254RAGIONAMENTO DI
per cagione dell'amore che le portaua; dipinse vna
naue in alto mare, senz'alcuno armeggio, & ap-
presso questo verso del Petrarca, MI TROVO
IN ALTO MAR SENZA GOVERNO.

Hauendo egli dunque occasione di ragionare in bal-
lo, e trattenersi, come s'vsa, con questa gentildonna,
ragionando venne à farle conoscere, com'essa gli ha-
uea dato cagione di leuar tale impresa; che molto
ben se gli conueniua, per non sapere egli trouar ri-
paro al suo infelicissimo stato. Al'hora quella gen-
tildonna, dotata, come io hò detto, di prontissimo e
viuo intelletto, senza troppo pensare alla risposta che
gli douea fare, disse; Assai più, Signore, vi'si conuer-
rebono i versi, che seguono; iquali, sicome voi sapete,
dicono; SI LIEVE DI SAPER, D'ERROR
SI CARCO
; Ch'io medesmo non so quel, ch'io mi
voglio; E tremo à meza state, ardendo il verno. Ri-
mase quel gentil'huomo tutto stordito e co[n]fuso e pie-
no di marauiglia, pensando alla pronta e pungente
risposta, che gli hauea fatta quella accorta e valorosa
Signora, Poi ch'io sono entrato, non saprei dir come,
à ragionar dell'imprese, e ch'io ve n'ho detto infinite
d'altri, no[n] mi vergognerò diruene alcuna delle mie:
non perche io le stimi degne di sì nobil compagnia,
ma per far paragone all'altre. ARN. Deh sì di gra-
tia, fateci ancho questo fauore. LO. Fauore sarà quel,
che voi farete à me, degnandovi d'ascoltarmi, di
che

 

 

Link an image of this page
[Click on image for full page view]