M. LOD. DOMENICHI.279
gittimamente per succession paterna, hà ottenuto an-
chora il ricchissimo regno d'Inghilterra, ilquale si
può dire, che sia fuor del mondo con l'autorità del'
Poeta; Et oenitus tot diuisos orbe Britannos. Oltra
che considerando al grande acquisto dell'Indie Oc-
cidentali fatto dal felicissimo suo padre, può ragio-
neuolmente dire, che non gli basti vn mondo. E però
Dio prosperando questo suo magnanimo pe[n]siero, glie-
ne va tuttauia scoprendo e sottomettendo de' nuoui.
Hora non mi parendo di potere più altame[n]te termi-
nare il mio ragioneme[n]to, gli farò fine in questo gran-
diss. Signore: ringrantiandoui, sicome io debbo, della
grata e cortese vdienza, che mì hauete data con in-
tentione di voler renderui il cambio, e di più d'ha-
uerui obligo infinito, quando à ciascun di voi pia-
cerà ragionarmi d'alcuno honorato soggetto degno
de'vostri studij. POM. Io per me mi offero sempre
prontissimo à sodisfare al vostro honesto desiderio;
benche io mi conosca più tosto atto à imparar da voi,
che à insegnarui. Ma prima ch'io pigli licenza da
voi, io vorrei pur dirui anchora io la mia impresa,
se vi contentate. LOD. Anzi me ne farete fauor in-
finito. POM. Ciò è l'Orige, ch'è vno animaletto ter-
restre, ilqual nasce in Africa: e perche voi sapete;
che quiui è carestia d'acqua, patisce anchora egli
grandissima sete & arsura. Egli è però di tal sustan-
za e pieno di tanto succo, ch'egli hà addosso, che serue
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