111 sta figura il Sole esser posto à man destra, poggiando verso la sinistra, secondo
il suo corso proprio,& essere à mezo il camino, ò viaggio suo verso l'Auge. On-
de dal Motto, Non dumin auge , Non è ancor nell'Auge,si può com
prendere, che l'Autore in universal voglia dire, che egli si truovi di non aver'
anco finito il corso de'pensieri, & desiderii suoi principali.
In quanto poi al voler più ristrettamente considerare, ò congetturare, qua-
li sieno questi principali pensieri, & desiderii, che egli intenda con questa Im-
presa, converrebbe far diversi giudicii. Percioche primieramente si potria cre
dere, che l'Impresa da un Signor com'è quello, giovene, & d'animo gentilissi-
mo, fosse stata levata in pensier amoroso, ritrovandosi per aventura in qual-
che mediocremente felice stato nella gratia della sua donna, ma non pero tan-
to, quanto il sempre infinito voler de gli amanti suol desiderare.
MA, perche in effetto il Signore, di chi è l'Impresa, si è continuamente da
to alla virtù, & alla gloria, & principalmente al servitio de l'Imperatore Car-
lo
Quinto, & Re Filippo suo figliuolo, si potria più sicuramente crede-
re, che questa Impresa fosse da lui fatta in altra intentione che amorosa, & più
tosto volesse con essa proporre a se stesso, & al mondo,come in questo viaggio
d'onesti, & santi pensieri, & desiderii suoi, egli, ancor che se ne ha pro-
posto nell'animo di conseguirne per meriti di servitii, della fede, & del va-
lor suo. Et particolarmente potrebbe credersi, ch'egli levasse questa Impresa-
l'anno 1 5 5 6. & 1 5 5 7. quando il Re di Francia, & il Papa mos-
ser guerra à confini del Regno di Napoli con tante vane speranze de glì ap-
passionati, & con tanto terrore, & rumori di molti. Nel qual tempo trovan-
dosi il Duca D'alva Capitan Generale, & vedendosi colto quasi sprovi
stamente, s'intese, che fra le prime, & più importanti provisioni fece chiama-
re à se questo Duca con condotta di tre mila fanti, & una compagnia di gen-
te d'arme d'ottanta omini, per esser giovene valoroso, & di molta aspettatio-
ne, & di casa alla Corona di Spagna anticamente devotissima, & fedelissima.
Et in quel tempo ritrovandosi nello stato paterno nella punta à estrema parte
di Calabria, si mosse con tanta destrezza, & prudentia, che maravigliosamen-
te con tutte quelle genti si ritrovò in Abbruzzo, quasi prima, che da gli ami-
ci, non che da nimici, fosse inteso d'esser partito: & subito essendogli com-
messa dal Duca D'alva la fortificatione, & la custodia di Cività di
Chieti, citta Mettropolitana, o principale di quella provincia, & sospetta di
fede, questo Signore con la prudentia, & valor suo valse non solo à disin-
gannar quei popoli malamente informati, & ridurli à vera & devotissima
fede verso il Re loro, ma anco in meno di quaranta giorni fece ritrarre à fine
perfettamente la fortificatione, cingendola di alquanti Cavalieri & Bel var-
di di terra & fascine, gittando più pezzi d'artiglieria, & finalmente facen-
do tutte l'altre provisioni, che da ottimo Capitano potesse farsi. Tal che
poco dapoi ritrovatovi il Duca D'alva , egli li consignò talmente for-
tificata la Città, che trappassò l'aspettatione d'ogni uno d'assai.di che esso
Duca D'alva si fece conoscere di prendere non solamente gran conten-
tezza, ma ancora gran maraviglia, & massimamente vedendo, che le forti-
ficationi delle Terre convicine più importanti commesse nel medesimo tem-
[po]

 

 

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