ni, mi parrebbe co[n]ueniente che voi narraste anchora
l'imprese de gli altri Prencipi e Capitani d'Italia, e
de' forestieri, se ve ne souuiene. GIO. Vdite prima quel-
la, che portò il S. Bartolomeo d'Aluiano valoroso e vi-
gilante, benche poco felice Capitano. Egli fu gran
difensore della fattione Orsina, difese valorosamente
Bracciano contra la forza di Papa Alessandro: e prese
Viterbo, rouinando la parte Gattesca in fauore de' Ma-
ganzesi, dicendo, che quelli erano il pestifero veleno
di quella Città. Et essendo stato morto il capo loro
Giouan Gatto, fece fare per impresa nello ste[n]dardo suo,
l'animale chiamato l'vnicorno, la proprietà delquale
è contraria ad ogni veleno, figurando vna fontana
circondata d'Aspidi, Botte, & altri serpenti, che vi
fusser venuti à bere, e l'vnicorno prima che vi beesse,
vi cacciasse dentro il corno per purgarla dal veleno
mescolandola, com'è di sua natura, & haueua vn
motto al collo;
VENENA PELLO. Il detto stendar-
do si perdè nella giornoata di Vicenza, hauendolo di-
feso vn pezzo dalla furia de nimici Marc'An-
tonio da Monte, Veronese; che lo tenne
abbracciato, nè mai lo lasciò,
fin che non cadde
morto.

 

 

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