177 ti dell'acqua, ergendosi à poco à poco, & secondo che il sole si va discopren-
do, & alzando, così quell'erba si va discoprendo, & alzando ancor'ella. In mo
do, che quando il Sole è arrivato a mezo il Cielo, ella si ritrova già tutta in
piedi, & dritta, & d'aver prodotti i fiori, i quali apre allora. Et secondo poi, che
il Sole dall'altra parte del cielo verso Occidente va calando, ò tramontando,
così ella va chinandosi da quella stessa parte, & quasi seguitandolo nell'andar
suo, tal che al tramontare, ò all'attuffarsi del Sol nell'acqua dell'Oceano, l'er-
ba insiememente si colca, & attuffa nell'acque sue, fin'alla meza notte si va
profondando tanto sotto acqua, quanto il giorno vi s'era inalzata sopra, ò an-
cora molto più, poi che affermano, che la notte, cercandosi con le mani, non si ritrova. La qual natura, & proprietà di tal'erba sì come è strana, & ammiran
da, così fa, che questa Impresa sia bellissima, & vaghissima per ogni parte, Con
ciosia cosa, che con essa si venga non solamente à considerare ò ricordarsi una cosa maravigliosa operatione della Natura, ma ancora à vedersi la bellezza
del pensiero deil' [sic] Autore, & quanto leggiadramente ella sia impiegata all'in-
tention sua.
POSSIAMO dunque per l'interpretation d'essa comprendere, che col
Sole egli per aventura volesse allor intendere l'Imperator Carlo quin-
to
suo Signore. Et per l'erba intender se stesso, il quale stando nell'abondan-
tissimo fiume delle gratie di S. Maestà, avesse sempre intenti gli occhi, e'lpen-
siero à contemplarla, & à seguirla comunque possa. Et forse per l'acque, ov'egli
ha radice, & rami, vuol'intendere la limpidezza, & la purità dell'animo suo.
Et essendo il fiume Eufrate uno de'quattro, che discendon dal Paradiso, può
intendersi, che l'abondanza delle gratie, la qual egli riconosceva di ricevere dal
suo Re, nel degnarsi d'aggradir la servitù sua, fosse vero dono da Dio concedu
toli, ò, che la purità, & la chiarezza dell'animo di lui non ha speranze, ò stato
in alcuna bassa intentione, ma solo in quella conoscenza, che Iddio gli ha data
di dever Scrivere,& adorare il Re suo, come viva, & vera imagine di Dio, & co
me un Sole, il quale formato, & mosso dal sommo Sole, illustra il mondo con
la luce del valor suo. Et veramente io non so, se Cavaliero di suprema eccellen
za nel sangue, nell'arme, nelle lettere, & nell'ingegno, potesse al Signor suo
mostrar la sua divotione, & insieme lodarlo, & essaltarlo più gentilmente, &
con più gratia, di quello, che si vede fatto con questa Impresa. Ma quello, che
la fa poi bella, & perfetta in colmo, è, che ella comodissimamente può pren-
dersi per militare, ò virtuosa, & per amorosa. Et tutto quello, che di sopra s'è
detto, prendendo il Sole per l'Imperatore ò Re Catolico suoi Signori potrà
leggiadramente dirsi, prendendolo per la sua Donna, E così l'acque dell'Eufra-
te, che vengon dal Paradiso, si potran prendere per l'abondanza delle gratie,
ch'ei voglia mostrar di ricever da i Cieli, per averlo eletto, & destinato à tanto
bene,& à tanto onore di servir lei. O'pur prenderle similmente per la purità,
& sincerità della fede, & dell'amor suo, il quale, ancor che abbia radice in
terra nel fondo del fiume, cioè per mezo de i sensi terreni di lui, nella cor-
poral bellezza di lei, è tuttavia tutto intento all'altra maggior bellezza, cioè
à quella dell'animo immortale, & celeste. O'pur'anco, per l'acque, nelle'
quali l'erba allo sparir del suo Sole, s'attuffa, egli possa vagamente mostrar d
intender le lacrime, nelle quali sta immerso, sempre, che de gli occhi, & del
[volto]

 

 

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