168 ra si sarebbe degno di scusa, chi volesse dire, che essendo quei Re ricchissimi
sopra modo, non avendo per aventura altra cosa più à lor proposito, in che
tener impiegata tanta canaglia, l'impiegassero in quell'una, non però così del
tutto biasimevole, vedendo, che ancora à tempi nostri persone particolari
fanno spese ne i sepolcri, che proportionatamente più eccedono le forze
loro, che quelle Piramidi, già dette, non eccedono le ricchezze, & le forze
di quei gran Re.
ORA ritornando ad esse, dico, che afferma Plinio, come alcuni Autori
antichi scrissero, che nel farle furono spesi mille, & ottocento talenit, in algi,
rafani, & cipolle. Nel che credo, che voglia intendere, che si mangiassero da
quei, che la fabricavano. Erano le Piramidi di grandezza diversa l'una dall'
altra; tuttavia scrivono, che la maggior occupava di spatio di terreno otto iu-
geri [sic?], cioè quanot un par di bovi potesse arare in otto giorni, & che avea quat-
tro angoli eguali l'un'all'altro, & ciascuno di larghezze d'ottocento piedi. Et
dentro d'essa, dicono, che era un pozzo d'ottanta sei cubiti, ove vogliono che
avesser tirato dentro del fiume. E l'altezza loro era tanta, che convenne à Tale
teFilosofo [sic] Milesio procurar via di misurarla con l'ombre del Sole in quell,ho
ra del giorno che ella è pare col corpo suo. Col qual fondamento soglion'og-
gi prender tutte l'altezze delle cose, & giustissimamente quei che fan farlo. Et
si mette Plinio à considerare, & discorrere in qual modo coloro, che la fabri-
cavano, potessero aver portate tanto alto le pietre, la calcina, l'acque, & l'altre,
cose necessarie. Et per non tacer'anco intorno à queste notabili, & maraviglio
se cose delle Piramidi, soggiungerò ancor'io quello, con che conchiude Plinio
il parlar d'esse, cioè, che una di quelle Piramidi, fu fatta per ordine, & spese di
Rodope Meretrice, la quale era stata serva, & shciava venduta insieme con quel-
lo Esopo, che per via di favore spiegava importantissimi sentimenti filosofici.
LA forma di esse Piramidi, che in quanto alla lunghezza, ò altezza assotiglian-
dosi dalla base, & dal piano suo fino in capo quasi à guisa di fiamma. Et le ca-
gioni perche così le facessero, potevano per aventura nella mente di chi facea
farle, esser più, & diverse. Et forse una era il voler mostrar grandissima difficol
tà nel fabricar quelle cime tant'alte, ove non potea star chi lavorava in quei
luoghi arenosi, & nudi da ogni parte. Ma la principalissima si può creder che
fosse, per farle durabili, & come perpetue à resistere così alla violenza dell'in
nondationi del Nilo, come al continuo soffiar de'venti. Percioche niuna
forma à più atta, & più potente a durar contra ogni avversa violentia, che
queste Piramidale.
QUEL Pietro Martire Milanese, huomo di tanta dottrina, & di sì gran
maneggi, ilquale [sic] ne i primi anni di Papa Leone fu mandato Ambasciato-
real Soldano di Babilonia da Ferdinando, & Isabella Re di Spa
gna, mostra in una lettera da lui scritta à i medesimi Re d'essere stato perso-
nalmente con suoi servitori, con interpreti, guide, & Principi del Soldano à
veder con ogni diligenza possibile le due Piramidi, che sono di là dal Nilo xx.
miglia lontano dal Cairo , & particolarmente scrive, che sono in quattro fac
ce piane, equali fra loro, venedo dalla radice fino alla cima, pendendo à poco
à poco, tal che finiscono in acuto.
[MA,]

 

 

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