234RAGIONAMENTO DI
rando ancho oltre di ciò l'vso comune; ilquale, sicome
dicono i nostri legisti, hà forza di legge. POM. Ma
però à queste regole e leggi si deurebbe anco dare
qualche eccettione e fallenza, e dispensar tal'hora co'-
galant'huomini e co'letterati, habitilandogli à po-
tere alcuna volta vscir dell'ordinario, come persone
priuilegiate. LOD. Non sarà in tutto fuor di pro-
posito, almeno per M. Arnoldo, ilquale non credo
ch'abbia letto gran fatto libri nella nostra lingua To-
scana, ch'io racconti vna impresa, che io mi ricordo
hauer letto nelle nouelle di Masuccio Salernitano;
laquale impresa hebbe occasione in questo modo: Ha-
ueua vn gentil giouane lungo te[m]po amata e seruita
vna leggiadra e bellissima donna, e di ta[n]to era stato
lor benigno e cortese amore, ch'essi haueuano veduto
più d'vna volta e goduto i fiori e'frutti del lor fer-
uentissimo amore con gran sodisfattione e contento
d'amendue le parti, lequali n'erano perciò felicissi-
me e liete. Auuenne, che à questa loro incomparabil
contentezza e gioia hebbe inuidia nemica Fortuna,
laquale operò in modo, che hauendo il giouane ve-
duta à non so che festa vn'altra bellissima fanciulla,
si come per lo più sogliono esser gli huomini, e massi-
mame[n]te i giouani, vaghil di cose nuoue, postole glioc-
chij addosso ne inuaghì sì fieramente, che ne mena-
ua smanie. Et in questo suo nuouo amore, gli fu sì
fauoreuole il Cielo, che la giouane donna accortast
del

 

 

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