AL MOLTO MAGNIFICO
ET ECCELLENTE S. MIO OSS.
IL S. CAVALLIERO
GIULIO CAPRA
NON è, per quanto io stimo, al mondo persona gentile, & generosa,
molto Magnifico & Eccellente Signor mio, il cui spirito da qual-
che grave passione, secondo gli accidenti, non sia molestato. Essen
do vero adunque, che gli animi nostri, non meno che i corpi siano
da diverse infermitadi afflitti: ragionevol cosa he cosi a quelli
come a questi di giovevoli, & salutifere medicine sia proveduto. & poi che ad
ogn'uno non è dato per gli impedimenti humani, are opre maravigliose, e can-
tar dolci, e divini versi, onde le menti nostre possano prendere delle lor pene alle
volte tregua, e riposo; ci giova senza alcun dubbio con altri modesti modi, quasi sfo
cando le pene nostre, esprimere le interne passioni. Il che secondo il giudicio
mio ne meglio, ne piu commodamente si puo fare che con la lodevole inventione
delle Imprese accompagante da sententiosi, & arguti motti. Questa nobile me-
dicina de i travagliati animi è stata da gli antichi senza alcun dubbio usata, & di tem-
po, in tempo osservata sino all'età nostra; nella quale ella è stata talmente accre-
sciuta, & regolata, che per essere ridotta alla sua vera perfettione credo, che niuna,
overo poche parti vi si possano aggiungere. In fede di quanto dico, ho fatto con
non picciola mia fatica, & industria una scelta delle piu vaghe, delle piu dotte, &
sententiose imprese di Regi, Principi, & persone illustri, & vituose de tempi no-
stri, & quelle di dottissimi, & leggiadrissimi versi dalla felice memoria: di M.
Lodovico Dolce, per espositione loro, accompagnate. Et essendomi da Vicenza
stato mandato fra l'altre quella di V. S. bella, & di alto intendimento: mi sovven
nero tutto a un tempo le molte virtù sue accompagnate da ottime lettere, & lode-
volissimi costumi, la generosità del suo nobilissimo animo, gli esempi di vera cor-
tesia, che senza alcun mio meriro si è degnata sempre mostrarmi, & l'amore della
comune nostra honorata patria: le quali cose tutte mi mossero, sendo homai l'ope
ra finita, a dedicarla a V. S. come faccio allegramente. Ne di questo mio picciol
segno di gratitudine desidero altro da lei, se non che V. S. si degni tenermi nella
solita gratia sua, & valersi dell'opra mia, dove mi conoscera atto a farle servitio.
Di Venetia il x. di Giugno. M D LXVIII.

Di V. S.

Servitore affettionatiss.

Battista Pittoni.

 

 

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