M. LODOVICO DOM.237 / in cambio di pestelli figurarono due membri virili / co'testicoli dentro nella zucca, e'l medesimo motto, / che seruiua loro del Meliora latent. L'impresa de / gli Academici Infiammati di Padoua, della quale / era stato capo & autore l'anno M. D. XL. Monsi- / gnor Leone Orsino Vescouo di Fregius; era Hercole, / che ardeua volontariamente sul monte Octa; e'l / motto d'essa, anchor che Toscano, fu nondimeno bel- / lo & arguto; cioè, ARSO IL MORTALE, AL / CIEL N'ANDRA L'ETERNO. Volendo mo- / strare, che ogni spirto gentile deposta giù la spoglia / terrena, andrà à godere i premi di vita eterna. / Questo argomento d'Hercole m'hà fatto souuenire / d'vn' altra virtuosissima Academia, che in quei me- / desimi tempi, ò pochi anni dopò, fiorì in Ferrara: / nellaquale Academia erano di molti eccellentissimi / e rarissimi intelletti, sicome fu, mentre e'visse, M. / Bartolomeo Ferrino, all'hora Segretario dell'Eccellen- / tissimo S. Duca di Ferrara, di cui si leggono alcune / poche, ma dottissime fatiche, in prosa e versi Tosca- / ni; e M. Alberto Lollio, ilquale è hoggidi vna de' / piu rari e virtuosi intelletti, c'habbia Italia, & oltra / ciò cortesissimo e singolar gentil'huomo, & altri assai / gentilissimi spiriti degni d'ogni lode. Chiamauasi / questa Academia de' Signori Eleuati, e portaua per / impresa vna delle dodici fatiche d'Hercole; ciò era / la lotta di lui con Anteo: e'l motto co[n]ueniente à tale / impresa

 

 

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