M. LODOVICO DOM.223
sconoscenti figliuoli, iquali poco ricordeuoli de gli in-
finiti benefici riceuuti da' padri, poi ch'essi sono giunti
all'estrema vecchieza, gli abbandonano d'ogni soc-
corso. Donógli questa impresa Massimiano Sforza
Duca di Milano, ilquale essendo stato amoreuolmen-
te aiutato & alleuato fuor di casa sua dal detto Conte
Brunoro, come grato riconoscitore de'benefici à lui
fatti, oltra l'impresa, lo gratificò anchora con vna
grossa e honoreuole entrata: & il motto ch'egli ag-
giunse all'impresa, fu questo: ANTIPELAR-
GIAM SERVA.
Hebbe per sua peculiare impresa
il Signor Conte Battista da Lodrone, che morì alla
perdita di Casale in Monferrato, vn Tribolo col mot-
to leggiadramente appropriato; IN VTRAQVE
FORTVNA.
mostrando, à mio giudicio, il valore
e la costanza del nobilissimo animo suo: ilquale in
qual si voglia caso di fortuna staua sempre saldo e
diritto, sicome il Tribolo anchora, ilquale gettisi
comunque l'huom vuole, stà di continuo con vna
punta ritto verso il Cielo. POM. Questo argomento
conuenne proprio à vn Caualiere honorato, com'
egli, ilquale faccia professione di valor d'armi. LO.
La impresa del Duca Francesco Sforza secondo di
Milano, ch'egli portaua dentro alla corona Ducale,
era vn ramo di Palma & vn d'Oliua, senza motto
alcuno. Credo che'l suggetto sia chiarissimo da se
stesso; perche l'vno significa Vittoria, e l'altro Pace.
Dopò

 

 

Link an image of this page
[Click on image for full page view]