M. LODOVICO DOM.235
del vagheggiar di costui, e piacendole la mercata[n]tia,
non indugiò molto à farlo degno della sua nuoua gra-
tia. E così breueme[n]te essendo d'accordo le parti, lieta-
mente peruennero al desiato sine d'amore. Ma per-
che gliamanti sogliono vedere e'ntendere ogni cosa,
e le più volte anchora riputar vere quelle, che false
sono; la donna di prima, che in questo caso non pren-
deua errore alcuno, accortasi d'esser stata cacciata di
seggio, ne viuea malissimo contenta, e presso che di-
sperata. Perche come persona e sauia & valorosa, non
volendo scoprire il suo dolore à ogn'vno, si risolse
senz'altrimenti scriuergli di voler fare à saper l'ani-
mo suo al giouane disleale & ingrato. E così fatto
legare in oro vn Diamante falso con ogni maestria,
sì ch'egli haurebbe ageuolmente ingannato qual si
voglia persona, che non fosse stata dell'arte, gli fece
fare dal lato di dentro, che tocca il dito, il motto, che
disse nostro Signor Giesu Christo sulla Croce; cioè,
LAMAZABATANI; e poi con molte lagrime e
sospiri lo mandò à donare à colui, che l'hauea ab-
bandonata: strettamante pregandolo, che vo-
lesse hauer pietà di lei, e renderle l'amor suo. Il
giouane come che fosse persona accorta e'ntenden-
te, e chi di prima giunta intendesse il senso del
predetto motto Hebreo; non però fu capace dell'ar-
gutia, e sottigliezza dell'impresa, se non poi che
hebbe mostrato l'anello à vn suo amico orafo ec-
cellent

 

 

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