100 Duca di Borgogna, come è detto. Ma il Paradino l'attribuisce à Filippo, pur
Duca di Bologna. Et però per risolutione dico, che in effetto, il primo insti-
tutor di tal'ordine fu Filippo, come il Paradino dice, non Carlo, come dice il
Giovio. Ma è ben vero, che ancor Carlo, il qual fu figliuolo di esso Filippo, con
tinuò d'usarla. Il qual Carlo fu finalmente rotto, & morto à Nansì, come dice
il Giovio. Massimiliano d'Austria, che fu Avo di Carlo Quinto, prese poi per
moglie Maria di Borgogna, sola figliuola, & erede del detto Carlo, ultimo Du
ca di Borgogna, & non solamente mantenne il detto ordine di Cavalleria del
Tosone, ma ancora lo son venuto egli, & i suoi discendenti accrescendo tanto
di nobiltà, & di gloria, che oggi è il più onorato titolo, che soglian dare, & il
maggior favore, non si dando se non à grandissimi Signori, onde dicono, che in
tal proposito solea dir Carlo Quinto, che egli à piacer suo poteva crear mille
Duchi, & Marchesi, ma non poteva far'un Cavalier del Tosone, convenendo-
vi le volontà, & i voti di tutti di quell'ordine.
ET, per finir brevemente quel che resta intorno all'esposition di questa Im
presa, dico, che in quanto all'espositione del Giovio, che quel Duca volesse
mostrar d'aver potere d'accender gran fuoco di guerra, questa sarebbe stata im-
modestia, & arroganza, indegna d'un valoroso Signore, come fu quello. Oltre
che quel Carlo, il qual dice il Giovio, non essendo stato inventore di tal'Impre
sa, non poteva usarla con altra particolar'intentione, se non come ereditaria, &
per segno di tal'ordine di Cavalleria, sì come non con altra particolar intentio-
ne, ma solo per tal segno d'ordine la portano, & l'han portata poi tutti gli altri
descendenti, ò eletti à tal dignità. Et ogni picciola persona può seminar tanta zi
zania, che ne possa accender qualche principio di guerra. Là ove à che sanamen
te considera, parrà molto migliore, & più degna l'espositione del Paradino,
cioè, che quel buon Filippo, il quale fu Autore di tal'Impresa, volesse mostrar
con essa, che sì come il ferro, durissimo, & la pietra durissima anch'elle, perco-
tendosi insieme, se ne consumano scambievolmente l'uno, & l'altra, & accendo
no poi fuoco, che non è in poter loro di poter poi estinguere, così due forti
Principi, ò Stati combattendo fra loro, se ne vengono à consumar l'un l'altro,
& à partorir'incendii, che molte volte si stendono alla rovina d'altri senza lor
colpa. Io direi ancora che per aventura il detto Filippo, Autor di tal'Impresa
del Tosone, volesse col vello Aureo denotar le ricchezze, conforme à quello,
che à tal proposito par che volesse pur del detto vello aureo dichiarar il Pe-
[trarca] ©Simil non credo, che Giason portasse
Al vello, ond'oggi ogn'huom vestir si vuole.
Et così volesse quel buon Principe mostrare, che sì come il fuoco nella pie-
tra, & nel focile si conserva da noi in potenza, & non si procura mai di trarlo
in atto, se non quando di lui abbiamo estremo bisogno, & non possiamo far
senz'esso, così un'ottimo Principe non dovrebbe mai usar l'arme, & il fuoco
della guerra, se non con somma, & strettissima necessità. Et così parimente in-
quanot al vello aureo, che sì come Iason con quella nobilissima gioventù non
si mosse ad andar a l'acquisto suo per alcuna ingordigia, ò avaritia, ma solo
per onore, & per gloria, così un'animo nobile deve procurar gloriosamente le
ricchezze per sua gloria, la quale un vero Cristiano deve riconoscer tutta da
Dio, & tutta riferir sempre à Dio.
[O for]

 

 

Link an image of this page
[Click on image for full page view]