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VICTORIA EX LABORE
HONESTA, ET UTILIS.
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pictura
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LECTORI STUDIOSO, ET ELEGANTI.
SYMB. SYMBOLORUM.
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primary text/subscriptio
Quid Symbolum sit, ne amplius
Roges, brevissime, ut potest,
Conabimur nunc edere.
Est nanque signum
Ut signa militaria.
Collatio etiam dicitur,
Quod multi in unum conferunt.
Hinc symbolum Terentius
Poeta dixit nobilis.
Orator ARPINAS notam,
Sed Anulum Graij vocant
Plaerunque signatorium.
Porro omone, atque insignia.
Isto quoque ipso nomine
Quaedam notantur tesserae,
Quae a civitatibus dari
Solent quibusdam, publice
Ut quenque par sit accipi,
In foederatis oppidis,
Amice, & hospitaliter.
Sic possumus iam tesseras
Translation (Italian)

Perché tu non continui a chiedermi che cosa sia un "Simbolo", mi sforzerò ora di spiegartelo e spero di riuscirvi molto brevemente. Con il termine "Simbolo" si indica, in generale, un "vessillo", una "insegna" come quelle in uso negli eserciti. A questo vessillo si dà anche il nome di "raccolta" per il fatto che chiama molti uomini a raccogliersi in un sol luogo. In questo senso il grande poeta Terenzio usò tale vocabolo. L'oratore di Arpino usa "contrassegno", mentre i Greci, il più delle volte, danno a questo termine il significato di sigillo. In seguito il vocabolo stette per "presagio" e "indizi, pronostici". Con questa parola, poi, si designano anche oggetti di varia materia detti "tessere" che gli stati solitamente concedono ad alcune persone per attestare ufficialmente che è fatto obbligo alle città alleate di accoglierle e ospitarle amichevolmente. Anche tessere

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Translation (English)

I will try to explain, briefly, what is a symbol, so that you have not to ask further. The Greek term "symbolon" means a sign - a military standard would be an example of one. One might even refer to a symbol as an "amalgam", because many people combine such things into a whole. The great poet Terence uses "symbolus" in this sense. When the orator from Arpinum uses the term, he means "a signet-ring". It can also mean an "omen" or "token". This same term "symbol" is also used to designate those vouchers that are customarily given to certain people by states, entitling the holder, in allied towns, to a reception that is friendly and hospitable. Moreover, we may refer to tokens

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Vocare collybisticas,
Quasi institutas omnibus
Mutandam ad externam locis
Pecuniam, quae litterae
Vulgo feruntur cambij.
PolluxLink to note nomisma parvulum,
Stagyraeus ille maximus
Vocabulorum originem:
Quam originationem ait
FabiusLink to note. fuere symbola
Priscorum in arcanis diu
Mysterijs, ut gratia
Verbim papaver fertilem
Signabat annum. Huiusmodi
Sunt Pythagorica Symbola

UT ALCIATI Emblemata
Dicuntur &
Mysteriorum plena, quae
Documenta commodissima
Illa omnium, & pulcherrima
Vitae, atque morum continent,
Sanis reiecta, caeterum
Incognita imprudentibus.
Translation (Italian)

di scambio possiamo chiamarle, predisposte per il cambio in moneta in ogni località, e che generalmente vengono indicate anche come "lettere di cambio". Quel famoso Polluce Stagirita indica come significato originale del vocabolo quello di "monetina": questa, dice Fabio, è l'etimologia. Nei rituali religiosi degli antichi a lungo vi furono elementi simbolici: il papavero, ad esempio, contrassegnava un'annata abbondante. Della medesima natura sono i Simboli pitagorici, le cosiddette "Allegori" o "Enigmi", e qualche cosa di simile sono anche le "Raccolte", come vengono chiamati gli "Emblemi" di Alciato, piene di arcani misteri, le quali contengono gli esempi più convenienti e più egregi di vita e di costumanze, comprensibili solo per gli uomini sapienti, ma incomprensibili per gli ignoranti.

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Translation (English)

for "moneychanging", established, as it were, for the exchange of foreign currency in every location, equivalent to what popularly are called "bills of exchange". Pollux said that originally the term referred to a small coin, and that that great philosopher from Stagira was of the same opionion. Fabius concurs that this was its etimology. Symbols were for a long time employed in the secret rites of the ancients. The poppy, for example, signified a fertile harvest. Of this same kind were the Pythagorean symbols, the so-called "allegorai", "ainigmata", as the "Emblems" of Alciato are called, and "sunthemata", being full of secrets, and containing those fitting and magnificent examples of all things - of life and of character - revelations to men of sound mind, but unknowable to the ignorant.

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