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HAERE TURBIQUE

DEL S. CONTE VESPASIANO TIENE.
La Cerva, ch'è percossa di saetta,
Dovunque va, la porta sempre al fianco:
E, benche pronti ha i piè, lo spirto è stanco,
E via piu duolsi, quanto piu s'affretta.
Così d'ingiuria ricevuta, in fretta
Non si scorda gentil animo e franco:
Ma, se non vien dela memoria manco,
A la vendetta luogo e tempo aspetta. E chi ferito è d'amoroso strale,
Sempre il bel volto, che impiagollo, porta
Ne la mente, cagion d'ogni suo male.
Similmente ogni bell'alma accorta
Serba la cura ond'esserer immortale
Possa, tenendo la virtù per scorta.

 

 

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