128 specchio farà di questi concavi communi senza giusta ragion parabolica, si ve
drà, che nella faccia di tal carta, ò tavola incontro allo specchio, si ripercote
ranno , & vedranno tante sperette di Sole, quanti son buchi & che poi andan-
dosi torcendo, & mutando lo specchio in quà, & là, per tal modo, che casualmen
te quei raggi solari ritrovino in esso il vero punto della proportion paraboli-
ca, si vedrà, dico manifestemente, che tutte quelle tante sperette ripercosse nel
la carta, ò tavola, si ristringeranno in una sola, & in punto minimo, & quivi
allora accenderanno tosto il fuoco, pur che quella carta non sia bianca. Per-
che facilissimamente può chiascheduno veder la prova, mettendovi un pezzo
di carta, ò panna, ò altra tal cosa, che sia meza bianca, & meza negra, ò d'altro
colore, ove manifestamente potrà vedersi, che, accendendosi la parte tinta,
quella, che è bianchissima, non può accendersi, cioè, non può ella cominciar ad
accendersi da i raggi del Sole, ma ben s'accenderebbe, & bruciarebbe, se fosse
prima ad accendersi la parte tinta. Ilche presterrebbe ancor soggetto vaghissi-
mo di formarvi qualch'altra Impresa con bel proposito.
L'ALTRO modo, pur non comune, ò saputo da tutti, d'accender fuo-
co per via del Sole, & bellissimo, & importantissimo, è questo, cioè, che primie
ramente si fermi uno specchio concavo con la faccia incontro à i raggi del So-
le, & fra detto specchio, e il Sole sopra qualche piede, che stia fermo, si metta
una palla di cristallo ò vetro, & fra lo specchio, & tal palla sia lontananza d'un
mezo palmo, ò ancora d'un palmo intero. Nel quale spatio fra lo specchio, &
la palla si metta la cosa, che vogliamo accendere, in modo, che l'occhio del So-
le venga a mirirare, ò battere dirittamente nella palla, & nello specchio, ove si
vede maravigliosamente, che in quello spatio fra essi due si fa tanto gran for-
za di quei raggi solari, che non solamente se ne accende il fuoco in carta, ò pan-
no, ò altra tal cosa sottile, & facile ad accendersi, ma ancora vi si accendono gros-
si pezzi di tavola, ò legno. Et anco vi si vede infocare un pezzo di ferro, & fon
dervi le piastre; ò verghe non solamente di piombo, ò stagno, ma ancora di ra-
me, d'argento, & d'oro. Il qual modo è certamente bellissimo, & fin qui non
di priacipali [sic], che son detti avanti, cioè, quella del'aggregation de' raggi spez-
zati: & quello, il qual si fa per l'aggregatione & ripercussione. Onde nel me-
zo in quel punto, ove gli uni & gli altri di detti raggi si vanno à incontrare, vie
ne à farsi tanto gran potenza, & virtù di calore in tai ragii, che se ne veggiono
i già detti maravigliosissimi efetti.
IL che tutto nel proposito di questo Impresa spero, che à gli studiosi, &
[taper]ad ogn'altro gentile ingegno non sarà stato discaro, ch'io abbia
così compendiosamente discorso in soggetto così bello
& vago, per lucidezza in molte cose, che vi sono
accadute, così delle communi, & tratta-
te da altri, come d'alcune non
così forse communi
à molti.
[COL']

 

 

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