228RAGIONAMENTO DI
e coperta, sicome elle sogliono stare tutto' verno per
ripararsi dal freddo. Il motto suo è; PROPRIO A-
LITVR SVCCO.
POM. Siate contento, vi pre-
go, M. Lodouico, di volere vscire hamai di chioccio-
le e di lumache; che à dirui il vero, à me non pa-
re, ch'elle habbiano gran fatto bella apparenza; non
già che l'imprese non siano ingegnose & argute, ma
elle non empiono gliocchij; come par che si ricerchi al-
l'impresa. LO. Io sò, che voi cercate, ch'io vi ragioni
di qualche cosa strauagante e piaceuole; però per farui
vn framesso di materie ridicole e sciocche, vi dico,
ch'io mi ricordo d'hauer già verduto de' gentil'huo-
mini, che per altro eran persone garbate e degne d'ho-
nore, i quali volendo esprimere i concetti loro, faceua-
no di goffissime inuentioni: tanto che mi parebbe di
far loro graue ingiuria, quando io gli nominassi. Però
mi contenterò di dirui l'inuentione sola. Vna ne fu
dunque tra glialtri, che volendo sforzarsi portar il
nome della sua donna coperto, laquale si chiamaua
Caterina; dipinse vna Catena spezzate in due parti,
e nel mezo vn Rè di danari delle carte, che s'vsano
per giuocare, facendo che nella figura di Rè s'inten-
desse per Ri, come si dice in lingua Bologneses. E'n
questo modo voleua inferire, che la sua S. Caterina
valeua ogni denaio. AR. Io non sò, se si potesse imagi-
nare più sciocco trouato di questo , nè più degno di ri-
so. LO. Adagio M. Arnoldo, che c'è assai meglio
Vdite

 

 

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