po che gli ingegni non eran così aguzzati, quella di
Francesco Sforza Duca di Milano, che hauendo preso
il possesso dello stato per vigore dell'heredità della mo-
glie, Mado[n]na Bianca Visconte, e con la forza dell'ar-
mi quietate le cose, e fatta la mirabil fortezza di
porta Giouia, fece di ricamo sopra la giornea militare
vn brauo veltro, ô vogliamo dir liuriere assettato con
le gambe di dietro, & inalzato co'pie dinanxi sotto
vn pino, col motto;
QUIETVM NEMO IM-
PVNE LACESSET.
Inferendo ch'egli non daua
molestia ad alcuno, ma era pronto à offendere e difen-
dersi da chi hauesse hauuto ardire di molestarlo. E lo
mostrò molto bene contra i Signori Vinitiani, quando
fece calare il
Rè Rinato di Prouenza per reprimer lor
la cupidità; laqual pareua ch'essi hauessero di quello
stato.

Alla bellezza della detta leggiadra impresa fece
buon paragone la troppo oscura, che vsò Galeazzo suo
figliuolo e successore, laquale fu vn Leon, che sedeua
sopra vn gran fuoco con vn' elmetto in testa: bella certo
da vedere in pittura, ma riputata senza sale perche
non hebbe anima di motto, e però à pena intesa dal-
l'Autore onde non m'estenderò à narrare i diuersi in-
terpretamenti, che faceuano le brigate, i quali spesse-
uolte riusciuano vani e ridicoli.

 

 

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