276RAGIONAMENTO DI
nimo Signore, e vero prencipe, e perciò degno non so-
lamente di quel feliciss. e tranquillo stato, che legiti-
memente ei possiede; ma d'hauer l'imperio del mon-
do per esser'egli giustissimo, affabile, & humano; tan-
to ch'egli hà tutti i suoi vassalli per figliuoli e per
fratelli. Ond'essi hanno ben cagione di viuere lieti e
contenti, e di ringratiar Dio, che habbia lor dato sì
benigno e tanto Signore. E non pure i suoi sudditti,
ma tutti glihuomini di buona intentione & amici
al nome Italiano, debbono desiderargli lunghissima
vita e perpetua felicità. Mantiene questo amabiliss.
Signore appresso di se, e liberalmente fauorisce huo-
mini di buone lettere e d'ottimi costumi, si com'è il
S. Mutio Giustinopolitano, il quael perla sua rara
virtù e singolar bontà d'animo, hoggi è tenuto in
gran pregio e molto riuerito dal mondo; e per li dot-
tissimi e moraliss. Scritti suoi celeberrimo, e dignis-
simo d'eterna fama. POM. Il Signor Duca d'Vrbin-
no hà tali e così illustri essempi inna[n]zi de' suoi pre-
cessori, che quando da se stesso egli non fusse ottimo
e virtuoso, sarebbe stimolato da quegli à fare opere
lodeuoli e conuenienti al grado, che tiene. LOD. Per
no[n] tralignare dunque da' suoi santissimi maggiori,
iquali furono famosissimi in pace & in guerra, tiene
di continuo sì lodata & esemplar vita; che dopò se
lascierà di se fama di rarissimo Prencipe, & inuite-
ragli scrittori, de'quali è molto benemerito, à far per-
petua

 

 

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