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UTCUNQUE

DEL S. SFORZA PALAVICINO.
Come ch'a l'Idra un collo si recida
Vi nascon tanti in vece di quell'uno;
Ch'esser non puote, che giamai l'ancida,
Opri, quanto si voglia ingegno alcuno; Tal la virtu, ch'in cor alto s'annida,
Non teme volto minacioso e bruno
Di nemica fortuna, o assalto d'armi;
Ma via è più salda, che le incudi e i marmi.

 

 

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