fa maruigliare e ridere spesso il Signor Camerlingo
Guido Ascanio Sforza
, che habita quella stanza co-
me più honorata.

Furono ancora à quei tempi più antichi alcuni
grandi, a' quali mancando l'inuentione de' sog-
getti, suppliuano alla lor fantasia con motti, che
riescono goffi, quando son troppo lunghi; come fu
il motto di Castruccio Signor di Lucca, quando fu
coronato Lodouico Bauaro Imperatore, & egli fatto
Senator Romano, che all'hora era grandissima di-
gnità, ilquale comparue in publico in vn manto
cremisino con vn motto di ricamo in petto, che di-
ceua:
EGLI E' COME DIO VVOLE. e di
dietro ne corrispo[n]deua un'altro:
E SARA QVEL
CHE DIO VORRA.

Questo medesimo vitio della lunguezza de' motti
fu ancho, ben che sopra assai bel soggetto d'appa-
renza di corpo, in quello del Signor Principe di Sa-
lerno
, che edificò in Napoli il superbe palazzo, por-
tando sopra il cimiero dell'elmo vn paio di Corna,
col motto che diceua;
PORTO LE CORNA
CHE OGN'HVOMO LE VEDE, AL-
TRI LE PORTA, CHE NON SELE
CREDE
; Volendo tassare vn certo Signore, che in-
temperatamente sparlaua dell'honor d'vna Dama,
hauendo esso bella moglie e di sospetta pudicitia, e
questa lunghezza è tanto più dannata, quanto

 

 

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