pagnar sempre questa del giudizio, senza il quale, niuna regola, niuna legge,
& niun arte, ò scienza può adoperarsi perfettamente. Con lo stesso fine adun-
que della brevità, & della chiarezza, si può già seguir di dire, che ancor d'una
figura sola l' Imprese si fanno bellissime, pur che l'Motto, & l'intenzione le cor-
rispondano. Ove s'ha principalmente da avvertire, che questa figura non stia
oziosa, ò bisogna, che l' Autor suo col Motto l'aiuti, & parli di lei, come sono
quelle d'alcuni riversi di medaglie antiche, delle quali ho detto poco avanti,
che hanno lettere, le quali dichiarano che cosa sia quella figura. Il che non vie-
ne però ad esser altro, che se un padrone prendesse ò tenesse servitori, perché
l'un di loro servisse l'altro, & non per farsi servir da loro. Percioche non è al-
cun dubbio, che ogni Autor dell' Impresa si prende ò si elegge quelle due sorti
di cose, cioè, le figure & le parole, perché elle lo servano à portar ne gli occhi,
nell'orecchie, & indi nella mente altrui, il pensiero, ò il concetto di lui, che fa-
ta l'Impresa. Le onde se d'essi due servi, l'uno stesse gettato in terra ò dormen-
do , ò infingardo, che al padrone convenisse guidar l'altro servente, cioè il Mot-
to, à sollevarlo, ò spingerlo, si può facilmente comprendere, che buona elez-
zion di serventi, ò di ministri, colui s'avrebbe fatto. Et in questo notabilissimo
vizio si veggiono cader molti. Et di cotali Imprese viziose, possono per se stessi
gli studiosi andare vedendo molte tra quelle, poste nel suo ragionamento da
Monsignor Giovio, che io come non buone ho lasciate fuori di questo libro.
Et tutto questo, che già ho detto, mi par à bastanza per le due cose, che nel
principio di questo Capitolo si son proposte, come per principalmente neces-
sarie nelle figure d'ogni Impresa buona. Nel che ho da soggiungere, ò più tosto
con due sole parole replicar quello, che s'è toccato nel precedente, cioè, CHE
le figure non si facciano in modo, che ristrettamente abbian bisogno di colori,
ò che senza tai colori non si possano conoscere Et similmente, CHE in quel-
le Imprese principalmente, le quali non si fanno da noi studiosamente per vo-
lerle oscure, come si dirà nei seguenti Capitoli, non si mettono cose incognite
del tutto, ò non mai vedute da questi paesi, ove noi particolarmente intendia-
mo d'usar l'Imprese, come farebbero alcune piante, alcuni animali, ò fors'al-
tre cose dell'India, ò d'Arabia, ò d'altronde, che da noi non fossero state vedu-
te mai. Et ancor de' nostri paesi stessi non si mettano quelle, che col disegno
non si possano chiaramente far conoscere, come sono molte sorti d'erbe, ò d'uc-
celli, ò altri animali, che disegnandoli, non si conoscerebbe se fosser più Me-
lissa, che Ortica, ò Storno, che Tordo, & cosi d'ogni altra sì fatta cosa, quando
però il Motto, senza nominarla, non venga à farla intendere, ò conoscere sicu-
ramente quell'ella sia. Et perché in quanto poi à quella chiarezza, che si ricerca
in comune à tutta l'Impresa con le figure, & col Motto insieme, si dirà più
basso, quando saremo particolar Capitolo de' Motti, ò delle parole, passeremo
à dir d'ora d'alcun' altre cose, che pur'inquanto alle figure in se sole son necessa-
rie. Et qui soggiungerò solamente, CHE in quanto alle figure, riescono bel-
lissime quelle Imprese, che si traggono, ò si formano dall'Arme, ò dall' Insegne
proprie della casa, ò di colui stesso, da chi si sanno, aggiungendovi, ò togliendo-
vi, &mutandole secondo il bisogno dell'intezion sua, accomandandovi le pa-
role regolatamente, & con leggiadria. Delle quali cosi tratte, ò formate dall'
Insegne, ò dall'Arme proprie, si averanno alcune bellissime per questo libro.

 

 

Link an image of this page
[Click on image for full page view]