mio,
anchor che sia ingeniosa & discrete, mi dispiace
per due conti.DOM. Di gratia, Mons. siate contento
dire perche. GIO. L'vno è, perche se ben mi ricor-
da, ella è già stata inuentione di M. Andrea Alciato
negli emblemi suoi; l'altro, perche non conuien mol-
to à voi, che già non siete voi pianta velenosa e ta-
le, che non haueste potuto, volendo, far ancho frutto
nel vostro natio terreno; sì che, se farete à mio sen-
Page 0161
no, ve ne prouederete d'vn'altra, che più vi si co[n]fac-
cia.
Page 0162
secondary text
DOM. Horsù dunque hauendo voi fatte tante
imprese ad altri, non mi volete esser cortese d'vna
delle vostre viuissime & argute? Perche in verità
nè anch'io mi sodisfaccio molto della mia del pesco.
GIO. Sì veramente voglio, e non già per pagare con sì
poca cosa la gran fatica, che durate nel tradurre le
mie historie. E sarà forse questa più conueniente al-
l'honorato proposito vostro, perche nell'adoperarui
voi tanto con l'ingegno nelle buone lettere, voi vi
rassomiglierete al Vomero dell'aratro, il quale per lo
lungo vso diuenta lustro e forbito, come se fusse d'ar-
gento; e però farete vn vomero con vn motto, che
dice:
Page 0162
motto/title
LONGO SPLENDESCIT IN VSV.Page 0162
secondary text
DOM. Veramente ch'io mi affatico volentieri, e
son tuttauia per esercitarmi fin ch'io viuo, con ispe-
ranza d'acquistar qualche splendor di fama;
& in questo almeno imiterò V[ostra]. S[ignoria]. che col
co[n]tinuo studio s'è fatta immorta-
le; laqual cosa non succede
però à molti.
Page 0162
pictura
secondary text
Portò ancora il Caualier Castellino di Beccaria, il
quale è vero honore della generosa hospitalità &
eleganza di tutta la Valtelina, vna impresa più com-
moda al suo proposito honestissimo, che scielte di va-
ga figuratione. Amando esso vna signora vergine
con disegno di pigliarla per moglie, pose in vna
megdaglia d'oro, & in vn cameo la testa del Rè
Dauid, col detto del suo salmo,
Page 0163
motto/title
SAGITTAE TVAE
INFIXAE SVNT MIHI.
Page 0163
COSI ARVFFA IL VELLO DI
MONELLO.
Page 0163
secondary text
E pel rouescio l'ar-
dente monte d'Etna, per significare ardor naturale e
legittimo di puro amore, col motto attorno in tergo,
che diceua;
Page 0163
secondary text
E questa fu inuentione del bell'inge-
gno di M. Luigi Raimondi.
Page 0163
pictura
secondary text
DOM. Io confesso, Mons. che voi ha-
uete fatto più del douere, e sò che chi vedrà in
iscritto quel, che voi di questa materia hauete
Page 0164
ragionato, dirà, che ve ne sono infinite d'altre belle;
ma voi potrete scusarui e dire, si come hauete det-
to nel libro de gli Elogij de gli huomini famosi in
arme frescamente publicato; che, se pure se ne so-
no tralasciate, ciò non è stato colpa vostra; ma per
difetto di non hauer ritrouato i ritratti veri in gran
parte, per cagione di chi non s'è curato di man-
dargli al Museo, à quella bella compagnia di tanti
Heroi. E già m'è capitato alle mani vn Romagnuo-
lo, il qual si lamenta, che ne gli Elogij non hà ri-
trouato il Caualier dalla Volpe, il qual fu sì gran
valent'huomo al seruigio di San Marco per honor
d'Italia; ma io l'hò consolato, dicendogli, che io
era certo, ch'l Signor Caualiere non s'haueua fat-
to ritrarre per essere alquanto difforme di volto, es-
sendogli stato honoramente cauato vn'occhio in bat-
taglia; e che gli haurei procurato ricompensa in
questo trattato dell'imprese. Lo domandai adun-
que se egli haueua portato alcuna impresa: Come;
disse egli? non si sà, ch'ei portaua vna braua Vol-
pe, che mostraua i denti nella bandiera con vn
motto, che diceua:
Page 0165
motto/title
SIMVL ASTV ET DEN-
TIBVS VTOR.
Page 0165
secondary text
Volendo dire, che non biso-
gnaua scherzar seco, perche ei si sarebbe difeso in tut-
ti i modi. GIO. Il Caualier fù valente e vi-
gilante, e nell'historia nostra non passa senza lo-
de: e per questo il Senato Vinitiano gli fece dopò
Page 0165
morte vna bella statua di legno dorato in Santa
Mari[n]a in Vinegia.
Page 0166
pictura
secondary text
Io non vò gia tacerui per l'vltima impresa di
Giouanni Chiucchera Albanese, chiamato il Caua-
lier famoso sulle guerre, il quale ne portò vna fa-
ceta e ridicolosa à chi la miraua, simile alla predet-
ta. Portò costui nella sua bandiera, per mostrare
l'ardita natura sua valorosa, nell'esercitio del ca-
ual leggiere, un feroce Lupo, che haueua nelle gam-
be vna pecora presa, e meza sanguinata nel collo
in atto con la testa riuolta à dietro verso due grossi
cani di pastori, che lo seguono per torgli la preda,
de' quali due l'vno il più vicino voltaua anch'egli
Page 0166
la testa indietro à vedere, se gli altri cani veni-
uano à soccorrerlo, temendo d'assaltare sì terribil ni-
mico. E M. Giouan-Antonio Mugettola gli fece
questo motto Latino:
Page 0167
motto/title
PAVENT OVES, TI-
MENT CANES, INTRIPIDUS MANEO.
Page 0167
secondary text
Di questa impresa molto si motteggiaua e rideua il
Signor Marchese del Vasto, veggendola spiegata;
ma à dire il vero della bossola de' condottieri ce ne
son tanti, che affogherebbono ogni diligente e la-
borioso scrittore, il quale pensasse di voler fer-
marsi in ogni passo, doue apparisca
qualche valore & prodezza
di famoso soldato.
Page 0167
pictura
motto/title
motto/title
FESTINA LENTE.Page 0173
pictura
pictura
pictura
motto/title
PACA-
TVM IPSE REGAM AVITIS VIRTVTI-
BVS ORBEM
Page 0176
pictura
motto/title
FATO PRVDENTIA MAIOR.Page 0177
pictura
motto/title
MIRANDVM NA-
TVRAE OPVS.
Page 0179
pictura
motto/title
SIMVL ET SEMPER.Page 0180
pictura
motto/title
pictura
motto/title
PERIMIT
ET TVETVR.
Page 0182
pictura
motto/title
CONSEQVI-
TVR QVODCVNQVE PETIT.
Page 0182
pictura
motto/title
EX
VTROQVE CAESAR.
Page 0183
pictura
motto/title
SOLATVR
CONSCIENTIA ET FINIS.
Page 0184
pictura
pictura
motto/title
COSI TROPPO PIACER CON-
DVCE A MORTE.
Page 0186
motto/title
COLVI
VIVE IN VN'ALTRO CORPO.
Page 0187
pictura
motto/title
AMICO FICTO NVLLA FIT
INIVRIA.
Page 0189
pictura
motto/title
IGNIS GLADIO NON
FODIENDVS.
Page 0189
pictura
motto/title
STATE-
RAE ORDO NON TRAN-
SILIENDVS.
Page 0190
pictura
motto/title
SIC
VOS NON
VOBIS
Page 0191
pictura
motto/title
SOLVS PRO-
MERITVS.
Page 0192
pictura
motto/title
AVT CAESAR
AVT NIHIL
Page 0193
pictura
motto/title
SOLA FACTA SOLVM DEVM SE-
QVOR.
Page 0194
pictura
motto/title
PAS
A PAS.
Page 0195
pictura
motto/title
DI-
TAT SERVATA
FIDES.
Page 0196
pictura
motto/title
VIRESCIT VVLNERE VIR-
TVS.
Page 0197
pictura
motto/title
ESTO TIENE
SV REMEDIO Y NON YO.
Page 0198
pictura
motto/title
IN-
GENIVM SVPERAT
VIRES.
Page 0199
pictura
motto/title
NVTRISCO ET EXTINGVO.Page 0200
pictura
motto/title
FVROR FIT
LAESA SAEPIVS PA-
TIENTIA.
Page 0202
pictura
motto/title
FRONS HOMINEM PRAEFERT.Page 0204
pictura
motto/title
MORS SCEPTRA LI-
GONIBVS AEQVANS.
Page 0205
pictura
motto/title
MALE PAR-
TA MALE DILA-
BVNTVR.
Page 0207
pictura
motto/title
EX-
PETENDAE OPES, VT DIGNIS LAR-
GIAMVR.
Page 0209
pictura
motto/title
SIC MAIORA
CEDVNT.
Page 0210
pictura
motto/title
IMPRO-
BVS NVLLO FLECTI-
TVR OBSE-
QVIO.
Page 0212
pictura
motto/title
BIS DAT, QVI TEMPESTIVE
DONAT.
Page 0214
pictura
motto/title
INGRATIS SER-
VIRE NE-
FAS.
Page 0215
motto/title
CAVSAM QVAERITPage 0220
motto/title
NEC SORTE NEC FATOPage 0221
motto/title
MVTA FOECVNDITAS.Page 0221
motto/title
SOL DI CIO VIVOPage 0222
motto/title
ANTIPELAR-
GIAM SERVA.
Page 0223
motto/title
IN VTRAQVE
FORTVNA.
Page 0223
motto/title
LAQVEVS CONTRITVS EST, ET NOS
LIBERATI SVMVS.
Page 0224
motto/title
CVSTODI DOMI-
NE VIGILANTES.
Page 0224
motto/title
VNITAS.Page 0225
motto/title
PERIT VT VIVAT.Page 0225
motto/title
IN AETER-
NVM.
Page 0226
motto/title
QVOD HVIC DEEST, ME TOR-
QVET.
Page 0227
motto/title
TROVOMMI AMOR DEI TVTTO
DISARMATO
Page 0227
motto/title
PROPRIO A-
LITVR SVCCO.
Page 0228
motto/title
DVABVS.Page 0230
motto/title
QVIESCIT VITIS IN VLMO.Page 0231
motto/title
AMICITIA POST MORTEM DV-
RATVRA
Page 0231
motto/title
BVENA GVIAPage 0232
motto/title
SOTTO LA FE DEL CIELO, AL'AE-
RE CHIARO
TEMPO NON MI PAREA DA FAR
RIPARO.
Page 0233
motto/title
LAMAZABATANIPage 0235
motto/title
MELIORA LATENTPage 0236
motto/title
ARSO IL MORTALE, AL
CIEL N'ANDRA L'ETERNO.
Page 0237
motto/title
SVPERATA TEL-
LVS SIDERA DONAT.
Page 0238
motto/title
CLAV-
DITVR APERITVRQVE LIBERIS.
Page 0238
motto/title
ET STERILES PLATANI MALOS
GESSERE VALENTES.
Page 0239
motto/title
SE L'HV-
MOR NON VIEN MENO.
Page 0239
motto/title
SPERO AVANZA CON LA VIGILIA
IL SONNO
Page 0240
motto/title
LASCIAI DI ME LA MIGLIOR
PARTE A DIETRO.
Page 0241
motto/title
HINC SOLA SALVS.Page 0241
motto/title
AVDE ALIQVID DIGNVM.Page 0242
motto/title
EX HOC IN HOCPage 0242
motto/title
LOCO ET TEMPORE.Page 0243
motto/title
OPERVM GLORIA.Page 0244
motto/title
SANS LIAMEPage 0245
motto/title
EX IMBRE
PVLVEREM.
Page 0246
motto/title
REQVIES TVTISSIMA.Page 0246
motto/title
HIS DVCIBVS.Page 0247
motto/title
VLTRA NVBILA.Page 0248
motto/title
NIHIL INTEREST, QVOMODO SOL-
VATVR.
Page 0249
motto/title
[KAMATOS
EYKAMATOS].
Page 0249
motto/title
E CHE NON
PVOTE AMORE?
Page 0250
motto/title
OMNIS HOMO CVRRIT.Page 0251
motto/title
SYLVA RENASCENS.Page 0251
motto/title
INTEGER VITAE SCE-
LERISQVE PVRVS.
Page 0251
motto/title
ANXIA VITA
NIHILI
Page 0252
motto/title
SIC EGO NEC POSSEM SINE TE, NECPage 0252
motto/title
VIVERE VELLEM.Page 0253
motto/title
OPTIMA INSIGNIA.Page 0253
motto/title
CECIDIT TREMEN-
DAE FLAMMA CHIMAERAE.
Page 0253
motto/title
MI TROVO
IN ALTO MAR SENZA GOVERNO.
Page 0254
motto/title
SI LIEVE DI SAPER, D'ERROR
SI CARCO
Page 0254
motto/title
DE FORTI EGRESSA EST
DVLCEDO.
Page 0255
motto/title
SO-
LI CAESARI.
Page 0256
motto/title
A MAGNIS MAXIMA.Page 0257
motto/title
CAVTIVS PVGNAT.Page 0258
motto/title
IMMOBILIS.Page 0258
motto/title
VIRTVTIS ET HONORIS
PRAEMIA
Page 0259
motto/title
SICVT AVRVM IGNI.Page 0260
motto/title
FLECTITVR OBSE-
QVIO NON VIRIBVS
Page 0261
motto/title
REBVS ADVERSIS
ANIMOSVS.
Page 0261
motto/title
VERTITVR AD SOLEM.Page 0262
motto/title
MAS SON LAS DEL CORAZZON.Page 0263
motto/title
FRVSTRA VIGILAT.Page 0264
motto/title
PIETAS DEO NOS CONCILIAT.Page 0265
motto/title
EST
MIHI SORTE DATVM.
Page 0266
motto/title
SEMPER FER-
TILIS.
Page 0267
motto/title
NON DOR-
MIT QVI CVSTODIT.
Page 0268
motto/title
CHE TRAHE L'HVOM DEL SEPOLCRO.Page 0269
motto/title
SVIS VIRIBVS POLLENS.Page 0270
motto/title
LASCIVIAE POENITENTIA.Page 0271
motto/title
FOR-
TVNAM VICISSITVDO.
Page 0271
motto/title
TRACTVS ODORE.Page 0272
motto/title
SECVRA CONTEM-
NIT CANES.
Page 0273
motto/title
SIC TVA NOS VIRTVS.Page 0273
motto/title
COELO MVSA BEAT.Page 0274
motto/title
CON
ESTAS GVIAS.
Page 0275
motto/title
QVO TVA TE VIRTVS.Page 0275
motto/title
MERITIS MINORA.Page 0277
motto/title
NON SVF-
FICIT ORBIS.
Page 0278
motto/title
DO-
NEC TOTVM IMPLEAT ORBEM
Page 0278
motto/title
VICTORIA EX LABORE
HONESTA, ET UTILIS.
Page 0002
pictura
motto/title
LECTORI STUDIOSO, ET ELEGANTI.
SYMB. SYMBOLORUM.
Page 0003
primary text/subscriptio
Quid Symbolum sit, ne amplius
Roges, brevissime, ut potest,
Conabimur nunc edere.
Est nanque signum
Ut signa militaria.
Collatio etiam dicitur,
Quod multi in unum conferunt.
Hinc symbolum Terentius
Poeta dixit nobilis.
Orator ARPINAS notam,
Sed Anulum Graij vocant
Plaerunque signatorium.
Porro omone, atque insignia.
Isto quoque ipso nomine
Quaedam notantur tesserae,
Quae a civitatibus dari
Solent quibusdam, publice
Ut quenque par sit accipi,
In foederatis oppidis,
Amice, & hospitaliter.
Sic possumus iam tesseras Translation (Italian) Translation (English)
Page 0003
Vocare collybisticas,
Quasi institutas omnibus
Mutandam ad externam locis
Pecuniam, quae litterae
Vulgo feruntur cambij.
PolluxLink to note nomisma parvulum,
Stagyraeus ille maximus
Vocabulorum originem:
Quam originationem ait
FabiusLink to note. fuere symbola
Priscorum in arcanis diu
Mysterijs, ut gratia
Verbim papaver fertilem
Signabat annum. Huiusmodi
Sunt Pythagorica Symbola

UT ALCIATI Emblemata
Dicuntur &
Mysteriorum plena, quae
Documenta commodissima
Illa omnium, & pulcherrima
Vitae, atque morum continent,
Sanis reiecta, caeterum
Incognita imprudentibus. Translation (Italian) Translation (English)
Page 0004
pictura
Bocchi's portrait
ACHILLES BOCCHIUS
BONONIENSIS
Page 0006
motto/title

ACHILLES BOCCHIUS
BONONIENSIS
Page 0006
motto/title
IN BOCCHIANI SYMBOLIS
INTELLIGI PLUS, QUAM EXPRIMI.
TIRESIAS FUSCAERARIUS.Link to note
Page 0007
number
Symb. II.
Page 0007
primary text/subscriptio
ProsperusLink to note os potuit, non mentem pingere Achillis.
Res minimo pingi maxima in orbe nequit.
Pura tamen Mens ipsa potest comprendere Mentem.
Qui sapit, heic plus intelligit, ac legitur. Translation (Italian)
Translation (Italian)Translation (English)
Translation (English)
Page 0007
motto/title
PICTURA GRAVIUM OSTENDUN-
TUR PONDERA RERUM.
QUAEQUE LATENT MAGIS,
HAEC PER MAGE APERTA PATENT.
Translation (Italian)
Page 0008
pictura
Painter, winged female figure (good attendant 
spirit)...
DAIMON EUDAIMON
SOCRATE
Page 0008
motto/title

DAIMON EUDAIMON
SOCRATE
Page 0008
motto/title
AD ALEXANDRUM FARNESIUM
CARD. AMPLISSIMUM.
Translation (Italian)
Page 0009
number
Symb. III.
Page 0009
primary text/subscriptio
Iudicium Phoebi sapientum maximus ille
Et fons, & lumen, si forte obscura prophani
Vulgi in cognitionem olime deducere vellet,
Quaeque sibi in primis notissima proponebat.
Sic etenim haud ab re firmissima cuncta putabat
Ac tutissima, non modo lucida, de quibus ipse
Disserere aggrediebatur. Sic magnus Homerus
Securum oratorem Ithacum laudavit Ulyssem.
Quippe animos hominum trahere his quocunque liberet,
Concilians sibi passim omnes per maxime aperta.
Propterea quicunque bonis foeliciter essent
Progressim studiis, non sunt tam arcana secuti
Omnia, ut assequerentur prorsus: at esse putabant
Quaedam pauca satis, possent si attingere parce,
Quae ipsa irritamenta forent gratissima deinceps
Veri indagandi. VatesLink to note sic condidit ille
Fabellas Phrygius bellas. Sua symbola quondam
Panthoides SamiusLink to note. Sic dia poemata vates
Pinxere, atque homines mire allexere, libenter
Auribus ut vellent aurire, & credere honesta,
Translation (Italian) Translation (English)
Page 0009
Quae fuerant oculis subiecta fidelibus ante.
Ergo mihi nemo obiciat, quod seria mani
Pictura gravium ostendendo pondera rerum,
Miscere annitar summa cura utile dulci,
Si qua forte queam laudis punctum omne tulisse,
Ne satia quenquam capiat, Naturam imitari
Constitui, & varias sensis inducere formas,
Nil ut iners, nil non aliquid sit agensue, loquensue.
Me sane impediunt nullius vincula sectae.
Sed quocunque trahit species pulcherrima Veri,
Deseror hospes, apisque Matinae morae, modoque
Lilia per multum libantis grata laborem
Fingo itidem tenui, ast operosa carmina Musa,
Aurea depascens veterum decreta Sophorum.
Tu vero interea, Farnesi Maxime, nostra
Ne rogo ne spernas haec qualiacunque: reposco
Gratiam ego inventis, sed omissis, ut Stagyraeus
Optime Aristoteles, veniam. mihi sat voluisse,
At facilem erratis par est te ignoscere nostris.
Nam simul inventum, et perfectum nil fuit inquam.
Si rudia ista polire aliquis dignabitur olim
Aut defecta explere, id forsitan efficietur
Quod cum fructu aliquo multos cognosse iuvarit. Translation (Italian) Translation (English)
Page 0010
motto/title
REFERRE DEBENT IN DEUM OMNES OMNIA. Translation (Italian)Page 0012
number

Symb. IIII.
Page 0012
pictura
Pope Paulus III...

SALUS OMNIUM
OPIE GLORIA VIRTUTIQ[UE] CIVIUM OMNIA
PAULO.III.PON.MAX
Page 0012
motto/title

SALUS OMNIUM
OPIE GLORIA VIRTUTIQ[UE] CIVIUM OMNIA
PAULO.III.PON.MAX
Page 0012
motto/title

PASTORIS OPTIMI SCOPUS. Translation (Italian)
Page 0013
number

Symb. IIII.
Page 0013
primary text/subscriptio

Cursus secundus ut magistro navium,
Medico salus: summo Duci victoria,
Ita moderatori inclyto Reipublicae
Primum omnium beata vita civium est
Proposita, ut opibus firma semper, copijs
Praedives, ampla gloria, virtuteq[ue]
Honesta sit. nanq[ue] huius operis ter maximi
Inter homines, atq[ue] optimi, effector qui erit,
Hic ille erit pastor bonus, similis Deo,
Quo nemo non referre debet omnia.
Translation (Italian)
Page 0013
motto/title

INSIGNIA GENTILITIA BOCCHIORUM. Translation (Italian)
Page 0014
number

Symb. V.
Page 0014
pictura
Bocchi's coat of 
arms...
BOCHUS REX
Page 0014
motto/title
BOCHUS REXPage 0014
motto/title

PURA MENTE DEUM OMNIB. COLENDUM. Translation (Italian)
Page 0015
number

Symb. V.
Page 0015
primary text/subscriptio

Aurea norma tribus stellis circundata signat
Ceruleo Bocchi stemma tuum in spatio.
At niveus galeae passis olor insidet alis,
Rostro aliud sydus qui vomit aetherium.
Optima nimirum Ratio est illa aurea norma,
Quae trino, atque uno a lumine lumen habet.
Hinc candor vitae illaesus, divinaq[ue] fandi
Copia: praesidio hinc additur omne decus.
Maurus avis quondam haec vestris insignia Bocchus,
Et gentilium nomen habere dedit.
Ad summam tota semper Ratione colendum
Esse Deum tota mente Nomisma monet.Translation (Italian)
Page 0015
motto/title

RIVALITAS CUPIDINIS DURISSIMA. Translation (Italian)
Page 0016
number

Symb. VI.
Page 0016
pictura
motto/title

MAGNO EX AMORE SAEPE MAGNUS EST TIMOR. Translation (Italian)
Page 0017
number

Symb. VI.
Page 0017
primary text/subscriptio

Aurea dum precibus miseri exoratus amantis
Tenderet in Dominam tela Cupido trucem,
Illa dolos sensit, petosq[ue] retorsit ocellos,
Et ridens pueri tela ferocis, ait.
Nil opus est pharetra, sinuoso nil opus arcu.
Congredere, & vires experiare meas.
Dixerat. haec tenero placuit sententia Amori.
Tanta fuit Dominae gratia, tanta Venus. ûmanu.
Nec mora protendens arcum furialiter acrem:
Incauti figit pectora nuda Dei.
Ictus Amor totus subito inflammatus amore
Victricem in Dominae se dedit ipse manum.
Pro dolor, ille mihi quem nuper adesse putaram,
Ritualis iam nunc, durus & hostis erit?Translation (Italian)
Page 0017
motto/title

AMOR NEGOCIOSUS EST IN OCIO. Translation (Italian)
Page 0018
number

Symb. VII.
Page 0018
pictura
motto/title

QUANTUM POSSIT AMOR, QUI
VITAM IN MORTE MINISTRAT. Translation (Italian)
Page 0019
number

Symb. VII.
Page 0019
primary text/subscriptio

Iam dudum in tenues ierunt mea corda favillas,
Iamque cinis factus qui modo pruna fui.
Sed licet in tenues ierint mea corda favillas,
Iamque cinis factus qui modo pruna fui,
Hac tamen assiduis uruntur pectora flammis,
Quoque magis flagrant, hoc magis ipse gemo.
Quoque magis flagrant? redivivi unde ignus origo,
Si sunt in cinerem corda redacta semel?
Nempe faces ipsae flagrant, non cordis imago,
Quam vacuus nunquam figere cessat Amor.
Cur lacrymas augent incendia? liquitur igni
Humoris toto corpore quicquid inest.
Vix credam tanto vitam superesse calori.
Albia sed vitam sufficit una mihi.
Urenteis pariunt semper lenta otia amores,
Unde est mors vivens, irrequieta quies. Translation (Italian)
Page 0019
motto/title

MEDIO DE FONTE LEPORUM
SURGIT AMARI ALIQUID. Translation (Italian) Translation (English)
Page 0020
number

Symb. VIII.
Page 0020
pictura
motto/title
KALON KAKONPage 0020
motto/title
number

Symb. VIII.
Page 0021
primary text/subscriptio

Ipsa dies pia nunc mater, nunc saeva noverca est
Nanque aliquid semper misces Saturnus amari.
Hinc gemmas prudens urnas in limine primo
Stare Iovis quondam pulchre est commenta vetustas,
Ex quibus una malis scatet: altera plena bonorum est,
Unde agitant superi mortalia pectora, laetis
Tristia miscentes. ipsi laetantur, & omni
Aeternum moerore carent, nulloque senescunt
Tempore, sed stabili cursus circum aethera lege
Deproperare suos, nulloque fatiscere seclo
Hos iubet omnipotens summi regnator Olympi. Translation (Italian) Translation (English)
Page 0021
motto/title

CONSTANTIA HEIC EFFINGITUR. Translation (Italian)
Page 0022
number

Symb. IX.
Page 0022
pictura
motto/title

BARTHOLOMEO VOLTEIO.
BON. EQU. AURATO. Translation (Italian)
Page 0023
number

Symb. IX.
Page 0023
primary text/subscriptio

Stat laeto indefessa comes Constantia vultu,
Indomitum munita fero latus ense, tenetque
Aegida lemniaca sudatam incude, nec ullas
Pertinet insidias, nullis dat terga periclis,
Sed cunctis immota malis, animosaq[ue] semper
Rebus in adversis, pugnaci proelia dextra
Exercet, validaq[ue] ferox confidit in hasta.
Hac duce per varios casus, longosq[ue] labores
Aeneas olim fatis iactatus iniquis
Italiam profugus, lavinaq[ue] regna petivit.
Hac duce Gorgoneos angues Danaeius Heros,
Nec minus Alcides tot monstra ingentia fudit.
Non hic Lernaei timuit fera colla Draconis,
Non saevi Diomedis equos, non dira Leonis
Ora Molorchei, validi nec cornua Tauri.
Quin Stygij est ausus penetrare in regna Tona[n]tis,
Et trahere ad superas captivum cerberon auras.
Translation (Italian)
Page 0023
motto/title
CUM VIRTUTE ALMA CONSENTITE VERA VOLUPTAS
VERA VOLUPTAS.
Translation (Italian) Translation (English)
Page 0024
number

Symb. X.
Page 0024
pictura
motto/title
DE SILENO, ET CHROMI, ET MNASYLO.
Translation (Italian)
Page 0025
number

Symb. X.
Page 0025
primary text/subscriptio
Sileno Pallas simul & Venus alma corolla
Dum caput exornant, ipse beatus ait:
Quid discors te adeo torques de fine bonorum
Graeculae? Res eadem est, verba sonant aliud
Vive bene, atque illud quod vivis vive, Voluptas
Una etenim, & Virtus in statione sedent.
Sustinet assensum interea Mnasylus utranque
In partem, & tutus nescio quid meminit.
At ChromisLink to note irritans sensus, pateramque Lyaei
Nequicquam expectans, ocia laeta agitat.Translation (Italian)
Page 0025
motto/title
SAPIENTIA SPECIES INENARRABILIS.
Translation (Italian)Translation (English)
Page 0026
number

Symb. XI.
Page 0026
pictura
motto/title
number

Symb. XI.
Page 0027
primary text/subscriptio
Quaenam sese offert? Quaenam haec tam Lucida, tamque
Formosa exoritur? roseisne evecta quadrigis
Fulgida Tithoni coniux? an candida Phoebe?
An mage inexhausta flammantia moenia mundi
Lampade qui lustrat Sol aureus? an Venus ipsa,
Purpuream referans lucem mortalibus aegris?
Pace tua conux Tithoni, & candida Phoebe,
Et Sol, atque INCOMPLETE.

Translation (Italian)Translation (English)
Page 0027
motto/title
CUPIDINI CAECO PUELLO HAUD CREDITO.
Translation (Italian) Translation (English)
Page 0028
number

Symb. XII.
Page 0028
pictura
motto/title
number

Symb. XII.
Page 0029
primary text/subscriptio
Dum saevam Tottus ardet corde puellam,
Nec valet hanc precibus flectere, nec precio,
Supplicibus tenerum lacrymis exorat amorem,
Illius ut feriat vulnere corda pari.
Aut sua restinguat liventi incendia plumbo.
Tunc Deus in Tottum plumbea tela iacit.
Quae subito sese opponens, ac pectore duro
Excipiens, solito obduruit illa magis.
Mox etiam insultantis, & aurea spicula iam iam
Tendentis pueri ut rapit e manibus.
Inde ferox miseri rursum trasfigit amantis
Saucia Laetiferis pectora vulneribus,
Atque age, dixit, abei. iam te suspende. Quid ultra?
Ille libens dommae paruit imperio:
Sexcentasque neces una nece vicit, & uno
Innumeros laqueos dissoluit laqueo.
I nunc fide arma pueri. eius castra sequaris.
Militiae haec referes praemia digna tuae.
Translation (Italian) Translation (English)
Page 0029
motto/title
AMORIS ANTIPHARMACUM.
Translation (Italian)
Page 0030
number

Symb. XIII.
Page 0030
pictura
INFORMAL DESCRIPTION
SPES ULTIMA
Page 0030
motto/title

SPES ULTIMA
Page 0030
motto/title
SENTENTIA MEMORABILIS.
Translation (Italian)
Page 0031
number

Symb. XIII.
Page 0031
primary text/subscriptio
Fames amorem sedat atra. sin minus,
Tempus. nisi hoc: Laqueus erit tandem satis,
Sententiam hanc Crates tulit. Si quis negat
Probabit illico, ut periclum fecerti,
Ita laqueo laqueum ipsum amoris solvier.
Translation (Italian) Translation (English)
Page 0031
motto/title

SORS INSTABILIS HAUD EXPETENDA.
EST ADMODUM.

NON SI DEVE IN ALCUN MODO DESIDERARE L'INSTABILE FORTUNA.

Page 0032
number

Symb. XIIII.
Page 0032
pictura
motto/title

DE MERCATORE, ET LACONE.

UNO SPARTANO E UN MERCANTE.

Page 0033
number

Symb. XIIII.
Page 0033
primary text/subscriptio

Quum forte dives gloriaretur nimis
Mercator olim, quippe qui dimiserat
Naves in omnem oram maritimam plurimas,
Tunc sic Lacon. haud ista sane optabilis
Est admodum, inquit, apta sors rudentibus.

Un giorno un ricco mercante menava gran vanto del fatto di aver attraccato con moltissime navi a tutte le coste. Alla fine così gli rispose uno Spartano: "Una fortuna attaccata alle corde delle navi non è per nulla desiderabile.

Page 0033
motto/title

VITAE IMMORTALIS STVUDIO.
MORS TEMNITUR ATRA.
Page 0034
number

Symb. XV.
Page 0034
pictura
motto/title

TUMULUS CLEOMBROTI AMBRACIOTAE.
Page 0035
number

Symb. XV.
Page 0035
primary text/subscriptio

Ambraciota mari situs ille Cleombrotus alto est,
Alto qui potuit temnere mortem animo.
Nanque ubi melliflui legit divina Platonis
Scripta, & si adversi tum nihil acciderat
Praecipitem e muro dedit huc se ut fluctibus istis
Curarum fluctus obrueret varios.
Felix o pelagus titulo hoc: felicia et ossa
Quo tumulo poterant nobiliore tegi?
CONTRA GRAECUM ILLUD EPIGR.
ΕΙΓΑΣ ΗΛΙΕ ΧΑΙΡΕ ΚΛΕΟΜΒΡΟΤΟΣ
ΑΜΒΡΑΚΙΩΤΗΣ
ΗΛΛΑΑΤ ΑΦ ΗΞΕΨΗΛΟΥ ΤΕΙΧΕΟΣ ΕΙΣ ΑΙΔΟΥ
ΑΞΙΟΝ ΟΥΔΕΝ ΙΔΩΝ ΘΑΝΑΤΟΥ ΚΑΚΟΝ
ΑΛΛΑ ΓΛΑΤΩΝΟΣ
ΕΝ ΤΩΙ ΓΕΡΙ ΨΥΧΗΣ ΓΡΑΜΜΑΤΙ
ΑΝΑΑΕΞΑΜΕΝΟΣ.

TRANSLATION

Page 0035
motto/title

LABORIS ONUS HONOS LEVAT.
Page 0036
number

Symb. XVI.
Page 0036
pictura
motto/title

CAMILLO URSINO
BELLI DUCI FORTISSIMO
ONUS DUCIS MINUS GRAVE EST, AC MILITIS.
Page 0037
number

Symb. XVI.
Page 0037
primary text/subscriptio

Iidem labores haud graves
Sunt imperatori aeque, & militi,
Quod ipse honor magis leves
Semper labores imperatorum facit.
Page 0037
motto/title

QUALIS BONI SIT MILITIS
IN IMPERATOREM METUS.
Page 0037
primary text/subscriptio

Dux inclytorum nobilis
Lacedaemonum consueverat
Clearchus olim dicere.
Metui imperatorem magis
Debere, quam hostem a milite.
Recte quidem ille. Ego attamen
Miles metuat hostem meus
Nolim. Imperatorem velim.

TRANSLATION

Page 0037
motto/title

NONNULLA EST ETIAM CAECIS
IN NOCTE VOLUPTAS.
Page 0038
number

Symb. XVII.
Page 0038
pictura
motto/title

DE ANTIPATRO CYRENAICO
CAECO.
Page 0039
number

Symb. XVII.
Page 0039
primary text/subscriptio

forte Cyrenaicum Antipatrum muliercula quaedam
Luminibus captum vidit, & ingemuit,
Pro dolor, exclamans passos laniata capillos,
Quae porro in tenebris vita futura tua est?
Ille autem, Quid agis stulta? An nocturna voluptas
Esse tibi prorsus nulla videtur ? ait.

TRANSLATION

Page 0039
motto/title

MAGNANIMUS SANCTIS PARET VIR LEGIB.
ULTRO.
Page 0040
number

Symb. XVIII.
Page 0040
pictura
motto/title

SPARTANI MAGNITUDO ANIMI.
Page 0041
number

Symb. XVIII.
Page 0041
primary text/subscriptio

Damnatus Ephoris Lacon
Cum duceretur ad necem, & vultu admodum
Hilari esset, ac laeto, tum eum
Quidam rogavit hostis, an contemneret
Leges Licurgi? Quin ego
Habeo : inquit : illi gratiam vel maximam,
Qui poena ea multaverit
Me, quam absque mutuatione, & foenore
Et absque versura gravi
Possem illico dissolvere. O dignissimum
Sparta virum: ut mihi quidem
Quicunque animi magnitudine praeditus
Tanta fuerit, is per nefas
Damnatus esse censeatur innocens.

TRANSLATION

Page 0041
motto/title

MORS FORTIB. FINIS MALOR. EST OMNIUM.
Page 0042
number

Symb. XIX.
Page 0042
pictura
motto/title
NUMETIAM MORI.
VI CONATUS PROHIBEBO VESTROS.
Page 0042
motto/title

DE PHILIPPO, ET LACEDAEMONIE.
Page 0043
number

Symb. XIX.
Page 0043
primary text/subscriptio

O Fortitudinem inclytam Lacedemonum,
Qui quum Philippus insolenter admodum
Per litteras minatus esse, omnia,
Quaecunque conarentur ipsi, sedulo
Se prohibiturum: quaesierunt, num mori
Se prohibiturus esset etiam sedulo?

TRANSLATION

Page 0043
motto/title

SEBASTIANO SELUPENERIO GERMANO
DISCIPULO CARISS.
NIHIL MAGE EXPETENDUM AMORE DIVINO.
Page 0044
number

Symb. XX.
Page 0044
pictura
motto/title

PLATONICO CUPIDINI.
Page 0045
number

Symb. XX.
Page 0045
primary text/subscriptio

Vulgi profani indocta cohors tuam
Nil percipit, divine Amor inclytam
Virtutem, & illam flammulam, unde
Certa hominum, atque Deum est voluptas.
Mens nanque verum capta oculis bonum
Dum nescit usquam cernere, fallitur,
Semperque vitans expetenda
Insequitur sua damna praeceps.
Ast cognitum immortale decus tuum
Mortalibus si esset miseris, uti
Dis est beatis, qui soluti
Carcere corporeo, & tenebris.
Vivo fruuntur lumine, rectius
Exempta saevis nostra doloribus
Vita haec iter, securiusque,
Quod minime assequitur, teneret.
Tunc omnium pulcherrima denuo
Forma illa rerum, secula & aurea
Prorsus redirent. denique omnes
Ambrosia frueremur alma.
O aure votis si facili adnuas
Olim vocatus, Sancte puer, meis.
En uror, uror, toto ab illis
Corde tuis facibus peruri.

TRANSLATION

Page 0045
motto/title

PRINCIPIUM, ET FINEM PRINCEPS HABET.
AB IOVE SUMMO.
Page 0046
number

Symb. XXI.
Page 0046
pictura
motto/title
CAROLUS V
IMPER. SEMPER
AUGUSTUS
PIETAS AUG.
Page 0046
motto/title

CAROLI V. CAES. AUGUSTI.
SAPIENTIA IMMORTALIS.
Page 0047
number

Symb. XXI.
Page 0047
primary text/subscriptio

Imperio Augustus, pietate augustior alma es,
Maior enim in te omni est imperio pietas.
Quin etiam imperio Augustum, & te Carole vincis,
Qui regis arbitrio fataque, teque tuo.
Quid sibi vult insigne biceps Iovis armiger ales?
An quia dat duplex Iuppiter imperium?
Inde animi humana, hinc Mentis divina potestas,
Qua tibi que fuerint, suntque futura, patent.
Iustitia hinc, animi & robur, prudentia, uisque,
Quae docet humano quid sat in officio est.
Talibus auspiciis duceris ad alta beatus
Sydera, fructurus nectare & ambrosia.

TRANSLATION

Page 0047
motto/title

OMNIA SUNT PRAESTO CUI PRAESTO EST
INCLYTA VIRTUS.
Page 0048
number

Symb. XXII.
Page 0048
pictura
motto/title

EIUSDEM
IMPERATORIAE VIRTUTES QUATTUOR.
Page 0049
number

Symb. XXII.
Page 0049
primary text/subscriptio

Rei militaris plurimis scientia,
Invicta pluribus animi praestantia,
Autoritas plerisque: raris omnium
Petita votis contigit felicitas.
Quin singula haec praestare vix paucis licet,
Quae cuncta summa Caesare in uno Carolo
Extare iam vident velii, qui nil vident.
Iamque ipse Momus id fateri cogitur.
Mirantur autem multi. ego haud quaquam. Quid hoc?
Nempe omnia adsunt illa abunde quem penes
Est vera Virtus, maxima una, & optima.

TRANSLATION

Page 0049
motto/title

AUREA SORS REGUM EST, ET VELLE,
ET POSSE BEARE.
Page 0050
number

Symb. XXIII.
Page 0050
pictura
motto/title

AD HENRICUM VALESIUM GALLIAR. REGEM.
Page 0051
number

Symb. XXIII.
Page 0051
primary text/subscriptio

Augustis olim in thalamis fortuna solebat
Poni ab Romuleis aurea Principibus,
Nempe id magnanimos Reges insigne monebat,
Omni ut deberent, & cuperent studio
Fortunare homines. nam caeca, volubilis illa est
Vulgaris, passim quae favet immeritis.
Verum oculata ipsa, & stabilis, quae sceptra gubernat
Regia. cui clavum copia diva tenet.
Ergo si regum fortuna est aurea multos
Pro meritis posse, & velle beare homines,
Haec Henrice eadem digno tibi Lilia defert
Aurea, qui nostra haec florida secla beas.

TRANSLATION

Page 0051
motto/title

NON VINCI POTIS EST, NEQ.
FINGI REGIA VIRTUS.
Page 0052
number

Symb. XXIIII.
Page 0052
pictura
motto/title
ENGRAVEDMOTTOPage 0052
motto/title

FRANCISCO VALESIO
GALLIAR. REGI.
VIRTUS VIRTUTEM FINGERE SOLA POTEST.
Page 0053
number

Symb. XXIIII.
Page 0053
primary text/subscriptio

Dum tua fortunae cedit, Rex inclyte, Virtus:
Victricem subigit cedere victa sibi.
Quid duce te faciet victrix, si victa triumphat?
Non hominis Virtus, sed magis ista Dei est.
Ergo divinus quum sis, o Maxime Regum,
Quis iam mortalis fingere te potuit?
Ipsa tamen potuit talem te fingere Virtus,
Qualem animus possit cernere, non oculi.

TRANSLATION

Page 0053
motto/title

SUSPECTA IURE EST IN SUPERBO COMITAS.
Page 0054
number

Symb. XXV.
Page 0054
pictura
motto/title
ENGRAVEDMOTTOPage 0054
motto/title

GREEK MOTTO
Page 0055
number

Symb. XXV.
Page 0055
primary text/subscriptio

Idem sis licet omnibus superbus,
Et magna tamen esse comitate
Interdum cupias mihi videri.
Si cur defugiam tuum frequentem
Congressum rogitas Philippe, dicam.
Suspecta est mihi comitas superbi.
Page 0055
motto/title

DE VITANDA SUPERBIA.
Page 0055
primary text/subscriptio

Est Vitanda Superbia Sola, vel in benefactis,
Et si alia in male factus valeant vitia.
Ne captus fortasse cupidine laudis inani
Amittas prorsus quae benefacta valent.
Page 0055
motto/title

INTEMPESTA DIES, UT NOX. EST DESIDIOSO.
Page 0056
number

Symb. XXVI.
Page 0056
pictura
motto/title

IN LENTUM INERTEM, ET OTIOSUM TURPITER.
Page 0057
number

Symb. XXVI.
Page 0057
primary text/subscriptio

Intempesta aliis si nox sine empore agendi est,
Tempus enim humanis actibus aspicitur,
Quum tu desideas semper sine tempore agendi,
Intempesta dies est quoque Lente tibi.
Quid mereare sedens in Choenice quaeris? Ut ipsum
Perdant te lenta tristia fata fame.

TRANSLATION

Page 0057
motto/title

PABULA LAETA ANIMI HAEC NE SPERNE,
BEABERIS ULTRO.
HOC ILLUD BOCCHI NOBILE SYMPOSIUM EST.
Page 0058
number

Symb. XXVII.
Page 0058
pictura
motto/title
GREEKPage 0058
motto/title

MENSAE DOMESTICAE DECEM HAEC SUNT
SYMBOLA.
Page 0059
number

Symb. XXVII.
Page 0059
primary text/subscriptio

Corpus simplicibus cibis: Deique
Verbo pasce animum tuum usque, & usque.
Testem quicquid agis Deum invocato.
Quod sat est cupiens nihil dolebis.
Naturam sequere omnibus magistram.
Continentia te beabit una.
Semper quid decet, expeditue nosce.
Vita est moribus in bonis beata.
Quisquis sustinet, abstinetue Rex est.
Id tantum cupias qued est amandum.

TRANSLATION

Page 0059
motto/title

PRIMA TENET PRIMAS RERUM SAPIENTIA
CAUSSAS.
Page 0060
number

Symb. XXVIII.
Page 0060
pictura
motto/title
GREEKPage 0060
motto/title

MATERIAM PRIMAM MENS NOTHA
SOLA TENET.
Page 0061
number

Symb. XXVIII.
Page 0061
primary text/subscriptio

Orta salo, uro salum, atque solum, coelumque profundum
Una ego corrumpens omnia progenero.
A me omneis Natura creat res, auctat alitque,
In me res omnis rursum eadem solvit.
At licet hac videar, quae picta est, praedita, forma,
Omni forma prorsum ipsa tamen careo.
Sumque mea, ac propria ratione incognita prima
Materia illa ego, quam Mens notha sola tenet.

TRANSLATION

Page 0061
motto/title

SIC ARS DEPRENDITUR ARTE.
Page 0062
number

Symb. XXIX.
Page 0062
pictura
motto/title
IULIANUS IMP.Page 0062
motto/title

DEPRENSUS ARTIB. SUIS.
Page 0063
number

Symb. XXIX.
Page 0063
primary text/subscriptio

Impostor ille Iulianus, maxime
Qui Christianos persequi dcreverat
Artes eos docere vetuit liberis
Dignas hominibus, scilicet ne praepetes
Evellerent de aquila sua pennas, quibus
Consfigerent etiam aquilam. Qua imagine
Usum ferunt illum esse, ubi primum artibus
Sese impetitum forte deprehendit suis.

TRANSLATION

Page 0063
motto/title

NON MULTA POSSIDENS, SED IMPERANS SIBI.
Page 0064
number

Symb. XXX.
Page 0064
pictura
motto/title
C. FABRICIUSPage 0064
number

Symb. XXX.
Page 0065
primary text/subscriptio

Contentus esse qui suis rebus potest,
Aliena nec cupit, vocetur continens.
Sic Fabricius existimatus omnium
Mortalium est iure optimo dittissimus,
Nec multa possidens, sed imperans sibi
Ipsimet, ipsis imperavit hostibus:
Quorum quidem oratoribus pecuniae
Vim maximam offerentibus dono, simul
Rogantibus ne sperneret, tum protinus
Planas ab auribus manus ad lumina,
Exinde ad os, & guttur, ac ventrem infimum
Deduxitm inquiens. dum ego hisce sensibus
Obsisterem impereque potero, mihi
Nil deerit unquam. Ergo pecuniam, qua opus
Nil mihi est, non accipiam ab illis, quibus
Eam usui esse neutiquam sum nescius.

TRANSLATION

Page 0065
motto/title

PECUNIA HAUD CORRUMPITUR
VIR FORTIS ET FRUGI, NEC ACIE VINCITUR.
Page 0066
number

Symb. XXXI.
Page 0066
pictura
motto/title
M.CURIUSPage 0066
number

Symb. XXXI.
Page 0067
primary text/subscriptio

Marcus Curius olim ad focum rapas coquens
Sedebat. auri pondus asserentibus
Samnitibus magnum, idque missum publice,
Verbis benignis, uteretur ut libens,
Rogatus illusit. tum, abite vos, ait,
Ministri inepti ineptioris istius
Legationis. Dicite Samnitibus,
Mavelle Curium imperare ditibus,
Quam divitem effici ipsum. abite inquam, et malo
Hoc munus hominum excogitatum protinus
Referte: memores me, nec acie vincier
Pote esse, nec pecunia corrumpier.

TRANSLATION

Page 0067
motto/title

SAT EXTAT IPSA VERITAS
VANA ABSIT OSTENTATIO.
Page 0068
number

Symb. XXXII.
Page 0068
pictura
motto/title
GREEKPage 0068
motto/title

NE TE FACERE PUDEAT PARUM
RECTE ILLA, QUAE
NON POSSE MELIUS NOVERIS.
Page 0069
number

Symb. XXXII.
Page 0069
primary text/subscriptio

Nil veritatis luce clarius, licet
Enim occulatur interim, igneo tamen
Fulgore semper ipsa proditur suo.
Non iactitant opimae apud pastorem oves,
Quantum diebus singulis comederint.
Testantur id re, lacte, lana, foetibus.
Hoc stoicus Epictetus olim ostenderat.
At stulta vulgi turba seculum vocat
Felix, quod eruditione plurima est.
Quin seculum id felix nego esse. rectius
Felix vocatur illud, ubi docti viri
Praestant reapse quod legunt, quod praedicat,
Aliisque preaescribunt, ubi bonus qui audiant,
Et videat exclamare cogatur statim
Certe hi loquuntur ita, ut agunt vitam, optime,
Atque ut loquuntur vitam agunt sanctissime.
Facere parum recte quae ipse haud melius potes
Cur erubescis? praestat erubescere
Male facere ea, quae ne utiquam potes bene.

TRANSLATION

Page 0069
motto/title

SCOPUS BONOR. VERITAS EST OMNIUM.
Page 0070
primary text/subscriptio

Candorem amat Syncera semper Veritas:
Odit latebras: fucum abhorret: quaeritat
Aditus patentes: libera, alta: nescia
Servire, non cupit aliena umbra tegi:
Atqui suo oblectatur ipsa lumine,
Nec ulla cum servili habet commertia,
Teterrimoque hominum genere: sed liberis
Purissimisque praesto adest tantummodo.
Hic denique omnis est sientiae scopus.

TRANSLATION

Page 0070
motto/title

VIRTUS VESTIBULUM EST HONORIS ALMA.
Page 0072
number

Symb. XXXIII.
Page 0072
pictura
motto/title
GREEK +
VIRTUTIS
HONORI.
Page 0072
motto/title

RAYNUTII FARNESII NEPOT. PAULI III.
PONT. MAX. CARD. S. ANG.
Page 0073
number

Symb. XXXIII.
Page 0073
primary text/subscriptio

Astat vestibulo templi Tirynthius heros,
Posterior signum caellula Honoris habet.
Dis una fieri, nisi certis sacra duobus,
Consule Marcello, Religio vetuit.
Nam sua debetur seiunctim gratia cuique,
Si qua forte aliquid prodigii acciderit.
Prodigium est quando alterutrum contingit abesse,
Abdita caussa latet, cognita quae superis.
Inde timore homines perculsi, numina divum
Implorant ipso in tempore suppliciter.
At natura parens almae Virtutis honorem
Constituit proprium, ac perpetuum comitem.
Ad summam verum decus ex virtute parari,
Hocce monet vitae nobile propositum.
Quod sibi prudenter statuit Raynutius Heros
Altera spes anini, & gloria Paule tui.

TRANSLATION

Page 0073
motto/title

NUNQUAM BEARI POSSE AVARUM DIVITEM.
Page 0074
number

Symb. XXXIIII.
Page 0074
pictura
motto/title
GREEKPage 0074
motto/title

SENTENTIA EX ORACULO
CHRISTI DEI DE DIVITE.
Page 0075
number

Symb. XXXIIII.
Page 0075
primary text/subscriptio

Ante foramen acus penetrabit nauticus arctum
Funis, quo proras anchora iacta tenet,
Quam valeat locuples, ullo unquam tempore avarus
Scandere syderei regna beata poli
Ingenium fortuna bonum labefactat opima,
Et mala Luxus iners omnia progenerat.

TRANSLATION

Page 0075
motto/title

ILLE DEI FACILE EST QUISQUIS SAPIENTIAE
AMATOR.
DURA PATI DIDICIT PLURIMA QUISQUIS AMAT.
Page 0076
number

Symb. XXXV.
Page 0076
pictura
motto/title
GREEK:Diogene Antistene
CAEDE SIVIS
NIHIL TAM
DURUM
QUOME
SUMMOVE­
AS DUM
ALIQUID
DIXERIS
Page 0076
motto/title

DE CYNICO DIOGENE, ET ANTISTHENE
Page 0077
number

Symb. XXXV.
Page 0077
primary text/subscriptio

Quis sapientiae amator sit fortasse requiris,
Dicam equidem, et Pythio vera magis tripode.
Si Deus omnipotens vera est sapientia, verus
Huius amator erit qui Deo amator erit.
Verus amator erit, nullo qui tempore amare
Desinet. at si opus est omnia dura feret
Olim Antisthenico Cynicus clarissimus ille
Terreri haud quaquam si potuit baculo,
Posset ut humanas res discere: Quid faciet qui
Divinas omni persquitur studio?

TRANSLATION

Page 0077
motto/title

ARS DOCTA NATURAM AEMULATUR
UT POTEST
QUIN VINCIT: USUS DUM ADSIT
ET DURUS LABOR.
Page 0078
number

Symb. XXXVI.
Page 0078
pictura
motto/title
USUS LABOR
BONUM
VERUM
Page 0078
motto/title

QUIS AGERE MENSURAM ULLIUS REI POTEST
SI NESCIT IPSE MET SUI?
Page 0079
number

Symb. XXXVI.
Page 0079
primary text/subscriptio

Lucidulis quaenam haec oculis tam vivida virgo?
Ars est. Quis dedit id nominis huic? GREEK.
Nil magis ingenii vires, quam conscia virtus
Excitat. Effingit cur hominem potius?
Ipsum unum ut fingens simul omnia fingere possit.
Porro quid duplex circinus ille refert?
Altera stans centrum pars, altera perficit orbem
Indagat verum haec. invenit illa Bonum.
Hinc intus sapit. inde foris speculatur utrinque
Finem animo advertit callida. docta notat.
Se quid GREEK bovis, quid agrestia fixa tropaeo
Arma volunt? labor est acer, & assiduus.
Daedala Naturam pro viribus Ars imitatur,
Et vincit, dum usus praesit, & ipse labor.

TRANSLATION

Page 0079
motto/title

MULIEBRIS INCONSTANTIA.
Page 0080
number

Symb. XXXVII.
Page 0080
pictura
motto/title

VERSA EX HOMERO NOBILIS SENTENTIA
Page 0081
number

Symb. XXXVII.
Page 0081
primary text/subscriptio

Sat nosti qualis muliebri in pectore mens est,
Quae cuicunque viro post nupserit, illius omni
Vult studio ditare domum, prorsuque iuvare
Non animo nati sua pignora cara priores,
Non coniux dulci defunctiis munere vitae
Versantur, sed cura novi subit una mariti.

TRANSLATION

Page 0081
motto/title

FORMICAE ARATRA NON SIBI FERUNT BOVES.
Page 0082
number

Symb. XXXVIII.
Page 0082
pictura
motto/title

IN EOS QUI ALIENIS LABORIB. PERFRUUNTUR
Page 0083
number

Symb. XXXVIII.
Page 0083
primary text/subscriptio

Arantis olim forte per cornu bovis
Formica visa errare, Arare se dixit.
Sic vos aratra fertis haud vobis, boves.
Aliter.
Per cornu formica bovis dum forte vagatur,
Quidnam ageret quidam quaerit, aramus, ait.

TRANSLATION

Page 0083
motto/title

QUAERENS NIMIS SUBTILITER
ARCANA NIL PRORSUS SAPIT.
Page 0084
number

Symb. XXXIX.
Page 0084
pictura
motto/title

CHRISTIANAE RELIGIONIS SYMBOLUM.
INTERLOCUTORES CHRISTOPHORUS.
HOSPES. RELIGIO.
Page 0085
number

Symb. XXXIX.
Page 0085
primary text/subscriptio

CHR. Miraris quod Atlas vaga fulserit astra? sed ipse
Orbis herum, atque orbem nuper in orbe tuli.
HO. Dum mundi autorem, mundum gestares & ipsum
Quaeso ubi tu fuerat, dic mihi, Christophorus?
RE. Desine mirari, summique, arcana Tonantis
Quaerere. Namque istuc desipere, haud sapere est.

TRANSLATION

Page 0085
motto/title

CAECUS QUI PULCHRI NON CERNIT LUMINA.
SOLIS.
Page 0086
number

Symb. XL.
Page 0086
pictura
motto/title
OCULI
DUCES
AMORIS
Page 0086
motto/title

AD ANDREAM ALCIATUM AMICORUM OPT.
LUCE CARET, PULCHRI QUI CAUSSAM
NESCIT AMORIS.
Page 0087
number

Symb. XL.
Page 0087
primary text/subscriptio

Qua ration homines rerum caperentur amore
Pulchrarum quondam magnus Aristoteles
Forte rogatus, ea est caecorum quaestio dixit,
Et bene, nanque oculi sunt in amore duces.
Ergo tuae cur tam capiar virtutis amore
Qui quaeret posthac, hic mihi caecus erit.

TRANSLATION

Page 0087
motto/title

VIRTUTIS HAUD UNA, ATQ.
OPUM AESTIMATIO EST.
Page 0088
number

Symb. XLI.
Page 0088
pictura
motto/title

HOC PLATONE SYMBOLUM.
Page 0089
number

Symb. XLI.
Page 0089
primary text/subscriptio

Divitiae, & virtus veluti duo pondera habentur
In trutina, quorum unum est alio gravius.
Divitias etenim quum pendit opinio pluris,
Virtutem insipiens, elevat illa magis.
At sapiens ratio virtutem quo magis almam,
Tanto divitias aestimat ipsa minus.

TRANSLATION

Page 0089
motto/title

VIRTUTIS UMBRA GLORIA.
Page 0090
number

Symb. XLII.
Page 0090
pictura
motto/title

OCTAVIO FARNESIO
DUCI OPT. ET CLARISS.
Page 0091
number

Symb. XLII.
Page 0091
primary text/subscriptio

Excellens virtus resonat tua, sicut imago
Clara, bonis ideo nec fugienda viris.
Ecce tropaea gerit post se, optatamque coronam,
Aurea divinae munera iustitiae.
Gloria Virtutis comes est, ut corporis umbra,
Et solida. at quae praecurret inanis erit
Morio significat stolidum, atque ignobile vulgus.
Qui temere antevenit Pallada, stultus hic est.
Pinnarumque scapo male sanos evocat omnes,
Crura agitans resonis tintinat orbiculis.
Nempe auram strepitus popularem captat inani.
Gloria, Virtutem quae sequitur, solida est.
PAULUS in humanis ageret dum Tertius ille,
Mandata haec dederat commemoranda tibi.
Quae quoniam implesti summis pro viribus ipse,
Iure haec debetur Gloria summa tibi.

TRANSLATION

Page 0091
motto/title

HIC HERCULES EST GALLICUS:
INTELLEGAT, QUI AURES HABET.
Page 0092
number

Symb. XLIII.
Page 0092
pictura
motto/title

CURA ET LABORE PERFICI ELOQUENTIAM.
Page 0093
number

Symb. XLIII.
Page 0093
primary text/subscriptio

Discit quisquis avet bene dicere, discat oportet
Ille prius. studium id, cura, laborque facit.
Si studium affuerit summum, et quidam ardor amoris,
Tum nihil obfuerint cura, laborque tibi.
Qui Gallum Alcidem semel aurib. hauserit ultro,
Ille desertus erit non modo, sed sapiens.
Page 0093
motto/title

SIC ANIMAE DUCTRIX, OBLECTATRIXQ. SUADAE.
A LUCIANO FINGITUR.
Page 0093
primary text/subscriptio

Quis capite inculto, glabro, canoque Senex hic,
Qui cute rugata languidus, & vietus,
Turridus, & qualis extrema saepe senecta
Artifices ustos cernimos esse maris?
Gallicus Alcides est Ogmios, omnia quanvis
Hunc fore quam Alcidem tu mage credideris.
Monstrifica usque adeo est species, & ab Hercule abhorrens.
Illo qui graiis pingitur in tabulis.
Cumque huius UNCLEAR
Fertque Leonino (ut iam dudum) tergore amictus

TRANSLATION

Page 0093
motto/title

UT IUSTUS EFFICI QUEAS.
Page 0096
number

Symb. XLIIII.
Page 0096
pictura
motto/title
NEMINI NOCEAS
PROSIS OMNIBUS

ET AMO ET VEREOR
Page 0096
motto/title

NULLI NOCEBIS: COMMODABIS OMNIBUS
Page 0097
number

Symb. XLIIII.
Page 0097
primary text/subscriptio

Si iustus esse vis, Deum time, atque ama.
Amabis autem, si illum in hoc imitaberis,
Nulli ut velis nocere, prodesse omnibus.
Sic vive semper, denique ita beaberis.
Verum optimi est, & maximi hoc REGNUM DEI.
Page 0097
motto/title

MANSUETUDINIS VIS
EX ISIDORO.
Page 0097
primary text/subscriptio

Magna animi Virtus, nunquam si laeseris, a quo
Laesus es. At maior, si laesus sponte e remittas:
Maxima, si parcas, cui possis ipse nocere.

TRANSLATION

Page 0097
motto/title

NON EXTRA, AT INTUS AUDIO.
Page 0098
number

Symb. XLV.
Page 0098
pictura
motto/title

CERTUM EST IUDICIUM RATIONIS
OBEDIANT HUIC SUBDITA.
Page 0099
number

Symb. XLV.
Page 0099
primary text/subscriptio

Sensibus humanis ut sit dulcissima, septem
Quae calamis iuncta est fistula disparibus,
Ac septemgeminum exterius demulceat orbem,
Terrasque, &amp. Vastum temperet oceanum,
Attamen hac triplici, quae prima, & maxima virtus,
Interna nihil est dulcius harmonia:
Optima vox GREEK.
Harmonia hinc cordis summae propior rationi,
Cui postrema subest, obsequiturque GREEK.

TRANSLATION

Page 0099
motto/title

ΟΥΔΕΙΣ ΣΡΑΣΤΗΣ, ΟΣΤΙΣ ΟΥΚ ΑΕΙ ΦΙΛΙ.
NON EST AMICUS HIC QUI AMARE DESINIT.
Page 0100
number

Symb. XLVI.
Page 0100
pictura
motto/title

BIANTIS HAEC SENTENTIA
A SCIPIONE EXPLODITUR.
Page 0101
number

Symb. XLVI.
Page 0101
primary text/subscriptio

Nescio cuius id est verbum sapientis iniquum,
Tanquam osurus ama. Quin ego amare velim
Ut nunquam osurus. Nam quae vera, aut bona tandem
In vita reliqua est, dici mihi, amicitia?
Si quisq. olim ita amicum amet, ut fieri ipsum inimicum
Posse putet? Virtusne ista rogo, an vitium est?
Quin ego non tanquam: sed nunquam, osurus amabo.
Vera sibi constat semper amicitia.

TRANSLATION

Page 0101
motto/title

MALE PARTE MALE DILABIER.
Page 0102
number

Symb. XLVII.
Page 0102
pictura
motto/title

DE AVARO, ET EIUS EXITU
Page 0103
number

Symb. XLVII.
Page 0103
primary text/subscriptio

Vim magnam loculis suis avaros
Flavae condidit impius monetae,
Cuidum munifico, & pio involatam
Per summum scelus, & dolum nefandum.
Quam ipsam reptilis illi perduellis
Mox tanquam sibi debitam reposcens,
Iniecto laqueo tenaci, avarum
Raptat cum loculis suis, necatque.
Perduntur bene parta saepe. Semper
Perduntur male parta, & author ipse.

TRANSLATION

Page 0103
motto/title

RESURGIT EX VIRTUTE VERA GLORIA.
Page 0104
number

Symb. XLVIII.
Page 0104
pictura
motto/title
FELIX QUI STATUIT BONUM QUOD UNUM EST.Page 0104
motto/title

DIGNUM MAGNANIMO VIRO SEPULCHRUM.
Page 0105
number

Symb. XLVIII.
Page 0105
primary text/subscriptio

IN FRONTE PYRAMIDIS. A.
Nescia fortunae virtus cessisse, subactis
Sensibus, excelso vertice summa petit.

IN QUADRATO INFERIORE. B.
Heroi merito sedes quadrata dicatur,
Rectus enim semper constitit ille sibi.

D. O. M.
UGONI PEPULO, QUI OB PRAECLARA MERITA
Nuper a Francisco Valesio Rege Gall.
In ord. equestr. D. Michaelis,

GRATIA DIGNATIONIS ALLECT.
Simul Equit. Praef. Lautrechio Duci adscrip.
In Bello Neapolitano subito vi morbi oprress.
INTERIIT ANN. AGENS. XLIII.
PHILIPPUS PEPULUS Fratri concordiss. P.

M. D. XLIII.

TRANSLATION

Page 0105
motto/title

DISCE PATI QUISQUIS VINCERE SEMPER AVES.
Page 0106
number

Symb. XLIX.
Page 0106
pictura
motto/title

VICTRIS PATIENTIAE MEMENTO
URSINAE CRASSAE
VOLTEIAE BONON.
MATRONAE CLARISS.
Page 0107
number

Symb. XLIX.
Page 0107
primary text/subscriptio

Antidotum vitae Patientia, qua sine fine possis
Nil unquam incipere, aut perficere eximium.
Hoc mihi dulce iugum est. Iuvata huic mea subdere colla,
Aurea quod coelo missa catena regit.
Omnia dura libens didici tolerare, bovisque
GREEK id significat, pennicoma & galea.

TRANSLATION

Page 0107
motto/title

EX DISPUTATIONE VERITAS PATET, CONTENTIONE EVERTITUR.
Page 0108
number

Symb. L.
Page 0108
pictura
motto/title

IN DISPUTANTES SYMBOLUM.
Page 0109
number

Symb. L.
Page 0109
primary text/subscriptio

De silicis venis excussa ut semina flammae
Excipit arenti fomite materia:
Inde suam accendunt pro se sibi quisque lucernam
Extemplo, & caecas discutiunt tenebras.
Sic disceptando studiosi in luminis oras
Verum ipsum e latebris excutiunt facile.
Contra altercando nimis id plerunque sophistae
Funditus evertunt insidiosa cohors.
Page 0109
motto/title

ALIUD.
IN DISPUTANDO TURPIS EST
RIXOSA CONCERTATIO.
Page 0109
primary text/subscriptio

Fieri quidem nullo modo potest, ut non
Dicas quid in sententia eius, a quo ipse
Dissentias, minus probes. Qui enim posset
Extare verum, si probare quis vellet
Quacunque contra dicerentur? At non sunt
Vituperandae disserentium inter se
Reprehensiones. Omnia maledicta, omnis,
Iniuria, iracundia, omnis insana
Contentio, certatioque rixosa
In disputando, & pertinax, nihil dignae
Sapientiae studiis videntur omnino.
Nil ergo sit prius modestia vobis
Qui profici vultis. prius aliud nil est.

TRANSLATION

Page 0109
motto/title

FORTUNA FORTI SUBLEVANDA INDUSTRIA.
Page 0110
number

Symb. LI.
Page 0110
pictura
motto/title

SORS PALLADI SALUTIS HABET GRATIAM.
Page 0111
number

Symb. LI.
Page 0111
primary text/subscriptio

Naufraga vi superum pelago fortuna profundo
Iactata emergit fluctibus e mediis,
Ad littusque appulsa, fidem Latoidos almae Implorat supplex, nec mora diva favet.
Sublevat afflictam dextra, coelumque tuendo
Sperandum a superis iam meliora iubet.

TRANSLATION

Page 0111
motto/title

DI SUPERI PRESTO FACIENTIBUS
OMNIB. ADSUNT.
Page 0112
number

Symb. LII.
Page 0112
pictura
motto/title
GREEKPage 0112
motto/title

DE AGASONE, ET DIVO HERCULE.
CURANS NIHIL, PRORSUM EST NIHIL.
Page 0113
number

Symb. LII.
Page 0113
primary text/subscriptio

Tenaci asellus quispiam infixus luto,
Haerebat, huic succurrere
Agaso cum deberet, Herculis fidem
Implorat ociosus, &
Asello inertior suo. Tirynthius
Respondit, ipse ut interim
Manum laboranti admoveret, atque ita
Deum adfuturum sedulo.
Fac ergo, quisquis es, aliquid tute interim.
Deinde invocato numina.
At optimates Rhintonis exaudiant
Proverbium id notissimum
ΟΙ ΜΗΝ ΓΑΡΥΔΗΝ ΗΙΣΙΝ, ΟΙΣ ΟΥΔΗΝ ΜΗΛΗΙ
ET TURPE VITENT OCIUM

TRANSLATION

Page 0113
motto/title

IMAGO IUSTI IUDICIS.
DE MAGNO ALEXANDRO, ET REO.
Page 0114
number

Symb. LIII.
Page 0114
pictura
motto/title

PARTEM AUDIAS PRIUS ALIAM,
DEIN IUDICA.
Page 0115
number

Symb. LIII.
Page 0115
primary text/subscriptio

EPIGRAM

TRANSLATION

Page 0115
motto/title

QUAE SUNT SUPRA NOS
PERTINERE AD NOS NIHIL.
Page 0116
number

Symb. LIIII.
Page 0116
pictura
motto/title
GREEKPage 0116
motto/title

QUI SCIRE SCIT SE NIL, SAPIT.
Page 0117
number

Symb. LIIII.
Page 0117
primary text/subscriptio

EPIGRAM

TRANSLATION

Page 0117
motto/title

FORTIS, MODESTUS, ET POTENS.
Page 0118
number

Symb. LV.
Page 0118
pictura
motto/title

HESPERIDIUM ALCIDES VICTOR
FERT AUREA MALA.
Page 0119
number

Symb. LV.
Page 0119
primary text/subscriptio

EPIGRAM

TRANSLATION

Page 0119
motto/title

NON INVIDET, QUI IURE CONFIDIT SIBI.
ALEXANDER ZAMBECCHARIUS.
Page 0120
number

Symb. LVI.
Page 0120
pictura
motto/title
SCIPIO
MARTIUS
Page 0120
motto/title

DE SCIPIONE, ET MARTIO.
Page 0121
number

Symb. LVI.
Page 0121
primary text/subscriptio

EPIGRAM
Page 0121
motto/title

ALITER.
QUO MAGE QUISQU. SUAE VIRTUTI FIDIT,
HONORES
HOC ALIIS MERITOS INVIDET ILLE MINUS.

TRANSLATION

Page 0121
motto/title

TENERE MEDIUM SEMPER EST PRUDENTIAE.
Page 0122
number

Symb. LVII.
Page 0122
pictura
motto/title
GREEKPage 0122
motto/title

RERUM MENSURA EST OPTIMA.
Page 0123
number

Symb. LVII.
Page 0123
primary text/subscriptio

EPIGRAM

TRANSLATION

Page 0123
motto/title

IN SORDIDOS, NUMARIOSQ. IUDICES.
Page 0124
number

Symb. LVIII.
Page 0124
pictura
motto/title

CAMBYSIS EXEMPLUM INCLYTUM.
Page 0125
number

Symb. VIII.
Page 0125
primary text/subscriptio

EPIGRAM

TRANSLATION

Page 0125
motto/title

EN VIVA E SPECULO FACIES
SPLENDENTE REFERTUR,
HINC SAPIES, POTERISQ. OMNIA,
DUM IPSE VELIS.
Page 0126
number

Symb. LIX.
Page 0126
pictura
motto/title
GREEK(SOCRATE)Page 0126
motto/title

IPSUM TE NOSCENS DUBIO PROCUL
OMNIA NOSCES.
Page 0127
number

Symb. LIX.
Page 0127
primary text/subscriptio

EPIGRAM
Page 0127
motto/title

AD FILIUM.
Page 0127
primary text/subscriptio

EPIGRAM

TRANSLATION

Page 0127
motto/title

MARCELLO CERVINO CARD. S. CR. AMPLISS.
CONCIPIUNT IGNES SPECULARIA CONCAVA
SOLIS.
Page 0128
number

Symb. LX.
Page 0128
pictura
motto/title
GREEKPage 0128
motto/title

MENS PURA QUAE DEUM COLIT, AMAT,
ET STATIM.
DIVINI AMORIS IGNE ADURIT CAETEROS.
Page 0129
number

Symb. LX.
Page 0129
primary text/subscriptio

EPIGRAM
Page 0129
motto/title

ALIUD INCERTI AUT.
Page 0129
primary text/subscriptio

EPIGRAM

TRANSLATION

Page 0129
motto/title

RENATAE FERRARIAE, AC CARNUTI PRINCI­
PI ILLUSTISS. GALL. REG. LUDO. XII. F.
UNAM VIDENDAM VERITATEM IN OMNIB.
Page 0130
number

Symb. LXI.
Page 0130
pictura
motto/title

OPINIONIBUS SOPITIS FIRMITER
TENENDA CAPTA VERITAS.
Page 0131
number

Symb. XLI.
Page 0131
primary text/subscriptio

EPIGRAM

TRANSLATION

Page 0131
motto/title

ANTONIO BERNARDO MIRANDUL.
PHILOSOPHO CLARISS.
DIALECTICAE PRAESTANTIA, ET DIVISIO.
Page 0132
number

Symb. LXII.
Page 0132
pictura
motto/title
GREEKPage 0132
primary text/subscriptio

EPIGRAM

TRANSLATION

Page 0133
number

Symb. LII.
Page 0134
motto/title

DE EADEM.
Page 0134
primary text/subscriptio

EPIGRAM
Page 0134
secondary text
I Tedeschi, i quali per ogni tempo, cosi nell'arme come nelle lettere, & in o-
gn'altra cosa illustre, hanno mostrato d'esser eccellentissimi, sono veramente
molto felici ancora in questa particolar de gli Emblemi. Et parendo loro, che
molti versi insieme, sieno cosa, che patisca quelle molte oppositioni, che diso-
pra s'è detto cader nell'Imprese de Motti lunghi, hanno trouata via di acco-
modarne con alcune poche parole, che ò in prosa, ò in verso, non passino la
misura d'un verso Latino, ò Greco, sì come fra molt'altre bellissime è questa
del Duca Alberto di Bauiera, cognato dell'Imperator MASSIMILIA-
NO, & Principe primario, dell'Impero, & della Germania, così per sangue,
& nobiltà, come per grado,per valore, & virtù propria.
IL qual Emblema si vede esser certamente bellissimo per ogni parte, &
mostrare chiaramente quella generosa intentione, che il detto Principe suo
Autore mostra continuamente con ogni effetto, come principale, & importan
tissima virtù d'ogni vero, & ottimo Principe, accompagnandola poi con tutte
l'altre, & principalmente con la giustitia, con la liberalità, & con l'affet-
tione, & fauoread ogni sorte di virtù vera. Nel che mostra di far
generosissima concorrenza non solo à tutti i Principi parti-
colari, ma ancora all'Imperador suo cognato. Il qua-
le in questa parte si fa conoscere di vincere non
sol con l'animo, ma ancor con gl'effetti
gran parte de' supremi Principi
passati, & presenti, & la
Fortuna stessa.
Page 0014
motto/title
ALBERTO DVCA
DI BAVIERA.
Page 0015
pictura
INFORMAL DESCRIPTION
PARCERE SVBIECTIS ET DEBELLARE SVPERBOS
Page 0015
motto/title

PARCERE SVBIECTIS ET DEBELLARE SVPERBOS
Page 0015
secondary text
ET di questo bellissimo genere d'Emblemi si vede esser parimente quest'al-
tra di RAIMONDO FVCCHERI, ò forse anco di tutta la nobilissi-
ma Casa sua.
Page 0015
motto/title
RAIMONDO
FVCCHERI
.
Page 0016
pictura
INFORMAL DESCRIPTION
PVDEAT AMICE DIEM PERDIDISSE
LIBERALITAS
Page 0016
motto/title

PVDEAT AMICE DIEM PERDIDISSE
LIBERALITAS
Page 0016
secondary text
BELLISSIME poi sono quelle, che possono mo-
strar d'esser fatte per noi medesimi, e per altre,
secondo che noi vogliamo, così come è
questa di GABRIEL ZA-
IAS
, segretario del
presente Re Ca-
tolico.
Page 0022
motto/title
GABRIEL ZAIAS.Page 0023
pictura
INFORMAL DESCRIPTION
MEDIO TUTISSIMUS IBIS
Page 0023
secondary text
LA qual si vede chiaramente, essere il carro di Fetente e col Motto, Me-
dio tutissimus ibis, tolto da Ovidio nella narrazione di quella bellissima e
importantissima favola, si vede, che questo gentiluomo può con molta va-
grezza aver volto il documento, e il ricordo a se stesso, con prescriversi sag-
giamente in quanto alle cose mondane, quella mediocrità o via di mezzo, nel-
la quale i migliori filosofi, e ancor poeti hanno collocata la perfezione del
viver nostro. Di che in quel libro mi è accaduto ragionar distesamente nel-
l'Impresa del Cardinal Farnese. E può con essa similmente aver rivolto il ri-
cordo ad altrui, ammonendolo del medesimo. Onde ne vien certamente l'Im-
presa ad esse sommamente bellissima per ogni parte, essendo vaghissima di fi-
gure, leggiadrissima di Motto, moralissima di intenzione, e potendo aver vol-
to il pensiero e ricordo così ad altri, come a se stesso, che tutte insieme vengo-
no a fare il colmo d'ogni bellezza, e perfezione, che un'impresa possa ri-
cevere.
Page 0023
motto/title
ALFONSO
SECONDO DA ESTE
DUCA DI FERRARA.
Page 0027
pictura
INFORMAL DESCRIPTION
EXCELSAE FIRMITUDINI
Page 0027
motto/title

EXCELSAE FIRMITUDINI
Page 0027
secondary text
QUESTA Impresa del Duca Alfonso, intendo essere stata da
lui usata da già tredici o quattordici anni, quando egli non
aveva per avventura altrettanti dell'età sua. Onde si può fa-
vilmente credere, che ella fosse levata in pensiero amoroso,
sapendosi, che gli animi veramente nobili cominciano a sen-
tire le divine fiamme d'Amore, tosto che cominciano ad aver
conoscenza delle cose nell'esser loro. E quello si deve giudicare veramente cele-
ste o divino amore, poiché non operando ancora la natura in essi alcuna libidi-
ne fa sensualità, non si può dire, che nella Donna amata essi amino se non la ve-
ra bellezza dell'animo, rappresentata loro, quasi come rosa in purissimo ve-
tro, sottoquella del volto. Ed essendo nel mondo tanta varietà di bellissime
Donne, le quali con gli occhi, col volto, col sembiante, con la favella, e con
le maniere, rapiscono con dolcezza ineffabile i cuori, e gli animi di chi le mi-
ra, coloro molto più sono atti ad esser felice rapina loro, che più sono di cuor
gentile. Di che, oltre alla continua esperienza, fecero, con più altri scrittori
d'ogni lingua ampia testimonianza in questa nostra il Petrarca, e Dante, di-
cendo l'uno.
Page 0027

Amor, che solo i cuori leggiadri unisce.E l'altro.
Amor, che nel cuor gentile ratto s'apprende.
La qual cosa può considerarsi, che avvenga principalmente per tre ca-
gioni.
LAprima, perchè i gentili sono di sublime e divino ingegno, onde fa-
cilmente conoscono le bellezze e le perfezioni in chi sono. E le cose bel-
le e buone da chi pienamente le conosce, è come impossibile a non
amarsi.
LA seconda, perché le Donne belle e gentili sono di comprensione sangui-
gna, come è parimenti quella degli uomini gentili e di nobile animo. E la
somiglianza e conformità delle comprensioni, degli animi, e dei costumi è
la principale cagione dell'amore.
LA terza è la gratitudine la quale sempre si ritrova negli animi illu-
stri. Là onde riducendosi per le già dette ragioni le vere Donne ad amare i
gentili, e i principalmente i virtuosi e valorosi, essi all'incontro non pos-
sono per dovere di gratitudine mancare di riamarle, e adorarle con tutto
l'animo. Dalle quali ragioni si può trarre, che la maggior parte delle vere
Donne, le quali sinceramente amano la persona degna di essere d'amata, siano
qual sempre gelose, e in timore, che l'amante lor non si volga ad amare
altra, così come pure per le dette ragioni vediamo che molto spesso i veri e gen-
tili amanti hanno da giustificarsi con le loro Donne, e col mondo, e far fe-
de della fermezza dell'amor loro. Essendo dunque quel fanciullo di san-
gue regio, così per padre, come per madre di gentilissima comprensione, e
di graziosa indole, e di bella e valorosa persona, e di veramente regii e di-
vini costumi, si può immaginare, che essendo preso dell'amor di qualche valo-
rosa fanciulla o giovane, e quale, o non molto sopra l'età sua, elle si fosse
per avventura fatta intendere, di non sentirsi molto sicura e conseguentemen-
te molto lieta di tale amore, temendo che nel venir lui crescendo in età in bel-
lezza, in valore, in virtù, in grado, in gloria, si volgerebbe forse ad amare
altra donna, lasciando lei. Alla quale diffidenza egli volesse forse rispondere,
e assicurarla, che per nessuna Fortuna, e per nessuno accidente non era per mu-
tarsi dalla fermezza dell'amor suo, e della sua fede.
O forse ancora si potrebbe considerare, che tale Impresa egli levasse non
con quella intenzione amorosa, di cui si è detto, ma che piuttosto ritrovan-
dosi allora, quasi nella prima sua fanciullezza, e nel principio di quegli an-
ni, nei quali si incomincia a conoscere veramente il mondo, e ad incammi-
narsi a quella maniera di vita, che la comprensione, il genio, l'istitutzione,
la natura nostra, e Iddio, ci propone di dover seguire, egli si disponesse
alla vita generosa, virtuosa e magnanima, come con molta vaghezza fino
da allora ne intese il mondo, e ne vide molte magnanime operazioni, e
chiarissimi lumi di sommo e rarissimo splendore vero. Ma perché egli do-
veva forse aver letto in più Autori, o udito dire da molti, che i fanciulli e
i giovano sogliono molto spesso con l'età venire stranamente mutando co-
stumi e vita, e di prodighi, non che liberali, diventare miseri, di piacevo-
fissimi, amabili venire strani e odiosi, di clementissime farsi crudeli, e
di giusti tornare rapaci e tiranni, per questo egli volesse mostrare a se stesso
Page 0028
motto/title
ALBERICO
CIBO MALASPINA
.
MARCHESE DI MASSA
Page 0031
pictura
Stork, standing on a 
stone...
GREEK MOTTO
Page 0031
motto/title

GREEK MOTTO
Page 0031
secondary text
Per poter penetrar nell'intentione dell'Autor di questa Im
presa, mi convien ricordar'altrove, cioè, Che questa gentilissima profes
sion delle Imprese si vede ridotta à perfettione da non molt'
anni a dietro, & che avendo avuto il suo primo fondamento
dalle sacre lettere, poi da gli Egittii, & poi da i riversi delle
medaglie, cominciò finalmente a prender miglior forma da gia 50. o 60.anni,
riducendosi tra le parole & le figure à quella perfetta maniera, nella quale si ve
de esser'oggi da chi sa farla. Et in questo spatio d'anni passati, che già ho det-
to si è veduto usar'ancor molto quell'altra sorte, che l'Alciato, e'l Bocchio con
molta vaghezza han chiamati Emblemi. I quali in che cosa sien differenti
dall'Imprese,si è detto distesamente ne i primi fogli di questo libro al V. Ca-
pitolo. Onde qui nel proposito di questa Impresa, ho da ricordare, che in
questa casa CIBO, sono stati quasi continuamente Signori, che di tempo in
tempo si son venuti dilettando di questa bella professione, secondo quel grado
di perfettione, in che si trovava ne i tempi loro, & particolarmente nel riverso
d'una medaglia di Aron Cibo si vede, ch'egli usava questo bello Emblema,
Page 0031
pictura
A peacock showing its tail
LEAL
TE
PASSE
TOUT
Page 0032
motto/title

LEAL
TE
PASSE
TOUT
Page 0032
secondary text
Nel qual si può comprendere, che l'intention sua fosse di voler mostrare la
generosità, & lealtà dell'animo suo, sì come il Pavone rotato mostra lealmen
te ogni ricchezza, & bellezza sua. Il che poi fa tanto piu chiaro il suo Mot-
to in lingua Francese,
Page 0032
motto/title
Leaultè Passe ToutPage 0032
secondary text
il qual nella
nostra direbbe, Lealtà passa, ò vince ogni cosa. Et mettendosi ancora
il Pavone per animal vigilante, può vagamente l'Autore aver mostrato di vo
ler'inferire, che egli nella lealta, & sincerità vera, sarebbe sempre vigilan-
tissimo.
Questo Emblema si truova essere stato usato parimente da Renato
d'Angiò
, Re di Napoli, dal quale fù donato a questo Aron Cibo, nel tempo,
che'l gran Re Alfonso d'Aragona, avendo racquistata la maggior parte del
Regno, era all'assedio della stessa Città di Napoli, Ove la Republica di Geno-
va
, che à quel tempo favoriva le parti del detto Renato, mandò questo Aron,
come huomo di molta reputatione, & valore, con gran numero di navi, & di
vettovaglia al soccorso di detta Città, dalla quale fu ricevuto con grandi ono-
ri & allegrezze,sì per esser'arrivato in tempo di tanto bisogno, come per le
degne qualità di lui, & della sua Casa. Di cui mi vien pur nel proposito di
questa Impresa da ricordare, che ella per molte scritture si trova aver'avuta la
sua prima, & antiqua origine da un gran Signore di Grecia, il qual venne in
Italia ad abitar'in Genova nel tempo dell'Imperio de' Paleologi, Imperatori
di Costantinopoli, gia più di 400. anni adietro. Nel qual tempo la Re-
publica di Genova signoreggiava il luogo di Pera, vicino a Costantinopoli,
che oggi dicono Galata, essendo quella gran Republica per li tempi adietro,
stata solita di stendersi gloriosamente per tutto il mondo, & stata Signora di
molti luoghi in Levante, sì come di Tiro, di Tolemaida, di Negroponte, della
Trabisonda, che gli antichi chiamaron Trapesus in Ponto, del Regno di Ci-
pro
& di più altre, & per fino à fabricarvi, ò instaurarvi delle Città, si
Page 0032
secondary text
come Smirma, Famagosta, Focea, che oggi volgarmente dicono Foglia, Casa,
già detta Teodosia, della Taurica Chersoneso, oggi detta Tartaria minore, di
Mitilene, città principale dell'Isola di Lesbo, & di Scio. La qual fin ad oggi
riconosce Genova per sua Metropoli, & d'altre molte. Onde in molte Città
nobili di diversi paesi sono ancora di nobilissime famiglie, che hanno avuto
origine da Genovesi, i quali onoratamente si sono fermati in esse, sì co-
me di quei paesi se ne ridussero ad abitar in Genova. Delle quali principalis-
sima è stata questa casa CIBO', i successori della quale hanno poi sempre ri-
tenuto (sì come oggi ritengono) il primo & natural cognome loro, accompa-
gnato similmente, dall'Arme di quella sbarra di schacchi azurri, & bianchi in
campo rosso. Percioche non è alcun dubbio, che questo vocabolo CIBO' sia
del Greco Cybos, che in Latino si dice Cubus, & vuol denotar'una cosa qua-
come sono dadi da giocare. Onde così il cognome, come l'Arme corri
spondendosi, dimostrano apertamente, che discendesser di Grecia, sì come
de' cognomi, & dell'Arme, che serbino la memoria della prima origine delle
famiglie, si veggono moltissime gran casate in Italia, & per tutta Europa. Di
questa casa CIBO' adunque, lasciando le cose più antiche, si truova essere
stati ne' tempi adietro da 350.& più anni, molti gran personaggi di valore, &
stima, così nelle cose publiche della lor città, come nell'Arme, per mare, & per
terra, avendo sempre avute notabilissime dignità fra principi grandi, & fra l'al
tre, due Pontefici, il secondo de'quali fu Gio. Battista Cibò, figliuolo di
quello Aron, che qui poco avanti s'è nominato. Il qual Pontefice fu di otti-
amp; santissima vita, & dotato di rarissime, & nobilissime qualità, come-
diffusamente & con molta gloria fu truova celebrato da molti scrittori. Et
perche egli non fu meno erede delle virtù del padre, che della robba, & del
cognome, volse tenere, & usar'ancor come ereditaria la detta Impresa del
Pavone, come si vede in Roma in diverse superbe fabriche, fatte da lui.
L'altro Pontefice di questa casa CIBO' fu da 170. anni avanti al già det-
to ma da un'altro ramo di discendenza, & fu chiamato Bonifacio Toma-
cello Cibò
. Le quai case hanno ambe due un'origine, & nel medesimo tem-
po venner di Grecia, & essendo fra loro uno de' principali, chiamato Tomas-
so
per nome proprio, & per la corrottione de' nomi, che per via di diminuti
vo suol'usar il volgo, non solo in Genova, ma ancora in molte altre Città
d'Italia, fu chiamato, Tomassello. Poi partendosi di Genova, & andando
Napoli, fu ricevuto come grande, & nobile fra i grandi, & primi di
a città, ove essendosi poi fermato, & quivi fermata la posterità sua,
r lasciando il cognome di Cibò, & dicendosi il tale di. Tomassello,
olto bene per la grandezza di quel personaggio erano intesi. Talche
quel nome, alterato dal proprio, & per diminutione fatto prima Tomassel-
lo
, poi per alteratione, ò corrottione, ò più tosto per abbellirlo, ridotto
in Tomacello, divenne cognome di quella famiglia, si come di molt'altre
famiglie si può andar riconoscendo esser'accaduto in quella, & in molt'altre
Città d'Italia,& fuori. Là onde in processo di tempo venuto il sopradetto In-
nocentio
al Pontificato, & certificatosi di quella discendenza sua, si disse da se
stesso, si scrisse, & si fece dire, & scrivere, Bonifatio Nono, Tomacello, Cibò,
cioè di quel ramo di Tomacello, che andò ad abitar'in Napoli, ma della
Page 0033
secondary text
casa stessa di Cibò, sì come appare nel Vaticano, dietro al palazzo di San Pie-
tro, sotto la sala di Costantino, & in una pietra, che ha il ritratto di questo Pon
tefice in iscoltura, nella Chiesa di San Pietro, & in un'altro del medesimo Pon
tefice, in marmo nella Chiesa di San Paolo fuor di Roma. Il già nomina-
to Tomacello si partì di Genova molto tempo avanti, che Guiglielmo Ci-
acquistasse nell'Arme la croce rossa, della Republica di Genova. Et an-
cor questo Tomacello non fu discendente di questo Guiglielmo, ma d'altri
prima antecessori di casa Cibò. Et però la casa Tomacella non ha la cro-
ce rossa.
Page 0034
secondary text
Truovo poi parimente, che Francesco Cibò, figliuolo d'Innocentio
Ottavo
, usava per sua Impresa, pur'in forma d'Emblema, una botte in piede,
che da più parti manda fuori fiamme di fuoco accese.
Page 0034
pictura
Barrel...
VA VO UT IN BERSES
Page 0034
motto/title
VA VO UT IN BERSESPage 0034
secondary text

col Motto,
Page 0034
motto/title
Van, Guot In BersesPage 0034
secondary text

parole Tedesche, che in Italiano direbbono,
Di Bene In Meglio.
Questo Francesco fu Conte dell'Anguillara, & Governator della
Chiesa nel Ponteficato di detto Innocentio, & la principal intention sua con
tal'Impresa, ò Emblema, si può comprender che fosse il voler dar segno di fe-
sta, & d'allegrezza, & augurar à se, & à suoi posteri vera, & Cristianissima feli-
cità. Overo mostrarsi tutto chiaro, & acceso del medesimo animo, & pensie-
ro, ch'ebbero i suoi passati nell'esser leale, splendido, & magnanimo. Anzi
col Motto l'Autor dice, & promette di voler'andar sempre di bene in meglio,
nel seguire, & avanzare i suoi antecessori in questi effetti di lealtà, & di splendi
dezza, sì come mostrò sempre chiaramente in ogno operation sua, essendo sta-
to huomo di buonissima mente, liberale, & amator d'ogni virtù, & massima-
mente de' suoi, & in particolare della casa de' Medici, suoi parenti, avendo egli
per moglie Maddalena, figliuola del gran Lorenzo de' Medici , & sorella
Page 0034
di Giovanni de' Medici, fatto Cardinale da Innocentio Ottavo, che di poi fu
fatto Papa, chiamato Leon x. dal qual Leone fu poi fatto Cardinale, Giu-
lio de' Medici
, ilqual poi ancor'esso fu Papa, & chiamato Clemente
Sttimo
. Onde si può dir chiaramente, che la casa Cibò sia stata principal'
instrumento, dell'essaltation della casa de' Medici, & che fra loro sia stato sem
pre cordialissimo amore, & vera affettione d'animi.
Page 0035
secondary text
Quel già detto Innocentio poi, ilqual fu figliuolo de' sopra nominati
Francesco, & Madalena, fu fatto Cardinal da Leon Decimo, il quale in quel-
la promotione disse, parlando del cappello, Innocentio Cibò me lo diede, &
ad Innocentio Cibò lo restituisco. Et questo fu chiamato il Cardinal Cibò,
& usò questa Impresa dell'Incudine col Motto,
Page 0035
motto/title
DURABO.
Page 0035
pictura
Anvil
DURABO
Page 0035
motto/title
DURABOPage 0035
secondary text

La quale è informa di vera, & bellissima Impresa. Ove la sua principal'inten-
tione si può creder che fosse, d'intendere, che sì come l'incudine resiste à i col-
pi del martello, & dura, così egli contra ogni colpo di fortuna, che potesse oc-
correre, saria per durare, & conservarsi co i suoi antecessori in lealtà, & in bon-
tà vera. La qual'Impresa pare che l'Autor si pigliasse, quando da Santa Chie-
sa fu fatto Legato di Bologna, Modona, Parma, Piacenza, & di tutta la Roma-
gna
, con l'Essarcato di Ravenna. Le quali amministrò con tanta giustitia, &
pace, che, seguendo le vestgie de' suoi passati, mostrò d'esserne pienamente
meritevole.
Page 0035
secondary text
Lorenzo Cibo, fratello del già detto Innocentio, usò la piramide
con due mani congiunte sù la pietra quadra con la figura del Sole, & col
Motto,
Page 0035
motto/title
SINE FINE.Page 0035
pictura
Pyramid...
SINE FINE
Page 0036
motto/title
SINE FINEPage 0036
secondary text

Che è ancor'essa propria, & verissima Impresa. Nella quale si può ricordare,
Che, quando gli antichi voleano in figura dimostrar'Iddio, ponevano,fra l'al
tre principali, & più frequenti figure, il Sole, & parimente quando volevano
denotare una gran fermezza, ponevano la piramide sopra la base,ò pietra qua
dra, & per fede, & lealtà, ponevano le due mani fra lor congiunte. Volle
dunque l'Autor dimostrare d'essere, & star fermo nel pensiero, & animo
de'suoi antecessori in lealtà, sperando fermamente in Dio, che questa lealtà, &
sincerità sua, sì come era in lui, & era stata ne'suoi passati, abbia da esser'anco
in tutti gli altri suoi discendenti; & che da Dio gli sia stato dato, & promesso,
che questa sincerità & lealtà in quella famiglia sarà eterna, & Senza Fi-
ne
fra noi mortali.
Page 0036
secondary text

Ora venendo alla Principal'Impresa, della quale nel principio di que-
sto discorso s'è posto il disegno, dico, che ella, sì come s'è posto nel suo titolo, è
D'Alberico Cibo Malaspina, Marchese di Massa, & figliuolo di questo
Lorenzo , che quì ora prossimamente s'è nominato, & di Ricciarda
Malaspina
, donna di grandissimo valore. Ond'egli se ne porta congiunto il co
gnome, col proprio, ò principal cognome della linea paterna della sua Casa, sì
come ancor molt'altri gran principi venendo da madre di Casa nobilissima,
se ne ritengono i lor cognomi. Vedesi chiaramente in questa Impresa, come il
già detto Signor, che n'è Autore, ha voluto con leggiadrissima maniera aver'
imitation principale alle principali figure dell'Impresa di suo padre, aggiun-
gendovi, & mutandovi tanto che ella sia nuova Impresa, & sua propria, & mol
to più bella, & vaga, che alcuna di tutte l'altre de'suoi maggiori. è dunque an-
cor'in questa la figura del Sole, posta per significar'Iddio. Et con la pietra qua
dra si vien'à denotar la fermezza, come nella precedente del padre s'è pur'espo
sto. L'ucello, che tiene il piede sopra tal pietra, è quello, che communemente
in Italiano si dice Cicogna. La quale da gli antichi è stata sempre posta per sim
bolo, ò denotation della gratitudine Onde chiaramente si può comprendere,
che l'Autor dell'Impresa, rappresentando per tal'augello se stesso, voglia di-
mostrare, guardando nel Sole, di ringratiar'Iddio della promessa fatta al padre
Page 0036
che la virtù della lealtà, & sincerità vera sarebbe in esso, & ne'suoi descendenti
in infinito. Et l'Autore perciò col motto dice starsi fermissimo in su la pietra
quadra con questa buona gratia di lealtà, & in un medesimo tempo mostra di
voler nutrir il padre, & i suoi passati vecchi (sì come fa la Cicogna) che hanno
avuto questo desiderio di lealtà, con esser'ancor'esso di fermissimo animo in se
guir Lealtà, Magnanimità, & Grandezza. Concio sia che anco in questo modo
si dica nutrirsi il padre, quando il figliolo segue le sue lodate, & onorate vesti-
gie, & allora il padre, vecchio vive dall'egrezza più illustre, et con più perpetui-
tà, per gli onorati fatti de'lor successori. Et da sì bella Impresa si conosce, che
essendo la più parte de'maggiori di questo Autore stati di continuo nella divo
tion della Casa d' Austria, egli ora in particolar novamente si sia stabili
to al servitio del Re Filippo, da i veri effetti chiamato Catolico. Onde
nella natura dell'ucello, gratissima, & pietosissima verso il padre & la madre,
comprendendo l'Autor se stesso, venga a mostrar la conoscenza del debito suo
in amare, riverire, & servire il detto Re suo, alquale non nemo si conosca tenu
to, che al padre stesso. Ne maggior'osservanza potria mostrargli, che lo star di
continuo col piensiero, & con gli occhi intentissimo à contemplar lo splendor
suo, a la sua gloria, e'l suo valore. Et che il detto Autore abbia voluto in questa
Impresa per quel Sole intendere il detto Re, suo Signore, si può andar conside-
rando dal sapersi, che quel Re ha per sua Impresa il Sole, sì come si vedrà in
questo volume al suo logo. Et col vedersi il Sole nel segno del Montone, ne
viene con belissima gratia ad augurar'una nova, & felicissima primavera, ò
più tosto una felicissima rinovatione, ò un quasi vero novo nascimento del
mondo, tenendosi per cosa certo fra i dottori, che quando il mondo fu creato
da Dio, il Sole si ritrovasse in detto segno.
Puossi oltre à tutto ciò, credere, che essendo l'Autor già detto, giove-
ne di bellissima presenza, ricco, nobile di sangue, & gentilissimo di costumi,
non fosse cosa nè impossibile in alcun'modo, nè indegna del suo bell'animo,
che questa Impresa avesse ancora il suo sentimento amoroso, volendo per a-
ventura con l'essempio della gratitudine dell'uccello verso quei, che gli hanno
mostrati segni & effetti di vero amore, ricordar'alla Donna sua quanto mag-
giormente in questo pietoso ufficio si convenga, che un animal quasi irrationa
le sia avanzato da lei, la qual essendo nata donna, viene ad esser la piu nobi-
le, & la piu degna di tutte le cose create, sì come nella mia Lettura della perfet
tion delle Donne con tanta chiarezza s'è dimostrato. ò pur con la stabilità del
la pietra, & con la gratitudine del'uccello abbia voluto significar se stesso, & per
il Sole la Donna sua, mettendosi parimente nel segno, che è fine del Verno, per
mostrar'il fine del Verno della vita sua, ch'è stato in tutto quel tempo, che
non ha havuto conoscenza di lei, & nel principio della primavera, cioè nel fio
rir dell'ingegno, & valor suo per lei. Ma per certo molto più è da credere, &
confermare, che tutti questi bei pensieri, & particolarmente quest'ultimo, oltre
à molt'altri, che egli forse ne deve avere, sieno, doppo Iddio, nell'intention
sua rivolta al re Catolico, suo Signore, poi che con ogni altra principal dimo-
stration sua si fa conoscere di non aver maggior pensiero ò proponimento,
nè maggior contentezza, o maggior gloria che d'impiegarsi nella sua contem
platione, & nel suo servitio.
Page 0037
motto/title
ALESSANDRO
CARDINAL FARNESE
Page 0038
pictura
An arrow hitting the bull's eye of the target...11P3112 25G5 25H114 43C421 43C424 43C39642 
45C15(ARROW) 46A122(FARNESE, Alessandro)3 49L71 49L8 54C12(+4) 
61B2(FARNESE, Alessandro)3 
86(BALL'OYTOS)
BALL'OYTOS
Page 0038
motto/title
BALL'OYTOSPage 0038
secondary text
CHIAMAVANO i Latini Scopum, & Scopon lo diceano
anco i Greci, quel luogo ò quel segno, al quale si dirizzano
le saette ò altre sì fatte cose nell'aventarsi. Noi in Italiano à
tal parola Scopus non abbiamo altra voce nostra propria,
che corrisponda, ma commodissimamente potremo usar la
medesima Scopo, sì come tant'altre delle Greche, & delle
Latine ne abbiamo utilmente già fatte nostre. Ma ben'abbiamo noi una voce,
la quale essendo generale à più altre cose, se ne fa poi particolare, à questa so-
la, & mettesi nello stesso significato dello Scopo Latino, così nel sentimento
translato ò metaforico, come nel proprio. Et è molto usato sicuramente da i
buoni scrittori. E questa è la parola Segno. Petrarca.
Amor m'ha posto come segno à strale
E fiera donna, che con gliocchi suoi
E con l'arco, à cui sol per
segno piacqui.
Sì tosto, com'avien, che l'arco scocchi,
Buon sagittario, e di lontan discerne (ne.
Qual colpo è da sprezzare, e qual d'aver-
Fede, che'Al destinato segno tocchi.
Et nel translato.
Io rivolsi i pensier tutti ad un segno.
Chiaro segno Amor pose à le mie rime.
Dentro i begli occhi.

Dammi Signor, che'l mio dir giunga alsegno
[De le]
Page 0038
De le sue lodi.
Et più altri molti se ne troveranno ne i buoni scrittori.
ORA, questo trarre, ò aventar saette, dardi, ò qual si voglia altra cosa ad
uno scopo, ò ad un segno, suol farsi ò combattendo, ò per essercitio, ò per va-
ghezza, & per giuoco. Et perche ne i giuochi, ò ne gli essercitii si usa diversa-
mente, ha preso parimente diversi nomi in particolare. Percioche alcune vol-
te in un muro, ò in un tavolaccio, si suol siccar un chiodetto, che in molte par-
ti di Lombardia si dice Brocca, & à quella si drizza il colpo, & ne hanno fatto
il Verbo, & insieme il proverbio, Dar di brocca, ò Dare in brocca, & ancora
con un solo Verbo, Imbroccare, Se però tai voci Imbroccare, ò Dar'in brocca,
non fossero per aventura più tosto corrotte da Imboccare, ò dar in bocca, cioè
dar nel mezo, come si fa all'anello, ò altra tal cosa, & diciamo communemente
Imboccar l'artiglierie del nemico, quando noi con le nostre tiriamo in modo
contra quelle, che la nostra palla le ferisca, in bocca, rompendole, ò entran-
bovi dentro. Et un cotal Verbo Emboccar hanno ancor gli Spagnuoli nello
stesso significato, onde è forse venuto il nostro, di cui s'è detto. Ma in tutti i
modi tal voce Imbroccare, ò Dare in brocca, è da fuggir d'usarlo nelle scrittu-
re. Et, perche sopra tal tavolaccio ò muro suole in luogo di chiodo, ò d'altra
cosa, attaccarsi per segno ò scopo un tal pocolino di carta bianca, soglion dire
ancor, Dar'in carta. La qual forma di parlare usò il Giovio nel suo ragiona-
mento dell'Imprese, nell'espositione di questa medesima Impresa del Cardi-
nale Farnese. La qual forma, Dare in carta, quantunque, nelle voci per se sole,
non sia se non buona, è tuttavia ancor'ella da non curarsi d'usarla molto. I
Latini senza specificare altra cosa diceano, Aberrare à scopo , cioè fallare, ò
allontanarsi, ò dar lontano dal segno, che i Greci dicono, [GREEK]
Et Attingere scopum , che i Greci diceano [GREEK] & noi di-
remo Giungere al Segno, Toccare il segno, ò Toccare al segno, sì come s'è ve-
duto disopra, che disse il Petrarca. Et andar presso, & arrivar al Segno, disse an-
cora il medesimo.
Volsimi da man manca, e vidi Plato,
Che in quella schiera
andò piu presso al segno,
Al quale
arriva à chi dal cielo è dato.
ET, tornando al proposito, dico che oggi ne gli essercitii, & ne'giuochi,per
veder la sofficienza di chi fa meglio ferire un segno, sogliono usar'anco un cer-
chietto, ò anello appeso nell'ari, al quale correndo con asta, ò con canna, ò
aventando frezze, si destinano i colpi. Et soglion finger'anco di tavola, ò di
creta, ò di drappi, ò d'altro, una figura d'huomo,ò di donna, tutta intera, ò me-
za, alla quale mettono uno scudo in mano, & à quello gli arcieri con le frez-
ze, ò i Cavalieri con le lance dirizzano i colpi loro. La qual figura, ò statua so-
glion quasi tutti communemente chiamar Quintana, ò Incontana, voci le qua
li per certo io non so imaginar'onde sien venute, se forse non l'han detta Incon
tana, quasi incontrana, perche elle si vada ad incontrar da i Cavalieri, com'è
già detto. Hanno oltre à ciò i nostri usato di chiamar Berzaglio ò Bersaglio
quel tale scudo, che quelle statue tengono in mano, overo quei tavolacci, ò
quelle carte, ò qual si voglia altra cosa, che mettono come per segno ò scopo à
questi essercitii. La qual voce Bersaglio usa similmente il Giovio, parlando
Page 0039
motto/title
ALFONSO
DAVALO MARCHESE
DEL VASTO.
Page 0044
pictura
pictura
Goat...ICONCLASS
ERIGO UT ERIGAR
Page *003
motto/title

ERIGO UT ERIGAR
Page *003
primary text/subscriptio

DEL S. CAVALLIERO GIULIO CAPRA.
Questo saggio animal c'herbetta humile
Come gli altri non gusta, et non apprezza
Ma havendo l'alma à nobil cibo avvezza
Tiene i virgulti, e i bassi pruni a vile:
S'erge solo à la pianta alma, e gentile,
Ch'el freddo verno, e'l fulmine disprezza:
E poi da lei vien erto a tale altezza,
Che seguir non lo puote occhio, ne stile.
À la cui giunta il gran Signor di Delo
Propitio inchina i sacri amati rami
Sol degno premio d'opre illustri, e belle:
E Giove mostra, co'l donargli in cielo
Un nuovo seggio di gradite stelle
Quanto la sua nutrice honori, et ami.
Page *003
pictura
Apollo...ICONCLASS
IAM ILLUSTRABIT OMNIA
Page *004
motto/title

IAM ILLUSTRABIT OMNIA
Page *004
primary text/subscriptio

DI FILIPPO RE DI SPAGNA.
Poscia, ch'appare il Sol nel'Orizonte,
Illustra tutto a pocco a pocco il mondo
Su'l carro, che si mal resse Fetonte,
Che pose fine al suo viver giocondo.
Se coronata l'honorata fronte
Il gran FILIPPO a null'altro secondo
Di tanti Regni, come Sol, tra poco
Allumerà ogni piu oscure loco.
Page *004
pictura
Pegaso...ICONCLASS
SITE FATA VOCANT
Page *005
motto/title

SITE FATA VOCANT
Page *005
primary text/subscriptio

DI MONS. IL CAR. BEMBO.
Se dal ciel non aspira alta ventura,
Indarno cerca l'huom la palma e'l lauro;
E per opra d'inchiostro indarno cura
Di farsi conto dal mar Indo al Mauro:
Che d'indi vien la vena chiara e pura,
Che lui n'adorna d'immortal thesauro.
Ei sí benigno al Bembo s'hebbe mostro,
Che vinse ogni scrittor del secol nostro.
Page *005
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
UT VIVAT
Page *006
motto/title

UT VIVAT
Page *006
primary text/subscriptio
DI CHRISTOFORO MADRUCCIO CARD. DI TRENTO.
Quando è da gli anni affaticata e greve
La prudente Fenice, il nido ascende;
E co' raggi del Sole il foco accende,
Ond'arde, e dal morir vita riceve.
Così chi la fatica estima leve,
Per cui fra bei sudor virtù s'apprende,
Se stesso chiaro vivo e morto rende;
Ne teme il vaneggiar del tempo breve. E veramente eterna vita vive
L'huom, che lei sempre amando il vitio abhore;
Ripieno il cuor di luminosi rai
E chi non cura, ch'a bel fine arrive,
Se vivesse piu tempo di Nestorre;
Si deve dir, che non vivesse mai.
Page *006
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
EMERGO LUCENTE SOLE
Page *007
motto/title

EMERGO LUCENTE SOLE
Page *007
primary text/subscriptio
DI LODOVICO CARDINALE MADRUCCIO.
Loto quel fior, ch'Homero eterno rende,
Che nasce in acqua, e dentro vi si asconde,
Con subita prestezza esce de l'onde
Tosto, che'l chiaro Sol riluce e splende
Mentre aversa fortuna non contende
Spedito corso; e'l ciel sua gratia infonde,
Chiara virtù, degna d'eterna fronde,
S'erge poggiando, et a le stelle ascende. Col favor di là sù l'alto valore
Di sì chiaro Signor, alto e Reale
Di tempo in tempo diverrà maggiore:
E fia mai sempre si vivace e tale
Che spargendo pel mondo il suo splendore
Infin là sopra'l ciel spieghera l'ale.
Page *007
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
INFESTUS INFESTIS
Page *008
motto/title

INFESTUS INFESTIS
Page *008
primary text/subscriptio
DI EMANUEL FILIBERTO DUCA
DI SAVOIA.
Nimico a gl'inimici è l'Elefante,
E per costume e per Natura, suole
Esser benigno sì, che non si duole
Vago Animal, che gli camina avante.
Così contento de le terre tante,
Che fur de' suoi da che risplende il Sole,
Solo pace e giustitia honora e cole
Questo gran Duca, a cui nessun va inante. Et è sì saldo ne la santa fede,
Che misero colui, che folle ardisce
Da la Religion volger il piede.
Felici quei, cui tal Signor sortisce;
Che sotto l'ampio stato, ch'ei possede,
Otio e tranquillità sempre fiorisce.
Page *008
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
HIS ARTIBUS
Page *009
motto/title

HIS ARTIBUS
Page *009
primary text/subscriptio
DEL S. OTTAVIO FARNESE DUCA DI PIACENZA.
Col cuore ardito, e con armata mano
De la ferrata mazza il buon Theseo;
E co' pani di pece tanto feo,
Che vinse il Minotauro horrido e strano.
E con l'opra del filo a mano a mano,
Onde'l cieco camin regger poteo:
Alfin uscì del Labirintho reo,
Ond'altrui ricercar sovente in vano. Con quest'arti si vincono i perigli
Del mondo ingrato; e con quest'arti ascende
L'huom, dove inganno alcun non teme, o
La forza l'huom vittorioso rende;
Ma via più assai, se l'accompagna, et havi
La prudenza per guida e i buon consigli.
Page *009
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
VOLENTES
Page *010
motto/title

VOLENTES
Page *010
primary text/subscriptio
DI MONS. BARBARO ELETTO DI AQUILEGIA.
A termino di lode honesta e bella,
Cui saggio piede a tutto corso aspira,
Conduce sol chi vuol benigna stella,
Ch'alcun mal grado suo punto non tira.Ne perda il tempo in questa cosa, o in quella
Chi pervenir a raro honor desira:
Ma seguendo sua stella, si conduca
Per quella via, dove virtu piu luca.
Page *010
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
DIVINO FOEDERE TUTUS
Page *011
motto/title

DIVINO FOEDERE TUTUS
Page *011
primary text/subscriptio
DI MONS. GIOVAN THOMASO ELETTO DI PRESSINONE.
L'Arco celeste, a l'occhio altrui giocondo,
Chi fece questo e quell'altro Hemispero,
Pose per segno e patto fermo e vero,
Che durerebbe per molt'anni il mondo.
Piu tosto caderà giu nel profondo
Di fino acciaio, o di diamente intero
Ben saldo muro; che fido e sincero
Non sia di Dio l'alto sermon fecondo. Chi si confida nel favor di sopra
Senza tema di sorte, o di fortuna
Puo far sicuramente ogni bell'opra.
L'aria, ch'è intorno nubilosa e bruna,
Chiara diviene; e così in van s'adopra,
Chi non ha nel Signor fiducia alcuna.
Page *011
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
NEMO QUIDEM MELIUS QUAM SUA QUISQUE FACIT
Page *012
motto/title

NEMO QUIDEM MELIUS QUAM SUA QUISQUE FACIT
Page *012
primary text/subscriptio
DI MONS. BIAGIO ALIPRANDINO, VESCOVO BELLINENSE.
Cassita, accorto Augel, d'ingegno humano,
Fa tra le bianche spiche i nidi suoi;
E quindi nutre e pasce i figli poi,
Senza sudore alcun, del vicin grano.
Così l'opere tue di propria mano
Meglio farai; che, se tu quelle vuoi
(Benche commodamente far lo puoi)
Imporre ad huomo, o de la patria o strano. Il Pastor, che presente si ritrova
Al gregge, reca a Lupi alto spavento,
Et a se stesso doppiamente giova,
Chi non si vede al proprio bene intento
Piu che null'altro: egli ogni cosa prova
In fin, che ne riman pago e contento.
Page *012
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
IN AUTHOREM
Page *013
motto/title

IN AUTHOREM
Page *013
primary text/subscriptio
DEL S. SIMEONE DI THON, DECANO DI TRENTO.
Il Basilisco, che priva e divide
Ciascun di vita, in cui la vista gira,
Mentre sua imago entro lo specchio mira
Se stesso, autor de l'altrui morte, uccide.
Così non sempre a l'empie volge arride
Fortuna ria, che contra a' buon s'adira,
Di cui malvagio a l'altrui danno aspira;
Ma lui co i propri stral fere e conquide. E quivi con giustissima ragione,
Si come dir si suole, a tempo e loco
Ritorna il male in cui ne fu cagione.
Felice l'huomo, e quel, ch'i dico, e poco,
Chi d'amore e inocente è paragone;
E tien le pompe e le ricchezze a giuoco.
Page *013
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
PATER MEUS ET MATER MEA DERELINQUERUNT ME DOMINUS AUTEM ASSUMPSIUNT ME
Page *014
motto/title

PATER MEUS ET MATER MEA DERELINQUERUNT ME DOMINUS AUTEM ASSUMPSIUNT ME
Page *014
primary text/subscriptio
DEL S. CHRISTOFORO BARONE DI SPOR E DI VALER.
Dal terren proprio abandonata pianta,
Che del suo seme la produce e cria;
E dal vivace humor, che la nutria,
Si secca, e'l vento i rami abbatte e schianta
Ma, se man di là sù la copre e ammanta;
Tosto s'avvia la virtù natia:
Onde piu bella assai, che non fu pria,
Di cui sol l'aiutò si gloria e vanta. Così questo gentil spirto, Divino
Con l'aita del suo Signor e donno
È giunto, ove non puo sorte, o destino.
E, mentre che l'human fallace sonno
Fia per coprirlo; a quello humile e chino
Oprerà, quanto humane forze ponno.
Page *014
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
PAR IGNORANCE
Page *015
motto/title

PAR IGNORANCE
Page *015
primary text/subscriptio
DEL S. SIGISMONDO FEDERICO FUCCARO.
Il bel nuntio del giorno Augel vistato
Trovo la Gemma: e, perche sua bellezza
Non conosce e'l valor, la lascia e sprezza,
Tornando a ricercar il cibo usato.
L'ignoranza è cagion d'ogni peccato
Che chi non sente, o gusta la dolcezza
De la vera virtù, lei non apprezza;
E segue il vitio a chi men sa piu grato. Questa dunque fuggir a noi conviene
Sovra ogni mal; poi che da lei sol danno
Qual da radice fior dervia e viene.
Felice quei, che in questa vita sanno
Tener il corso; che tener conviene
Chiude il mondo iniquo e pien d'inganno.
Page *015
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
NON SORTE
Page *016
motto/title

NON SORTE
Page *016
primary text/subscriptio
DEL S. GIROLAMO ROCCABRUNO.
Sempre si gira, ovunque volge il Sole
Clitia gentil; se d'egli poggia, o scende:
Così del Divin raggio il cuore accende,
L'huom, che levar a DIO la mente suole
In lui son le bellezze e vere e sole;
Lequai caldo ne gel mai non offende;
E'n queste sole l'huom pago si rende,
Ne prezza altro gioir, ne curar vuole. Non puo sorte nimica unque ritrarlo,
Ne tempo mai da cosi santo obietto:
Tal dolcezza da quel move e destilla.
Ne punto, perche torni a rimirarlo,
Scema l'incendio; che gli avampa il petto.
Ma con perpetua gioia arde e sfavilla.
Page *016
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
VIRTUTIS LAUS ACTIO
Page *017
motto/title

VIRTUTIS LAUS ACTIO
Page *017
primary text/subscriptio
DEL S. CONTE DI ARONDEL.
Senza, ch'alcun lo sferzi, o che lo sproni,
Animoso Destrier di correr gode;
Ne bisogno ha di briglia, o morso rode;
Ma sol desio d'honor gli è guida e sproni.
Così a i gran cavallieri, a i gran baroni;
Il cui nome lontan per fama s'ode;
Apportan chiara gloria e immortale lode
Le nobili e magnanime attioni. Queste sol danno il piu sublime e degno
Grado; che presso a la Real corona
Possa altrui dar l'illustre Anglico Regno,
Al conte d'ARONDEL: ch'oltre ogni segno
L'alza d'honore; e mai non l'abandona;
Alto valor e soprahumano ingegno.
Page *017
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
HINC SPES
Page *018
motto/title

HINC SPES
Page *018
primary text/subscriptio
DEL S. CONTE FRANCESCO PORTO.
Gran meraviglia: e pur si vede ogni hora:
Picciola goccia, che dal ciel discende,
Non una volta, o due, che vi si stende,
Ma in lungo tempo un duro sasso fora.
Da questo vivo esempio adhora adhora
Può prender sicurtà, chi non la prende;
Ogni alta impresa, a cui l'animo intende,
Poter condur a fin, volgendo l'hora. Dunque non manchi a le fatiche un guanco;
E nel suo bello, et honorato corso
Habbia per guida la perseveranza.
E pur che freddo non si mostri, o stanco;
Tenga d'humiliar ferma speranza,
Non che di Donna, un cor di Tigre e d'Orsa.
Page *018
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
HAERE TURBIQUE
Page *019
motto/title

HAERE TURBIQUE
Page *019
primary text/subscriptio
DEL S. CONTE VESPASIANO TIENE.
La Cerva, ch'è percossa di saetta,
Dovunque va, la porta sempre al fianco:
E, benche pronti ha i piè, lo spirto è stanco,
E via piu duolsi, quanto piu s'affretta.
Così d'ingiuria ricevuta, in fretta
Non si scorda gentil animo e franco:
Ma, se non vien dela memoria manco,
A la vendetta luogo e tempo aspetta. E chi ferito è d'amoroso strale,
Sempre il bel volto, che impiagollo, porta
Ne la mente, cagion d'ogni suo male.
Similmente ogni bell'alma accorta
Serba la cura ond'esserer immortale
Possa, tenendo la virtù per scorta.
Page *019
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
NON QUI IN CEPERIT SED QUI PERSEVERAVERIT
Page *020
motto/title

NON QUI IN CEPERIT SED QUI PERSEVERAVERIT
Page *020
primary text/subscriptio
DEL CONTE DI VAL DI MARINO
Non chi comincierà l'inclite imprese,
E poi stanco le lascia e l'abandona;
O che non può star saldo a le contese
Di fortuna, che spesso irata tuona; Ma chi con voglie in chiara gloria accese
Seguita infino al fin l'opera buona,
Havrà la palma e'l trionfal'alloro,
E incoronato fia d'altro che d'oro.
Page *020
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
UT IPSE FINIAM
Page *021
motto/title

UT IPSE FINIAM
Page *021
primary text/subscriptio
DEL CONTE FABIO DI' PEPPOLI.
La Piramide bella, alta, e honorata,
Che, qual si vede qui, resta imperfetta,
Da la virtù si degna e si lodata
Del Conte FABIO fia resa perfetta.
A lui par, ch'ella sia dal ciel serbata;
Grande edificio et opra al mondo eletta;
Et ei l'havrà fino a la cima eretta;
Che tal gratia ad altrui gia non è data. È difficil le belle et alte imprese
Incominciar; così il condurle al fine
Apportar suol assai maggior fatica.
Ma gentil voglie in gentil foco accese
Di vero honor, ogni gran cosa al fine
Posson fornir; s'hanno Fortuna amica.
Page *021
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
FRUSTRA
Page *022
motto/title

FRUSTRA
Page *022
primary text/subscriptio
DEL S. CONTE ALFONSO DI VILLA CHIARA.
O forze de' mortai debili e vane;
Quante saette, ancora che vibrate
Da buon giudicio, van rotte e spezzate,
E da la meta lor scure e lontane.
Cotali son le conditioni humane;
Che spesso ritroviam le stelle irate
Contra di noi: spesso nel mar turbate
L'onde, che fan le voglie nostre insane. Pur tanto esser non puo grave ritegno,
Che di tante saette al vento sparte
Una non giunga al desiato segno.
Ch'un bello, saggio, e ben'accorto ingegno
Fa quello, che non fa Bellona o Marte,
Solo in virtù ponendo il suo sostegno.
Page *022
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
VIX NATA SUS TENTOR.
Page *023
motto/title

VIX NATA SUS TENTOR.
Page *023
primary text/subscriptio
DEL S. GAUDENZO BARONE DI SPORE E DI VALER.
La vite da la bucia a pena nata
Su'l verde tronco amico appoggio trova:
Onde con le stagion spiegar le giova
La sua ricchezza a tutto'l mondo grata.
Così l'alta virtù chiara e lodata
D'esto Signor, ad ogni illustre prova
Porgera gaudio è meraviglia nova,
Mentre, ch'a pianta tal stara appoggiata. Questa dà giovanil suoi primi giorni
Con grato e dolce appoggio lo sostiene,
Sollevandolo a gradi alteri e degni.
Questa sovra ogni pianta il mondo honori,
E de' celesti honor tosto lo degni,
Cagion di tanti honor, di tanto bene.
Page *023
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
TANDEM HAUD IMMEMOR
Page *024
motto/title

TANDEM HAUD IMMEMOR
Page *024
primary text/subscriptio
DEL S. DANIEL FELIX BARONE DI SPOR.
Poi, che l'amata sua cara compagna
Per sorte ria la Tortorella perde,
Non torna a ramo piu fronduto, o verde;
Ne mai piu il becco in onda chiara bagna.
Ma in secca parte sempre ella si lagna;
E soletaria i giorni suoi disperde:
E, mentre il duolo in lei cresce e rinverde,
Di lamenti empie il bosco e la campagna. Così far dee, chi de l'amato obietto
Privo riman: se fiamma, o chiaro ardore
Di reciproco amor lor arse il petto.
Così memoria ognihor rimpiaga il core
Del perduto suo ben, del suo diletto
Il buon DANIEL, degno d'eterno honore.
Page *024
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
FERT OMNIA
Page *025
motto/title

FERT OMNIA
Page *025
primary text/subscriptio
DEL S. ANTONIO BARONE DI SPOR.
Correndo il Sol de le stagioni Duce,
Onde i dodeci segni han propria sede;
Quanto l'occhio mortal contempia e vede
Senza posar col suo calor produce.
E quindi a morte parimente adduce
Nel suo girar con frettoloso piede
Ogni cosa creata: e gliel concede
Chi de la vita è fonte e de la luce. Col tempo ancora hor lieto, hora turbato,
Suole apportar mirabil cose al mondo,
Variando fra noi le humane sorti.
Che quel, ch'era pur dianzi in alto stato,
Abbassa; e tol di bocca de la morte,
Sollevando il meschin dal basso fondo.
Page *025
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
NIL MOROR NUGAS
Page *026
motto/title

NIL MOROR NUGAS
Page *026
primary text/subscriptio
DEL S. BARONE GIOVANNI KEVENULER.
Non teme morsi di rabbiosi Cani
Il Porco spin: ma sendo circondato,
Secur si sta de le sue spine armato,
Facondo i loro assalti irriti e vani.
Così detti mordaci, empi, inhumani
Del volgo, sempre al biasimar usato,
Non cura spirto di virtute ornato,
E nulla stima i suoi latrati strani. Ma in ogni tempo a le percosse invitto
Con presto e lieve corso alteramente
Segue il camino al suo desio prescritto.
Se, come l'esser saldo e sofferente
Vince ogni oltaggio: e mai non lascia afflitto
Rimaner alto cuor, saggio, e prudente.
Page *026
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
UTCUNQUE
Page *027
motto/title

UTCUNQUE
Page *027
primary text/subscriptio
DEL S. SFORZA PALAVICINO.
Come ch'a l'Idra un collo si recida
Vi nascon tanti in vece di quell'uno;
Ch'esser non puote, che giamai l'ancida,
Opri, quanto si voglia ingegno alcuno; Tal la virtu, ch'in cor alto s'annida,
Non teme volto minacioso e bruno
Di nemica fortuna, o assalto d'armi;
Ma via è più salda, che le incudi e i marmi.
Page *027
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
QUEBRAR O ALCANCAR
Page *028
motto/title

QUEBRAR O ALCANCAR
Page *028
primary text/subscriptio
DEL S. DON GIOVANNI DI A CUGNA.
Solea sovente dir Cesare altero,
C'hebbe col suo valor la Gallia doma;
E vinse Africa, Spagna, Italia, e Roma;
O, ch'io fia nulla; o che sarò il primiero.
Questo, vago di gloria e d'honor vero,
Dice nel suo natio dolce idioma:
O, che si spezzerà quel, ch'ei non noma;
O fia verace effetto al suo pensiero. Da cio tralucer veggio alto desio
Di magnanimi fatti: e ben conviene
A chi da tanto e sì gran parte uscio.
Dunque mentre di cio calde ha le vene;
Al nobil suo pensier benigno DIO
Apporti destro il ciel, l'hore serene.
Page *028
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
IN SILENTIO ET SPE
Page *029
motto/title

IN SILENTIO ET SPE
Page *029
primary text/subscriptio
DEL S. CONSALVO PEREZ.
Ne la confusa, et intricata stanza
Del Labirinto, ove perdeo la vita
Piu d'un, che per sciocchezza, et ignoranza
No seppe far, come devea, partita, In silentio sovente, et in speranza
Di magnanimo cor posta è l'uscita.
Che'l tacere e sperar è di tal sorte,
Che puo tar l'huom da ingiuriosa morte.
Page *029
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
ARDE ET NON LUCE
Page *030
motto/title

ARDE ET NON LUCE
Page *030
primary text/subscriptio
DEL S. MUTIO MATTHEI.

Arde, e non luce accesa face, dove
Avien che posta in chiuso loco sia.
Così adivine, ch'a gentil alma giove
Arder d'amor, ma che segreto stia.
Così fortuna ancor toglie e rimove
Alcun d'oprar cosa leggiadra e pia:
Onde ardendo di gloria, non riluce
In lui splendor de la bramata luce. DEL S. POMPEO COLONNA.

Un magnanimo cor è sempre intento
D'acquistar palma di sublime honore:
O impresa sia di picciolo momento;
O di quelle dov'entra alto sudore.
Così d'altro giamai non è contento.
Il gran COLONNA, de l'Italia honore:
Che d'ottener con lievi, o gravi salme
Mille trofei, mille honorate palme.
Page *030
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
HIS ARTIBUS
Page *031
motto/title

HIS ARTIBUS
Page *031
primary text/subscriptio
DEL S. PALAVICINO RANGONE.

Con la scorta d'industria e di bell'arte
Si conduce ad effetto ogni disegno:
O che cio sia del formidabil Marte;
O d'altra impresa, ove ricerca ingegno.
In tutte dunque il suo saper comparte
Sempre il RANGON, d'eterna gloria degno
Tal, cge da l'oriente, ove'l Sol cade,
Fia conto a questa e a la futura etade. DEL S. PIETRO MALVEZZI.

Non col passar dormendo i giorni e l'hore;
(Ch'alhor si dorma l'huom creder si deve;
Quando a cosa si da, che tosto muore,
Et è caduca, e momentanea, e lieve)
Ma col veggiar s'acquista al mondo honore;
Sgombrando il peso faticoso e greve:
Mercè de le bell'opre e de l'ingegno,
Che sol fà l'huom d'eterna gloria degno.
Page *031
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
IN VANUM LABORAVERUNT
Page *032
motto/title

IN VANUM LABORAVERUNT
Page *032
primary text/subscriptio
DEL CLARISS. PROVEDITORE CANALE.
Le velenose lingue, invide, e preste,
Come serpi, a vibrar il tosco fuore,
In darno sono a la virtù moleste,
E cercan d'oscurar l'altrui splendore: Queste al chiaro Canal furono infeste,
Ma l'invidia non può contra il valore
Ch'egli divenne ogn'hor piu saggio e forte,
E per giovar a noi corse a la morte.
Page *032
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
RESTAT VULNUS
Page *033
motto/title

RESTAT VULNUS
Page *033
primary text/subscriptio
DEL MAGNIFICO S. LUIGI MOCENICO.
Benche di buon Arcier, ch'habbia scoccato
L'acuto strale, al saettar non parco,
Il braccio posi, e parimente l'arco
Sen giaccia su'l terren molle e spezzato,
Ma non avien, che non ne sia piagato
L'huom, che ne fu ferito, o al petto, o al fianco,
Così resta la piaga: e non vien manco,
S'ei da chi può sanar non e sanato. Cio face spesso il fiero Arcier, ch'à l'ale:
E, benche stanco il suo fort'arco allenti,
Non sana il grave e pentrabil male.
Ne per lui guarir l'herbe possenti;
Ne forza d'arte Maga, o incanto vale
A le pighe d'Amor aspre e pungenti.
Page *033
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
SEMPRE MINOR FIA L OMBRA
Page *034
motto/title

SEMPRE MINOR FIA L OMBRA
Page *034
primary text/subscriptio
DEL MAG.CO S. CATERIN ZENO.
Sempre de la Piramide maggiore
L'ombra sarà, poggiando il chiaro sole:
Così de la virtù mai sempre suole
Esser maggior l'eterno almo splendore.
Ne questi sol fu di Vinegia honore,
Ma tutta la sua chiara inclita prole,
In tutte l'alte gloriose scole,
Ch'alzano a viva laude un nobil core. Quinci le cortesie, quinci l'imprese
D'eterna fama, e quinci l'opre belle,
Che sono homai per tutto il mondo intese.
Eterna dunque sia sotto le stelle
Questa famiglia; e i fatti, in che si stese,
Discriva Homero, e gli dipinga Apelle.
Page *034
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
OBLECTOR LUMINE VICTUS
Page *035
motto/title

OBLECTOR LUMINE VICTUS
Page *035
primary text/subscriptio
DIL MAG:CO S. GIO: FRANCESCO GIUSTINIAN.
Come picciolo foco à l'ampio Sole;
Cede nella virtù del suo splendore;
Cusí à due luci in terra unich',è Sole
Di celeste belta; cede il mio Core; E qual d'esserne vinto ei non si duole
Perche dal suo mantiensi il proprio ardore
Ta'io ne godo; e porgo à la mia Vita
Virtù da la lor gratia alta, è infinita.
Page *035
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
AUT ABS UMAR
Page *036
motto/title

AUT ABS UMAR
Page *036
primary text/subscriptio
DEL S. ANDREA BOLANI.
Il foco al suo primier puro elemento,
Come vieggiam, per sua natura ascende;
E serba un cotal stil, quando s'accende,
Fin, che mancando il nutrimento, è spento.
L'animo tale a le bell'opre intento
A le cose piu alte il volo prende;
E, se Fortuna ingiusta no'l contende,
Si fa di vero honor pago e contento. È dunque da tratar spedita via,
Di sormontar per fama; ove no giunge,
Chi se medesmo, e'l suo prinipio oblia.
Sempre desir di gloria infiamma e punge
Ben nato spirto: e da quest'aspra e ria
Valle, quant'egli puo, s'erge e disgiunge.
Page *036
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
UT VALEO
Page *037
motto/title

UT VALEO
Page *037
primary text/subscriptio
DEL MAGNIFICO M. BERNARDO NANI.
Perche ferisca co' suoi raggi il Sole
Specchio d'acciaio, o di cristallo eletto,
In parte alcuna danneggiar no'l suole,
Anzi quel ne riman purgato e netto.Tal, ch'in chiara virtù specchiar si suole,
Purga ogni macchia, et ogni suo difetto;
E col lume, che trahe da raggi sui
Fa di se stesso paragone altrui.
Page *037
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
MI REPOSO NO ES FLAQUEZZA
Page *038
motto/title

MI REPOSO NO ES FLAQUEZZA
Page *038
primary text/subscriptio
DEL S. VALERIO IL CAVALIER CHIEREGATO.
Gia non pon giu per istanchezza a l'arco
Buon sagittario, o diligente Arciero;
Ma per tornar dapoi, quand'egli è carco,
Via piu gagliardo a la battaglia e fiero:C'hor bisogna esser pronto, hor molle, e (parco
Imitando il celeste magistero
Del Sol, che raggirando il mondo intorno,
Hor da luogo a la notte, hor porta il giorno.
Page *038
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
SIC QUIESCO
Page *039
motto/title

SIC QUIESCO
Page *039
primary text/subscriptio
DEL MAG.CO S. ANDREA GUSSONI.
Percuotan pur irate e torbid'onde
I liti e i legni con l'usato orgoglio.
Ingegnoso Animal presso ad un scoglio
Securo entro si posa, e si nasconde;
Così, quanto piu turba e piu confonde
Un nobil cor noioso alto cordoglio;
Subito in lui (ch'in pochi trovar soglio)
Maggior virtù maggior costanza infonde. Quinci cerca il GUSSONI, onde piu splenda
Il suo valor, la sua virtute rara,
Tal, ch'in van rio destin seco contenda,
E, benche la sua stirpe è illustre e chiara,
Procaccia, come lei piu chiara renda;
Si come il sole il mondo orna e rischiara.
Page *039
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
ET DECERPTA SERVAT ODORE
Page *040
motto/title

ET DECERPTA SERVAT ODORE
Page *040
primary text/subscriptio
DEL S. CAMILLO SPANOCCHI.
Quantunque colta del suo ceppo fuore
Da giovanetta man sia vaga Rosa;
Ella però, se bel dal tempo è rosa,
Serba mai sempre il natural odore.
Così per tutto ognhihor splende il valore
D'ardito petto, e d'alma generosa;
Ne vivace virtù puo star nascosa;
Sia pure, un nasce il sole, ove si muore. Ben si vede altro Clima, altro terreno,
Altre genti, altre terre, altri costumi;
Ma non cangia saper per mutar loco.
Anzi, quando'l mortal carco vien meno,
Riluce ancor con via piu chiari lumi;
Ch'ognialtro lume è fosco, e dura poco.
Page *040
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
HAUD PUSILLANIMITATI
Page *041
motto/title

HAUD PUSILLANIMITATI
Page *041
primary text/subscriptio
DEL S. MATTHEO FRACACINI.
Non si deve incolpare di picciol core
L'huom, che visto il Leon feroce e strano,
Si getta humil nel polveroso piano,
Poi, ch'esser non puo seco vincitori.
Però quel, ch'è minor, contra'l maggiore
Fia sciocco, se vorrà pugnar in vano;
Ne bisogna adoprar l'ardita mano,
Se non si spere haver gloria et honore. Dunque ciascun, che di se stesso è amico,
Prima, che mova l'arme, o stringa spada,
Misuri ben le forze del nimico.
E chi segue altro calle, et altra strada,
Giovane poi di senno e d'anni antico
Al fin conven, che con vergogna cada.
Page *041
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
UT PRUDENTER VIVAM
Page *042
motto/title

UT PRUDENTER VIVAM
Page *042
primary text/subscriptio
DEL S. ANDREA ALESSANDRINO.
Il serpe, che l'incanto udir non vuole,
Pon l'una de le orecchie in su la terra;
E con la coda l'altra anco si serra,
E'n tal modo salvar se stesso suole
Così chiude l'orecchie a le parole,
Che la malvagità move e disserra
L'accorto e saggio; e fugge quella guerra,
Da cui vittoria il buon non prezza, o cole. Così fugge la rabbia, e'l rio veneno,
Che sparger puo fiera e maligna lingua
Questo d'ogni valor spirito adorno.
E ripien di prudenza il petto e'l seno,
Aspetta, che'l furor caggia e s'estingua
Con la piacenza, e col girar del giorno.
Page *042
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
EX ALIENA LUCE LUCEM QUAERITO??
Page *043
motto/title

EX ALIENA LUCE LUCEM QUAERITO??
Page *043
primary text/subscriptio
DEL S. MARC'ANTONIO TRITONIO
Se dentro a specchio il suo bel lume estende
Il chiaro Sol, con meraviglia grande;
Mentre'l calor vi si riflette e spande,
Candela opposta in un momento accende.
Così da l'altrui luce luce prende,
Chi sa scerner l'Olive da le Ghiande:
E procaccia fregiar da tutte bande
L'animo, ch'in virtù riluce e splende. Spesso veggiam formar l'humano ingegno
Quello, che non puo far l'alma Natura,
E rende l'huom d'eterna fama degno.
Con ragion dunque l'altrui lume fura
L'huom, che non l'ha; per non menar indegno
Tutto il suo tempo, e la sua vita oscura.
Page *043
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
NON TEMERE
Page *044
motto/title

NON TEMERE
Page *044
primary text/subscriptio
DEL S. PAOLO CALLIOPEO.
A poco a poco la lumaca ascende
Per aspra strada a gran poggio eminente;
Ne cio fa a caso, o temerariamente;
Ne in darno il tempo, o la fatica spende.
Così l'huom saggio, ch'alta impresa prende,
Sol con l'esser accorto e diligente
Spesso adempie sue voglie agevolmente;
Che ne affanno ne ingiuria gliel contende. E che non puo vivace e chiaro ingegno
Egli a cosa impossibil non s'attiene;
E guida a lieto fine ogni bell'opra.
Chi non ardisce a chiaro honor non viene;
E la prudenza non trappassa il segno;
Senza la qual in van l'huom s'adopra.
Page *044
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
NATURA POTENTIOR ARS
Page *045
motto/title

NATURA POTENTIOR ARS
Page *045
primary text/subscriptio
DEL S TITIANO PITTORE.
Molti in diverse etdotti Pittori,
Continuando infino a tempi nostri,
Han dimostro in disegni e bei colori
Quanto con la natura l'arte giostri; E giunti furo al sommo de gli honori,
E tenuti fra noi celesti Mostri.
Ma TITIAN, merce d alta ventura,
Vinto ha l'arte, l'ingegno, e la Natura.
Page *045
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
TERRESTRIA FLAMINA VETANT
Page *046
motto/title

TERRESTRIA FLAMINA VETANT
Page *046
primary text/subscriptio
DEL S. LODOVICO DOLCE.
Forse, che molti a l'honorata altezza
Del Monte, ove ha virtù sua propria sede,
Arriveria, ben che cinto d'asprezza
Da tutti i lati il suo salir si vede; Se vento, che disturba ogni prontezza,
Non facesse tardar l'ardito piede;
Vento dei rei travagli, ch'è sovente
Suole abbassar ogni elevata mente.
Page *046
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
GREEK MOTTO
Page *047
motto/title

GREEK MOTTO
Page *047
primary text/subscriptio
DEL S. GIROLAMO RUSCELLI.
La pianta, ch'è vicina a le chiar onde
D'alcun bel rio, che le sue rive honori,
Cresce, mercè di Stelle alme e seconde,
Di frutti adorna, e d'odorati fiori; E le bacche divengono feconde
Di celeste sapor ne i verdi Allori.
Cosi cresce il Ruscel con fama chiara,
Mercè di sua virtute unica, o rara.
Page *047
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
CALLIDIOR ERRAT.
Page *048
motto/title

CALLIDIOR ERRAT.
Page *048
primary text/subscriptio
DEL S. CESARE PAVESE
Benc'habbia tanto in lei d'alma ragione
La vezzosa Mustella, e d'intelletto
De la Natura dono; e si perfetto,
Che conosce il suo male, egli si oppone;
Pur (ne vi saprei render la cagione)
Vista la Botta, suo nemico obietto;
Ch'apre la bocca a velenoso effetto,
Corre; e la testa sua dentro vi pone. Cosi'l piu astuto volontario muore,
Mirabil cosa: e cosi fa' l'amante,
Che si da in preda a chi rode il core.
Così alla morte sua fermo e costante
Il PAVESE, del Secol nostro honore,
Corre a fera crudel, saggio et errante.
Page *048
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
FRAGRAT ADUSTUM
Page *049
motto/title

FRAGRAT ADUSTUM
Page *049
primary text/subscriptio
I.C.D.T. DITTO L'ARDENTE
La pianta, che produce il sacro incenso,
Da se stessa non rende alcun'odore;
Se'l succo, che distilla, et esce fuore,
Non è dal Sole, o da le fiamme accenso.
Così non mostra il suo valore immenso
Magnanimo, gentile, et alto cuore;
Se non è caldo di desio d'honore;
Che tanto opera più, quanto è più intenso. Se non s'adopra il ferro; e questo ancora
La ruggine difforma, e rode e lima;
Che l'esercitio ogni virtute affina.
Se stesso l'huom con le fatiche honora;
E riman sempre in valle oscura et ima,
Chi non s'erge a la luce alma e divina.
Page *049
pictura
DESCRIPTIONICONCLASS
IUVANDI MUNERE FEROR
Page *050
motto/title

IUVANDI MUNERE FEROR
Page *050
primary text/subscriptio
DEL PITTONI VICINTINO.
Quel vermicello intento al bel thesoro,
Di cui si veste volentieri il mondo,
Si chiude e copre dentro il suo lavoro
Col fil ch'esce da lui sottile e biondo: Tal il Pitton non gia per gemme, et oro,
Onde'l misero avaro è sitibondo,
Ma per giovar, opra l'ingegno e l'arte,
Che in lui sì largo il ciel versa e comparte.
Page *050
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
DABIT DEUS HIS QUO QUE FINEM
Page *04r
motto/title

DABIT DEUS HIS QUO QUE FINEM
Page *04r
primary text/subscriptio
DEL S. CONTE HIPPOLITO PORTO.
Sia pur Fortuna, come suol, nimica
A l'alte imprese, a generoso core;
Suol Dio por fine a l'empio suo furore
Con la pietosa mano a buoni amica.
Spenda ne' bei travagli ogni fatica,
E sparga ognihor ne l'arme alto sudore
Il sempre invitto PORTO; il cui valore
Sempre sarà chi celebrando dica:

D'jnvidia cesserà l'artiglio e'l morso;
Ei goderà de l'immortal thesoro,
Ch'adorna l'huom, ch'a le degn'opre intese.
Che piu; se'l Duca di Sassonia prese:
Onde'l gran Carlo hebbe spedito corso
Le chiome a incoronar d'eterno Alloro.
Page *04r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
CHRISTO DUCE
Page *05r
motto/title

CHRISTO DUCE
Page *05r
primary text/subscriptio
DE L'IMPERADOR FERDINANDO I.
Con la scorta di quel valor profondo

Che d'ogni meta e d'ogni segno è fuore;
FERDININDO, al fratel solo minore,
Sperò girar e domarr tutto il mondo.
Fu di bontate a null'altro secondo,
E sempre arse nel cor di santo ardore
Di render a GESÙ devuto honore,
E d'Europa scacciar il Turco immondo.

Morte vi s'interpose, onde no'l feo:
Ma basta il buon voler, che lo fa eguale
A ciascun glorioso semideo.
E rado goderà Principe tale
La sconsolata Italia, e'l mondo reo,
Vago (ne ben lo sa) del proprio male.
Page *05r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
AUDACES IUVO
Page *06r
motto/title

AUDACES IUVO
Page *06r
primary text/subscriptio
DI CARLO ARCIDUCA D'AUSTRIA.
Questa, che turba a noi l'humana vita
Empia, e veloce, che fiamma e vento,
Colmandoci di pene e di tormento,
Ne preme i vili, e sol gli audaci aita.
Quinci il valor e la virtute unita
Con bello et invincibil ardimento,
Fia eguale al padre e al frate in un momento
CARLO pien di bontate alta e infinita.

Gia non puo tralignar pianta feconda
Dal primo suo pedal, dond'ella uscia,
Ma di frutti e di fior sempre è ripiena.
A tanti Imperator, ch'l sommo DIO
De la casa, che 'l mondo ancora affrena
Ci diè, convien la stirpe corrisponda.
Page *06r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
PAS A PAS
Page *07r
motto/title

PAS A PAS
Page *07r
primary text/subscriptio
DI RENATO RE DI SICILIA.
Passo passo va'l Bue sí, ch'ei perviene
Colà, dove'l desio lo guida e porta;
Ne si ferma per via, ne si ritiene,
Havendo solo il ciel per Duce e scorta.
Cosí colui, ch'agrande honor perviene,
Non corre in fretta, s'ha la mente accorta:
Che di tosto salir ad alcun bene,
A l'huom l'alma Natura non comporta.

In cotal guisa si raccoglie il grano
A la calda stagion, quando è maturo;
Ch'in altro tempo il faticarsi è vano.
Quinci con motto e senso non oscuro,
Come deveva, il buon Re Siciliano
Levò il Bue, che pian pian sen va sicuro.
Page *07r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
FATIS SCRIBENDA SECUNDIS
Page *08r
motto/title

FATIS SCRIBENDA SECUNDIS
Page *08r
primary text/subscriptio
DEL S. CARDINAL FARNESE.
Il gran FARNESE; in cui chiaro s'aduna
Quanta fu mai virtù, quanto valore
In spirto alto e leggiadro, in Real core
Per tutto, ovunque que'l Sol splende e la Luna:
Nel libro, ch'ei portò fin da la cuna,
E resterà dapoi, che'l corpo muore,
Scriverà cose di perpetuo honore
Ne la seconda sua miglior Fortuna.

Questo alhor fia, che del celeste Regno
Havrà le chiavi; di cui gia molt'anni
L'immensa sua virtù nel fece degno.
Si dirà il mondo poi: Beati scanni,
E noi felici; i quali oltre ogni segno
Vivrem vita tranquilla e senza inganni.
Page *08r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
AB IMSONNE NON CUSTODITA DRACONNE
Page *09r
motto/title

AB IMSONNE NON CUSTODITA DRACONNE
Page *09r
primary text/subscriptio
DI HIPPOLITO CARDINAL DI FERRARA.
Benche'l vigil Dragon su'l lito Moro
Custodisse ad ognihora
Iricchi frutti d'oro:
Pur si trovò chi addormentollo, e colse
Del bel caro thesor, quant'ei ne volse.

Com'Aquila in tal guisa animo puro
D'ogni vitio, e sicuro,
S'adorna alteramente adhora adhora
De la virtù, ch'ogni gran stato honora.
Page *09r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
IN MOTU IM MOTUM
Page *10r
motto/title

IN MOTU IM MOTUM
Page *10r
primary text/subscriptio
DEL S. CARDINALE DA ESTE.
Con movimento eterno il ciel s'aggira,
Ma però si puo dir, ch'immobil sia;
Perche si ritorna, onde parti di pria,
Ne da l'usato corso ci si ritira.
Così, mentre si volge e si raggira
Pel poggio del valor, dovunque sia
Questo Signor, a l'alta cortesia,
Propria degli avol suoiu, mai sempre aspira.

L'Aquila, antica di sua stirpe insegna,
Ad ogni tempo è seco, e lo conduce
Ad ogni impresa gloriosa e degna.
Quanto il cielo ha di bello, in lui riluce:
Ma lingua humana è di parlarne indegna
L'occhio abbaglia al fulgor de la sua luce.
Page *10r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
BELLA GERANT ALII
Page *11r
motto/title

BELLA GERANT ALII
Page *11r
primary text/subscriptio
DI FRANCESCO CARDINALE GONZAGA.
Guerreggi pur, cui' guerreggiar è dato,
E dimostri ne l'arme alto valore:
Questo saggio e magnanimo Signore
Solo a la pace e ale virtuti è nato.
Seco la cortesia, seco il beato
Secol ritorna; ov'hebbe 'l primo honore
La santa Palla; e 'l chiaro almo splendore
D'ogni raro costume, e piu lo doto.

Viva dunque fra noi l'etate in tera
Del buon Nestore, e ognihor gli tenga dietro
La sua sí gloriosa inclita schiera.
E dal mondo fuggendo il vitio tetro,
Ottenga alfin, com'otterrà, l'altera
E Santa, a nostro ben, sedia di Pietro.
Page *11r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
SIC REPUGNANT
Page *12r
motto/title

SIC REPUGNANT
Page *12r
primary text/subscriptio
DI HERCOLE CARDINALE DI MANTOVA.
Quantunque di streppar le piume e i van mi
S'affatichin col becco alteri Cigni
A l'Aquila; e con lei fieri e maligni
Contendano, sì pronti ai costei danni;
Ella; cui non spaventano gli affanni,
Non cura i colpi loro aspri e sanguigni;
M'havendo i fati e i ciel destri e benigni,
Forte sgombra da se pene et inganni.
Così questo cortese alto Signore
Non teme affatto di Fortuna audace,
Ch'offenda quel di dentro, o quel di fuore
E con i virtuosi ha rado pace,
Che seco gareggiando di valore,
Ciascuno è vinto, e a sua virtù soggiace.
Page *12r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
NON SEMPER IMBRES
Page *13r
motto/title

NON SEMPER IMBRES
Page *13r
primary text/subscriptio
DI LUIGI CARDINALE CORNARO.
Non sempre i moti, o le campagne infesta,
Scendendo giu da nubi atre et oscure,
Come scender veggiam, pioggia o tempesta,
Quando piu le stagion son aspre e dure:

Così non sempre à bei pensier molesta
È la Fortuna, quando avien, ch'oscure;
Ch'al fin cangiando ogni suo tristo effetto;
Dimostra lieto il conturbato aspetto.
Page *13r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
TANTO UBERIUS
Page *14r
motto/title

TANTO UBERIUS
Page *14r
primary text/subscriptio
DEL S. GUIDO FERRERO CARDINAL DI VERCELLI.
Miracol raro di Natura al mondo;
Che, quanto ramo più si spicca e taglia
Di verde Olivo, esso non pur agguaglia
I frutti suoi, ma piu divien fecondo.
Così alto ingegno, a null'altro secondo,
Quanto lo premi piu, par che piu saglia:
E, s'avien, ch'altrui forza unqua l'assaglia;
Egli non suol temer' gravezza, o pondo.
Quinci, quanto piu vien, che porga e dia
Il buon VERCELLI; tanto in lui piu cresce
Maggior valor, e doppia cortesia.
E, qual viver non puo senz'onda pesce;
Tal ei senza la sua virtu natia,
Laqual vitio giamai non turba, o mesce.
Page *14r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
FIDEM FATI VIRTUTE SEQUEMUR
Page *15r
motto/title

FIDEM FATI VIRTUTE SEQUEMUR
Page *15r
primary text/subscriptio
DI COSMO DUCA DI FIORENZA.
Sotto questo asendente il grande Augusto,
E Carlo Quinto fer mirabil cose;
Et hebbero ambedue capace gusto
De le virtuti al secol nostro ascose.
Sotto l'istesso aprirà il calle angusto
A l'opere honorate e gloriose
Cosmo che torna il secolo vetusto,
Ilqual l'acqua e le ghiande in pregio pose.
Fortunata città, cui 'l padre eterno
Concesse il grave et honorato pondo.
Del felice fra noi seggio e governo.
Che col valor a null'altro secondo;
Com'ei dimostra al bel thesoro interno;
Fia per ornar Fiorenza, Italia e 'l mondo.
Page *15r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
NUNQUAM SICCABITUR AESTU
Page *16r
motto/title

NUNQUAM SICCABITUR AESTU
Page *16r
primary text/subscriptio
DEL S. THOMASSO, DUCA DI TERRA NUOVA.
Mai non si secca per calor estivo
L'immenso mar, bench'arda tuttavia
Il sol la terra, e che questo e quel rivo,
Overo alcun torrente asciutto sia.
Cosi egualmente il chiaro fonte e vivo
De l'alma e incomparabil cortesia
Del gran Thomasso non fia secco mai
Per sorte aversa, o per nocivi guai.
Page *16r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
SEMPER ARDENTIUS
Page *17r
motto/title

SEMPER ARDENTIUS
Page *17r
primary text/subscriptio
DEL MARCHESE DELLA TERZA.
A piu ardente battaglia, e via piu fiera
Sempre il Serpe si serra; e d'altra parte
Seco con pari ardor, impeto, et arte,
E con ugual valor l'Aquila altera.
In questa adunque pugna aspra e severa
Acui s'accosterà Bellona, o Marte,
Certo è gran dubbio, de le due qual parte
Fia vincitrice; e qual ne caggia, o pera.
Cosi nel gran Marchese si trovaro
La Magnanimità con la Prudenza;
E gran tempo di pari ambe giostraro.
Ne mai, mentre qui visse, ei ne fu senza;
Ma tosto il ciel, di sue virtuti avaro,
Spogliò la terra. Ah troppo empia sen=[
tenza].
Page *17r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
FINIUNT PARITER RENOVANT QUE LABORES
Page *18r
motto/title

FINIUNT PARITER RENOVANT QUE LABORES
Page *18r
primary text/subscriptio
DEL S. MARCHESE DEL GUASTO.
Tosto, che colte le mature biade,
Provido Agricoltor ripone il grano;
Torna al primo lavoro a mano, a mano;
Ne dal costume suo s'allenta, o cade.
Tal al Gran GUASTO similmente accade;
Che finita una impresa, pon la mano
Subito a l'altra; e 'l suo valor sovrano
Giamai non posa. O somma alta bontade.
Cosí conviene a Capitano invitto;
Cosí l'audace Cesare e Pompeo
Passar con l'arme loro oltre l'Egitto.
Cosí nel fine il grande Alcide feo;
Che vinse i Mostri: indi, si come è scritto,
Ne le fiamme immortal poi si rendeo
Page *18r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
PARI ANIMO
Page *19r
motto/title

PARI ANIMO
Page *19r
primary text/subscriptio
DI DON FRANCESCO DA ESTE.
Ecco due Tempi d'artificio eguale,
Parimente di forma e di grandezza:
Similmente ambedue d'egual bellezza;
Benche ogni bel lavor col tempo è frale.
Serba il buon Don FRANCESCO animo, quale
Si convien all'illustre inclita altezza
De la sua stirpe, ad ogni studio avezza,
Che puo far di terreno huomo immortale.
In lui l'ardir, in lui l'alto valore
Pari agli antichi, et à moderni Heroi;
C'hebbero in guerra e in pace il primo honore.
Et ardon tutti i disideri suoi
In mostrarsi del lucido splendore
Degno di tanti chiari Avoli suoi.
Page *19r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
UNA DIES APERIT
Page *20r
motto/title

UNA DIES APERIT
Page *20r
primary text/subscriptio
DI FEDERICO VESCOVO DI BERGAMO.
Vaga e leggiadra Rosa pare un sol giorno
Grande e raro miracol di Natura.
Cosí gentile e bell'ingegno adorno
Tosto si fa; pur che vi ponga cura
D'ogni virtù, che possa far soggiorno
Qua giu in mortale e human creatura.
Ch'in un punto fiorisce alto valore,
Che puo far l'huom degno d'eterno honore.
Page *20r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
QUID IN PELAGO
Page *21r
motto/title

QUID IN PELAGO
Page *21r
primary text/subscriptio
DI MONS. MACASSUOLA.
Percuote il Pin di gravi frutti pieno
Forza di venti, e le sue verdi fronde.
Hor, ch'esser deve in alte e torbid'onde:
Se potente e sì fiera è nel terreno,
Così, se invidia il crudo altro veleno
In basso stato, o in mediocre infonde;
Che devrà far ne l'alto; ove diffonde
Et apre, e sparger suol la copia il seno.
Ma, se virtù tien honorato loco
Presso de' buoni; e la sua luce splende
Piu, che nonf a di meza notte il foco:
Otterrà il grado, che molt'annni attende
Il valor, che i sudori estima poco;
Ea vero honor, e immortal gloria intende.
Page *21r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
PARA QUITARLO A TIEMPO
Page *22r
motto/title

PARA QUITARLO A TIEMPO
Page *22r
primary text/subscriptio
DEL S. FRANCESCO ORSINO.
Insin, che tempo sia da sciorre il nodo,
Che in me l'ardir con la ragion affrena;
Con bocca chiusa, che si move a pena,
Come vedete qui, girmene io godo.
Sangue Roman, di che miglior non odo;
Che del tuo gran valor l'Italia piena
Facesti ognihor: a te l'aria serena
Mai sempre sia nel piu felice modo.
A te crescan l'Olive, a te gli Allori;
E passin le sue insegne in Oriente
Sotto Papi, Re, Duchi, e Imperatori.
E sia trionfo la nimica gente
De la tua spada; e mille e mille honori
Habbia fra noi la tua virtute ardente.
Page *22r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
CLARIOR AT DIES
Page *23r
motto/title

CLARIOR AT DIES
Page *23r
primary text/subscriptio
DEL S. GIOVANNI ORSINO.
Quando spunta dal bel vago Oriente
Con le guancie di rose a noi l'Aurora,
Dal balcon di la sù col giorno fuora
Il Sol esce piu chiaro e piu lucente.
Così, quando è di fior via piu ridente
Feconda pianta a la stagion, ch'infiorra
La nuda terra, piu di frutti honora
L'estate, che sen va ricca e possente.
Da bei principi de l'età piu verde
Dimostra il buon Giovan quel, che si deve
Sperar ne la piu ferma e piu matura.
Ogni alta impresa al suo valor fia lieve;
E con gli anni ha piu forza e piu rinverde
Virtù, che per compagna ha la natura.
Page *23r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
PERCUSSUS ELLEVOR
Page *24r
motto/title

PERCUSSUS ELLEVOR
Page *24r
primary text/subscriptio
DEL S. CARLOTTO ORSINO.
Quanto è percossa piu, piu ad alto ascen=[de]
Volubil palla, e dal terren si sferra:
Così, quanto piu bello animo offende
Avversa stella, e piu gli face guerra:
Tanto piu sua virtù maggior il rende,
Che non lo lascia star chin su la terra;
E quel, ch'a vili è causa d'abbassarsi,
A lui porge ali e piume de innalzarsi.
Page *24r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
IOVI PHOEBO CAESARI
Page *25r
motto/title

IOVI PHOEBO CAESARI
Page *25r
primary text/subscriptio
DEL S. IAROSLAO BARONE DI PERNESTAM.
A Giove, a Febo, a Cesare sacraro
Il verde Lauro i sommi Duchi antichi;
I quai le tempie di sue foglie ornaro
Di gloria piu, che di ricchezze amichi.
Cosi questo Barone ongi hor piu chiaro
Suo honor, per cui adivien che s'affatichi,
Da Dio conosce, dal suo influsso, e'l rende
Al grande Augusto, onde ogni lode attende.
Page *25r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
PUR CHE NE GODAN GLI OCCHI ARDAN LE PIUME
Page *26r
motto/title

PUR CHE NE GODAN GLI OCCHI ARDAN LE PIUME
Page *26r
primary text/subscriptio
DEL S. CURTIO GONZAGA.
Quanto piu pioggia, e nel celeste lume
S'affisa, come ognihor l'Aquila suole,
Se ben il gran calor l'arde le piume,
Gioendo gli occhi, non le pesa, o duole.
Cosi, chi adora un bel terreno nume:
Pur ch'esso goda a rai del chiro sole
Benche gli offenda il cor tormento e noia,
Son nulla a par de la sua estram gioia.
Page *26r
pictura
motto/title
primary text/subscriptio
DEL BARONE DELLA TRINITA.
Rinasce, e vive ognihor de la sua morte
L'alma Fenice, e se nel foco affina;
Che, sendo ad altri ingiurioso e forte,
A lei contra'l suo fine è medicina
Cosi trahe l'huom de la comune sorte
Lodato studio, e nobil disciplina;
E sol per via de le fatiche ascende
A vero honor, che glorioso il rende.
Page *27r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
ADVERSA MANIFESTANT
Page *28r
motto/title

ADVERSA MANIFESTANT
Page *28r
primary text/subscriptio
DEL S. MATTHEO STENDARDO.
Qual si conosce cavalliero in giostra,
E nocchiero in tempesta horrida e bruna;
Tal ne l'aversità d'empia Forunta
Nobile ingegno sua virtù dimostra.
Così, mentre, che'l buon STENDARDO giostr-[a]
Con questa rea senza ragion alcuna,
Incontra'lvento, che'l ciel chiaro imbruna,
Fa di se bella et honorata mostra.
Che, quando ella lo stende e batte in terra,
Esso con maggior forza alto risorge;
E cader fa di lei spezzate l'arme.
Sempre se stessa al virtuoso porge
Questa cieca nimica: ma l'atterra
Chidi valore e sofferenza s'arme.
Page *28r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
POTIUS MORIQUE FAEDARI
Page *29r
motto/title

POTIUS MORIQUE FAEDARI
Page *29r
primary text/subscriptio
DEL S. POMPEO DELLA CROCE.
Certo ben puote, immortal lode darsi
Da dotti ingegni al candido Armellino;
Che piu tosto, che tinger e macchiarsi
Nel fango, onde gli vien chiuso il cammino;
Lascia da cauti cacciator pigliarsi,
Benche sappia il suo fine esser vicino,
Cio fa questo signor saggio e gentile,
Che mai non scende ad alcun'atto vile
Page *29r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
NI MATARME NI ESPANTARME
Page *30r
motto/title

NI MATARME NI ESPANTARME
Page *30r
primary text/subscriptio
DEL S. GALEAZZO FREGOSO.
Non puo del Sol l'ardente almo splendore
Gli occhi abbagliar del sacro augel di Giove:
Ne far, ch'alto non poggi; o che si trove
Da viltà giamai vinto, o da timore.
Così'l gentile e generoso core
Del buon FREGOSO tema unqua non move
Da degne, et alte, e gloriose prove,
Onde alhor viva l'huom, quand'egli more.
Si spera il mondo al suo valor invitto
Veder statue sacrar, archi, e trofei,
E, quanto vide mai Roma, od Egitto.
Ha sempre amici e protettor gli Dei,
E doma la Fortuna animo invitto;
Ne teme segni minacciosi e rei.
Page *30r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
SPIRITUS DURISSIMA COQUIT
Page *31r
motto/title

SPIRITUS DURISSIMA COQUIT
Page *31r
primary text/subscriptio
DEL CAPITAN GIROLAMO MATTHEI ROMANO.
Ha lo struzzo tal don da la Natura,
Che'l duro ferro digerisce e pasce:
Così, quanto si voglia acerba e dura
Cosa a spirito franco unque non noce.
Quel, che s'oppone al suo valor, non cura:
M'a l'imprese maggior corre veloce.
Onde con fronte poi di Lauro adorna
Sempre con laude e vincitor ritorna.
Page *31r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
SPERO TANDEM
Page *32r
motto/title

SPERO TANDEM
Page *32r
primary text/subscriptio
DEL S. CONTE LIONELLO CHIERICATO.
Quanto vede la Grue piu'l tempo oscuro,
E l'aere piu da venti esser turbato;
Tanto piu verso il cielo il volo usato
Ripiglia; e'l moto ha faticoso e duro.
Quinci passa le nubi, u'l cielo è puro,
E d'ogni parte chiaro e temperato;
E dal periglio si ritrova in stato,
Contra quel, che fu pria, queto e sicuro.
Così colui ch'a vero e chiaro honore
Cerca poggiar con l'ali di virtute,
Ne le difficultà se stesso avanza.
Ne si smarrisce il generoso core
Per gran difficultà, c'habbia vedute:
Anzi sempre s'avviva la speranza.
Page *32r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
SIC VOS NON VOBIS
Page *33r
motto/title

SIC VOS NON VOBIS
Page *33r
primary text/subscriptio
DEL S. ANTONIO DA LEVA.
Non producono il mel soave e grato
Per se, ma per altrui con propio danno
L'Api ingegnose; a cui'l villano ingrato
In iscambio di premio arreca affanno.
Cosi'L LEVA ne l'armi sì stimato
Contra ilquale non poteo forza od inganno,
In utile sudò del suo Signore;
Ne per se riportò, senon l'honore.
Page *33r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
REQUIES TUTISSIMA
Page *34r
motto/title

REQUIES TUTISSIMA
Page *34r
primary text/subscriptio
DEL S. ANTONIO LANDRIANO
Sovra un tronco gentil l'Aquila audace
Fra rami, che le fan corona intorno,
Trova queto riposo, e ferma pace,
E dolce e tranquillissimo soggiorno.
Così chi sovra a salda pianta giace
D'alma virtù, che l'huom fa chiaro e ador-[no]
Sicurissimo stanza al caldo al gello;
Ne teme venti, o'l minacciar del cielo
Page *34r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
ET CETERA
Page *35r
motto/title

ET CETERA
Page *35r
primary text/subscriptio
DEL S. BERNARDINO, IL CAVALIERE GOITTO.
Va il pellegrino al suo viaggio intento;
Ne chi lo vede sa, dov'ei sen vada,
Fuori, ch'egli medesmo; il cui talento
È di cercar o questa o quella strada;
E là ridursi, ov'è di gir contento,
O che sia dilettosa, o ria contrada.
Vedesi il motto; e'l senso si comprende:
Ma qual esser di lui l'obietto intendé.
Page *35r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
INGENIUM SUPERAT VIRES
Page *36r
motto/title

INGENIUM SUPERAT VIRES
Page *36r
primary text/subscriptio
DEL S. CONSALVO FERNANDO.
Ben cauto Arcier col suo istrumento in mano,
Posto lo stral, come s'avisa, a segno,
Senza interromper punto il suo disegno
Giunge e fere il nimico di lontano.
Cosí contendere suol la forzà in vano
Con bel, vivace, e pellegrino ingegno:
E di questo lasciò non picciol segno,
Grecia, Carthago, e'l buon popol Romano.
Trova chiaro intelletto mille modi
Da domar il nimico: e poca gente
Grossi eserciti spesso ha rotti e sparti.
Ne città, ne fortezza è sí possente,
Ov'esso adoperando astutie et arti,
Non entri, e non la prenda agevolmente.
Page *36r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
VIGILANTIBUS NUNQUAM
Page *37r
motto/title

VIGILANTIBUS NUNQUAM
Page *37r
primary text/subscriptio
DEL CAVALIER ARZALE.
A chi sta vigliante unqua non nuoce
Fortuna, a buoni ingiuriosa e ria;
Sia pur, quanto si voglia aspra et atroce,
Pur, c'habia la prudentia in compagnia;
Questa, che così bella è ne la voce
Alfin lo drizza al ciel per dritta via;
E gode i giorni ognihor lieti e sereni,
Sprezzando questi human fallaci beni.
Page *37r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
SIC PERIRE IUVAT
Page *38r
motto/title

SIC PERIRE IUVAT
Page *38r
primary text/subscriptio
DEL S. GIROLAMO FABIANO.
Con le tenaci braccia a' rami intorte
Hellera cinge cara amata pianta;
Et in dolce union con pari sorte
Si stan, s'invida man non ne le schianta.
Cosí di viver giova, e gir a morte
A chi del foco suo Cupido ammanta.
Felice coppia, al ciel cara e gradita,
Ch'in amoroso laccio ha morte e vitta

Page *38r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
INGENTIA MARMORE FINDIT CAPRIFICUS
Page *39r
motto/title

INGENTIA MARMORE FINDIT CAPRIFICUS
Page *39r
primary text/subscriptio
DEL CONTE NICOLA DA CAMPOBASSO.
Vedete, come i grossi marmi fende
Ruvida pianta, u le radici appiglia:
Tal forza la virtù col tempo piglia,
Et altrui lieve l'impossibil rende.
Quinci felice ascende
A stati illustri, ad alto e chiaro honore,
Che mai non scema al trappassar de l'ho[re]
Page *39r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
UT PROSIM
Page *40r
motto/title

UT PROSIM
Page *40r
primary text/subscriptio
DEL S. GIO: BATTISTA BOTTIGELLA.
Produco vago et odorato fiore
Sol per giovar altrui pianta felice.
Così per dar altrui gloria et honore
Fa il BOTTIGELLA quel, che'l motto dice.
Per porre in altrui bene il suo valore
Brama di sempre haver stessa fautrice.
Dunque è di lui la bella parte interna
Degna di chiaro honor, di lode eterna.
Page *40r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
ALTERA MELIOR
Page *41r
motto/title

ALTERA MELIOR
Page *41r
primary text/subscriptio
DEL S. MICHELE CONDIGNAC.
S'appoggia d'un gentil Ginebro a l'ombra
Horrido Serpe: et è tanto felice,
Che'l vecchio scoglio a poco apoco sgombra,
E si rinova a guisa di Fenice.
Tal fa colui, cui sempre il petto ingombra
L'alma virtù, del cor vera beatrice;
O si nutre del frutto, e dell'odore
D'un puro, degno, et honorato amore.
Page *41r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
VENENA PELLO
Page *42r
motto/title

VENENA PELLO
Page *42r
primary text/subscriptio
DEL S. BARTHOLOMEO D'ALVIANO.
Quando solingo il candido Liocorno
A chiaro fonte va stanco per bere;
Per certo natural antivedere
Dentro vi pon primieramente il corno:
Che lui di tal virtù conosce adorno,
(O de' bruti notitie occulte e vere)
Che non puote alcun'acqua sostenere
Atro venen, ch'en lei faccia soggiorno.
Onde sicuri poi glialtri animali
Spengono la lor sete; ch'altramente
Di morte sentirian gli acuti strali.
Cosí giovava a le sue invitte genti
L'animoso ALVIAN con le immortali
Virtù, di cui la fama anco si sente.
Page *42r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
ALTIOR NON SEGNIOR
Page *43r
motto/title

ALTIOR NON SEGNIOR
Page *43r
primary text/subscriptio
DEL CONTE LANDRIANO.
Come fiume, se'n lui si gonfia l'onda,
Piu corre altero, e non va tardo, o lento;
Così, quanto gli è piu l'aura seconda;
Tanto il buon Conte è al ben oprar intento.
Alta virtù, che nel suo petto inonda,
Cotale il rende, al bel viaggio attento:
Onde tosto sarà, dove s'acquista
Gloria; a la qual non basta humana [vista.]
Page *43r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
SIC CREDE
Page *44r
motto/title

SIC CREDE
Page *44r
primary text/subscriptio
DELL'UNICO ARETINO.
Quando saper l'accorta Aquila vuole,
Se i picciol figli son veri, o bastardi;
Fa, che ciascun ne' rai del chiaro Sole
(Che tal è l'uso suo) fiso risguardi.
Questo seguir si belle esempio suole
Il saggio, che non crede, senon tardi
A cosa, o che sia antica, o che sia nova;
E sol per chiara e manifesta prova.
Page *44r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
FATO PRUDENTIA MAIOR
Page *45r
motto/title

FATO PRUDENTIA MAIOR
Page *45r
primary text/subscriptio
DELLA REINA DI FRANCIA.
Se stella iniqua ha qui forza e valore
D'apportar fra mortali influssi rei;
La prudenza de l'huomo have di lei,
E d'ogni rio destin possa maggiore.
Onde armata di senno e di valore
La Reina di Francia; e i sommi Dei
L'ardir accompagnando di costei,
Estinto ha l'Ugonotico furore.
Così l'invitto figlio alto poggiando
Per le virtù paterne, a poco a poco
Porrà la setta, a Dio nimica, in bando.
Quinci fia ritornato il primo loco
A la Romana Chiesa; in lui avampando
De lo Spirto Divin l'ardente foco.
Page *45r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
IAM FELICITER OMNIA
Page *46r
motto/title

IAM FELICITER OMNIA
Page *46r
primary text/subscriptio
D'ISABELLA VALESIA REINA DI SPAGNA.
Quando veggiamo i due gran lumi chiari;
L'un, che da l'onde a noi conduce il giorno;
E l'altro, che col bel candido corno
Produce effette ne la notte pari:
Segnano influssi aventurosi e rari;
D'ogni felicitate è 'l cielo adorno;
A chi porta corona alto soggiorno
Dimostra, e doni preciosi e cari.
Ogni stella, ogni gratia alma e divina
Accompagna, et insieme ogni valore
Di Spagna la magnanima Reina.
Ne degno era d'haver men chiaro honore
Un gran Re, che di par seco camina,
E un nipote di CARLO Imperatore.
Page *46r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
RERUM SAPIENTIA CUSTOS
Page *47r
motto/title

RERUM SAPIENTIA CUSTOS
Page *47r
primary text/subscriptio
DELLA SIGNORA DUCHESSA DI SAVOIA.
Non l'alte Torri, e le superbe mura,
Benche fosser d'acciar temprato e forte;
E non ferrate adamantine porte
Rendono una città queta e sicura.
Non, se di lei Medusa havesse cura;
Medusa; che là giù ne la sua corte
(Effetto peggio assai d'horribil morte)
Trasformava le genti in pietra dura.
Ma quella, che dal capo uscio di Giove
Alma Sapienza, e serbatrice eterna
Di quanto qui sta fermo, o che si move.
Ogni cosa quà giù regge e governa
Questa guerriera; ne men par, che giove
A la miglior de l'huom parte piu interna.
Page *47r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
ILLE MEOS
Page *48r
motto/title

ILLE MEOS
Page *48r
primary text/subscriptio
DELLA PRINCIPESSA DI BISIGNANO.
Tortora, che perduta ha la compagna
Fugge con meste e lagrimose temprè
I lieti prati e i verdi rami e sempre,
Ne il becco asciutto in acqua chiara bagn[a.]
Ne con altra giamai piu s'accompagna
E par, che solo il suo dolor contempre
Con lagnarsi ad ognihor, fin che la stempre
Colei, che tutto alfin vince e guadagna.
Così la PRINCIPESSA, altero honore
Di beltà, di valor, di castitade
Ha lasciato il suo cor al suo Signore.
Quel sol primiero amor aprì le strade
Del petto suo, e quel ne l'ultim'hore
Serberà ognihor col pregio d'honestade.
Page *48r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
MELIORA LAPSIS
Page *49r
motto/title

MELIORA LAPSIS
Page *49r
primary text/subscriptio
DELLA MARCHESA DI PESCARE.
Guarderà da viaggio errante e torto
Miglior Fortuna il ben armato legno
Sì, che solcando il mar dritto ad un segno
Giungerà lieto al desiato porto:
Ch'a chi pon in virtute il suo ritegno
Il celeste favor mai non è morto;
Così ne l'aria nubilosa e nera
A Dio si volge, e in lui si fida e spera.
Page *49r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
SED VIS NON FRANGITUR AURI
Page *50r
motto/title

SED VIS NON FRANGITUR AURI
Page *50r
primary text/subscriptio
DELLA S. LAVINIA DELLA ROVERE.
Puo ben spezzar adamantini scudi
Tagliente ferro, a mille prove eletto;
Ma tal aprir di casta Donna petto
Puot'or, qual puo martel ben saldi incudi.
Ne men pongano l'arte e i loro studi
Gl'insidiosi Amori; et ogni effetto:
Che contra a ver di pudicitia obietto
Saran mai sempre disarmati e nudi.
Sal l'ardita Lucretia al tempo vostro
Romani Regi; e molte in chiaro stile
Discritte al mondo da purgato inchiostro.
Senza la castità, Donna gentilee
Vada lucente pur di gemme e d'ostro
Sarà, come senz'herba e fiori Aprile.
Page *50r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
NESSUN MI TOCCHI
Page *51r
motto/title

NESSUN MI TOCCHI
Page *51r
primary text/subscriptio
DELLA S. LUCRETIA GONZAGA.
Candida Cerva al suo bel collo intorno
Nessun mi tocchi, ha in lettre d'oro impresso:
Cio di LUCRETIA ha'l bel thesoro espresso;
Che le fa'l petto immortalmente adorno.
Così, mentre n'apporti Apollo il giorno,
E splenderà la Luna;
In costei non havrà potenza alcuna
Mai ne tempo, ne morte, ne Fortuna.
Page *51r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
OPES NON ANIMUM
Page *52r
motto/title

OPES NON ANIMUM
Page *52r
primary text/subscriptio
DELLA S. ERSILIA CORTESE.
Benche le fiamme in gran palagio accese
Ardan qualunque parte adorna e bella
Gia non puo consumar questa, ne quella
Parte di gentil animo e cortese;

Però, che la virtù, che gia si prese
Per habito, o natura;
Mai sempre ferma e vincitrice dura.
Page *52r
pictura
DESCRIPTION.ICONCLASS
HIS SUFFULTA
Page *53r
motto/title

HIS SUFFULTA
Page *53r
primary text/subscriptio
DELLA S. CLAUDIA RANGONA.
Come s'appoggia a l'ancora tenaci
Spalmato legno, che per l'onde aggira;
Così ferma i riposi e le sue paci
Quest'alta Donna; ove'l suo cor aspira;
O le scaldino l'alma ardenti faci
Di casto amor, ch'a gentil petto mira
O di bella virtù sia tutta ardente
Per farsi singolar da l'altra gente.
Page *53r