DE I MOTTI, O DELLE PAROLE
DELL' IMPRESE. CAP. VI
Nei Motti, o nelle parole delle Imprese si cercano quelle due
Cose principali, che di sopra si sono ricercate nelle figure, cioè,
la Chiarezza e la Brevità, di che le cagioni si sono dette di-
sopra distesamente. E avanti che in questo passiamo più ol-
tre, poi che trattandosi ora dell' accompagnatura dei Motti
con le figure, si viene a trattar di tutta l' Impresa interamente,
conviene ricordare, che in quanto alla chiarezza si ha principalmente da con-
siderale la natura dell' impresa e l' intenzione del suo Autore, cioè, che, se l'Im-
presa si fa per servirsene a tempo con qualche particolar donna, o Signore,o
nemico, o altri come in giostre, inoltre, in mascherate,in commedie, o in altre
sì fatte occasioni, ove l'Impresa dal Signore,o ancor dalla donna, e da altre
non abbia da esser veduta, se non fosse una volta. E in una sola fissatura d'oc-
chi, allora si deve procurare, che di figura e di Motto, sia quanto più chiara è
possibile a farli. Ma se l'Impresa si fa come per durar sempre, e che si abbia
da poter ciascun vedere comodamente, e farvi sopra considerazioni, e stu-
dio, allora le si aggiungerà grazia, gravità e maestà grande, levandola dalla
comunanza del volgo, e facendola alquanto sequestrata, e alta d'intendi-
mento che non così da ciascun basso ingegno possa arrivarsi a toccar nel vivo
dell'intenzione sua. Avvertendo però, che questa altezza, o lontananza sia tale,
che vi si possa arrivar con gli occhi della mente, e che ci lassi veder chiaro, e
la mente non possa penetrarvi di nulla a conoscere, se quella tal cosa sia Città,
o Monte, o Falcone, o Aquila, o Ippogrifo, che voli per l'aria. Voglio dire,
che ancor queste di sentimento così remoto, e alto, o misterioso, debba-
no aver tanto di chiarezza, o luce, che, come ben dice il Giovio, non abbian bi-
sogno in tutto della Sibilla per dichiararle.
DELL'ALTRE poi all'incontro, o amorose, o militari, o morali, o di
Qualsivoglia altra qualità, non è da approvare molto l'opinione di esso Gio-
vio, il qual non vuole, che elle siano tanto chiare, che ogn'uno l'intenda. Per-
ciocchè, se elle non sono facili ad esser intese saranno fatte come invano, e prin-
cipalmente l'Amorose, e quelle che hanno da vedersi come in corso, e una
volta sola, che, sebbene ancor queste tali si conservano da chi vuole, e si usano
di continuo, sia ha tuttavia da aver la primiera intenzione a quella prima e
principale volta e occasione, in cui si fanno che, se allora elle non si lasciano in-
tendere, vengono ad esser come fatte invano, se però qualcuno non le fa per
volerle accolte ad ogn'altro, e palesi, e note alla sola Donna sua, o a qualche
altro in particolare; che allora, per qualche cosa, nota fra essi particolarmente;
l'Impresa si farà intendere da loro soli,essendo oscura a tutti gli altri, sì come
ancora delle parole stesse, e dei versi suole farsi, cioè, che con Sonetti, o Can-
zoni, noi molte volte usiamo modi di non farci intendere, se non da chi noi
vogliamo, Onde in tali occasioni si legge in esse:
A tutt'altri celato, a voi palese. E:
Altri che voi sò ben che non intende.

 

 

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