M. LODOVICO DOM.221
e di poi moglie del Signor Alessandro Vitelli; e
ciò fu vn motto; NON SINE QVARE; fatto
da lei quando ella giudiciosamente si maritò la se-
conda volta. Percioch' essendo ella e giouane e bel-
lissima anchora, sauiamente prouide all'honor suo;
& oltra i primi, ch'ella hauea fatti al primo marito,
di molt'altri e belli e valorosi figliuoli produsse al
secondo marito. L'Impresa del S. Hermete STampa,
fratello del Conte Massimiano, quando egli era Pre-
lato, era vna pianta d'alloro minacciata dal folgore,
col motto, NEC SORTE NEC FATO; volendo
à mio giudicio, mostrar, che la sua virtù non poteua
essere offesa nè percossa dalla sorte, nè del fato, che,
sicome scriue Plinio, e voi benissimo sapete, l'alloro
non è tocco del folgore. Il detto S. Hermete n'hà poi
fatta vn'altra, dapoi ch'egli è stato creato Marchese
di Soncino, e ch'egli hà preso moglie; e ciò sono due
alberi di Palma, il maschio e la femina; i quali non
sanno frutto mai. se non sono piantati l'vno appres-
so all'altro. E per quel che mi pare, ha voluto in ciò
mostrare la sua lodeuole intentione, e gli effetti del
santissimo matrimonio: hauendo egli co[n] maturo giu-
dicio lasciato l'habito ecclesiastico per propagare la
sua illustrissima famiglia. ARN. Questo prudente
Signore non hà egli fatto motto veruno alla sua bel-
lissima impresa? LOD. Ben sapete, che hà; e se ben mi
ricorda, dice; MVTA FOECVNDITAS. Non
punto

 

 

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