246RAGIONAMENTO DI
Siluestro Bottigella ch'è così raro ingegno, e tanto
vostro amico? LOD. Io mi riputerei à discortesia
scordarmi della virtù e gentilezza sua: però voi in-
tenderete, come io hò veduto molte belle anime sue
senza corpo, ma poiche noi siamo sopra la seuerità
delle regole, non mi ricordo d'alcuna, ch'egli n'hab-
bia fatto regole, non mi ricordo d'alcuna, ch'egli n'hab-
bia fatto compiuta. Vna delle quali fu; EX IMBRE
PVLVEREM.
N'hò poi veduto infinite altre sue
tutte belle in questo genere. Nondimeno parmi
quasi impossibile, ch'egli non n'habbia fatta alcuna
bellissima e perfetta, essendo il suo erudito intelletto
atto à fare ogni gran cosa. Io connobbi prima in Anco-
na, e dipoi in Vrbino vn gentilissimo e virtuosissimo
Signore, ilqual merita ogni lode & honore, letterato,
cortese, & amoreuole molto; à cui son grandeme[n]te te-
nuto per li molti benefici e fauori da lui riceuuti.
Questo si chiama il Co[n]te Antonio da Landriano. Di-
lettasi di tutte le gentilezze del mondo, & è dotato
di singolar giudicio: e per dirlo in somma, è vniuer-
sale e galant'huomo. Hò veduto vna sua bella impre-
se, laquale è vna Aquila, che fà il nido suo sulla quer-
cia, col motto Latino; REQVIES TVTISSIMA.
e ciò giudiciosame[n]te hà fatto, per essere egli genero
dell'Eccellentissimo S. Duca d'Vrbino: assomiglian-
do se stesso all'Aquila, ch'è l'arme sua, e la quercia
al signor suo suocero: quasi che percìò voglia inferi-
re d'hauer fondato tutte le speranze e disegni suoi
nella

 

 

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