De le sue lodi.
Et più altri molti se ne troveranno ne i buoni scrittori.
ORA, questo trarre, ò aventar saette, dardi, ò qual si voglia altra cosa ad
uno scopo, ò ad un segno, suol farsi ò combattendo, ò per essercitio, ò per va-
ghezza, & per giuoco. Et perche ne i giuochi, ò ne gli essercitii si usa diversa-
mente, ha preso parimente diversi nomi in particolare. Percioche alcune vol-
te in un muro, ò in un tavolaccio, si suol siccar un chiodetto, che in molte par-
ti di Lombardia si dice Brocca, & à quella si drizza il colpo, & ne hanno fatto
il Verbo, & insieme il proverbio, Dar di brocca, ò Dare in brocca, & ancora
con un solo Verbo, Imbroccare, Se però tai voci Imbroccare, ò Dar'in brocca,
non fossero per aventura più tosto corrotte da Imboccare, ò dar in bocca, cioè
dar nel mezo, come si fa all'anello, ò altra tal cosa, & diciamo communemente
Imboccar l'artiglierie del nemico, quando noi con le nostre tiriamo in modo
contra quelle, che la nostra palla le ferisca, in bocca, rompendole, ò entran-
bovi dentro. Et un cotal Verbo Emboccar hanno ancor gli Spagnuoli nello
stesso significato, onde è forse venuto il nostro, di cui s'è detto. Ma in tutti i
modi tal voce Imbroccare, ò Dare in brocca, è da fuggir d'usarlo nelle scrittu-
re. Et, perche sopra tal tavolaccio ò muro suole in luogo di chiodo, ò d'altra
cosa, attaccarsi per segno ò scopo un tal pocolino di carta bianca, soglion dire
ancor, Dar'in carta. La qual forma di parlare usò il Giovio nel suo ragiona-
mento dell'Imprese, nell'espositione di questa medesima Impresa del Cardi-
nale Farnese. La qual forma, Dare in carta, quantunque, nelle voci per se sole,
non sia se non buona, è tuttavia ancor'ella da non curarsi d'usarla molto. I
Latini senza specificare altra cosa diceano, Aberrare à scopo , cioè fallare, ò
allontanarsi, ò dar lontano dal segno, che i Greci dicono, [GREEK]
Et Attingere scopum , che i Greci diceano [GREEK] & noi di-
remo Giungere al Segno, Toccare il segno, ò Toccare al segno, sì come s'è ve-
duto disopra, che disse il Petrarca. Et andar presso, & arrivar al Segno, disse an-
cora il medesimo.
Volsimi da man manca, e vidi Plato,
Che in quella schiera
andò piu presso al segno,
Al quale
arriva à chi dal cielo è dato.
ET, tornando al proposito, dico che oggi ne gli essercitii, & ne'giuochi,per
veder la sofficienza di chi fa meglio ferire un segno, sogliono usar'anco un cer-
chietto, ò anello appeso nell'ari, al quale correndo con asta, ò con canna, ò
aventando frezze, si destinano i colpi. Et soglion finger'anco di tavola, ò di
creta, ò di drappi, ò d'altro, una figura d'huomo,ò di donna, tutta intera, ò me-
za, alla quale mettono uno scudo in mano, & à quello gli arcieri con le frez-
ze, ò i Cavalieri con le lance dirizzano i colpi loro. La qual figura, ò statua so-
glion quasi tutti communemente chiamar Quintana, ò Incontana, voci le qua
li per certo io non so imaginar'onde sien venute, se forse non l'han detta Incon
tana, quasi incontrana, perche elle si vada ad incontrar da i Cavalieri, com'è
già detto. Hanno oltre à ciò i nostri usato di chiamar Berzaglio ò Bersaglio
quel tale scudo, che quelle statue tengono in mano, overo quei tavolacci, ò
quelle carte, ò qual si voglia altra cosa, che mettono come per segno ò scopo à
questi essercitii. La qual voce Bersaglio usa similmente il Giovio, parlando

 

 

Link an image of this page
[Click on image for full page view]