M. LODOVICO DOM.219
a'mici dì molte nell'vno e l'altro genere, ma molte
più goffe e ridicole, che ingegnose & argute. POM.
Deh non v'incresca, Messer Lodouico contarcene pa-
recchie dell'vna e l'altra specie, che farete anco, sico-
m'io credo, piacere à Messer Arnoldo, il quale non
penso che sia ora punto più occupato di me. ARN.
Non veramente; e quando anch'io fosse, non so do-
u'io potessi spender meglio vn'hora, che in cosi vir-
tuo sacompagnia. Però per me non resti il Domeni-
chi di ragionare di così piaceuole materia; che tan-
to ragionasse egli, quanto io starei ad ascoltarlo, LO.
Gran sodisfattione hà colui, che ragiona, quando
egli hà grata vdienza, e massimamente di persone
dotte, & honorate, si come voi siete. Dolcissimo
dunque mi sarà il fauellare, & essere volentieri
vdito da voi due, che per essere huomini giudiciosi
e letterati, io stimo molto più, che tutto vn popolo in-
tero, doue difficilmente si potrebbe trouare vna
coppia simile à voi. AR. Noi vi saremo doppiame[n]te
tenuti, poi che oltra il ragionarci di cose erudite e
belle, ci honorate ancho con così degne lodi. LOD. Le
lodi, ch'io v'hò date, sono di gran lunga inferiori
al merito vostro: ma hora non è tempo d'entrare in
così largo e profondo pelago. Però venendo all'in-
tento mio, dico, ch'io mi ricordo hauer veduto
in Fiorenza nel palazzo di M. Luca Pitti, Caua-
liere; il quale fu à suoi di grandissimo cittadino,
e con

 

 

Link an image of this page
[Click on image for full page view]