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QUEBRAR O ALCANCAR

DEL S. DON GIOVANNI DI A CUGNA.
Solea sovente dir Cesare altero,
C'hebbe col suo valor la Gallia doma;
E vinse Africa, Spagna, Italia, e Roma;
O, ch'io fia nulla; o che sarò il primiero.
Questo, vago di gloria e d'honor vero,
Dice nel suo natio dolce idioma:
O, che si spezzerà quel, ch'ei non noma;
O fia verace effetto al suo pensiero. Da cio tralucer veggio alto desio
Di magnanimi fatti: e ben conviene
A chi da tanto e sì gran parte uscio.
Dunque mentre di cio calde ha le vene;
Al nobil suo pensier benigno DIO
Apporti destro il ciel, l'hore serene.

 

 

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