224RAGIONAMENTO DI
Dopò la morte d'Alfonso secondo d'Aragona Rè di
Napoli, il quale in quei tumulti e mouimenti di
guerra, che gli mosse Carlo Ottauo Rè di Francia, era
stato costretto per sua difesa e del proprio regno; vsa-
re asprezza e rigore verso i suoi sudditi, molestando-
gli con grauissime esattioni per far danari; ond'egli
per ciò n'era incorso nell'odio vniuersale di tutti i
popoli: i Napoletani leuarono per impresa vn Lac-
cio rotto con vn motto, tolto dalla sacra scrittura;
LAQVEVS CONTRITVS EST, ET NOS
LIBERATI SVMVS.
Itendendo, che per la
morte del Rè loro eran liberati dall'apro giogo della
seruitù. L'impresa del S. Gio. Iacopo de' Medici, Mar-
chese di Marignano,era vna naue nel mar turbato
col motto pur della scrittura; CVSTODI DOMI-
NE VIGILANTES.
E senza dubbio questa
pia e deuota sentenza fu molto appropriata al vigi-
lantissimo animo di lui. Che se mai fu persona sue-
gliata e desta nell'essercitio dell'armi & in tutte le
sue attioni, tale senza dubbio è stato a'suoi giorni il
Signor Marchese di Marignano: ilquale non solame[n]te
di priuato e pouero gentil'huomo è asceso à grado di
Prencipe e di general d'eserciti col mezo dell sua
virtù, e col mirabile aiuto e fauore della fortuna; ma
con la sua diligenza e vigilanza è riuscito virtuoso
nelle giornate, e glorioso in tutte le sue imprese: le-
quali sono freschissime e chiare à tutto'l mondo. Et
oltra

 

 

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