M. LOD. DOMENICHI.273
rata, come voi sapete, per la città di Siena, laqual'era
dinanzi à vn giouane vestito all'antica, col Giglio
sopra il capo, inteso pel Rè Christianiss. ilqual gioua-
ne metteua di sua mano vn collare ài ferro di quei,
che portano i mastini per lor difesa, al collo alla Lu-
pa, per assicurarla dal morso de' Cani. Volendo com'io
credo, intendere, che sua maestà Christianissima ha-
uendo posto in Siena così prudente e giusto gouerno,
l'hauea assicurata dall'insidie de'suoi nemici. Il mot-
to, se me ricorda bene, diceua; SECVRA CONTEM-
NIT CANES.
Io feci vn'altra impresa al Conte
Vinciguerra di Collalto. ARN. Deh non ci vogliate
rubare quella, che voi faceste al Cardinal di Ferrara.
LOD. Io son contento piacerui, ma però con questo,
che non m'habbiate per presontuoso, credendo ch'io
ardisca far paragone alle cose del Giouio: che ciò sa-
rebba come vn volere agguagliare il piombo all'oro.
Però vi dico, ch'io gli feci per impresa vn pesce chia-
mato Polpo, ilquale hà così dolce & soaue odore, che
douunque elgi và, di continuo è seguitato da vna
grandissima schiera d'altri pesci, iquali sono inua-
ghiti & allettati dalla soauità d'esso Polpo. Volendo
dimostrare, come la rara, virtù e gentilezza di que-
sto dignissimo Signore, hà così marauiglioso odore,
che si tira dietro tutti i virtuosi e galant'huomini.
Il motto dice, SIC TVA NOS VIRTVS. E que-
sto motto serue a' pesci, che seguono il Polpo, & à gli-
S

 

 

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