169 MA, che con tutto questo elle son tanto grandi, che in quella punta, ò acu
tezza della cima della più grande, è una tavola di pietra, ove possono seder
trenta huomini. Che son tant'alte, che un'huomo, il qual vi vada in cima, rife-
risce, che la vista se gli abbaglia, & gli par d'avere il mare & tutto il mondo sot-
to i piedi. Che oltre, à quello che ora ne appare sopra la terra, si conosce mani
festamente, che sotto terra ve ne sia ancor grandissima parte, che in tanto gran
de spatio di tempo, la terra per infiniti accidenti si è loro adunata & cresciuta
attorno per molte braccia in altura. Che con tutto questo, la pianta, o base, &
ultima parte, che è ora sopra la terra, gira intorno mille & trecento passi. Che
dentro son vote, & vi è una via, che scende in giuso, lastricata à marmo, & in-
forndo è una camera à volti. & un tumulo con alcune sepolture antiche. Che
son fabricate tutte di quadri di marmo gialligno, lunghi ciascuno d'essi da set-
te piedi. Che lontano da dette Piramidi grandi intorno à cinquanta miglia,
sono moltissime altre Piramidi, & che ve ne erano maggiori, che le due già det
te. Et vicino à quelle, è una Città rovinata. La quale egli tien per certo che fos-
se l'antica Mensi, & che il Cairo d'oggi sia la propria antica Babilo-
nia
dell'Egitto. Dovendosi credere, che quella Città, la quale ne aveva più
in numero, & più grandi, devesse esser la più celebrata.
ET tutto questo così dilettevole discorso, e da essere gratissimo ad ogni
[taper] nobile ingegno, mi è ventuo in proposito, in questa bellissma Im-
presa, di metter insieme da quanto si trova sparsamente nar
rato da gli antichi & moderni intorno alle piramidi, co-
sì famose, & celebrate, che come toccai nel suo
principio, furon chiamate uno de'sette
più illustri miracoli de gli huomi-
ni, che avesse il
mondo [/taper]
[FELI-]

 

 

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