278RAGIONAMENTO DI
ragionamento, mi son risoluto di volerlo co[n]chiudere
col maggior Prencipe e Rè de' Christiani, ilquale è il
Sereniss. e potentiss. Don Filippo d'Austria, figliuolo
dell'Inuittiss. Carlo Quinto Imperadore, Rè d'Inghil-
terra, e Prencipe di Spagna. E benche forse vi parrò
troppo ardito à parlare di così gran Prencipe: nondi-
meno voglio, che'n ciò mi scusi la deuotione, che io
porto à sua Maestà; e'l no[n] hauere anchora inteso, che
così grandissimo Rè habbia leuato impresa. Però vi
dico, come essendo io nuouamente, e non sò quasi co-
me, entrato in questo humore così diuerso e lontano
da' miei studij, mi son tanto lasciato lusingare dal
pensiero, che temerariamente forse, n'hò sognato vna
per sua M. laquale è l'antico Circo Romano, dou'è po-
sto vn velocissimo cauallo, che postosi in corso, è vsci-
to del Circo, & hà trapassato la meta. Il motto è preso
da vn mezo verso di Giouenale, dice[n]do: NON SVF-
FICIT ORBIS.
E certo, s'io non m'inga[n]no nelle
mie cose, questa impresa assai ben co[n]uiene à così gran
Rè per più rispetti, si per ragionare il verso intero
del poeta d'Alessandro Magno, col quale sua M. hà
tatna conuenienza; come per auanzare ella di gran
lunga, la impresa del Christianiss. Rè Arrigo; ilquale
hauenda figurato la Luna crescente col motto; DO-
NEC TOTVM IMPLEAT ORBEM
; par che
si co[n]tenti dell'Imperio del mondo. Doue il Rè Filip-
po non contento de' molti Regni, ch'ei possiede le-
gittima

 

 

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