M. LODOVICO DOM.261 / cioè, com'egli era apparecchiato per cortesia sua e ge[n]ti- / lezza d'animo compiacere altrui in tutte le cose ra- / gioneuoli & honeste; ma per forza e contra la volon- / tà sua non era mai per far nulla. Dissigli adunque, / ch'à volere esprimere questo suo concetto figurasse / vna Palma senz'altro, la cui proprietà vi è notissi- / ma, e facesseui vn motto; FLECTITVR OBSE- / QVIO NON VIRIBVS; questa mi parue inuent- / tione assai accommodata al desiderio dell'amico. Ri- / cheisemi vn cittadin Fiorentino, ilquale era per an- / dare in officio, ch'io gli dessi vna impresa per farla / dipignere nello stendardo, ch'essi vsano di portar se- / co, come insegna del magistrato. E diceuami,ch'egli / haurebbe voluto mostrare in figura, come essendo egli / stato in continui trauaglij perseguitato molto dalla / Fortuna, non s'era mai per ciò lasciato vincere nè / abbatere da gliaffanni, ma sempre hauea mostrato il / viso alla sorte, mantenendo core intrepido e virile. / Gli ordinai dunque,che figurasse vn Leone; ilquale / è il più ardito e generoso animale, che sia sopra la / terra, e facesse vn motto: REBVS ADVERSIS / ANIMOSVS. AR. Questo se ben mi ricorda, è / vn verso d'Horatio. LOD. E senza dubbio, e par- / mi all' hora (come si suol dire) dar nel segno, quand'io / posso esprimere la intention mia ò d'altrui, con paro- / le ò versi di qualche autore illustre, ò historico ò poe- / ta Latino, molto meglio assai, che s'io formassi il mot- / R 3

 

 

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