que di metter mano (se così vi piace) alla bossola de'
gran Capitani, i quali voi hauete visti celebrati da
me nell'historia. E voglio che l'honor di Roma meriti
che si cominci da' Romani: perche eglino in effetto
hanno portato in se grandezza e grauità di scielti
Capitani, come heredi dell'antica virtù della patria,
fra' quali à miei giorni le due principal famiglie, e
capi dell'antica fattione Guelfa, e Ghibellina, che si
chiamano Orsini e Colonnesi, n'hanno hauuto vn bel
paio per ciascuna. Nell'Orsina Verginio, e Nicolò Co[n]ti
di Pitigliano; nella Colonnese Prospero, e Fabritio.
Verginio d'autorità, ricchezze, e concorso di soldati, e
splendor di casa, essendo stato Capitano quasi di tutti i
potentati dell'Italia, ve[n]ne al colmo della grandezza,
della quale cascò poi nella venuta del Rè Carlo, essen-
do stato preso col Conte di Pitigliano à Nola da' Fran-
cesi, ingannati dalla promessa de' Nolani e di Mons.
Luigi d'Arsio, Capitano de' Francesi; nè prima furono
liberati, che nella furia del fatto d'arme del Tarro, nel
quale si sgabellarono destramente delle mani di chi
gli guardaua, perch'era intento ad altro.
In questo
tempo i Signori Colonnesi, condotti dal Cardinale
Ascanio Sforza, che nel principio seruiuano Francesi,
essendosi poi fatto nuoua lega fra i Pote[n]tati d'Europa,
ritornarono al seruitio del Rè Ferrandino, ma prima
Prospero, che Fabrizio; il quale poi (seguendo Prospe-
ro) anchor si fece Aragonese, Verginio fu inuitato di
tornare

 

 

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