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[TEXT]più d'ogn'altro Principe mondano, sì come il monte Olimpo trascenda
d'altezza ogn'altro monte di tutto il mondo. Talche gli scrittori hanno po-
sto il monte Olimpo per il Cielo, come molto spesso si legge ne'i Poeti anti-
chi. Onde potrebbe forse con tal pensiero auer voluto dimostrare la diuinità,
&l'altezza della Religione nel suo Re, o la diuinità delle bellezze di corpo,
&d'animo della Donna sua, auendo insieme risguardo all'etimologia, che i
Grammatici dannoa tal voce Olimpo, volendo, che sia detto Olimpo, quasi
[GREEK], cioè tutto risplendente, & tutto chiaro, non auendo nè nuuo-
le, nè altra cosa alcuna, che gli offuschi il Sole, nè pur parte alcuna della Ter-
ra, che glie l'adombri.
ET forse più d'altro con questo stesso sentimento della continua chiarez-
za di quel monte, & del nome Olimpo, potria quel Duca con le figure, & con
le parole di questa Impresa voler mostrare, che i suoi pensieri son tutti volti à
Dio, & a quello splendor vero, che non muta mai stato per modo alcuno.
©NE' farebbe ancor gran fatto, che con tal'Impresa quel gran Signore di no
bil'animo, & atto a conoscer le bellezze, & i meriti, ouunque sieno, auesse per
auentura conoscenza di qualche Donna, il cui nome ò proprio, ò finito fosse
Olimpia, che in lingua nostra vorria dir, celeste, ò diuina, ò tutta splendida, &
tutta illustre, & che egli con la figura di quel monte abbia voluto mostrar la
sua somma, & altissima bellezza di corpo, & d'animo. & con le parole NVBES
EXCEDIT
abbia non solamente voluto finir di colorir l'Impresa, ma ancor'
accennar vagamente al nome di detta donna, essendo quelle parole tolte da
un verso di Lucano nel Secondo libro, che è questo
[LATIN]
Là onde ogni persona di lettere, che veggia, ò che oda quelle due prime
parole NVBES EXCEDIT, corra subito col pensiero, ò con la lingua
à finire il verso, & aggiungerui Olympus. Et se ancora altri per se stesso
con la lingua, ò col pensiero non lo finisse, serue tuttauia l'Impresa per se
stessa, & per la Donna, alla quale farebbe noto, & così per ogn'altro, à chi
essi voesser maniferstarlo. Et con l'altezza del monte, che trascenda le nu-
uole, & con le parole, che lo dichiarano, si uien'à dimostrar la maggioran-
za delle bellezze di lei sopra quelle di tutte l'altre del mondo, com'è già det-
to. Et abbia voluto far la comparatione de' monti, per dinotar solamente
le donne eccelse, & sublimi di bellezza, di fama, & di dignità. O' col tra-
scender le nuuoleabbia voluto mostrare, che la fama, & la bontà, & glo-
ria di lei sia securissima da ogni timore, o pericolo di macchia, nè di calun-
nia, ò d'offesa alcuna. O' forse anco col monte Olimpo egli abbia voluto si-
gnificare se medesimo, il cui pensiero, & il cui fine nell'armarla. & nel riuerirla
sia fuori d'ogni bellezza, & fuor d'ogni cosa terrena, nè ami di lei se non la [SIC]bel
za[/SIC] celeste dell'animo, della quale la corporale è solamente imagine, o come vna
scala da salir per essa all'altra celeste, come è già detto. Ma certamente fra tutte
queste espositioni che ho già toccate, & altre che quel Signore stesso, o altri
[SIC]pottrebbe[/SIC] dirne, si può credere, che molto gentilmente egli se ne sia accomo-
dato nel pensiero amoroso, intendendo, per auentura qualche donna, il cui no
me auesse forma o somoglianza con tal nome Olimpo, o con signification sua,
come sopra è detto. Il che pare, che molto chiaramente si possa trarre da un
©©©©Qq 2 bel-

 

 

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