266RAGIONAMENTO DI
Signor Girolamo Pallauicino di Cortemaggiore; il-
quale non tralignando punto dalla generosità della
sua nobilissima famiglia, in tutte le sue attioni hà di
co[n]tinuo mostrato magnificenza e splendore d'animo
reale. Di questo liberalissimo Signore hò io gran ra-
gione di lodarmi, tal che mentre io haurò vita, non
mi vedrò mai stanto nè satio d'honorarlo in tutti
quei modi, che per me si potranno. Però per fare alcu-
na parte di quel, ch'io debbo, gli feci già per impresa
vna Aquila, laquale secondo Plinio, sola di tutti gli-
vccelli non fu mai morta dalle saette: e perciò fa det-
to, ch'ella portasse l'armi di Gioue. Volendo dire, che
la virtù di questo Signore no[n] può esser percossa dall'
ira del cielo: e con questo io dimostro la persecutione,
ch'egli hebbe già à gran torto nello stato e nella per-
sona, laquale finalmente (come ei meritaua) gli ri-
uscì à felicità e grandezza. Il motto diceua, EST
MIHI SORTE DATVM.
Riceuei già molte
cortesie & fauori dal Conte Collatino di Collalto, gio-
uane di singolar virtù e grandezza d'animo, & ol-
tra le doti del corpo, accompagnata anchora abonde-
uolmente da' beni della fortuna; iquali gli danno
commodità & occasione di vsar liberalità verso co-
loro, che la meritano. Ond'essendo io stato beneficato
da lui, e perciò volendo fare alcuna memoria del suo
merito, e dell'obligo mio, figurai l'albero del Pino, il-
quale è di questa proprietà, che d'ogni stagione hà
frutti

 

 

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