250RAGIONAMENTO DI
di mettere vn Signore, & huom di guerra dopò que-
sti letterati, massimamente hauendo io promesso fin
dal principio del mio ragionamento, di non voler ser-
uare ordine alcuno. Dico adunque, ch'io mi ricordo
hauer gì vdito dire, come il S. Giouanni de' Medi-
ci, al tempo ch'egli era molto giouane in Reggio di
Lo[m]bardia, sicome tutto dì auuiene à glianimi nobili
e ge[n]tili, fierame[n]te s'innamorò d'vna bellissima e no-
bilissima do[n]na. E come quello, che conosceua benissimo se
medesimo e la natural terribilità e fierezza del cor
suo, quasi marauigliandosi di se stesso, che di così in-
uitto capitano e seruo di Marte, com'egli era, si fosse
ridotto ad esser suggetto di do[n]na e d'Amore; prese
vn motto solo senz'altro per impresa, ilqual mot-
to in atto di marauiglia diceua; E CHE NON
PVOTE AMORE?
E ben si può comportare in
vn Capitano, e che non faccia profession di lettere,
com'egli non faceua, non solamente ch'egli piglias-
se per impresa vn motto solo, ma anchora che lo fa-
cesse volgare: percioche egli è da credere, che lo tro-
uasse da se senza consiglio & aiuto d'huomini scien-
tiati. ARN. Era questo Signore huomo libero &
schietto, & senza commenti. LODO. La purità dell'im-
presa del Signor Giouanni, e Reggio m'hà fatto
souuenire dell'impresa d'vn garbato gentil'huomo
Reggiano; ilquale volendo mostrare, come tutti gli
huomini

 

 

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