62 salutata,& adorata la Luna, se ne ritrovano alle lor selve, mandandosi avanti i
più gioveni, & stanchi, che sien fra essi. Maravilgiosa [sic] cosa è ancora il vedersi,
che volendosi far entrar in nave per condurgli in altri paesi non vogliono mai
entrarvi, se colui, ilquale gli conduce, non giura di rimenargli. Adorano il Re
loro,& se gli inginocchiano. Nel che si vede, quanto in vano alcuni biasmano
il Sannazaro, chiarissimo lume della nostra Italia, perche fece dir'à quel suo
Pastor nell'Arcadia: Dimmi qual fera è si di mente umana,
Che s'inginocchia al raggio de la Luna,
E per purgarsi scende à la fontana;
affermando costoro, che gli Elefanti non abbian ginocchi, In confermation di
che si potrebbe addur quello, che distesamente ne scrive Agatarchide Autor
Greco do molta stima Ilquale, parlando di quei popopoli [sic], che intorno al mar
rosso vivono d'Elefanti,dice, che uno de'modi principali, con che li pigliano,
è,che l'Elefante ha per natura di non dormir disteso, ò colcato in terra, come
quasi tutti gli altri animali di quattro piedi, ma che si appoggia ad un grand'
arbore,& quivi dorme Onde quei popoli, intenti à pigliarli, appostano con di
ligenza quei tali arbori, & quando l'Elefante non vi è essi dalla parte dietro à
quella, ove l'Elefante suol'appoggiarsi, secano l'arbore vicino à terra, in modo
che non sia secato tutto, & non caggia in terra, ma resti così dritto, & si tenga
poco. Là onde venendo poi l'Elefante à dormirvi, come à dormirvi, come à suo letto porprio [sic], to
sto che s'appoggia con la gran mole del corpo suo à quell'arbore, lo finisce di
spezzare,& lo fa cadere, & seco cade disteso in terra anch'egli. Et per esser così
sconciamente grande, non si può poi agevolmente ridrizzar suso, & così quei,
che attendono à pigliarli, si stanno ascosi, & come lo veggono in terrà, corro
no in fretta ad ucciderlo,& à dividerselo fra loro per divorarlo. Et soggiunge
l'Autore, che Tolomeo, Re d'Egitto mandò à pregar costoro che non gli ucci-
dessero, perche egli li potesse aver vivi, promettendo loro grandissimi premii.
Et gli risposero, che non cangerebbono quella lor vita con tutto il Regno
d'esso Tolomeo. Et di tutto questo non mostra d'aver avuta notitia Plinio.
Il quale, scirvendo in un pieno Capitolo tutti i modi, con che quei popoli so-
gliono pigliar gli Elefanti, con fosse, con archi, con ritener loro i piedi di die-
tro, & così ucciderli, non fa alcuna mentione di questo modo, ilqual certo è
molto più importante, & più notabile di tutti gli altri.
DA questo adunque, cioè che l'Elefante, caduto in terra, non si possa, se
non forse con grandissima fatica, & tempo, rilevar in piedi, si movon forse
coloro, che accusano il Sannazaro il quale scrive, che gli Elefanti s'inginoc-
chino al raggio della Luna, affermando costoro, com'è detto, che gli Elefanti
non: abbian ginocchi. Nel che in effetto non il Sannazaro, ma essi s'inganna-
no essendo cosa certissima, che gli Elefanti hanno ginocchia, ma per la gran
dissima mole,ò machina del corpo loro sopra la gambe, sono così malagevo-
li à drizzarsi in piedi. Et, quando ancora in effetto non l'avessero, non si po-
tria biasimare il Sannazzaro, seguendo Plinio, il quale espressamente nel pri
mo capitolo dell'ottavo libro, ne dice:
Regem adorant, genua submittunt, coronas porrigunt.
Oltra che, quando nè ancor Plinio, Ne altri lo dicesse, non sarebbe errore del
Sannazaro, anzi vaghezza, & convenevolezza, che egli ad un pastor facesse dir
[una co- ]

 

 

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