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FRUSTRA

DEL S. CONTE ALFONSO DI VILLA CHIARA.
O forze de' mortai debili e vane;
Quante saette, ancora che vibrate
Da buon giudicio, van rotte e spezzate,
E da la meta lor scure e lontane.
Cotali son le conditioni humane;
Che spesso ritroviam le stelle irate
Contra di noi: spesso nel mar turbate
L'onde, che fan le voglie nostre insane. Pur tanto esser non puo grave ritegno,
Che di tante saette al vento sparte
Una non giunga al desiato segno.
Ch'un bello, saggio, e ben'accorto ingegno
Fa quello, che non fa Bellona o Marte,
Solo in virtù ponendo il suo sostegno.

 

 

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