uanetto d'indole e speranza di sommo valore, ha-
uendo ottenuto la condotta d'vna compognia di ca-
ualli, mi ricercò dell'impresa per lo stendardo, & io
alludendo à quel di Vergilio, Parma inglorius alba,
gli feci vno scudo ouer brocchier rotondo col campo
bianco, ch'aueua intorno vn fregio, il quale haueua
dentro quattro picoli tondi in quattro canti, legati
insieme con quattro festoni d'alloro: nel primo v'era
il crociolo dell'oro affinato del magnanimo Sign.
Marchese Francesco col suo motto, Probasti me Do-
mine; il qual Marchese fu suo auolo paterno; nel
secondo, il monte Olimpo con l'altare della Fede del
Duca Federigo suo zio; nel terzo quella dell'Auolo
materno Andrea di Capoua, Duca di Thermole,
ch'era, come di sopra hò detto, vn mazzo di parti-
giane da lanciare col motto, che diceua, Fortibus non
deerunt; nel quarto era il Cartiglio del Sig. suo pa-
dre senza corpo; cioè, Nec spe, nec metu: e giraua per
l'estremità nel campo bianco dello scudo intra l'alloro
vn breue d'oro, che diceua;
VIRTVTIS TRO-
PHEA NOVAE NON DEGENER ADDET
;
Volendo dire, ch'egli non tralignerà da' suoi maggio-
ri; ma aggiungerà qualche sua gloriosa e peculiare
impresa. E questa inuentione fece vago vedere nello
stendardo col suo honesto e moderato significato.

 

 

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