268RAGIONAMENTO DI
custodir sicure le pecorelle da ogni ingiuria de' lupi.
E attribuita ancho al Cane la memoria, la fede; e
l'amicitia. Però mi parue conuenirsi questa impresa
à sì honorato personaggio, col motto; NON DOR-
MIT QVI CVSTODIT.
Fra i molti nobiliss.
Signori, ch esono nel regno di Napoli, iquali illu-
strano quella nobilissima prouincia, v'è il Signor
Don Giouan Vincenzo Belprato, conte d'Auuersa,
degno d'infinite e grandissime lodi, per essere egli
non pure virtuoso e magnifico, ma grandissimo ami-
co ancora e benefattore di quegli, che non hanno
altro, che vna minima ombra di bontà. e di virtù.
Di che posso fare io piena fede, che per tale l'hò co-
nosciuto e prouato, senz' hauerlo giamai veduto: on-
de confesso esser tenuto à rendergli gratie immortali
& à celebrarlo con tutte le forze del mio pouero in-
telletto. Hò giudicato dunque vfficio mio fargli al-
cuna impresa degna del suo altissimo pensiero. Però
gli ho fatto il cauallo Pegaso, come si vede scolpito
nelle medaglie d'Adriano, di L. Papirio Cursore, e
d'altri, dou'egli è figurato per la Fama. Nacque
questo animale, come fauoleggiano i Poeti, del San-
gue di Medusa. Percioche la virtù, quando ella hà
tagliato il capo allo spauento, genera la Fama; e
per lo capo di Medusa s'intende lo spauento e la ma-
rauiglia. La fama poi, si tosto ch'ella è nata, comincia
à volare per bocca de gli huomini, e fà sorgere il
fonte

 

 

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