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[TEXT]EToltre à ciò, il dimostrarsi quasi sempre Iddio à noi fra le nuuole, co-
me è detto, & come il Profeta lo descriue parimente in quello
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Si può da noi riconoscere da quella diuina & infinita clemenza esser fatto per
voler'ella quasi sempre con noi mortali tener via, che si confaccia con la na-
tura & condition nostra, la quale non può mai procedere da estremo ad estre-
mo senza qualche mezo, che partecipi della natura dell'vno & dell'altro.
Onde dall'estremo dell'imperfettion nostra, all'estremo della perfettion di
Dio, quanto però vmano intelletto ne può mai comprendere, non si può ve-
nire se non con qualche mezo, che di grado in grado venga participando fra
essa mente nostra & l'oggetto, sì come fra la vista nostra terrena, & l'ogget-
to della celeste luce del Sole, sono le nuuole, che in vn certo modo fra l'opa-
co e'l chiaro participano di terreno, & di lucido. Et che la santa Scrittura ab-
bia ancor questa intentione di manifestarci le nuuole, come per guida ò me-
zo à condurci à Dio, ne abbiamo l'anagogico ò mistico documento, dall'es-
sempio della colonna di nuuole, che il giorno guidaua con la scorta dell'An-
gelo & di Dio il popolo eletto alla Terra di promissione. Et più chiaramen-
te ce lo manifesta San Paolo, quando ci auuertisce che noi saremo rapiti dal-
le nuuole, quando sarà tempo d'andare incontro à Cristo. Et molto poi an-
cor più chiaramente lo dimostra il gran Profeta Dauit, quando in questo stes-
so proposito cantaua à Dio.
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ET oltre alle sacre lettere si trouerà che ancora i Filosofi, & principalmen
te i Platonici con diuerse uie & parole ci hanno dato lume di questo bel pen-
siero. Et fors'anco questa medesima intentione di mostrarci, che la mente no-
stra non può in se stessa leuarsi & vnirsi à Dio immediatamente senza qualche
velo, che le faccia come ombra, & quasi la difenda & ripari da tanta luce, eb-
bero i Poeti nell'allegoria della bella fauola di Semele, madre di Bacco, con la
quale quando Gioue s'andaua à congiungere sotto abito ò velo vmano, ella si
godeua della vnion sua, ma quando pur poi ella volle far pruoua di appres-
sarselo nella propria simplicità dello splendore & della gloria sua, ella ne ri-
mase bruciata, & morta.
DA questo adunque, che già s'è detto, si potria comprendere, che per
auentura l'Autor di questa Impresa abbia voluto con essa proporre à se stes-
so il principal fine, ò la principal intention sua, cioè il desiderio & lo studio
di ridurre ogni suo pensiero à Dio. Ouero volendo noi vnir'il primo senti-
mento, che nel principio di questa espositione si è detto poter'auer auuto lo
Autore in tal'Impresa, con quest'vltima che ora ho detto, potremo dire,
che prendendo per nuuola la bellezza corporal della donna, egli volesse
dire, HINC, cioè da questa corporal bellezza leuata la mente mia, alla bel-
lezza dell'anima di lei, celeste & diuina, intesa qui per la celeste luce del So-
le, ne diuenga essa mente sua più chiara, & da quella celeste bellezza poi,
tolta ò leuata la mente à Dio supremo lume, ne diuien parimente più sere-
na, & chiara.
EToltre à tutto questo, che fin qui s'è detto intorno all'esposittone di
questa Impresa, mi pare, che si possa & si debbia aggiungere vn'altra inter-
©©©pretatione,

 

 

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