[TEXT]A MAGNANIMI LETTORI
[P]ERCHE sopra la materia delle Imprese, molti huomini famosi per bontá e per
dottrina hanno diligentemente scritto, massimamente un moderno Francese in sua
lingua, & in toscana favella, il Simeone, il Giovio, il Domenichi, il Ruscelli, l'A-
mirato, l'Academia di Casale Sanvasio, l'Arnigio per l'Academia de gli occul-
ti in Brescia, il Farra academico Affidato, finalmente il gentilissimo Taeggio Iu
reconsulto, Però io per commessione dell'Academia de gli Affidati in Pavia;
risolutomi (come si suol dire per Proverbio) di aggiognere alcun nuovo ritruovamento alle cose trovate
dette, o scritte, mi sono a cosi gran carico piu perobedienza che per presuntione sottoposto. conciosia che
ben si sappia come dire, e scrivere d'un suggetto, tanto non si possa, si che qual si sia giuditioso intelletto non
habbia luogo di pensare e di trovare altri concetti, & alle cose dette, o, scritte conformemente applicarli.
Vennemi adunque in animo, e piu per gratia divina; di spargere, come nuovo seme, gli stessi miei concetti
nel fertile e ben coltivato campo de suddetti famosi scrittori; onde secondo me; è stata prodotta la vera pro-
prietà delle Imprese con essersi ritrovato chi fu di esse fra gli huomini il primo Inventore, e quale sia stata
la origine di cosi antico e celebre simulacro, oltra di cio si raccoglie la cagione perche sia stato posto in usan
za cosi grato e dilettevole Decoro, di cui ogni personaggio di conto ha voluto e vuole a suo compiacimento pre-
valersi. per la qual cosa mi sono compiaciuto di proponere il Titolo nel principio di questo libro a si bel
suggetto conferente e necessario. Mi è ancora sovenuto un modo d'imitare Aristotile e Platone, con
cio sia che l'uno, e l'altro in difesa de pareri ch'havevano, l'altrui openioni confutassero, & i volumi loro
di infinite e bellissime digressioni riempissero. Aristotele però molto piu in ogni suo libro riprese l'openioni
de gli antichi Filosofi. Platone similmente ben si vede come Egli in ogni suo Dialogo introduca tanti e tanti
diversi concetti, onde per una cosa, se n'imparano infinite con piu chiarezza del principal suggetto. Per cio
io havendo tra me stesso considerato e discorso intorno alla natura delle Imprese, ho conosciuto essermi
di mestieri d'innestare, benche di diversa spetie, un buon frutto in un buono Arboro e di aggiognere il pa
rer mio allla prudentia e dottrina di coloro c'hanno, prima che io, sopra la qualità delle Imprese trattato.
E parimente se io aggiognerò alcune mie inventioni alle Regole che certi in simigliante materia hanno detto e re-
golato, mi scusino per che io intendo di dire d'una sola sorte d'Imprese, forse non men grata e men degna
dell'altre, tanto piu che di questa sola spetie, si volsero gli antichi prevalere. come Iano, cosidetto da Lati
ni, e Nöe da gli Hebrei, mostrò nelle sue medaglie vedute in Roma, i cui riversi erano veramente Im-
prese. Vero è ch'avanti costui fu Dio glorioso primo Inventore delche nel trattato della proprietà appie-
no si ragiona. Ancora mi è venuto comodo di aggiognere digressioni a digressioni per arricchire questa sec
ca e povera materia delle medesime Imprese, con proposito è conformità del tutto. Questa adunque antichis
sima è generosa consuetudine di si fatti simulacri, si deë con ogni vertuoso rispetto seguirne i precetti e la
Regola, per onde si tolga ogni equivocatione e confusione di tante diverse sorti di questo usitato Spettacolo.
Ho poi visto (e cio piu ch'altro mi commuove) come alcuni però si sono lasciati trasportare di eleggere
per Imprese certe inventioni propriamente applicate ad un senso et impropriamente stiracchiate in un'al-
tro Senso. e di molte di queste inventioni mascarate, ne ho solamente scritto viiij. e queste io ricuso &
escludo dalla proprietà delle Imprese. però sopra ciascuna di esse nove inventioni non appieno trattando,
scuopro la diversità che hanno con l'Imprese, e chiarisco e forse con giovamento e diletto; la proprietà di es-
se. il qual trattato accertisce chi si diletta di questo bell'uso, à non eleggersi una cosa per un'altra, e quivi
vedrassi la certezza delle vere imprese. Truovo medesimamente altre persone le quali hanno voluto publi-
care le chimere i Mostri et altre disconvenevoli Figure per simulacri di virtù, essendo vero che simiglianti
mostruosità e spaventevoli e nocevolissimi animali sono aborriti e schifati dalla Terra e dal Cielo per-
che non possono ne deono rappresentare vertuosi & heroici disegni. come Porco, Lupo, Volpe, Vipera,
Talpa Basalischo o Dragone e Questo quando sia con le parti ove asconde il suo veleno e con le quali le-

 

 

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