154 essi Cigni non provocano, ò non sono mai primi, ò voluntarii à combatter con
l'Aquila. L'altro, che restan sempre vincitori. Il che tutto afferma Aristotele,
& racconta parimente Eliano Greco nel quinto libro de gli animal al Capito-
lo trenta quattresimo. Di cui sono queste le parole stesse:
[GREEK]
Cioè:
Tutti gli altri ucelli hanno seco, come per patto, perpetua pace. Ma l'Aqui
la suole spesso assalirgli, come dice Aristotele, & non vince giamai, ma i Ci-
gni all'incontro valorosamente, & con molta giustita vincono lei,
che gli ha provocati.
In questa proprietà dunque,& nobilissima natura di questo generoso ucel
lo si può creder che sia fondata questa Impresa del Cardinal di Mantoa. Con
la quale ò à qualche Pontefice, ò altro Principe in particolare, ò al mondo egli
volesse mostrar la sincerità dell'intention sua di non offender'alcuno, & di te-
ner perpetua pace, & quiete, & benevolenza con ciascheduno. Ma che, se poi
altri avesse voluto provocarlo, & offenderlo, egli si riputava d'aver forze, & animo di difendersi, & di remanerne superiore. La qual confidenza si può giu
dicar, che in lui si fa cesse non da vana, ò temeraria persuasione di se stesso, ma
da giudiciosa conoscenza, & consideratione della cose sue, & di Dio. Percio-
che, essendo egli delle prime Case d'Italia, congiunto strettissimamente di san
gue con la maggior parte de'migliori Principi d'Europa, & ancora con Impe
ratori, & Re, potea sicuramente inquanto à se stesso tener le sue forze per at-
tissime à resistere ad ogni violento, ò strano sforzo di chi procurasse d'offen-
derlo ingiustamente.
POTREBBESI ancora in questa consideratione impiegar quella parte
ò proprietà, che scrivono esser naturale di questo ucello, cioè, che stando nel ni
do alla custodia, & al nodrimento de'suoi figliuoli, non gli abandona mai, se
non quanto vola à proveder cibo, & che, se alcuno ò animale, ò huomo s'ac-
costa per offender quegli ucellini, esso valorosamente, & con tutto il poter suo
li difende. Onde potrebbe aggiungersi questa all'altra consideratione già detta
di sopra, dell'intention del Cardinale, in questa Impresa, & dire, che essendo
egli doppo la morte del Duca Federico suo fratello, restato tutore, &
come secondo padre de'fanciullini figliuoli di esso Duca, si fosse disposto di non
mancar loro in alcuna cosa, & di non abandonarli, ma nudrirgli, & averne cu-
ra con ogni poter suo, come s'è veduto, & inteso di continuo, che ha fatto con
molta sua gloria tanto tempo, à memoranda confusione di Lodovico Sforza, & di tanti altri antichi, & moderni, che qui non accade ricordare, i qua
li non tutori, & zii, ò parenti, ma sceleratissimi nemici si sono scoperti, & lupi
rapacissimi di quegli agnelli, che son rimasi sotto la custodia, & cura loro. Nel
che, avendo egli accompagnata la cura, & la diligenza di migliorare in institu-
tione, & in gloria la città, & lo stato dì essi nepoti suoi, sarebbono stati alcuni, i
quali l'avrebbono rassomigliato à Licurgo, rimaso ancor'esso in vita celibe al-
la cura di suo nepote, & della città, & Regno di Sparta, se non che in effetto
Licurgo troppo immerso in alcuni strani capricci suoi, si diede à vita troppo
[bassa]

 

 

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