M. LODOVICO DOM.233
la Latina, e la Toscana; e benissimo fanno à ser-
uirsene quei pellegrini & acuti ingegni; ma non
lodo già questo loro vsanza, perche il più de glial-
tri, che fanno imprese, vsano farla in lingua differe[n]
dalla lor propria: e questa vsanza è ita hoggimai
tanto innanzi, ch'ella hà presa forza d'inuiolabil
legge. Ma lasciamo ir gli Spagnuoli e fauelliamo de'
nostri Italiani, tra'quali vno è de gli honoratie e
virtuosi gentil'huomini, quanto alcun'altro, ch'io
habbia conosciuto e pratticato a' miei giorni, il Signor
Alessandro Piccolomini; ilquale mi ricorda d'ha-
uer veduto vsar per impresa vn lauro folminato dal
Ciel stellato e sereno, contra la proprietà datagli da
coloro, che n'hanno scritto; & il motto suo, anchor che
vn poco lunghetti, erano questi due versi Toscani:
SOTTO LA FE DEL CIELO, AL'AE-
RE CHIARO
TEMPO NON MI PAREA DA FAR
RIPARO.

ARNOL. Ecce questo diuinissimo ingegno hau-
rebbe anch'egli errato, secondo il rigore della vostra
regola, nell'hauer fatto il motto della sua impresa
Toscano. LO. Io non hò fatto queste regole, nè fuor
che'l Giouio e'l Ruscelli dopò lui trouo alcun'altro,
che n'habbia scritto e dato precetti. Però essendo egli
huomo di tanta autorità, e stato il primo à scriuerne,
ragioneuolmonte se gli può e debbe dar fede; conside-
P 5

 

 

Link an image of this page
[Click on image for full page view]