M. LODOVICO DOM.277
petua historia de' suoi nobiliss. fatti. Volendo io dun-
que, si come io son tenuto, mostrare alcuna gratitu-
dine de' benefici e fauori riceuuti da sua Eccel. Illu-
strissima; feci vna impresa, ch'è vn Carro trionfale
tirato da quattro cauai bianchi, con la corona dell'al-
loro sopra esso, e con tutti quegli ornamenti, che vsa-
uano in ciò gliantichi Romani, col motto, che dice;
MERITIS MINORA. Doue io voglio inferire,
che i trionfi sono assai minori de'meriti suoi. ARN. Io
vidi, non è molto, passando per Vrbino, doue la fama
di quella nobilissi. libraria m'hauea tratto, vna impre-
sa, laquale mi fu detto, ch'era di quello Eccel. Prenci-
pe; ciò eran tre Piramidi senz'alcun motto. Sapreste-
mi voi dire, M. Lodocuico, qual fosse la intention sua?
LOD. Certo no ve ne saprei dir nulla, anchor che
io meriti in ciò qualche riprensione; perche il difetto
fu mio. Ch'essendo io stato questo Luglio passato alla
Corte d'Vrbino, la doue io fui molto accarezzato e ben
visto dal S. Duca, e da'suoi ge[n]til'huomini, se io n'ha-
uessi domandato il dottiss. e gentilissimo M. Antonio
Gallo, ò l'ingegnosissimo M. Bartolomeo Ge[n]ga, l'vno
e l'altro, per lor cortesia, me l'haurebbe dichiarato.
Ben potrei farui sopra qualche ragioneuole discorso,
e darui alcun verisimile intelletto: ma il medesimo e
molto meglio di me potete far voi con la sublimità
& acutezza de' vostri diuini ingegni. Farò dunque
fine à benefattori miei, ma prima ch'io finisca il mio
S 3

 

 

Link an image of this page
[Click on image for full page view]