dell'Impresa non possa seruir'anco à molt'altri, essendo cosa certissima, che
nell'amore, nell'onore, & in infinite altre cose si troueranno sempre molti, che
si confermeranno in vn medesimo parere & desiderio, cioè, che, sì come io de-
sidero di venir grande & illustre nel cospetto del mondo per mezo delle vir-
tù, cosi faranno molt'altri, che lo desiderano parimente. Et il medesimo a-
uerrà in molte altre cose. Ma inquanto à questa differenza fra l'Imprese, & gli
Emblemi, dico, che in ogni pensiero & desiderio, ch io dimostrerò con l Impre-
sa ho da mostrar di quer riguardo à me stesso, & non di uolerne far precetto al-
trui, se ben, come ho detto, il pensiero, il segno, ò l'intentione, & documento
può esser commune à molti. Onde nel detto mio Discorso mostrari, che cia-
scuno in vn tempo stesso può leuare, & vsar più Imprese, secondo i particolari
suoi pensieri, & muarle, & lasciarle col tempo, cessati che siano quei disegni,
& quelle occasioni, che gliele faceano vsar prima. Et dissi, che i figliuoli non
deurebbono vsar l Imprese de' padri loro, come communi ad essi figliuoli, se
non quanto esse Imprese paterne si fossero incorporate nell'Arme della casa, ò
il figliuolo volesse mostrar d'auer anch'egli quel particolar pensiero, che il pa-
dre auea, ò l'usasse, come erede, & partecipe ancor di quella gloria paterna, co-
me erede del Regno, dello Stato, della roba, & dell'altre cose, se però l'Impre-
sa fosse militare, ò morale, sì come l'Imprese del Tosone, del San Michele, &
altre, & cosi le Colonne di Carlo Quinto, che mostrano la gloria del pensier
suo, prima d'aspirare & desiderare, & poscia d'auer felicemente conseguito di
portar'il nome, & l'arme di Cristo, & l'Imperio, molto più oltre, che quei ter-
mini della Terra circoscritti da Ercole, & dagli antichi. Ma se quella Impresa
fosse stata amorosa, ò in qualche particolar pensiero di Carlo, come in qualche
giostra ò in qualche occasione d'ingratitudine ò infideltà altrui, ò in altro sì fat-
to argomento, non si conuerrebbe d'usarli po dal figliuolo. Gli Emblemi al
contrario, facendosi quasi sempre in soggetto & documento vniuersale, posso-
no continuarsi di tener da' figliuoli, & da tutti i lor descendenti. E' ben vero,
ch'ancor l'Imprese vsate da persone grandi, le quali sien già morte, possono si-
curamente vsarsi da altri, pur che elle sieno d'intentione vniuersale, ò almeno
conforme al pensiero di colui, che nuouamente la piglia à vsare. Percioche
essendo state prima di personaggi famosi, non si può dire, che colui, che dipoi
prende à vsarle, lo faccia per furto, ma per ingenua limitatione, sì come per
questo libro se n'aueranno alcune. Quando poi l'Impresa in qualche parte
delle figure, nel Motto, & nella intentione variasse dall'altra vsata da chi si vo-
glia non sarebbe furto nè vitio alcuno, se ben tutti gl'Autori d'esse fosser viui.
Sì come in questo libro può vedersi, che sopra l'Aquila, sopra la palma, & so-
pra più altre tai cose publiche, sono da diuersi formate diuerse Imprese con
molta leggiadria, & felicità. Negli Emblemi poi molto più è lecito, & com-
munissimo, cioè, che vno Emblema, & molti, ritrouati da altri, vsati & publi-
cati,ò di fresco, ò lungo tempo, possono vsarsi da chiascheduno, anzi con autorità
& splendore, come chi dicesse ò allegasse, ò tenesse scritto nelle porte, ò nei muri,
ò altroue qualche sentenza d'Aristotele, di Pitagora, di Omero, di Vergilio, del
Petrarca, dell'Ariosto, ò d ogn'altro Autor famoso. Percio che, facendosi, come
è detto, gli Emblemi per vniuersal documento, può ciascuno valersene come di
sentenza, di prouerbio, di precetto, ò d auuertimento commune ò tutti.

 

 

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