ALFONSO
DAVALO MARCHESE
DEL VASTO.
INFORMAL DESCRIPTION
METTE MONS. GIOVIO QUESTA IMPRESSA [sic],
la qual dice essere stata del Marchese del Vasto, & espone
che'ella era il Tempio di Giunone Lacinia, ilquale, sostentuo
da colonne, aveva un'altare in mezo, col fuoco acceso, che
per niun vento non si spegneva mai, ancor che il Tempio fos-
se aperto da ogni parte per gli spatii de gli Intercolonni. Et
soggiunge, che il Marchese la fece per dimostrare ad una Donna, da lui lunga-
mente amata, che il fuoco dell'amor suo era eterno, & inestinguibile, come
quello della già detta Giunone Lacinia.
ORA in questa Impresa sono da considerare alcune cose di non leggiera
importanza. Et la prima è, che in quanto alle regole ella verrebbe ad esser'im
perfetta. Percioche per virtù della figura non si può conoscere in ni niun mo-
do, se quel fuoco sia estinguibile, come tutti gli altri, ò inestinguibile, & perpe-
tuo. Et però par che sarebbe stato d'aiutarla col Motto, che in qualche mo-
do l'avesse detto, ò accennato. Tuttavia questa imperfettione si viene in un
certo modo à toglier via, con dichiararsi dalle parole, che quello è il Tempio
di Giunone Lacinia, essendo poi à i letterati notissima l'istoria, ò la favola del-
la natura

 

 

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