172LE IMPRESE DEL
Tiberio e Nerone il Senato e popolo Romano, celan-
do le loro sceleratezze sino à tanto ch'essi furono
giudicati degni dell'Imperio, benche anchora le più
volte interuiene, che così fatti huomini crudeli &
senza Dio, sogliono fare mala fine. Vn'altro huomo
sarà similmente giudicato splendido e liberale per
hauer sempre la sua casa aperta, e la tauola apparec-
chiata per tutti coloro, che vi si vorranno ritrouare,
e non dimeno costui segretamente sarà meccanico,
auaro & indiscreto: i quali vitij gli fa dissimular
l'ambitione, & il desiderio d'essere stimato qualche
cosa, e reputato generoso da coloro, che non conoscono
in lui virtù nè merito alcuno. In somma, Colui ve-
ramente si potrà chiamare huomo rarissimo & acco[m]-
pagnato dalla gratia di Dio, il quale nella sua po-
uertà e giouanezza essendo viuuto d'Angelo, col
tempo diuenuto più ricco non diueuterà tristo, su-
perbo, & ingrato più che l'istesso Diauolo dell'In-
ferno. Per conoscere adunque questa cosi difficile na-
tura e pericolosa dissimulatione dell'huomo, à me
pare che ci fiano tra molte altre due vie: l'vna di
por mente al suo habito, e l'altra considerare le sue
imprese, conciò sia ch'io non posso credere che vn'
huomo habbia il cuore vile, il quale si diletta non
tanto de i ricchi, quanto de i vestimenti puliti e
bene appropriati, si come facilmente si conosceranno
i suoi disegni per l'imprese & inuentioni ch'egli
vserà

 

 

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