172 ET inquanto all'esposition dell'Impresa, & all'intention di quella gran Si
gnora, la qual s'intende, che la tien per sua, ancorche molto secretamente, è fa
cilissima cosa il considerare, che essendo lei non molt'anni adietro nel più bel
fior della sua gioventù restata vedova, & per la gran nobiltà del sangue, essen-
do figliuola del Principe di Bisignano, di Casa Sanseverina , che sen
za alcun dubbio è delle quattro prime più antiche, & nobili casate del Regno
di Napoli, per le bellezze corporali, nelle quali se ella fosse stata in altro tempo,
che in questi, ne i quali è stata, & è, Donna Giovanna d'Aragona, non
è alcun dubbio, che avrebbe avuto effetti, & nome di principato, ò maggioran
za fra l'altre Donne, ma molto più poi per le divine bellezze dell'animo suo,
ella debbia essere stata, & essere ancora desiderata, & domandata in matrimo-
nio da molti gran Principi. Là onde forse per proporre una generosa Meta à se stessa, & uno specioso termine à suoi pensieri, facesse questa bellissima Impresa
della Tortora, di cui è notissima l'istoria, che doppo l'aver perduto il suo pri-
mo consorte, non si vede mai più posarsi in rami verdi, ma sempre in secchi,
non si vede mai più lieta, & sopra tutto non si vede mai più accompagnata
con altro maschio. La qual proposta, & la qual gloriosa intention sua, questa
gran Signora par che osservi molto più con gli effetti, che con le figure, & con
le parole di tal'Impresa, essendo cose notissima, che doppo la morte del primo
& solo marito suo, non solamente non si è mai più maritata, ma ancora ha qua
si sempre fuggito la conversatione delle genti, & le città grandi, standosi quasi
di continuo in alcuna delle sue Terre, & il più del tempo serrata in casa, se non
quanto se ne va in chiesa; nè mai più è stata veduta bever vino, nè dispensar la
sua vita in altro, che ne gli studii, ne i quali fin dalla sua prima fanciullezza ha
sempre atteso con maravigliosa sollecitudine, & felicità, & parimente dispen-
sando il tempo in aministrar giustita, far'aiuti onesti, & gratie à i suoi vassalli,
tener diligentissima cura à i bisogni de' poveri, maritar donzelle, & altre sì fat
te operationi, tutte piene di carità, di magnanimità, & bontà vera.Et oltre all'
aver'in particolare instaurato un Monasterio di Monache, ove ha speso molte
centenara di scudi, ne ha poi fabricato da i primi principii un'altro, sotto tito
lo della Trinità per li frati Cappuccini, con farvi una strada bellissima, lunga
un miglio dalla Terra sua di Matera, per andar a Montescaglioso. La quale stra
da quei popoli han battezata la Strada felice , non tanto forse per
esser Felice il nome di detta signora, quanto più tosto per la felicità di quei,
che vi passano per andar'à quel Monasterio, & particolarmente di se medesi-
mi, per esser suoi sudditi, vedendo che da lei essi ricevono di continuo giusti-
tie, favori, & sollevamenti, in vece d'ingiustitie, di gravezze,& di estorsioni,
che ò si veggono, ò intendono usarsi verso i sudditi da altri Principi di questo
mondo. A glorioso risvegliamento de'quali più tosto, che à biasmo, ò confusio
ne, mi par generoso debito d'ogni non vil'animo il procurar di mantener vi-
va per tutti i secoli la memoria, & la fama essemplarissima di così bella, così ra
ra, così degna, & così gratissima fattura del sommo Iddio, come universalmen
te ha nome d'esser quella Signora.di chi è l'Impresa, qui di sopra posta in dise
gno, & per esposition della quale m'è venuto neccessario, non che in proposi-
to di ricordarlo. []

 

 

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